Archive for gennaio, 2007
Gli anelli d’argento – Kiko
Gli anelli d’argento
Le ombre della sera l’una dentro l’altra scendono;
cosi’ i miei desideri.
Anelli senza peso e liberi,
legati a volte solo da un respiro.
Mi appartiene il tempo e le sue migrazioni;
i secondi sono uccelli d’argento.
Nessuno può rubar loro
il sapore dei frutti delle loro stagioni.
Kiko
Giorno per giorno – Ungaretti
- Giorno per giorno
- 1940-1946
- 4
- Mai, non saprete mai come m’illumina
- L’ombra che mi si pone a lato, timida,
- Quando non spero più…
- 7
- In cielo cerco il tuo felice volto,
- Ed i miei occhi in me null’altro vedano
- Quando anch’essi vorrà chiudere Iddio…
- 8
- E t’amo, t’amo, ed è continuo schianto
- 9
- Inferocita terra, immane mare
- Mi separa dal luogo della tomba
- Dove ora si disperde
- Il martoriato corpo…
- Non conta… Ascolto sempre più distinta
- Quella voce d’anima
- Che non seppi difendere quaggiù…
- M’isola, sempre più festosa e amica
- Di minuto in minuto,
- Nel suo segreto semplice…
- 13
- Non più furori reca a me l’estate,
- Né primavera i suoi presentimenti;
- Puoi declinare, autunno,
- Con le tue stolte glorie:
- Per uno spoglio desiderio, inverno
- Distende la stagione più clemente!…
Se – Kipling
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!
Rudyard Kipling
Tratto dall’Area Poesie Indimenticabili
Se mi ami non piangere – Padre G. Perico – Sant’Agostino
Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto.Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!
Padre G. Perico – Sant’Agostino
Altri siti
Multiplo – Pessoa
Mi sento multiplo.
Sono come una stanza
dagli innumerevoli
specchi fantastici
che distorcono in riflessi falsi
un’unica interiore realtà
che non è in nessuno ed è in tutti.
F. Pessoa
I ragazzi che si amano – Jacque Prevert
I ragazzi che si amano – Jacque Prevert
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito
ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti
la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell’abbagliante splendore del loro primo amore.
La maschera – Trilussa
La maschera
Vent’anni fa m’ammascherai pur’io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p’annisconne1 quello mio.
Sta da vent’anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch’è restata
sempre co’ la medesima espressione,
sempre co’ la medesima risata.
Una vorta je chiesi: – E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: – E tu che piagni
che ce guadagni? Gennte! Ce guadagni
che la genti dirà: Povero diavolo,
te compatisco… me dispiace assai…
Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!
Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co’ la faccia mia
così la gente nun se scoccerà… -
D’allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un’allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l’umanità!
1) Per nascondere.
Marionetta di stoffa – Anonimo
Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi regalasse un poco di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, però in definitiva penserei tutto quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più, capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.
Andrei avanti quando gli altri si fermano, mi sveglierei quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano, e come gusterei un buon gelato al cioccolato!
Se Dio mi regalasse un poco di vita, vestirei in modo semplice, mi butterei a terra al sole, lasciando allo scoperto, non soltanto il mio corpo ma anche la mia anima.
Mio Dio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio, e aspetterei che uscisse il sole.
Dipingerei con un sogno di Van Gogh sulle stelle un poema di Benedetti, e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Innaffierei con le mie lacrime le rose per sentire il dolore delle loro spine, e l’incarnato bacio dei suoi petali…
Mio Dio, se io avessi un poco di vita…
Non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che gli voglio bene. Convincerei ogni donna o uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell’amore.
Agli uomini proverei quanto si sbagliano quando pensano che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi!.
A un bambino gli darei le ali, però lascerei che da solo imparasse a volare.
Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.
Tante cose ho imparato da voi, gli uomini…
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere nella cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata.
Ho imparato che quando un bambino appena nato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo mantiene intrappolato per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro dall’alto, solo quando lo aiuta ad alzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, però realmente a molto non serviranno, perché quando mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente starò morendo.”
Di sempre ciòe provi e fai quello che pensi. Se sapessi che oggi fosse l’ultima volta che ti vedo andare a dormire, ti abbraccerei forte e pregherei il Signore per poter diventare il guardiano dei tuoi sentimenti.
Se sapessi che questa fosse l’ultima volta in cui ti vedo uscire dalla porta, ti stringerei, ti darei un bacio e ti richiamerei nuovamente a me per baciarti ancora. Se sapessi che questa fosse l’ultima volta che ascolto la tua voce, registrerei tutte le tue parole per poterle ascoltare, una, mille, infinite volte. Se sapessi che questi fossero gli ultimi istanti in cui posso vederti, direi “ti amo” e non darei, stupidamente, per scontato che tu giào sappia.
C’è sempre un domani e la vita ci offre sempre una nuova opportunità per fare bene le cose, peròl caso in cui mi sbagliassi e oggi è tutto quello che ci resta, mi piacerebbe dirti quanto ti amo e farti sapere che non ti dimenticherò mai.
Il domani non è garantito per nessuno, giovane o vecchio che sia. Oggi potrebbe essere l’ultima volta che vedi le persone amate. Per questo, non attendere ancora, fallo oggi, visto che, se il domani non dovesse mai giungere, potresti facilmente rimpiangere i giorni in cui non ti concedesti il tempo per un sorriso, per un abbraccio, per un bacio, e quelli in cui fosti troppo occupato per prestare attenzione ad un loro ultimo desiderio.
Tieni vicino a te coloro che ami, non nascondergli che hai bisogno di loro ed esprimigli segretamente fino a che punto sono importanti per te, amali e rispettali, prenditi il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi segreti pensieri.
Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli sempre. Dimostra ai tuoi amici quanto essi ti interessino e quanto essi siano importanti per te.
Anonimo (falsamente attribuita a Garcia Marquez)
Stanco d’amore – Hermann Hesse
Stanco d’amore
Nei rami s’addormenta cullando
il vento stanco. La mia mano
lascia un fiore rosso sangue
morire lacerato sotto un sole rovente.
Ho già visto fiorire e morire
molti fiori;
vengono e vanno gioie e dolori,
e custodirli nessuno può.
Anch’io ho sparso
nella vita il mio sangue;
non so però, se mi dispiace,
so solo, che sono stanco.





Dachau – Silicato
DACHAU
…e tutti gli occhi si chiusero lì al campo
… e la notte calò gelida e turpe.
… e le ossa ammassate sugli animi
e la carne avvinghiata alla panca
e il più rumoroso dei silenzi quella notte al campo.
Il cielo era stanco e spento
ma le grandi stelle brillano sui mesti panni
di quegli uomini curvi
Dachau pioveva dolore
mentre i bambini cantavano le antiche
favole dei loro padri.
… E la terra dissipava brandelli di vita d’anima e amore
Sguardi lividi e pensieri osati nelle menti
ferite dall’insolenza.
Sogni sterili e desideri evanescenti
strappati al cuore dai biechi intenti umani
Donne private del loro “esser donne”
uomini ceduti al fatto della sofferenza
prole depredata di giochi e di sorrisi
Fumo nelle menti, abbandonano negli spiriti
là non era permesso niente, neppure amare
neppure vivere
là tutto era un attimo, un breve sguardo
l’intera tua esistenza.
la notte è trascorsa a Dachau
il giorno giunge vivo
e la luce si fa libertà.
Ma il vento non ha soffiato troppo forte
affinché si dimenticasse ……….
e non si dimentica.
E voi? C’eravate quella notte a Dachau
ed io?
No, noi non sappiamo, noi non capiamo,
non abbiamo mai sentito quel freddo,
mai patito quell’odio, mai perduto quella libertà,
la stessa libertà che oggi ci rende uomini e non ci fa dimenticare.
A tutte le “Anna Frank” che avrei voluto salvare
e che oggi, per un solo breve istante,
vorrei rivivessero in ognuno di voi.
Valentina Silicato (V A Linguistico)
Fonte: http://capoverde.altervista.org/olocausto.htm