Archive for ottobre, 2007
La speranza – Guido Gozzano
Il gigantesco rovere abbattutto
l’intero inverno giacque sulla zolla,
mostrando, in cerchi, nelle sue m idolla
i centonovant’anni che ha vissuto.
Ma poi che primavera ogni corolla
dischiuse con le mani di velluto,
dai monchi nodi qua e là rampolla
e sogna ancora d’essere fronzuto.
Rampolla e sogna – immemore di scuri -
l’eterna volta cerula e serena
e gli ospiti canori
e i frutti e l’ire
aquilonari e i secoli futuri…
Non so perchè mi faccia tanta pena
quel moribondo che non vuol morire!
Grazie a Filippo
Un altro mare – Federico Zampaglione
Se te ne vai
Io resterò
A difendere
L’idea di noi
Che vedevamo crescere
Quasi all’improvviso
Tu vuoi riflettere
Su ciò che è stato
E poteva essere
Stare qui
Non fa bene neanche a te
Dovunque andrai
Arriverò a riprenderti
Perché tu sai che non ho
Intenzione di perderci
Forse come uomo
Potevo fare meglio
Però gli errori
Si commettono per sbaglio
E ora so
Che da qui ripartirò cosi
Guardando sopra la mia testa
C’è un altro mare
Se chiudo gli occhi
Riesco a immaginare
Oltre il volo degli uccelli
E degli aerei
Giorni lontani
Di noi domani
Non mi fa paura
Il tempo che corre
E mi porta lontano
Le cose che amiamo
Perché so
Che voglio inseguirle
Per questo vivrò
Guardando sopra la mia testa
C’è un altro giorno
Che ha cancellato tutto
Il buio in un secondo
E ora vedo
Il tuo sorriso
Sono sicuro
Sarà bellissimo il futuro
Se guardo sopra la mia testa
C’è un altro mare
Chiudendo gli occhi
Riusciamo a immaginare
E oltre il volo degli uccelli
E degli aerei
Giorni lontani
Di noi domani
Sognami – Biagio Antonacci
E se… mi sognerai
dal cielo cadrò.
E se… domanderai
da qui risponderò.
E se…tristezza e vuoto avrai
da qui…cancellerò.
Sognami se nevica
Sognami sono nuvola
Sono vento e nostalgia
Sono dove vai…..
E se mi sognerai
Quel viso riavrò…
mai più… mai più quel piangere per me
sorridi e riavrò
Sognami se nevica
Sognami sono nuvola
Sono il tempo che consola
Sono dove vai…..
Rèves de moi amour perdu
Rèves moi, s’il neigera
Je suis vent et nostalgie
Je suis où tu vas
Sognami mancato amore
La mia casa è insieme a te
Sono l’ombra che farai
Sognami da li.
Il mio cuore è li…
Ho ancora la forza – Guccini
Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: “Si comincia !”
E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia…
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo…
Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l’altro so rifare…
E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire…
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo…
Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
” Ci vediam più tardi …”
E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare…
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo…
Fatti non foste… – Dante
“… Non vogliate negar l’esperienza
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza”
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)
Vedi cara…- Francesco Guccini
Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…
Vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara le stagioni ed i sorrisi
son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…
Non capisci quando cerco in una sera
un mistero d’ atmosfera che è difficile afferrare,
quando rido senza muovere il mio viso,
quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,
quando sogno dietro a frasi di canzoni,
dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà…
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato
che son io che l’ho creato e potrei rifarlo ora,
anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè
questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione,
in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…
Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora e così non spaventarti
quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!
Sii contenta della parte che tu hai,
ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento,
per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà…
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…
Non ho più paura degli specchi – Deena Metzger
Non ho più paura degli specchi nei quali vedo il segno dell’Amazzone,
che scaglia frecce.
Vi è una sottile linea rossa che attraversa il mio torace, lì dove
era entrato un coltello, adesso
un ramo circonda la cicatrice e si porta dal braccio al cuore.
Un ramo coperto di verdi foglie dove appesa è l’uva e vi appare
un uccello.
Sento che quello che cresce in me adesso è vitale e non mi
nuoce. Penso che l’uccello stia cantando,
poco m’importa di alcune mie ferite.
Ho disegnato il mio seno con la cura riservata ad un mosaico
miniato.
Non mi vergogno di fare l’amore. L’amore è una battaglia
che posso vincere.
Ho il corpo di un guerriero che non uccide né ferisce.
Sul libro del mio corpo per sempre ho inciso un albero.
Grazie Tamara




L’amore mi si offrì – Edgar Lee Master
Edgar Lee Master
Grazie a Marinella