Archive for dicembre, 2006

dicembre 23rd, 2006

La Notte Santa – Guido Gozzano

La Notte Santa
di Guido Gozzano

Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
- Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
Maria già trascolora, divinamente affranta…

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d’un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill’anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.

Per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!

Risplende d’un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

dicembre 22nd, 2006

C’era una volta – Giacomo Noventa

C’era una volta un poeta,
Quel suo nome onore non ha;
ma né di uomini né di poeti
dicono i nomi la verità.

Quando vinta ebbe la guerra
il re dei tedeschi lo chiamò
ed in più tomi quella sua guerra
di cantare gli comandò.

“Sire, ti salvi Dio la vittoria,
(rispose il poeta così)
canti ogni tedesco la tua gloria…
A me in guerra un amico morì.

Il paese dove era nato
ha veduto anche nascere me.
Lasciami dunque piangerlo,
ora che è morto per te”.

Il re non vuole che pianga
(quel bisogno, chi regna non lo sa):
“Chiunque in Germania oggi piange,
domani morirà”.

Così una volta è morto un poeta.
Quel suo nome onore non ha;
ma dice di re e di poeti
questa favola la verità.

(traduzione di Franco Fortini)

ES WAR EINMAL…(di Giacomo Noventa)

Es war einmal ein Dichter,
Dessen namen keiner ehrt:
Von Menschen und von Dichtern
Zeigen Namen nicht den Wert.

Nach dem Sieg wurde er gerufen
Zum König vom deutschen Land.
Den Krieg wurde er berufen
Zu rühmen in manchem Band.

“König”, sagte nun der Dichter,
“Gott schütze dir deinen Sieg.
Jeder Deutsche sei dein Dichter,
Mir fiel mein Freund in dem Krieg.

Er war in dem Dorf geboren.
Wo auch ich geboren bin.
Und er ist für dich gestorben,
Lasse mich weinen um him!”

Der König lässt ihn nicht weinen,
(Kaiser kennen nicht diese Not)
“Die heute im Deutschland weinen,
Die begegnen morgen den Tod!”

So starb einmal ein Dichter,
Dessen Namen keiner ehrt:
Von königen und von Dichtern
Zeigt dieses Maerchen der Wert.

dicembre 22nd, 2006

The way a crow… – Robert Frost

The way a crow

Shook down on me

The dust of snow

From a hemlock tree

Has given my heart

A change of mood

And saved some part

Of a day I had rued.”
Il modo in cui un corvo di sopra una cicuta

scrollò su di me la sua neve minuta

diede al mio cuore un tal mutamento d’umore

da salvare un giorno per me ormai senza valore.

Via mcz06.wordpress.com

dicembre 19th, 2006

Le candele – Costantinos Kavafis

Le candele – Costantinos Kavafis

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

dicembre 19th, 2006

Se la morte mi abbracciasse forte – Alejandro Almeida

Se la morte mi abbracciasse forte

Poema di Alejandro Almeida detenuto-desaparecido il 17 giugno 1975 all’ eta’ di vent’anni.

Se la morte
Mi sorprende
Lontano dal tuo ventre
Perché per te
Noi tre siamo ancora dentro di te;
Se mi sorprende
Lontano dalle tue carezze
Di cui ho tanto bisogno;
Se la morte mi abbracciasse forte
Come ricompensa
Per aver amato
La Libertà,
E i tuoi abbracci allora
Solo stringeranno ricordi,
Pianti e consigli
Che non ho voluto ascoltare,
Vorrei dirti mamma
Che una parte di quello che sono stato
Lo ritroverai
Nei miei compagni,
L’ appuntamento di controllo,
L’ ultimo,
Se lo sono portati via loro,
I caduti, i nostri caduti,
Il mio controllo, il nostro controllo,
E’ in cielo,
e ci sta aspettando;
Se la morte
Mi sorprende
In questo modo così amaro,
Ma onesto,
Se non mi lascia il tempo
Per un ultimo grido
Disperato e sincero,
Lascerò il respiro,
L’ ultimo respiro,
Per dire
Ti voglio bene.

dicembre 17th, 2006

Poesie di Natale “MENTRE IL SILENZIO FASCIAVA LA TERRA”

“MENTRE IL SILENZIO FASCIAVA LA TERRA”

Mentre il silenzio fasciava la terra
e la notte era a meta’ del suo corso,
tu sei disceso, o Verbo di Dio,
i! n solitudine e piu’ alto silenzio.

La creazione ti grida in silenzio,
la profezia da sempre ti annuncia,
ma il mistero ha ora una voce,
al tuo vagito il silenzio e’ piu’ fondo.

E pure noi facciamo silenzio,
piu’ che parole il silenzio lo canti,
il cuore ascolti quest’unico Verbo
che ora parla con voce di uomo.

A te, Gesu’, meraviglia del mondo,
Dio che vivi nel cuore dell’uomo,
Dio nascosto in carne mortale,
a te l’amore che canta in silenzio.
(David Maria Turoldo)

dicembre 15th, 2006

Vago Valore – Salius

Vago Valore

Un vago sentore
sarà la nostra mancanza di valore.
L’impiego di comune sensibilità.
Una vicenda lontana percorre strati incoerenti.
Colto col primitivo
il danno della lentezza
spegne una mezza speranza.
E non è la danza allegria
non la liberatrice
ma una dannata immissione inibente.
Quasi come una scienza
che volesse predire il futuro
che cercasse l’ ignoto
che istruisse, col moto tradizionale, occasioni diverse.
Così come un cuore affranto cerca la cicatrice
ribatte colpo su colpo
sospinge la certezza o la trattiene
ritiene l’ anomalo livore di gente incompiuta.
Noi siamo la vita.

Salius

dicembre 14th, 2006

Amare una persona è… – Omar Falworth

Amare una persona è…

Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt’uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è…
accettarla così com’è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.

Da Simona via http://www.fabiovolo.net/

Consigli per gli acquisti:

La tua casa in Toscana? Immobiliare Romano

Arredamento d’interni: ArmoniaDesign.Com

dicembre 13th, 2006

E’ NATALE – Giuseppe Frosali

E’ NATALE

Portatori dei valori
della santa ricorrenza,
del Natale lo sappiamo
non possiamo fare senza.
Con la nascita del Cristo
il Natale si fa bello,
con Gesù dentro la culla
caro e dolce bambinello.
Nell’evento che è speciale
in un giorno di gran festa,
con lo scambio degli auguri
i regali sono in testa.
Un Natale di speranza
senza lacrime né guerra,
con più luce dentro i cuori
per la pace sulla terra.
Tanti auguri a voi bambini,
che possiate esser felici
in un mondo ancor migliore,
più sereno e tutti amici.
Ricordiamoci per sempre
che la vita è ciò che vale,
e ciascun col cuore dica:
tanti auguri !! buon Natale !! .

Giuseppe Frosali

dicembre 12th, 2006

Shakespeare, sonetto 18

Dovrei paragonarti ad un giorno d’estate?
Tu sei ben più raggiante e mite:
venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio
e il corso dell’estate ha vita troppo breve:

talvolta troppo cocente splende l’occhio del cielo
e spesso il suo volto d’oro si rabbuia
e ogni bello talvolta da beltà si stacca,
spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.

Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire
né perdere possesso del bello che tu hai;
né morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,

perché al tempo contrasterai la tua eternità:
finché ci sarà un respiro od occhi per vedere
questi versi avranno luce e ti daranno vita.

Shakespeare, sonetto 18