Archive for dicembre, 2007
Fimmini Siciliani – Michelangelo Balistreri
Cu vostru chiantu inchistivu lu mari
cu la prighiera pittastivu lu suli
e ricamannu li pinsera ‘ntra lu cori
a la Sicilia arrialastivu l’amuri.
Manu ca strincinu manu
e abbattinu mura
vuci ca cancianu u distinu
e cummogghianu dulura
e occhi ca talianu figghi
scappari luntanu comu cunigghi.
Facci stanchi
supra ‘na valanza
comu linzola bianchi
chini di spiranza
ca quannu agghiorna
salutanu la morti
e pittanu lu suli
e inchinu lu mari
e quannu è notti
parranu o Signuri
e ancora ci dumannanu picchi?
Michelangelo Balistreri
Col vostro pianto riempiste il mare
con la vostra preghiera dipingeste il sole
e ricamando pensieri dentro il cuore
alla Sicilia regalaste l’amore.
Mani che stringono mani
e abbattono mura
voci che cambiano il destino
e coprono dolori
e occhi che guardano figli
scappare lontano come conigli.
Facce stanche sopra una bilancia
come lenzuola bianche
piene di speranza
che quando fa giorno
salutano la morte
e dipingono il sole
e riempono il mare
e quando è notte parlano al Signore
e ancora chiedono perchè?
Siamo a Natale (la guerra è finita) – John Lennon
Magari compriamo un panettone in meno ma dedichiamoci a migliorare un pò il mondo…
Marco
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Ora siamo a Natale,
e cosa hai fatto?
un altro anno è passato
ed uno nuovo è appena iniziato
e così questo è il Natale
spero che ti diverta
con il più vicino e il più caro
col più vecchio e il più giovane
un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura
e così questo è il Natale (la guerra è finita)
per i deboli e per i forti (se lo vuoi)
per i ricchi e per i poveri (la guerra è finita)
il mondo è così sbagliato (se lo vuoi)
e così buon Natale (la guerra è finita)
per i neri e per i bianchi (se lo vuoi)
per i gialli e per i neri (la guerra è finita)
fermiamo tutte le guerre (adesso)
un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura
così questo è il Natale (la guerra è finita)
e cosa hai fatto? (se lo vuoi)
un altro anno è passato (la guerra è finita)
ed uno nuovo è appena iniziato (se lo vuoi)
e così questo è il Natale (la guerra è finita)
spero che ti diverta (se lo vuoi)
con il più vicino e il più caro (la guerra è finita)
col più vecchio e il più giovane (adesso)
un felice Natale
e un meraviglioso anno nuovo
speriamo che sia davvero un buon anno
senza alcuna paura
la guerra è finita, se lo vuoi
la guerra è finita, adesso
buon Natale.
Testo originale:
So this is Christmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear ones
The old and the young
A very Merry Christmas
And a Happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear
And so this is Christmas
For weak and for strong
The rich and the poor ones
The world is so wrong
And so Happy Christmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let’s stop all the fight
A very Merry Christmas
And a Happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear
And so this is Christmas
And what have we done
Another year over
And a new one just begun
And so Happy Christmas
We hope you have fun
The near and the dear ones
The old and the young
A very Merry Christmas
And a Happy New Year
Let’s hope it’s a good one
Without any fear
War is Over
If you want it
War is Over
NOW
1971
by Yoko Ono and John Lennon
Ti auguro… – Pam Brow
Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno
con cui dividere ogni cosa…
Ti auguro di avere dei bei ricordi
cui ritornare col pensiero nei brutti momenti…
Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane:
aprire un libro che ricordi bene,
lasciarne le pagine,
leggere le prime parole famigliari…
Ti auguro la primavera e la meraviglia di constatare che è sempre migliore di quanto avevi osato sperare…
Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino:
- un mazzo di denti di leone appassiti,
- una caramella succhiata a metà
- una rana
- un bacio …
Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita,
vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello…
Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e, dopo mesi d’attesa, i piccoli, verdi vegetali della primavera…
Ti auguro di rimanere affascinata dall’infinita varietà della vita animale…
Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica, conquistata con pazienza e amore…
Ti auguro che tu possa non dover comprare l’amore al prezzo dell’umiliazione…
Ti auguro che tu possa sempre trovare le parole giuste per mantenere al loro posto gli spacconi e avere abbastanza forza nelle ginocchia per camminare con dignità…
Ti auguro che tu possa avere un cuore pieno d’amore e giudizi accorti…
Ti auguro la gioia di essere desiderata, e di trovare il regalo perfetto, sentire il profumo della terra, dal prato aperto…
Ti auguro lettere:
con una calligrafia che riconosci immediatamente, con una calligrafia che non vedevi da anni…
Ti auguro lettere piene di elogi, piene di incoraggiamenti:
lettere di gratitudine e di amore.
Ti auguro lettere sciupate, macchiate di inchiostro, scritte tutte storte
coperte di baci
Ti auguro la felicità di dimenticare il passato
e di trovare nuovi inizi.
Ti auguro la felicità delle idee,
l’eccitamento della ragione,
il trionfo della conoscenza,
lo schiarirsi della vista,
l’acuirsi dell’udito,
il protendersi verso nuove scoperte,
il trarre piacere dal passato così come dal presente.
Ti auguro la gioia della creatività.
Ti auguro felicità…
ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.
Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza.
Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi.
Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di
dare, di correre il rischio d’amare.
Tratta la felicità con gentilezza:
è un prestito.
—
Sempre l’ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte. Combatti l’analfabetismo informatico con www.corsointernet.com…
Gabbiani – Vincenzo Cardarelli
- Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
- ove trovino pace.
- Io son come loro
- in perpetuo volo.
- La vita la sfioro
- com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
- E come forse anch’essi amo la quiete,
- la gran quiete marina,
- ma il mio destino è vivere
- balenando in burrasca.
Cena a lume di candela per i nostri lettori al ristorante Babette di Poggibonsi
Il Ristorante Babette di Poggibonsi offre la possibilità a tutti i lettori di questo sito di vincere una cena a lume di candela per il giorno 27 Dicembre 2007.
Tutto ciò che occorre fare è iscriversi al gruppo google del Ristorante Babette
In bocca al lupo!
Lo staff di poesie e dediche
Auguri di buon Natale a tutti i lettori di Poesie e Dediche
Lo staff di poesie.wordpress.com augura a tutti i fantastici lettori di questo sito le migliori feste di Natale ed un inizio di 2008 in piena sintonia con i vostri desideri.
I desideri sono la molla che libera tutte le nostre buone energie.
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Vi facciamo gli auguri non con una poesia ma con un brano che ha assolutamente l’essenza della poesia…
desideri…
Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così, io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. È lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatto tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginareOceano Mare di A. Baricco
Se volete, lasciate un commento e parlateci un pò di voi…
Grazie a Teresa C. per averci fatto conoscere questo brano di Oceano Mare
La distanza di un amore – Alex Baroni
Sei rimasta dentro me
nel profondo delle idee
come il pezzo di una vita che non c’è
sei un ago nelle vene
o una splendida bugia
la ferita che oramai non va più via
e non guarisce mai, e non mi passa mai
Ogni giorno mando giù
le mie lacrime per te
ogni notte il letto è così grande che
io ti scrivo ancora un po’
e lo so che non dovrei
che mi devo liberare
dalla trappola di questo amore
Perché non vivo più
perché mi manchi tu
e questo cielo blu
non lo posso sopportare
Ti vedo come sei
e come ti vorrei
non è lo stesso sai
non ti posso perdonare mai
Ricomincerò da qui
ricomincerò da me
a rifare mille muri adesso che
i tramonti che vedrò e le canzoni che farai
sono un fuoco che mi brucia come mai
E io povero sarò e tu povera sarai
la distanza di un amore
che non ho parole per spiegare.
Perché non vivo più
perché mi manchi tu
e questo cielo blu
non lo posso sopportare
Ti vedo come sei
e come ti vorrei
non è lo stesso sai
non ti posso perdonare
Perché un uomo non può vivere di sè
è forse questo da cambiare
e ora passo le mie notti a chiedermi che fai, senza me
Perché non vivo più
perché mi manchi tu
e questo cielo blu
non lo posso sopportare
Ti vedo come sei
e come ti vorrei
non è lo stesso sai
non ti posso perdonare…
non ho sangue nelle vene…mai.
Il Canto dell’odio – Stecchetti
Il Canto dell’odio
Quando tu dormirai dimenticata Sotto la terra grassa
E la croce di Dio sarà piantata Ritta sulla tua cassa
Quando ti coleran marcie le gote Entro i denti malfermi
E nelle occhiaie tue fetenti e vuote Brulicheranno i vermi,
per te quel sonno che per altri è pace sarà strazio novello
e un rimorso verrà freddo, tenace, a morderti il cervello.
Un rimorso acutissimo ed atroce Verrà nella tua fossa
A dispetto di Dio, della sua croce, a rosicchiarti l’ossa.
Io sarò quel rimorso. Io te cercando Entro la notte cupa
Lamia che fugge il dì, verrò latrando Come latra una lupa;
Io con quest’ugne scaverò la terra Per te fatta letame
E il turpe legno schioderò che serra La tua carogna infame.
Oh, come nel tuo core ancor vermiglio Sazierò l’odio antico,
Oh, con che gioia affonderò l’artiglio Nel tuo ventre impudico!
Sul tuo putrido ventre accoccolato Io poserò in eterno,
Spettro della vendetta e del peccato, Spavento dell’inferno:
Ed all’orecchio tuo che fu sì bello Sussurrerò implacato
Detti che bruceranno il tuo cervello Come un ferro infuocato.
Quando tu mi dirai: perché mi mordi E di velen m’imbevi?
Io ti risponderò: non ti ricordi Che bei capelli avevi?
Non ti ricordi dei capelli biondi Che ti coprian le spalle
E degli occhi nerissimi, profondi, Pieni di fiamme gialle?
E delle audacie del tuo busto e della Opulenza dell’anca?
Non ti ricordi più com’eri bella, Provocatrice e bianca?
Ma non sei dunque tu che nudo il petto Agli occhi altrui porgesti
E, spumante Licisca, entro al tuo letto Passar la via facesti?
Ma non sei tu che agli ebbri ed ai soldati Spalancasti le braccia,
Che discendesti a baci innominati E a me ridesti in faccia?
Ed io t’amavo, ed io ti son caduto Pregando innanzi e, vedi,
Quando tu mi guardavi, avrei voluto Morir sotto ai tuoi piedi.
Perché negare – a me che pur t’amavo – Uno sguardo gentile,
Quando per te mi sarei fatto schiavo, Mi sarei fatto vile?
Perché m’hai detto no quando carponi Misericordia chiesi
E sulla strada intanto i tuoi lenoni Aspettavan gli inglesi?
Hai riso? Senti! Dal sepolcro cavo Questa tua rea carogna,
Nuda la carne tua che tanto amavo L’inchiodo sulla gogna,
E son la gogna i versi ov’io ti danno Al vituperio eterno,
A pene che rimpianger ti faranno Le pene dell’inferno.
Qui rimorir ti faccio, oh maledetta, Piano a colpi di spillo,
E la vergogna tua, la mia vendetta Tra gli occhi ti sigillo.
Stecchetti
Grazie a Giada





In memoria di una donna coraggiosa
Questa volta non pubblico una poesia ma invito i lettori a commentare questa notizia con la poesia che credono più appropriata.
Brutta giornata per l’Umanità…
Marco
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