Pubblicato da: Marco mkc Costanzo martedì, novembre 25th, 2008

Destra, sinistra e crisi italiana – Blaise 2004

PILLOLO 315, novembre 2008

La neodestra italiana del presidente Berlusconi
come al solito si sta muovendo all’interno
del panorama dell’attuale crisi  economica
in maniera contraddittoria la qual cosa denuncia
una mancanza di idee chiare sulla natura della crisi
e su una possibile via d’uscita.

Non che la neosinistra italiana di Veltroni
faccia vedere cose migliori ed analisi
più corrette ed approfondite, limitandosi
a copiare i programmi americani di Barack Obama.

Da una parte l’attuale governo Berlusconi
decidendo di non esporsi economicamente più di tanto
nell’aiuto alle industrie, alle banche, ai salariati, ai pensionati,
ai precari ed ai ceti meno abbienti e nel finanziamento
delle opere pubbliche, dimostra di non fidarsi troppo
di coloro che ritengono che, passata la burrasca,
l’economia italiana e più in generale le economie occidentali
riprenderanno a correre ed a crescere,
dall’altra dimostra di non avere nessuna idea
su come sia possibile organizzare una società
in cui l’economia sia stabilmente in decrescita.

Se Barack Obama e la neosinistra italiana
puntano tutto sul fatto che le economie occidentali
tornino a crescere, la neodestra di Berlusconi
sembra essere meno convinta ed in questo,
a mio modo di vedere, fa bene.

Infatti le economie occidentali non torneranno a crescere
ma sono destinate a decrescere inesorabilmente
come ho già spiegato in diversi dei miei scritti.

Si tratta quindi di pensare a come organizzare
nella maniera più giusta e più solidale possibile
una società in decrescita ecomica,
altrimenti si correrà il rischio che si creino forti tensioni
fra le nazioni dell’attuale blocco occidentale
e chi ne farà le spese saranno quelle nazioni
che sono meno potenti e meno ricche
fra le quali sicuramente c’è la nostra Italia.

Ma la cosa più drammatica a cui si assiste in tutto l’Occidente
è che non c’è parte politica o classe sociale
che sappia almeno immaginarsi una forma di capitalismo
che non si organizzi secondo la cultura della società dei consumi.

Sarebbe proprio un momento favorevole
affinchè il pensiero cristiano e la Chiesa cattolica
intervenissero facendo sentire la loro voce forte e chiara
ed avanzassero delle proposte, ma tutto per ora tace
e c’era da aspettarselo viste le precondizioni.
BLAISE2004


Category: Blaise2004 / filosofia
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