Archive for dicembre, 2008

dicembre 8th, 2008

Le lezioni di Leone – Marco mkc Costanzo

Le lezioni di Leone…

Ieri un fiume silenzioso di persone
ha accompagnato il tuo ultimo viaggio.
Persone della nostra terra. Gente comune.
Quelli che  riconoscono un uomo coerente
e senza maschere.

Ricordo quando, citando Marx,
mi spiegavi perché era importante per te
questa terra… e il lavoro, mai il capitale.

E le risate, fatte attorno ad una tavola
imbandita. Con i tuoi figli in festa per
la quotidiana lezione di allegria.
Ricordo un uomo schietto,
abituato a togliere le sfumature,
quando la vita aveva bisogno di sostanza.

Lezione che hai ricevuto dalla terra,
e insegnato come esperienza a chi ti ha amato.
Profondamente, come quando si scava con l’anima.

La terra, che hai plasmato anche a mani nude
e da cui hai ottenuto il rispetto.
La terra che noi colpevolmente dimentichiamo.

Il sole illumina i luoghi dei miei ricordi.
Ritrovo i tuoi occhi fieri. Lo sguardo
di chi voleva capire e migliorare il mondo.

Non sei andato lontano dalla terra,

che hai amato fino all’ultimo.
Sei ancora qui. Presente.

E  vivi nella luminosa eredità umana che lasci.
Le tue lezioni hanno arricchito anche me.

Marco mkc Costanzo
(8 Dicembre 2008)

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dicembre 6th, 2008

Giù le mani da Caino – Frankie Hi-nrg

Una voce poco fa ha definito la giustizia come “legge applicata per vendetta” e se è quella del popolo è di Dio ed io la fischio dal loggione come stecca, perché di ‘sto tenore non si può contrabbandare per parola del Signore. Punto. M’iro e faccio fuoco e fiamme se mi guardo in giro : togliere il respiro a un uomo chiuso in una cella è solamente un assassinio che cela il suo mandante nel diritto e complica il delitto circondandosi di complici che ammaccano il grilletto stando zitti, cui garantisce un alibi da vittime, costrette a uccidere per auto-difesa e usate come pesi sopra al piatto dell’accusa. Ma il gioco, lo conosco, è da villani, e puoi pure strofinartele per mesi, le tue mani restan sporche, come le coscienze di chi ancora ti sostiene mentre erigi forche come fossero altalene e poi ci appendi le persone, le lasci penzolare come stracci stesi al sole, le asfissi in una stanza, o gli inietti una sostanza dentro al cuore, o glielo fai scoppiare da un plotone.. La carne ai ferri è la tua vera religione e cerchi un capro nero, lo pascoli in un cimitero e poi lo immoli su un altare in remissione dei peccati, ma di lui non hai memoria, perché è solo un altro morto della storia…
Tieni giù le mani da Caino : sangue chiama sangue e tu rispondi al suo richiamo, predichi giustizia e poi razzoli nel crimine, arbitro venduto che dispone della vita di un suo simile….
Le favole che ti raccontano fin da bambino ti deformano, t’illudi d’essere infallibile perché fai numero, ma non t’accorgi che la tua opinione la raccolgono soltanto quando ai vertici fa comodo. Muovono la tua coscienza sopra a una scacchiera, pedina bianca tu difendi una regina nera che divora vite umane in ogni direzione mentre tu chiudi gli occhi ed apri la bocca come il pescecane.. Bruci ossigeno vitale per me e per te dicendo cose che non stanno in piedi neanche se le impali, ripeti formule contraddittorie sempre uguali fin dai tempi di Mosé.. In più ritieni il computo di occhi, denti, mani e piedi dispari, carcere ed ergastoli non bastano, non ti soddisfano : vorresti morto ogni fottuto criminale, da additare come esempio da evitare… Ma ancora non è nato il delinquente che veda nella pena della morte un deterrente e spesso capita di fare fuori un innocente come niente, e questo me lo chiami “un incidente” ? Boia dal cappuccio trasparente vivi nell’anonimato, immune dal peccato, signore incontrastato della tua mediocrità, orfano del dubbio, testa nella sabbia : vittima della tua stessa rabbia….

dicembre 5th, 2008

La differenza fra neodestra e neosinistra – Blaise 2004

PILLOLO 338, dicembre 2008

La neosinistra italiana di Veltroni mi dovrebbe spiegare,
a me che l’ho votata, come farebbe ad impedire
che l’Italia, insieme a tutto l’Occidente, non diventi più povera.

Non è forse vero che le scelte che il capitalismo moderno ha fatto
travalicano i confini nazionali
e stanno dettando le regole dell’economia mondiale ?

Se così è come è, come si può pensare
di poter tornare all’età dell’oro dell’Occidente
quando il capitalismo garantiva
larghi consumi per tutti o quasi tutti
fino a garantire il superfluo ?

Forse che, se la neosinistra fosse al governo, sarebbe in grado
di varare provvedimenti molto diversi ed all’opposto
da quelli dell’attuale governo ?

Certamente anche secondo me alcuni provvedimenti
del governo Berlusconi, da tutta la faccenda Alitalia
all’eliminazione dell’ICI per tutti in maniera indiscriminata,
mi sembrano del tutto inopportuni
ed uno schiaffo dato in faccia alla povera gente,
ma non si può in continuazione rimarcare questi errori
quando si analizza l’intera manovra economica di un governo
ed la filosofia che la ispira anche perché,
quando cerco di approfondire un pò i problemi
e vado a vedere su internet i programmi e le proposte
del governo e dell’opposizione e li confronto fra di loro,
non trovo tutte queste sostanziali differenze
che si evidenziano quando si è davanti ad una televisione.

Forse che la differenza fra neodestra e neosinistra
stia proprio nell’analisi delle cause dell’attuale crisi economica
e nelle prospettive future che si intravedono ?

Se così fosse, la realtà politica italiana
sarebbe più inguaiata di quanto si pensi
perché sarebbe l’intero paese che potrebbe dividersi
sulle prospettive che lo aspettano
rischiando con il tempo di avere le idee più confuse
di quanto già oggi le abbia.

Visto che la neodestra italiana, soprattutto per bocca
di Giulio Tremonti, attuale ministro dell’economia,
è stata molto chiara sia sull’analisi delle cause
dell’attuale crisi economica sia sui rimedi a media e lunga gittata
come sulla filosofia che ispira la sua azione politica ed economica,
che anche la neosinistra di Veltroni faccia almeno altrettanto
e non continui a barcamenarsi una volta di quà ed una volta di là.
BLAISE2004

dicembre 4th, 2008

Divario tra ricchi e poveri – Blaise 2004

PILLOLO 332, novembre 2008

Finalmente sono giunti i dati ISTAT sull’attuale condizione
sociale ed economica dell’Italia che tutti possono consultare
anche su internet qualora lo desiderino.

I dati che saltano subito agli occhi
è che solo il 40% della popolazione italiana detiene
il 70% della ricchezza e che negli ultimi 10 anni
la forbice fra chi è ricco e chi è povero
è aumentata del 15%.

E’ chiaro che la crisi economica comincia a farsi sentire
soprattutto fra i più deboli ed i più poveri
come c’era da aspettarsi ma qui ci troviamo di fronte
ad una specie di catastrofe dove una parte considerevole
della popolazione non solo è costretta a diminuire e razionalizzare
i propri consumi ma ha difficoltà a sopravvivere.

Questa è una situazione non sopportabile
e non giustificabile sotto nessun aspetto
in quanto va a ledere la stessa dignità
e sacralità della persona umana.

Cosa aspetta la Chiesa a farsi sentire
con voce chiara e forte come fa per l’aborto,
il divorzio e l’eutanasia oppure intende ancora
destreggiarsi nella contraddizione che la porta
ad appellarsi alla sacralità ed alla dignità della vita umana
solo quando lo ritiene opportuno ?

Cosa aspettano le forze politiche a trovare insieme una strada
che diminuisca la spesa pubblica ed utilizzare questo danaro
per aiutare le famiglie povere che non ce la fanno più
ad andare avanti ?

I recenti dati dell’ISTAT pongono tutti con le spalle al muro
e le parole come le omelie non servono più
ed occorre passare ai fatti che solo un’azione politica
sostenuta da una formazione culturale delle coscienze
può garantire.
Ma ancora tutto sembra tacere come se niente fosse:
i partiti continuano a scannarsi fra di sé
senza affrontare i problemi che stanno sul tappeto
e la Chiesa cattolica con tutti i suoi parroci
continua a fare le solite omelie
guardandosi bene di impegnarsi nel discernimento
sulla parola di Dio in rapporto alla realtà che vive l’uomo di tutti i giorni.

Il governo ci dice che non ci sono soldi per aiutare quel 70%
di italiani che secondo l’ISTAT si sta impoverendo
ogni giorno di più e si sta avvicinando alla soglia di povertà.
Bene, io voglio credere a quello che dice il governo
ma se le cose stanno così si provveda immediatamente
a diminuire la spesa pubblica.
A questo punto mi si dice che fare questa operazione
non è cosa facile in quanto va ad intaccare situazioni
di privilegio che si sono incancrenite da tempo.
Voglio credere anche a questo, ma allora se così è
perché non si va alla ricerca di un accordo con l’opposizione
in modo tale che nessun partito ci possa guadagnare in voti
dallo scontento che provocherebbe un’iniziativa di questo genere
in diversi strati sociali ?
Ma neppure questo si fa come non si fa quello che sarebbe più semplice
come per esempio diminuire gli stipendi
dei parlamentari, dei senatori  e dei manager degli enti pubblici
oppure togliere le Province che tutti dicono essere non importanti.

La Chiesa mi dice che, qualora cominciasse concretamente
a dire la sua in favore dei più deboli, sarebbe accusata
di invadere un campo che non è il suo.
Capisco bene la questione e quanta strada ci sia ancora da fare
nel ridefinire il concetto di laicità ma santo Iddio, credo anche
che la situazione imponga che la Chiesa si più presente
nel difendere concretamente la dignità e la sacralità della vita umana
in tutti i suoi aspetti.
Una Chiesa che continui a formare le coscienze solo parzialmente
e a non aiutare i cattolici a discernere sui fatti e sulla storia
è sicuramente una Chiesa che non assolve fino in fondo al suo mandato.

Cosa dunque si trovano di fronte gli italiani
in questo periodo di profonda crisi economica e culturale ?

Dei partiti che non sanno e non vogliono governare
ed una Chiesa che continua a balbettare.
Insomma, se non si ancora capito, per ora gli italiani
sono soli di fronte alle difficoltà.

BLAISE2004

dicembre 3rd, 2008

E Quel Giorno Non Mi Perderai Più – Franco Fasano

L’inquietudine è una scia
dove nuoti sempre tu
la corrente è troppo forte
e tu non ti fermi più.
La tua rotta hai scelto già
verso l’idiosincrasia
per le cose più normali
anche per me.
Se tu seguissi la teoria della regolarità
ti raggiungerei attraverso tutte le difficoltà.
E se poi istintivamente
ritrovassi l’armonia
ne guadegnerebbe il mondo,non solo noi.
Ma dimmi dove sei
così ogni tanto mi oriento
e dimmi come mai
da me ti stai nascondendo
la tua fragilità
la scopro e poi la difendo
e quel giorno non mi perderai più.
e dimmi sì o no
se è vero che ti appartengo
se stare insiem a me
ha ancora un suo fondamento.
ma ora che noi siamo qui
trova un posto all’allegria
per non farla andare via
perdoniamoci le volte
che non siamo stati noi
quando c’erano le lotte
dei tuoi sogni contro i miei.
ma dimmi sove sei
così ogni tanto mi oriento
se non ti incontrerò
ti cercherò tutto il tempo
se mi sorriderai
ritroverò l’entusiasmo
e quel giorno non mi perderai più.

dicembre 1st, 2008

Avola, 2 dicembre 1968

Due dicembre, giorno bianco
per la gente in ufficio
e che si vede passare
solite carte e fatture.

Due dicembre, giorno bianco
per mia madre in cucina,
che cantando prepara
il pranzo e la cena.

Due dicembre, giorno nero
per la gente che è stanca
e che scende nelle strade
perchè vuole un po’ di pane.

Due dicembre, giorno nero,
da finire al cimitero,
da finirci, assassinati
da quei servi mal pagati.

Ma si sa, si sa che,
ma si sa, si sa che

loro vengon coi fucili,
loro vengono coi mitra,
loro vengono in cento,
mai che siano da soli.

Loro vengon coi fucili,
loro vengono coi mitra,
loro vengono in cento,
mai che siano da soli.

Due dicembre, giorno bianco
per mio padre, che è sereno:
oramai è assicurato,
ogni mese paga lo Stato.

Due dicembre, giorno bianco
per la gente che è tranquilla
e che approva con la testa
quello che scrive la stampa.

Due dicembre, giorno nero
per chi cerca una risposta,
per chi agisce e più non parla
e si difende come può.

Due dicembre, giorno nero
per chi chiede un aumento
e la risposta è solo una,
la risposta è di violenza.

Due dicembre, giorno nero,
da finire al cimitero,
da finirci, assassinati
da quei servi mal pagati.
Leggi il testo e scarica la canzone

il Deposito | Avola, 2 dicembre 1968 – | Canzoniere di Rimini | canti di protesta politica e sociale – archivio di testi, accordi e musica.

dicembre 1st, 2008

il Deposito | The 1913 Massacre – | Woody Guthrie

Piangete con noi…

Una canzone sul terribile massacro di Calumet, nel Michigan, dove, nel dicembre del 1913, dei poliziotti e delle guardie private al soldo della locale compagnia mineraria del rame irruppero ad una festa natalizia organizzata dai minatori in sciopero facendo fuoco ed uccidendo otto persone. Nel panico che ne seguì, 73 bambini vennero poi calpestati a morte.

il Deposito | The 1913 Massacre – | Woody Guthrie | canti di protesta politica e sociale – archivio di testi, accordi e musica.