Pubblicato da: Marco mkc Costanzo luglio 2nd, 2010

Orizzonti – un concorso per opere inedite con scadenza 7 luglio 2010

L’Editore Aletti & la rivista Orizzonti

selezionano e pubblicano

OPERE INEDITE DI POESIA E NARRATIVA

SCADENZA

7 LUGLIO 2010
(FARÀ FEDE IL TIMBRO POSTALE DELLA DATA DI PARTENZA)

Per partecipare alle selezioni è sufficiente inviare una raccolta poetica (minimo 30 poesie), un romanzo, una raccolta di racconti o un saggio (minimo 30 pagine).
Le opere dovranno essere inviate in unica copia, allegando nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico dell’autore entro il 7 luglio 2010 (farà fede il timbro postale di partenza), all’indirizzo:

viaOrizzonti – Una rivista per tutti gli Artisti.

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo luglio 2nd, 2010

In Italia non si potranno più usare penna e calamaio: firma la petizione

Firma la petizione contro le violazioni italiane delle leggi europee Stop Italy’s violations of EU conventions and laws – Fermiamo le violazioni italiane delle leggi europee Petition.

Presentiamo la seguente petizione per portare all’attenzione del Parlamento Europeo che il Governo Italiano ha promulgato e sta per promulgare, leggi che violano importanti leggi ed accordi dell’Unione Europea, i quali salvaguardano alcuni diritti democratici fondamentali, quali il diritto al pluralismo dei mezzi di informazione, il diritto all’uguaglianza di fronte alla legge, il diritto alla libertà ed il diritto alla sicurezza.

Le trasmissioni radiotelevisive in Italia sono regolamentate dalla legge Gasparri (L 112/2004). Questa legge e’ stata criticata dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) in quanto limita il pluralismo dei mezzi di informazione. Nel 2007, la Commissione Europea ha condannato la legge Gasparri ed ha richiesto al Governo Italiano di osservare il dovere di promuovere il pluralismo dei media. Fino ad oggi, i governi italiani non ha preso alcun provvedimento significativo e la legge Gasparri rimane tutt’ora in vigore, violando di fatto l’articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, e l’articolo 10 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali.

Inoltre, prima delle ultime elezioni regionali (28-29/03/2010), con un’interpretazione strumentale dell’articolo 3 della legge № 28/2000, il Governo Italiano ha imposto un provvedimento restrittivo dei dibattiti politici sui canali televisivi e radiofonici. La conseguenza pratica di tale provvedimento e’ stata la messa al bando dei dibattiti politici, sia in televisione che alla radio, limitando seriamente l’accesso pubblico all’informazione prima delle votazioni. Anche questa legge contravviene all’articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea ed all’articolo 10 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali.
Il 07 aprile del 2010, il Governo Italiano ha approvato un decreto legge noto come “Legittimo Impedimento” (DDL 1996), il quale blocca di fatto i procedimenti penali in corso del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tale legge permette sia al Primo Ministro, che ai membri del Consiglio dei Ministri, di rimandare le udienze dei processi penali nei quali compaiono come imputati. Il “legittimo impedimento” viola l’articolo 20 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Le misure di sicurezza, (DDL 733/2008), attuate dal governo italiano nei confronti delle popolazioni rom e di altre minoranze etniche, contravvengono agli articoli 8(1) e 8(2) della Direttiva Europea sulla Protezione dei Dati (95/46/EC), la quale, in mancanza di motivate ragioni, richiede il consenso da parte dei soggetti interessati per il trattamento dei dati personali.
Nell’agosto 2008 il Governo Italiano ha firmato un accordo con la Libia che include provvisioni in cambio di pattugliamenti marittimi congiunti delle coste libiche. Il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) hanno entrambi criticato la nuova politica italiana di rimpatrio forzato ed a volte pericoloso dei migranti in Libia. La preoccupazione manifestata da tali organismi e’ che le autorità italiane stessero respingendo i migranti aventi diritto di asilo in Europa, verso un paese che non ha firmato alcuna convenzione internazionale per la protezione dei rifugiati.

Come dichiarato nell’articolo 3 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali, l’Unione Europea dovrebbe garantire l’accesso a procedure di asilo imparziali e complete per ogni individuo sotto il controllo di qualsiasi stato membro dell’U.E., inclusi coloro che vengono intercettati o soccorsi in mare.

Infine, il governo Italiano sta approvando (10/06/10) in parlamento una nuova legge che limiterà sostanzialmente la possibilità di usare le intercettazioni telefoniche e ambientali nelle indagini criminali. Tale legge limiterà severamente anche la possibilità di pubblicare le trascrizioni delle intercettazioni: ciò renderà le investigazioni criminali, in particolare quelle sul crimine organizzato e la corruzione, molto difficili e meno efficienti. Questa legge violerà palesemente l’articolo 6 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Appare assai preoccupante il fatto che ripetute violazioni di principali convenzioni europee, da parte di uno stato membro, possano avvenire senza una risposta efficace da parte delle Istituzioni Europee. Si ritiene che continuare a tollerare dette violazioni possa creare un precedente e mettere a repentaglio l’integrità dei trattati europei e di conseguenza la legittimità sostanziale della stessa Unione. Si richiede quindi al Parlamento Europeo e alle le Istituzioni Europee di chiamare l’Italia a rendere conto delle suddette violazioni.

Firma la petizione contro le violazioni italiane delle leggi europee Stop Italy’s violations of EU conventions and laws – Fermiamo le violazioni italiane delle leggi europee Petition.

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo giugno 29th, 2010

Cos’è la libertà di stampa?

Cos’è la libertà di stampa se non una funzione della democrazia ?

Si parla di libertà di stampa perchè su una questione

si possono avere opinioni diverse, ed anche su questioni importanti,

su questioni che riguardano l’etica e non solo su questioni secondarie.

Ma, se si accetta questo, dove va a finire la verità assoluta

la quale, in quanto tale, si pone al di fuori dell’opinione ?

Infatti non esiste politico, rappresentante della Chiesa o potente d’Italia

che non vorrebbe mettere il bavaglio alla libertà di stampa

perchè non accetta che il suo pensiero venga ridotto alla stregua di un’opinione

e pertanto discutibile e criticabile.

Dunque la libertà di stampa è sinonimo di libertà assoluta ?

Niente affatto, perchè l’opinione del giornalista è a sua volta

discutibile e criticabile.

Si giunge pertanto a concludere che il pensiero moderno

è una forma di pensiero debole e senza un centro, dove è indispensabile

dedicarsi al duro lavoro della dialettica, dell’informazione e del confronto

prima di arrivare a farsi un’idea su una questione la quale, si badi bene,

non sarà mai assoluta ed oggettiva ma solo relativamente assoluta ed oggettiva.

Ovviamente chi ritiene ancora che esista una verità assoluta

preferisce prendere le scorciatoie per riamane alienato

all’interno della società laica e secolarizzata

dalla quale si sente accerchiato ed il cui relativismo

viene percepito come un nemico dal quale difendersi

e possibilmente da sconfiggere.

BLAISE2004

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo maggio 30th, 2010

Libri: Hatikva di Marco Rivello

Marco Rivello

Hatikva

Uno sguardo disincantato che sa insinuarsi con fiducia nei vuoti rimasti tra l’architettura di ideologie di cui si nutre la società italiana. Un percorso che si snoda dalla fine degli anni Sessanta ai nostri giorni ripercorrendo gli eventi che hanno posto le basi per una nuova cittadinanza.

Una storia di uomini presenti e passati. Una storia scritta per gli uomini futuri.

Pagine
70
Prezzo
10 €

visita Statale 11 editrice – libri.

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo maggio 26th, 2010

So di non sapere: Blaise 2004

PILLOLO 1203, 2010, maggio

Mi riferirò ad un’antica saggezza filosofica

per dimostrare che la questione della laicità era presente fin d’allora

e come il suo rapporto con la religione fu risolto.

Infatti già Socrate fondava la sua filosofia su un punto fermo

che suonava così: io so di non sapere che, trasposto ai giorni nostri,

si potrebbe dire che non si smette mai d’imparare, basta volerlo,

impegnarsi, essere curiosi, informarsi e soprattutto studiare i documenti.

Tutto conoscono quanto Socrate fosse fedele agli Dei dell’Olimpo

ed anche percepisse d’essere ispirato dal suo personale “daimon” (Dio),

lo stesso “daimon” che gli faceva dire di sapere di non sapere,

cioè che la ricerca della verità divina non aveva mai fine.

Non per questo Socrate cessò di cercare questa verità

utilizzando tutti i mezzi che gli Dei avevano messo a sua disposizione,

primo fra tutti la ragione e la conoscenza razionale.

Basta leggere uno dei suoi dialoghi (i dialoghi scritti da Platone

che invito tutti a leggerne almeno uno durante questa estate,

visto che tutte le biblioteche comunali li posseggono)

per rendersi conto di quanto fosse pungente e veritiera la sua ricerca.

Insomma, la sua religiosità non si identificava assolutamente

con l’idea di possedere la verità assoluta quanto piuttosto

nel desiderio di conoscere sempre di più la verità, tanto è vero che per lui

era di fondamentale importanza confrontarsi con gli altri

ed interrogarli sulle loro risposte riguardo alla questione che veniva affrontata.

E la sua fedeltà agli Dei ed al suo personale “daimon” era così ferma che,

visto che il “daimon” gli aveva detto che il segreto della felicità

stava nel ricercare con tutto sé stesso la verità, costi quello che costi,

quando il governo degli ateniesi gli chiese di tacere perchè stava creando

instabilità tra i giovani della città, Socrate rispose: “Portatemi la cicuta”,

vale a dire preferisco morire piuttosto che tacere e smettere di cercare la verità.

BLAISE2004

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo maggio 22nd, 2010

La vita creata in laboratorio

Per la prima volta, il DNA creato dall’uomo ha generato una cellula.

In una prodezza che è l’apice di due anni e mezzo di test e prove, I ricercatori del J. Craig Venter Institute sono riusciti ad inserire materiale genetico artificiale – sintetizzato e assemblato chimicamente – all’interno di cellule che poi sono state in grado di svilupparsi in modo naturale.

“Tutti noi avevamo un forte sensazione che questa volta avrebbe funzionato” – ha detto Daniel Gibson, biologo del Venter Institute, co-autore dello studio pubblicato sulla rivista Science il 20 maggio – “Ma il nostro cauto ottimismo dipendeva dal fatto che avevamo avuto un sacco di delusioni con gli esperimenti precedenti.”

leggi il resto Creata in laboratorio la prima vita sintetica o commenta…

Marco

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo maggio 7th, 2010

Bacone e l’ateismo

“Un po’ di filosofia conduce all’ateismo, ma l’approfondimento filosofico porta l’uomo di nuovo alla religione.”

“Solo quelli che non credono in Dio hanno un certo interesse di dimostrare che Dio non esiste.”

(Francis Bacon, 1561-1626; filosofo inglese, saggista e uomo di stato; ha stabilito la metodologia delle scienze)

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo maggio 1st, 2010

Il ritorno al sacro ed al religioso dell’occidente

Appare in tutta evidenza la contraddizione del ritorno

al “sacro” ed al “religioso” che sta avvenendo oggi in Occidente

ed anche in Italia.

Questo ritorno si configura come pretesa di raggiungere

una verità ultima, certamente oggetto di fede

e non di dimostrazione razionale, ma comunque tendenzialmente

escludente proprio quel pluralismo delle visioni del mondo

che invece è alla base della sua nascita.

Infatti questo ritorno al “sacro” ed al “religioso”

è nato come necessità di risposta agli elementi di crisi

introdotti dalla “ragione” moderna di fronte ai quali essa

si è dimostrata incapace di trovare una risposta

ma, di fronte ai problemi posti ad esempio da un società

sempre più declinata al plurale, multietnica, multiculturale e multireligiosa,

si risponde attraverso il vecchio pensiero religioso metafisico

il quale non può non escludere altre credenze religiose

ed altri pensieri metafisici che allo stesso modo si caratterizzano.

Al massimo si può giungere alla tolleranza tra le diverse credenze religiose

presenti all’interno delle moderne società occidentali

ma non ad un dialogo perchè esso presupporrebbe che tutte queste credenze

fossero messe sullo stesso piano quando invece il pensiero religioso metafisico,

il quale è tale solo se si presenta come un pensiero totalizzante

ed in grado di riassumere il divenire dell’esistenza

all’interno di un ben preciso progetto di Dio,

non lo può assolutamente contemplare.

E di progetti e di Dio non ce ne possono essere due o più di due.

Insomma, l’attuale ritorno al “sacro” ed al “religioso”

delle popolazioni occidentali si prefigura come una fuga verso il passato metafisico

e non come superamento delle contraddizioni che oggi sono sul tappeto della storia.

BLAISE2004

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo aprile 26th, 2010

Parmenide ed Eraclito

PILLOLO 1090, 2010, aprile

Credo di non esagerare, caso mai di semplificare eccessivamente,

se affermo che la polemica di oggi se la verità sia una ed assoluta

oppure diversificata e relativa affonda le proprie radici

nella filosofia dell’antica Grecia.

Infatti il filosofo Parmenide affermava che “l’essere” era uno

e sempre uguale a sé stesso come una monade

mentre il filosofo Eraclito affermava che non era mai uguale a sé stesso

in quanto in continuo divenire.

L’acqua che passa sotto il ponte, diceva Eraclito,

non è mai sempre la stessa e cambia in continuazione

a cui replicava Parmenide sostenendo che sempre di acqua si trattava.

Una diatriba che non è stata mai risolta una volta per tutte

nel corso di tutta la storia del pensiero occidentale

tanto è vero che oggi continua, dove al posto di Parmenide

potremmo mettere i credenti ed al posto di Eraclito i non credenti.

A dire la verità ci sono stati fin dall’antichità filosofi

che hanno tentato di fare una sintesi tra “l’essere” visto come lo vedeva Parmenide

e “l’essere” di Eraclito ma, come è normale che sia,

queste sintesi sono entrate prima o poi sempre in crisi

per riprorre una strada in cui i due “esseri” tornavano ad essere divisi

prima che si trovasse una nuova sintesi.

Oggi viviamo in un tempo i cui l’essere assoluto dei credenti

si trova spesso diviso dall’essere relativo dei non credenti

e la fede divisa dalla ragione anche se va riconosciuto che nel recente passato

la divisione era ancora più evidente ed accentuata.

Siamo dunque in attesa di una nuova sintesi

che sicuramente ci sarà ma che ancora non c’è.

Infatti tutta la storia del pensiero occidentale dimostra

che i momenti di divisione non possono essere tollerati a lungo

sia dalla fede che dalla ragione.

Anche per questo da tempo sostengo che la fede non può fare a meno

della ragione e viceversa.

BLAISE2004

Pubblicato da: Marco mkc Costanzo aprile 24th, 2010

Il voto nel meridione secondo Saviano

PILLOLO 1086, 2010, aprile

In questi giorni lo scrittore Saviano, autore del celebre Gomorra,

ha denunciato il fatto che il Meridione d’Italia non è libero di votare

perchè intorno alle Regioni ci sono troppi interessi economici

e la gente è troppo disperata e povera.

Tutto ruota intorno alla sanità dove viene speso l’ 80%

del bilancio regionale.

Prima di tutto, ha precisato Saviano, la sanità pubblica

è gestita attraverso strutture private convenzionate con la Regione

i cui bilanci di spesa vengono annualmente triplicati e quadruplicati

senza che nessuno vada mai a controllare

e coperti attraverso il denaro pubblico.

Fino ad ora i conti sono sempre tornati

in quanto lo Stato centrale ha provveduto a ripianare i deficit delle Regioni

ed a finanziare la costruzione di sempre nuovi ospedali

al punto che, ad esempio in Calabria, su circa 2 milioni di abitanti

ci sono più di 40 ospedali mentre in Lombardia,

sempre per lo stesso numero di abitanti, sono sufficienti 20.

Spese dunque inutili ma ci si aspetterebbe di trovare almeno

una sanità che funziona ma invece non è così perchè

i nuovi ospedali sono serviti solo a rimpinguare le tasche

degli imprenditori edili legati a doppia mandata

con la classe politica al potere sia di destra, di centro o di sinistra.

La sanità, ha proseguito Saviano, è anche l’occasione per i voti di scambio

che avvengono a vari livelli: si va dall’assunzione come primari,

tecnici, infermieri ed addetti ai servizi senza seguire criteri di titoli e di meriti

al favore fatto al singolo cittadino per poter avere un intervento chirurgico

oppure una prestazione tecnica in tempi decenti invece di attendere mesi ed anni.

Uno dei motivi per cui nelle Regioni meridionali volutamente

la sanità non si fa funzionare è proprio perchè il cittadino,

per avere un servizio, debba dipendere dalla discrezionalità di qualcuno

a cui dovrà poi restituire il favore quando andrà a votare.

Il tutto condito dalla disperazione, quella disperazione che porta

a dire che così è sempre stato e che così sempre sarà.

Ma tutto questo non sarebbe possibile se nelle Regioni meridionali

la possibilità di trovare un lavoro decente con il quale poter vivere

non fosse una pura chimera visto che la disoccupazione

è un fenomeno di massa ed endemico.

Per poter sopravvivere in queste condizioni la gente del Meridione

è quindi disposta a tutto, anche a vendere la propria dignità

ed ad obbedire al potente di turno.

Le mafie, secondo Saviano, sono diventate l’unica potenza economica

delle Regioni meridionali ed hanno per questo cambiato strategia,

la strategia dei colletti bianchi i quali non delegano più i politici

a gestire gli affari ma si siedono direttamente nei banchi della politica

valutando volta per volta da quale parte schierarsi.

BLAISE2004