Pubblicato da: Marco mkc Costanzo gennaio 28th, 2010

Il vero Made in Italy è la Mafia

Il problema vero è la mafia dei colletti bianchi!

LUCISANO: nel 1991 trascorsi una giornata al mare con il giudice Antonino Scopelliti.,alla fine lo salutai e lo vidi andare via in macchina. Poco dopo gli tesero un agguato. Gli assassini appostati lungo la strada, gli spararono con fucili calibro 12 caricati a pallettoni. Lo vidi poche ora dopo in un'edizione strordinaria del Tg1, avevo 15 anni e fui l'ultima persona a vederlo vivo. 18 anni dopo ho scritto e cantato questa canzone: MADE IN ITALY

viaYouTube – Il vero Made in Italy è la Mafia.

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Pubblicato da: Marco mkc Costanzo gennaio 20th, 2010

Vogliamo la vostra opinione sul processo breve

Intanto vi riportiamo un parere di un senatore informato sui fatti.

Marco Costanzo

viaYouTube – Processo breve: il Paese dei barbari.

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Pubblicato da: lucacp gennaio 5th, 2010

Imparare la storia leggendo i fumetti

Meglio che sui libri, la storia si può imparare a scuola leggendo i fumetti, ad esempio quelli che narrano le vicende di Asterix. A sostenerlo è lo storico Renè Mounajed, che ha condotto un vasto studio sui metodi di insegnamento della disciplina che da sempre viene considerata una maestra di vita.

Nel suo libro dal titolo “La storia in sequenza – Impiego dei fumetti di storia nell’insegnamento scolastico”, Mounajed sostiene, sula base dei dati empirici raccolti, che i Comics costituiscono un “enorme potenziale di…

via:  Lo storico, la storia  si impara meglio con i fumetti – LASTAMPA.it.

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Pubblicato da: Marco mkc Costanzo gennaio 4th, 2010

Isernia avrà le webcam in comune

L’Italia si cambia con decisioni storiche, con la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica delle amministrazioni a qualunque livello.

Credo che ogni volta che si abbatte l’ostacolo dell’ignoranza occorra festeggiare degnamente.

A tutti gli intellettuali che leggono pennaecalamaio.com faccio gli auguri per un 2010 fantastico e con la speranza che aiutino gli altri uomini a rendere più trasparente la vita pubblica italiana.

Auguri

Marco Costanzo

A poco a poco, la rete e un manipolo di uomini illuminati stanno cambiando l’Italia. Edmondo Angelaccio, Consigliere e Vicepresidente della II Commissione Consiliare Bilancio e Programmazione del Comune di Isernia in forze all’Italia dei Valori, ce l’ha fatta: d’ora in poi i suoi concittadini potranno accendere il computer e seguire in tempo reale quello che succede in consiglio comunale.

leggi il resto su Isernia avrà le webcam in comune.

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Pubblicato da: blaise2004 gennaio 1st, 2010

pillolo 755, 2010 La difficile filosofia del meno peggio

PILLOLO 755, 2010, gennaio

Ancora oggi, quando qualcuno entra in rotta di collisione

o più semplicemente in disaccordo con la propria religione,

con la propria Chiesa, il proprio Partito politico e così via dicendo,

si sente spesso rivolgere l’invito ad allontanarsi da chi e da cosa

è entrato in disaccordo come se da qualche altra parte si potesse sicuramente

trovare meglio.

Ovviamente la cosa non è da scartare a priori ma allo stesso tempo

andrebbe chiarita un po’ meglio e per procedere, la domanda a cui rispondere

potrebbe essere questa: esisterà mai qualcuno e qualcosa con cui

sarà possibile non entrare in rotta di collisione oppure più semplicemente

in disaccordo ?

Per rispondere correttamente a questa domanda occorre prima verificare

se è possibile trovarci d’accordo su questo punto.

Ed il punto è questo: qualunque “cosa” o persona abbia a che vedere con l’ “umano”

è limitata e imperfetta e pertanto doverosamente criticabile e migliorabile

e quindi chi non fa uso del suo discernimento per sottoporre

alla propria “ragione critica” la realtà con la quale si incontra

o ha bisogno di idealizzare questa realtà e con ciò alienandosi

oppure ha scelto di non vivere o di vivere solo a metà.

Ovviamente il rischio che costui correrebbe sarebbe quello di morire

senza aver dato ragione del perchè è vissuto.

Chi avesse dei dubbi al proposito, è invitato a leggersi il filosofo Heidegger

a cui faccio riferimento tra l’altro in diversi dei miei scritti.

Quindi, se siamo d’accordo su questo punto, lasciare, ad esempio, una Chiesa

per entrare in un’altra non significa necessariamente trovare qualcosa di meglio

e che, anzi, troverà sicuramente una realtà anch’essa limitata e perfettibile.

Insomma, quando ci si accinge a suggerire di lasciare una realtà per un’altra,

bisogna stare molto attenti a non illudere chi ci sta di fronte che passerà

dal nero al bianco e dal male assoluto al bene assoluto

perchè di assoluto su questa terra non c’è niente.

Infatti raramente l’uomo si trova davanti a scelte drastiche come quella

tra una dittatura ed una democrazia o tra la guerra e la pace

bensì a scelte dove gli viene richiesto di decidersi per il meno peggio

dove la verità non stà tutta da una parte e l’errore tutto dall’altra

e soprattutto di discernere cosa di buono è da salvare in ogni opzione.

Ma siccome l’uomo continua ad ostinarsi nel pensiero metafisico ed ideologico

ed è stato educato da questo a doversi sentire solo ed esclusivamente

dalla parte del bene e del giusto, continua a lavorare di scure

ed a spaccare il legno in due quando sarebbe meglio per sé e per il suo prossimo

se si piegasse al lavoro faticoso dello studio, dell’analisi e del confronto

per poter giungere ad un discernimento motivato e documentato.

esisterà mai qualcuno e qualcosa con cui

sarà possibile non entrare in rotta di collisione oppure più semplicemente

in disaccordo ?

Pertanto alla domanda se esisterà mai qualcuno e qualcosa con cui

sarà possibile non entrare in rotta di collisione oppure più semplicemente

in disaccordo, non si può che rispondere negativamente

e che la dialettica all’interno di una realtà è connaturale con la realtà stessa.

Infatti quando mi capita di incontrarmi con una Chiesa, una comunità

o un Partito politico dove questa dialettica viene vista come deleterea,

comincio ad avere dei seri dubbi su questa realtà ed in genere me ne sto lontano.

Dunque rimango per ora all’interno della Chiesa cattolica benchè in più casi

sia entrato in rotta di collisione con essa soprattutto perchè non ho nessuna pretesa

di perfezione e di infallibilità nei suoi confronti ed anche perchè,

almeno fino ad oggi, mi sento libero di criticarla o meno come e quando

lo ritengo opportuno.

Appartengo quindi alla Chiesa cattolica ?

Risponderei di sì, ma solo temporaneamente in quanto domani si vedrà.

BLAISE2004

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Pubblicato da: blaise2004 dicembre 31st, 2009

Il discernimento sulla DC

PILLOLO 754, 2009, dicembre

Conosco diversi ex comunisti come me i quali,

se da una parte riconoscono il fallimento del comunismo e del marxismo

su scala planetaria, dall’altra trovano più di una difficoltà

a riconoscere i meriti della Democrazia cristiana

la quale ha rappresentato il maggior baluardo di fronte al comunismo italiano.

Ritengono infatti che un Partito, il quale ha fatto dell’anticomunismo

la sua principale ideologia, abbia potuto combinare qualcosa di buono.

per il paese.

Costoro sono in ritardo anche rispetto alle stesse riflessioni che Berlinguer

elaborò negli anni ‘80 quando definì la DC un Partito con un’anima popolare,

ritardo dovuto principalmente al fatto che sono stati troppo dipendenti

da un pensiero metafisico ed ideologico secondo il quale, se il PCI

incarnava il bene assoluto, la DC non poteva che incarnare il male assoluto.

Ma a ben vedere le cose non stavano e non stanno così

ed un’attenta analisi storica seguita da un po’ di sano buon senso

lo stanno a dimostrare.

Infatti, come non vedere che la DC ha contribuito affinchè si affermasse in Italia

uno Stato di diritto, laico e democratico ?

Con tutti i suoi ma ed i suoi se e con tutti i suoi bassi ed i suoi alti

non si può non riconoscere che la DC ha dato il suo contributo.

Come non vedere che la DC ha contribuito a far emergere dalla miseria

e dalla distruzione l’Italia fino a farla diventare uno dei paesi più ricchi

del mondo ?

Sempre con i suoi ma e con i suoi se e con tutti i suoi bassi ed i suoi alti

non si può non riconoscere che la DC ha dato il suo contributo.

Come non vedere che la DC ha contribuito a far nascere e sviluppare

una borghesia industriale, soprattutto quella della piccola e media industria,

la quale ha permesso che in Italia si affermasse un’economia, una società

ed una cultura capitalista ?

Sempre con i suoi ma ed i suoi se e con tutti i suoi bassi ed i suoi alti

non si può non riconoscere che la DC ha dato il suo contributo.

Come non vedere che, durante ed in seguito al circa mezzo secolo

di dominio della DC, le masse popolari e la stessa classe operaia

hanno attraversato un periodo di relativo benessere

come non avevano mai conosciuto ?

Sempre con i suoi ma ed i suoi se e con tutti i suoi alti ed i suoi bassi

non si può non riconoscere che la DC ha dato il suo contributo.

Ed infine come non riconoscere che la DC ha lasciato in eredità

uno Stato sociale all’altezza di una nazione civile ed al pari se non superiore

a quello delle grandi democrazie occidentali ?

Sempre con i suoi ma ed i suoi se e con tutti i suoi bassi ed i suoi alti

non si può non riconoscere che la DC ha dato il suo contributo.

Si poteva fare di meglio e di più ?

Non vi è dubbio tanto è vero che mi sarebbe veramente piaciuto vedere

cosa potevano fare insieme Moro e Berlinguer

se fosse stato dato loro la possibilità di tradurre in politica le loro idee generali.

Non per questo, cioè non in ragione dei limiti e delle contraddizioni della DC,

e sono stati tanti e tante, si può criminalizzare tutta l’opera politica di questo Partito

perchè sarebbe come commettere lo stesso errore di quella madre la quale,

volendo pulire la casa, buttò via dalla finestra l’acqua sporca insieme al suo bambino.

Inoltre, che ci piaccia o meno, tutti quanti siamo figli della Democrazia cristiana

e del Partito comunista che era all’opposizione così come la cultura cattolica

e quella socialista rimangono le uniche culture di riferimento anche per l’oggi

e per il domani prossimo venturo.

BLAISE2004

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Pubblicato da: blaise2004 dicembre 31st, 2009

La vittoria della Democrazia cristiana

La vittoria della Democrazia cristiana alle elezioni politiche del 1948

fu schiacciante diventando addirittura il Partito di maggioranza relativa:

intorno ad esso infatti erano confluiti i voti dei cattolici

e di tutti gli anticomunisti, vale a dire i voti della borghesia industriale del Nord,

dei ceti medi, dell’apparato dello Stato e delle forze conservatrici, soprattutto del Sud

che fino ad allora avevano sostenuto il Partito monarchico, il Partito degli ex fascisti,

il Partito dell’uomo qualunque ed i Partiti separisti.

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Pubblicato da: Marco mkc Costanzo dicembre 20th, 2009

Preghiera per un natale lento e con criterio

Preghiera per un Natale lento e con criterio

[...], fa’ che io:

  • possa passare questo periodo circondato da gente che a causa del Natale è più, non meno serena e rilassata del solito
  • riesca a essere io più sereno, rilassato eccetera.
  • debba fare (e ricevere), solo perché “si fa”, meno regali di Natale possibile, senza dover arrivare a spedire l’apposito certificato medico di esenzione, o perlomeno
  • venga reclutato il meno possibile per acquistare regali su commissione o accompagnare chi li deve acquistare
  • non mi trovi sommerso da roba che, dai piatti di carta alle ghirlande per il portone, dopo pochi giorni non sarà altro che altri rifiuti inutili e difficili da riciclare
  • non mangi come un porco perché è Natale, anche se a tavola sicuramente troverò solo piatti squisiti fatti in casa
  • riesca a separare davvero l’idea delle feste da quella di “shopping obbligatorio”
  • riassumendo, aiutami ad avere un Natale lento e con criterio e soprattutto fa’ che io…
  • riesca ad aiutare tutti i bambini intorno a me a vivere anche loro un Natale così e a gustarselo il più possibile. Nonostante le continue pressioni al contrario a cui noi adulti li sottoponiamo e quelle che permettiamo alla TV di fargli.

via[...], mandami un Natale lento e con criterio | Stop!.

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Pubblicato da: lucacp dicembre 16th, 2009

Non uccidete la primavera

Queste guerre micidiali che noi dichiariamo alimentano il fuoco.
Distruggiamo le speranze senza comprensione
lasciando dietro dolore e tristezza.
Con crudeltà distruggiamo il sogno dei piccoli
e il loro sonno tranquillo.
Lasciamo per la strada una bambina
che ha perso la dolcezza della famiglia e della patria.
Troviamo un bambino sfigurato dalle ferite;
prima era allegro e cantava.Il sangue dell’innocenza
scorre sulla terra e sotto i nostri piedi calpestiamo i corpi.
E’ l’ignoranza che ci porta alla distruzione e guida i nostri passi verso l’annientamento.
O distratti, le nostre grida s’innalzano da tanto tempo.
Non avete ascoltato la nostra angoscia.

Muhammad al-Farag’
(Palestina)

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Pubblicato da: blaise2004 novembre 30th, 2009

pillolo 657, 2009 I ceti medi italiani secondo Nenni e secondo Saragat

PILLOLO 657, 2009, novembre

Il Congresso di Firenze che si tenne dall’11 al 17 aprile 1946
fu caratterizzato dal confronto e della posizione sostenuta da Nenni
e da quella sostenuta da Saragat.

Sarà importante evidenziarne le caratteristiche principali
perché entrambe ruotarono attorno ad una questione
che rimane tutt’oggi aperta e di vitale importanza.

Le differenze ideologiche fra Nenni e Saragat riguardavano
la scelta della base elettorale e politica: Nenni insisteva sul tema della classe operaia
mentre Saragat rimproverava “l’irrigidimento operaistico” del Partito
che gli impediva di trascinare con sé, oltre alla classe operaia
anche tutte le classi lavoratrici.

Fu la prima volta che in sede politica vennero applicate queste due diverse categorie
che marcavano la distinzione tra la classe operaia, la quale produceva
l’intera ricchezza del paese e le classi lavoratrici che invece
non erano direttamente impegnate nella produzione della ricchezza.

Per dirla in termini più moderni e più vicini a noi, Saragat e Nenni
si scontrarono e si confrontarono sulla questione dei ceti medi italiani
i quali, nel giro di pochi decenni, sarebbero dovuti diventare
la classe sociale ed economica più numerosa d’Italia.

Saragat, sulla base del suo socialismo umanitario, riteneva che
la classe operaia e le classi lavoratrici
fossero destinate a rimanere unite ed a schierarsi dalla medesima parte
e che, se questo non era accaduto fino ad allora, la colpa ricadeva solo
sulla politica del Partito socialista che aveva chiuso le porte
alle esigenze delle classi lavoratrici nel loro insieme.

Nenni invece, sulla base del suo socialismo marxista,
aveva ben chiaro il ruolo preminente della classe operaia
all’interno dell’economia ed dello scontro di classe presente nel paese.

Insomma per Nenni, se il Partito socialista (allora PSIUP)
perdeva la sua connotazione operaistica, perdeva anche il suo ruolo
all’interno della lotta di classe e del processo di cambiamento
dell’economia e della società italiana.
D’altra parte la divisione nella società italiana tra la classe operaia
e le altre classi lavoratrici era ancora più evidente in quanto queste ultime
non si identificavano con la cultura del proletariato urbano
bensì le loro aspirazioni di vita erano rivolte principalmente verso i ceti borghesi
alla cui cultura e costumi di vita miravano.

Dunque, anche se né Nenni né Saragat dimostravano di saper leggere
i cambiamenti verso i quali era diretta la società e l’economia italiana
che vedranno nel giro di pochi decenni l’esplosione dell’economia terziaria
ed i ceti medi diventare la classe sociale ed economica più numerosa,
essi si scontarono con il dato di fatto che la classe operaia, all’interno
di un sistema democratico e non rivoluzionario, non aveva né avrebbe mai avuto
i numeri sufficienti per governare il paese.

La strada che si apriva e che era necessario percorrere non poteva che essere una
e cioè quella di favorire la saldatura tra la classe operaia e le altre classi lavoratrici
ma essa non poteva esser percorsa fino a quando la cultura e le aspirazioni
delle classi lavoratrici e dei ceti medi erano distanti da quelle della classe operaia.

Mentre Saragat, il quale forse prima di tutti aveva intuito la necessità
della saldatura tra classi lavoratrici e classe operaia al fine di creare
un’unica forza di cambiamento, non si poneva il problema di come
avvicinare la cultura delle une all’altra, Nenni invece, nella sua utopia
condivisa allora anche dal PCI di Togliatti secondo la quale il capitalismo
aveva i giorni contati e che presto si sarebbero avverati travolgenti cambiamenti
nell’economia mondiale, era convinto che fino a quando questi stravolgimenti
non si fossero avverati, le classi lavoratrici ed i ceti medi
non si sarebbero alleati con la classe operaia.

In attesa di questo momento, Nenni riteneva dunque opportuno
che il Partito socialista si schierasse a favore e principalmente con la classe operaia
che avrebbe avuto il compito di diventare la futura classe dirigente del paese
nel momento e nei tempi opportuni.

Come tutti sappiamo, la crisi dell’economia mondiale del capitalismo
non è avvenuta, il capitalismo si è anzi affermato in gran parte delle nazioni,
la classe operaia italiana è diventata sempre più meno numerosa
e quindi più isolata ed i ceti medi e le altre classi lavoratrici
si sono sempre più allontanate dalla cultura e dalle aspirazioni
del proletariato urbano.

Di conseguenza nelle società capitaliste di oggi, compresa quella italiana,
la classe operaia, sebbene sia l’unica classe sociale ed economica
veramente interessata ad un cambiamento dell’economia e della società,
rappresenta meno di un terzo della popolazione
e la questione della sua alleanza con le altre classi lavoratrici
e con i ceti medi si pone con maggior urgenza che nel passato.

Ma rimane valida, secondo me, l’intuizione di Nenni secondo la quale
l’alleanza della classe operaia con i ceti medi non potrà avvenire
seguendo motivazioni volontaristiche ed etiche ma solo quando
le mutate condizioni economiche porteranno la cultura della classe operaia
ad avvicinarsi alla cultura ed alle aspirazioni dei ceti medi.

Fino ad allora, a mio parere, l’attuale governo della neodestra di Berlusconi
può dormire sonni tranquilli perché potrà contare sull’appoggio dei ceti medi italiani.

BLAISE2004

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