Penna e calamaio

Un ponte tra il mondo in cui viviamo ed il mondo che vive in noi

Archivio del mese di January 2007

Nella nebbia - Herman Hesse

Data:30 January 2007
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Strano, vagare nella nebbia!
E’ solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l’altro
ognuno è solo.

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Il raggio è riempito di miele - Hikmet

Data:28 January 2007
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Il raggio è riempito di miele
i tuoi occhi son pieni di sole.
I tuoi occhi, mia rosa, saranno cenere
domani, e il miele continuerà
a riempire altri raggi.Non mi fermo a rimpiangere i giorni passati
- salvo una certa notte d’estate –
e anche l’ultima luce dei miei occhi azzurri
ti annuncerà lieti giorni futuri.

Un giorno, madre natura dirà: “Mia creatura
hai già riso, hai già pianto abbastanza”.
E di nuovo, immensa
sconfinata, ricomincerà
la vita, senza occhi, senza parola, senza
pensiero…

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Dachau - Silicato

Data:27 January 2007
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DACHAU

…e tutti gli occhi si chiusero lì al campo

… e la notte calò gelida e turpe.

… e le ossa ammassate sugli animi

e la carne avvinghiata alla panca

e il più rumoroso dei silenzi quella notte al campo.

 

Il cielo era stanco e spento

ma le grandi stelle brillano sui mesti panni

di quegli uomini curvi

 

Dachau pioveva dolore

mentre i bambini cantavano le antiche

favole dei loro padri.

 

… E la terra dissipava brandelli di vita d’anima e amore

 

Sguardi lividi e pensieri osati nelle menti

ferite dall’insolenza.

Sogni sterili e desideri evanescenti

strappati al cuore dai biechi intenti umani

 

Donne private del loro “esser donne”

uomini ceduti al fatto della sofferenza

prole depredata di giochi e di sorrisi

 

Fumo nelle menti, abbandonano negli spiriti

 

là non era permesso niente, neppure amare

neppure vivere

 

là tutto era un attimo, un breve sguardo

l’intera tua esistenza.

 

la notte è trascorsa a Dachau

il giorno giunge vivo

e la luce si fa libertà.

 

Ma il vento non ha soffiato troppo forte

affinché si dimenticasse ……….

e non si dimentica.

 

E voi? C’eravate quella notte a Dachau

ed io?

No, noi non sappiamo, noi non capiamo,

non abbiamo mai sentito quel freddo,

mai patito quell’odio, mai perduto quella libertà,

la stessa libertà che oggi ci rende uomini e non ci fa dimenticare.

 

A tutte le “Anna Frank” che avrei voluto salvare

e che oggi, per un solo breve istante,

vorrei rivivessero in ognuno di voi.

Valentina Silicato (V A Linguistico)

Fonte: http://capoverde.altervista.org/olocausto.htm

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Gli anelli d’argento - Kiko

Data:26 January 2007
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Gli anelli d’argento
Le ombre della sera l’una dentro l’altra scendono;
cosi’ i miei desideri.
Anelli senza peso e liberi,
legati a volte solo da un respiro.
Mi appartiene il tempo e le sue migrazioni;
i secondi sono uccelli d’argento.
Nessuno può rubar loro
il sapore dei frutti delle loro stagioni.

Kiko

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Se Questo è un Uomo - Primo LEVI

Data:26 January 2007
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Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no
Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno
Meditate che questo è stato
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via
Coricandovi alzandovi
Ripetetele ai vostri figli
O vi si sfaccia la casa
La malattia vi impedisca
I vostri nati torcano il viso da voi.

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Giorno per giorno - Ungaretti

Data:25 January 2007
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Giorno per giorno
1940-1946
 
4
Mai, non saprete mai come m’illumina
L’ombra che mi si pone a lato, timida,
Quando non spero più…
 
7
In cielo cerco il tuo felice volto,
Ed i miei occhi in me null’altro vedano
Quando anch’essi vorrà chiudere Iddio…
 
8
E t’amo, t’amo, ed è continuo schianto
 
9
Inferocita terra, immane mare
Mi separa dal luogo della tomba
Dove ora si disperde
Il martoriato corpo…
Non conta… Ascolto sempre più distinta
Quella voce d’anima
Che non seppi difendere quaggiù…
M’isola, sempre più festosa e amica
Di minuto in minuto,
Nel suo segreto semplice…
 
13
Non più furori reca a me l’estate,
Né primavera i suoi presentimenti;
Puoi declinare, autunno,
Con le tue stolte glorie:
Per uno spoglio desiderio, inverno
Distende la stagione più clemente!…

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ORME - Anonimo

Data:24 January 2007
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Una notte un uomo fece un sogno.
Sognò di passeggiare lungo la spiaggia con il Signore.
In cielo balenavano scene della sua vita.
Per ciascuna scena notò due serie di orme sulla sabbia:
una apparteneva a lui e l’altra al Signore.
Quando gli fu balenata davanti agli occhi l’ultima scena,
si voltò a guardare le orme
e notò che molte volte lungo il cammino vi era una sola serie di impronte.
Notò anche che questo avveniva durante i periodi più sfavorevoli
e più tristi della sua vita.
Ne rimase disorientato e interrogò il Signore.
“Signore, tu hai detto che se io avessi deciso di seguirti,
tu avresti camminato tutta la strada accanto a me,
ma io ho notato che durante i periodi più difficili della mia vita
vi era una sola serie di orme.
Non capisco perché,
quando avevo più bisogno di te,
mi hai abbandonato.”
Il Signore rispose:
“Mio amato figlio, io ti voglio bene e non ti abbandonerei mai.
Durante i tuoi periodi di dolore e sofferenza,
quando vedi solo una serie di orme,
quelli sono i periodi in cui io ti ho portato in braccio.”

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Dai il meglio di te - Madre Teresa di Calcutta

Data:24 January 2007
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Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa’ il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa’ il bene
L’onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te

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Se - Kipling

Data:23 January 2007
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Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling

Tratto dall’Area Poesie Indimenticabili

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O Capitano! Mio Capitano! - Walt Whitman

Data:22 January 2007
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O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l’invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.
O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgo - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
E’ solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.
Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all’ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
Percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.

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