Archive for febbraio, 2007
Il saluto mancato – Costanzo
Il saluto mancato
Figlio, sono stata felice con le tue carezze
sul viso e nel cuore.
Calice dolce.
Figlio, non avrei voluto partire.
Calice amaro.
Figlio, mi domanderai e ti domanderai il senso
di questo nostro sacrificio.
Come agnelli di Dio.
Non ho risposte umane per te, figlio.
Ho l’esempio della mia vita da darti.
Agnello.
Cerca, se puoi, di meritare la vera Casa.
Di
Dio.
(in memoria di Angela)
MONOGRAMMA – Odisseas Elitis
E’ presto ancora in questo mondo, mi senti
I mostri non sono stati domati, mi senti
Il mio sangue perduto e l’affilato, mi senti
Coltello
Come ariete corre nei cieli
E delle stelle spezza i rami, mi senti
Sono io, mi senti
Ti amo, mi senti
Ti prendo per mano mano, ti conduco, ti metto
La bianca veste nuziale di Ofelia, mi senti
Dove mi lasci, dove vai e chi, mi senti
Ti tiene per mano là sopra tra i diluvi
Le gigantesche liane e la lava dei vulcani
Verrà giorno, mi senti
che ci seppelliranno e poi, dopo migliaia di anni, mi senti
Non saremo che pietre lucenti, mi senti
Dove si rifrangerà l’indifferenza, mi senti
Degli uomini
E in migliaia di pezzi ci butterà, mi senti
Nell’acqua ad uno ad uno, mi senti
Conto i miei amari ciottoli, mi senti
E il tempo è una grande chiesa, mi senti
Dove le icone a volte, mi senti
Dei Santi
Piangono lacrime vere, mi senti
Le campane aprono in alto, mi senti
Un profondo valico per lasciarmi passare
Gli angeli aspettano con ceri e salmi funebri
Non me ne andrò via di qui, mi senti
O insieme tutti e due o nessuno, mi senti
Questo fiore delle tempesta e, mi senti
Dell’amore
Una volta per sempre lo cogliemmo, mi senti
E non potrà più fiorire, mi senti
Su altri pianeti o stelle, mi senti
Non c’è la terra e neppure il vento
Lo stesso vento che toccammo, mi senti
E non un giardiniere che ci sia riuscito, mi senti
Da inverni e bore simili, mi senti
Spuntare un fiore, solo noi, mi senti
In mezzo al mare
Con la sola volontà dell’amore, mi senti
Alzammo intera tutta un’isola, mi senti
Con grotte, promontori e rupi in fiore
Senti, senti
Chi parla alle acque e chi piange – senti?
chi cerca l’altro, chi grida – senti?
Sono io che grido ed io che piango, mi senti
Ti amo, ti amo, mi senti.
Grazie a Patrizia
Poesie per San Valentino – Farò della mia anima uno scrigno – Gibran
Invitiamo i lettori ad inviare le poesie (famose e non) a loro più care per questa nuova rubrica dedicata all’amore cliccando qui…
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
(gibran)
Infinito – Leopardi
«Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare»
(Giacomo Leopardi)
Gelosia – Saffo
Simile a un dio mi sembra quell’uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell’erba; e poco lontana mi sento
dall’essere morta.
Ma tutto si può sopportare…
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INNO ALLA VITA – Frosali
INNO ALLA VITA
Non avercela col mondo
se ti senti un pò smarrito,
non sei il solo con dei dubbi,
a sentirti intimorito.
Sulle ali della vita
devi sol lasciarti andare,
senza smanie o resistenze
devi farti trasportare.
E lo sai, la vita è bella,
sarà bella da scoprire,
tutta quanta è un’avventura
che dà gioie e fa soffrire.
Segui sempre la tua via,
non distrarti e tira dritto,
ingannevoli miraggi
ti vorran veder sconfitto.
Allontana i giorni grigi,
non dar spazio alla tristezza,
la famiglia è il sol rifugio;
e l’amore una certezza.
Siam come foglie tremule nell’aria
fra il rombo di motori
ed aria infetta,
vivi sempre la vita e vola in alto
sul dilagar del chiasso
e della fretta.
Giuseppe Frosali