Pubblicato da: blaise2004 domenica, gennaio 18th, 2009

pillolo 32, 2009 la famiglia ed i cattolici

PILLOLO 32, 2009, gennaio

Il teologo cattolico Elisio Ruffini intorno agli anni ‘80
ha elencato in un suo libro una serie di “tentazioni”
a cui la teologia cattolica ed il Partito dei cattolici italiani
hanno rischiato di soggiacere.
Essi esageravano, secondo Ruffini, “una visione privatistica
della salvezza” in cui non esisteva senso della comunità
al di là della famiglia ed usavano troppo spesso la frase ad effetto
della famiglia come “nucleo della società” senza preoccuparsi
di indagare più in profondità il rapporto tra le due.
Insomma, sempre secondo Ruffini, si predicava
una visione idealizzata e astorica della famiglia
che talvolta arrivava a proporre come modello da seguire
La Sacra Famiglia.

Non sarebbe però storicamente corretto limitarsi
alle considerazioni del teologo Ruffini anche se, a mio parere,
centrano una delle maggiori contraddizioni del pensiero cattolico
al proposito e che ancora persiste e non è stata risolta.

Infatti non va dimenticato il fatto che la Chiesa cattolica
aveva deciso d intervenire in maniera attiva nella politica italiana
attraverso la DC, segno questo che cominciava ad intravedere
quanto fosse importante il legame e l’interdipendenza
fra famiglia e società.
Come non va dimenticato il fatto che la DC fu uno dei Partiti
propugnatori del voto alle donne che fu attuato per la prima volta
alle elezioni del 1946, segno anche questo del riconoscimento
delle donne come soggetto attivo della politica e della società.

Quindi non è da considerare fuori luogo l’intervento di Gonella
al 1° congresso della DC: “ La famiglia è una fortezza che non si difende
stando dentro la fortezza” con il quale affermava che la famiglia cattolica
doveva essere difesa contro la minaccia comunista e le intimidazioni
della società moderna ma questo era possibile solo facendola uscire
dall’isolamento in cui si trovava.
Gonella, con questo suo intervento, denunciava l’isolamento
della famiglia cattolica e la necessità del suo superamento.

Per formazione culturale e filosofica non riesco a concepire
che qualcosa possa esistere per sé stessa ed in quanto tale
ma solo all’interno di un contesto culturale, sociale e politico al punto che,
anche quando volesse vivere in altro modo,
questa stessa scelta ha una valenza culturale, sociale e politica,
per cui mi risultano alquanto estranee certe posizioni
dei cattolici italiani di ieri e di oggi che tendono a concepire la famiglia
come una fortezza che da sola può reggere al confronto
con l’ideologia dominante nella nostra società.

In conclusione mi sembra si possa affermare che vi era
una tensione continua nella visione cattolica della famiglia.

Da un parte, la tendenza a porre in rilievo i valori interni della famiglia,
il suo primato sulla società e il bisogno di proteggerla da un mondo ostile.
Tale visione era stata senza dubbio una delle basi del familismo in Italia.
Dall’altra, il desiderio di superare l’isolamento della famiglia con un rapporto
attivo sia con la Chiesa sia con la società.

Mi sembra che questa contraddizione non è stata ancora risolta e resta da vedere
quale di questi due modi sarà maggiormente in armonia
con lo sviluppo futuro della nostra società alla luce anche
della crisi economica che stiamo attraversando
oppure se si renderà necessario giungere ad una sintesi
fra le due visioni.

BLAISE2004

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