Archive for giugno, 2007

giugno 27th, 2007

Consigli per gli acquisti

Poesie e Dediche seleziona i suoi inserzionisti tra i migliori player del commercio elettronico italiano…

Youbuy.it: Tutta la tua musica in auto senza fili! Hemp3car e ascolti Ipod, PSP e altri lettori MP3 nella tua auto. Guarda il video!

Se volete inviare i vostri suggerimenti lasciate un commento qui sotto…

] marcomkc [

giugno 21st, 2007

O NOTTE – Ungaretti

Dall’ampia ansia dell’alba
Svelata alberatura.

Dolorosi risvegli.

Foglie, sorelle foglie,
Vi ascolto nel lamento.

Autunni,
Moribonde dolcezze.

O gioventù,
Passata è appena l’ora del distacco.

Cieli alti della gioventù,
Libero slancio.

E già sono deserto.

Preso in questa curva malinconia.

Ma la notte sperde le lontananze.

Oceanici silenzi,
Astrali nidi d’illusione,

O notte.

1919
da IL SENTIMENTO DEL TEMPO – PRIME

giugno 21st, 2007

Video Poesia – Il Girasole

[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=VsMAFYevnsg]

Grazie a Maria Letizia di cyberscuola.it

giugno 19th, 2007

Sono un poeta – Giuseppe Ungaretti

Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni

Sono un frutto
d’innumerevoli contrasti d’innesti
maturato in una serra

Giuseppe Ungaretti

http://www.cyberscuola.it/mod/resource/view.php?id=2002

http://tinyurl.com/2ufgud

giugno 15th, 2007

LODE DEL COMUNISMO – Bertolt Brecht

E’ ragionevole, chiunque lo capisce: E’ facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici, sudicio.
E’ contro il sudiciume e contro l’idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo:
è la fine dei delitti.
Non è follia ma invece
fine della follia.
Non è il caos ma
l’ordine, invece.
E’ la semplicità
che è difficile a farsi.

(1933)

giugno 14th, 2007

Nel lago dei tuoi occhi assai profondo…

Nel lago dei tuoi occhi assai profondo
il mio cuore sNel lago dei tuoi occhi assai profondo
il mio cuore si annega e si discioglie
E là dentro lo disfano nell’acqua
di amore e di follia
un po’ Ricordo, un po’ Malinconia

Di Guillaume Apollinaire

Grazie a Liza

giugno 11th, 2007

Spento il diurno raggio – Giacomo Leopardi

Spento il diurno raggio in occidente,

E queto il fumo delle ville, e queta

De’ cani era la voce e della gente;

Quand’ella, volta all’amorosa meta,

Si ritrovò nel mezzo ad una landa

Quanto foss’altra mai vezzosa e lieta.

Spandeva il suo chiaror per ogni banda

La sorella del sole, e fea d’argento

Gli arbori ch’a quel loco eran ghirlanda.

I ramuscelli ivan cantando al vento,

E in un con l’usignol che sempre piagne

Fra i tronchi un rivo fea dolce lamento.

Limpido il mar da lungi, e le campagne

E le foreste, e tutte ad una ad una

Le cime si scoprian delle montagne.

In queta ombra giacea la valle bruna,

E i collicelli intorno rivestia

Del suo candor la rugiadosa luna.

Sola tenea la taciturna via

La donna, e il vento che gli odori spande,

Molle passar sul volto si sentia.

Se lieta fosse, è van che tu dimande:

Piacer prendea di quella vista, e il bene

Che il cor le prometteva era più grande.

Come fuggiste, o belle ore serene!

Dilettevol quaggiù null’altro dura,

Nè si ferma giammai, se non la spene.

Ecco turbar la notte, e farsi oscura

La sembianza del ciel, ch’era sì bella,

E il piacere in colei farsi paura.

Un nugol torbo, padre di procella,

Sorgea di dietro ai monti, e crescea tanto,

Che più non si scopria luna nè stella.

Spiegarsi ella il vedea per ogni canto,

E salir su per l’aria a poco a poco,

E far sovra il suo capo a quella ammanto.

Veniva il poco lume ognor più fioco;

E intanto al bosco si destava il vento,

Al bosco là del dilettoso loco.

E si fea più gagliardo ogni momento,

Tal che a forza era desto e svolazzava

Tra le frondi ogni augel per lo spavento.

E la nube, crescendo, in giù calava

Ver la marina sì, che l’un suo lembo

Toccava i monti, e l’altro il mar toccava.

Già tutto a cieca oscuritade in grembo,

S’incominciava udir fremer la pioggia,

E il suon cresceva all’appressar del nembo.

Dentro le nubi in paurosa foggia

Guizzavan lampi, e la fean batter gli occhi;

E n’era il terren tristo, e l’aria roggia.

Discior sentia la misera i ginocchi;

E già muggiva il tuon simile al metro

Di torrente che d’alto in giù trabocchi.

Talvolta ella ristava, e l’aer tetro

Guardava sbigottita, e poi correa,

Sì che i panni e le chiome ivano addietro.

E il duro vento col petto rompea,

Che gocce fredde giù per l’aria nera

In sul volto soffiando le spingea.

E il tuon veniale incontro come fera,

Rugghiando orribilmente e senza posa;

E cresceva la pioggia e la bufera.

E d’ogn’intorno era terribil cosa

Il volar polve e frondi e rami e sassi,

E il suon che immaginar l’alma non osa.

Ella dal lampo affaticati e lassi

Coprendo gli occhi, e stretti i panni al seno,

Gia pur tra il nembo accelerando i passi.

Ma nella vista ancor l’era il baleno

Ardendo sì, ch’alfin dallo spavento

Fermò l’andare, e il cor le venne meno.

E si rivolse indietro. E in quel momento

Si spense il lampo, e tornò buio l’etra,

Ed acchetossi il tuono, e stette il vento.

Taceva il tutto; ed ella era di pietra.

Grazie a Melanie

giugno 11th, 2007

Guardare le cose dall’alto – Vittorio Francione

…guardare le cose dall’alto
può farci vedere in modo nuovo
problemi ostacoli paure,
può farci trovare
nuove “impossibili” soluzioni.

…guardare le cose dall’alto
è guardarle come gli uccelli dell’aria
e come gli Angeli,
guardarle con Sguardo che anéla
a divenire angelo e uccello,
Sguardo leggero, mobile,
ampio, libero…

…guardare le cose dall’alto
è il primo passo coraggioso
per uscire dal sicuro e noto
ma angusto e misero
nido dell’oggi,
e librarsi in voli ampi e gioiosi
respirando il blù
di un Cielo senza tempo.

…guardare le cose dall’alto
è uscire da sé
per diventare infine
ciò che si è.

giugno 11th, 2007

L’importante è seminare – Vittorio Francione

L’importante è seminare
Semina semina:
l’importante è seminare
-poco, molto, tutto-
il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso
perché splenda intorno a te.
Semina le tue energie
per affrontare
le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio
per risollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo,
la tua fede,
il tuo amore.
Semina le più piccole cose,
i nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra.

giugno 10th, 2007

Poesie dei lettori – Gocce – Ivory

GOCCE
Vagando nel vuoto del pieno
gocce cadevano
erano abbellite
da momenti brutti
violentemente accarezzavano
rilassando congelando

Volando nel ripieno del nulla
gocce cadevano
erano ornate
da ricordi
dolcemente schiaffeggiavano
ferivano curando