Pubblicato da: Marco mkc Costanzo venerdì, ottobre 17th, 2008

L’uomo di oggi non conosce più “il cielo”? – Blaise 2004

L’uomo di oggi non conosce più “il cielo”
che le parole degli antichi descrivevano come una volta
che abbraccia il mondo e tanto meno conosciamo
l’anima universale nel suo dibattersi fra cielo e terra.

Oggi conosciamo solo anime individuali
rese asfittiche dall’incapacità di correlare
la loro sofferenza quotidiana
con il dolore del mondo.

Tanti uomini, tante monadi,
tanti individualismi solitari,
tanti destini separati
che non sono più in grado di correlarsi
fra di loro e con il proprio destino
perché hanno perso un destino universale
che tutti li riunisca.

Un volume di senso, quello che gli antichi
riferivano alla volta celeste,
è stato spazzato via dalle scienze psicologiche che,
delimitando il campo alla semplice descrizione
dei processi psichici individuali
o alla problematica normalizzazione dei comportamenti,
hanno eluso la domanda di fondo che percorreva
l’anima del mondo nel suo dibattersi
tra spirito e materia, dove restava sempre in bilico
se l’uomo fosse “l’autore di una storia”
o semplicemente “l’esecutore di un destino”
già scritto nello spessore della materia.

Di fatto l’uomo moderno è caduto nella trappola
posta in essere dal nihilismo dove non ci si pongono più
le domande di senso degli antichi e si eludono i perché universali
delegando il tutto alla visione ristretta e contingente delle scienze
le quali, altro non possono, che tacere.

Ed è in questo silenzio assordante che si dibatte l’uomo di oggi.

BLAISE2004

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Category: cielo / filosofia
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