È possibile seguire tutte le risposte a questa pillolo attraverso iRSS 2.0 feed.
You can leave a response, or trackback from your own site.
In evidenza
- pillolo 697, 2009 La politica di De Gasperi
- pillolo 551, 2009 1991: lo stabilimento Fiat a Melfi
- pillolo 579, 2009 Il misticismo
- pillolo236, 2009 L'incontro fra fascisti e cattolici
- pillolo 489, 2009 La metafisica è necessariamente ideologica Created By Bunk Bed
Commenti recenti
- fiordi su pillolo 620, 2009 L’era di Berlusconi, i cattolici ed i ceti medi italiani
- Andrew777 su pillolo 639, 2009 Berlusconi e Fini di fronte a Locke e Montesquieu
- blaise2004 su pillolo 487, 2009 La sessualità, la Chiesa cattolica e il cammino neocatecumenale
- fab su pillolo 616, 2009 la faccenda del crocifisso nelle scuole italiane ed il pensiero laico
- INIZIOWEB.net » Blog Archive » pillolo 584, 2009 Il “dover essere” e la parola di Dio su pillolo 584, 2009 Il “dover essere” e la parola di Dio
Appelli
Articoli recenti
- Il vero Made in Italy è la Mafia
- Vogliamo la vostra opinione sul processo breve
- Imparare la storia leggendo i fumetti
- Isernia avrà le webcam in comune
- pillolo 755, 2010 La difficile filosofia del meno peggio
Archivi
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- novembre 2009
- ottobre 2009
- settembre 2009
- agosto 2009
- luglio 2009
- giugno 2009
- maggio 2009
- aprile 2009
- marzo 2009
- febbraio 2009
- gennaio 2009
- dicembre 2008
- novembre 2008
- ottobre 2008
- settembre 2008
- agosto 2008
- luglio 2008
- giugno 2008
- maggio 2008
- aprile 2008
- marzo 2008
- febbraio 2008
- gennaio 2008
- dicembre 2007
- novembre 2007
- ottobre 2007
- settembre 2007
- agosto 2007
- luglio 2007
- giugno 2007
- maggio 2007
- aprile 2007
- marzo 2007
- febbraio 2007
- gennaio 2007
- dicembre 2006
- novembre 2006
- ottobre 2006
- settembre 2006
- agosto 2006
Categorie
- abbandono
- abbracci gratis
- accettazione
- Adriano
- affetti
- affetto
- aforismi
- Agostino
- aiku
- Almeida
- Altravisione
- amanti
- amare
- ambiente
- amicizia
- amico
- amor di patria
- amore
- amore cristiano
- amore mancato
- amore materno
- amore perduto
- angeli
- Angiolieri
- anima
- anonimo
- Antonacci
- Apollinaire
- Aragon
- Attualità
- auguri
- auguri di natale
- baci
- Balistreri
- Bandabardò
- Baroni
- bartalini
- bataglie civili
- bellezza
- Bertoli
- blaise 2004
- Blaise2004
- Borges
- Brecht
- Brow
- Browning
- bugie
- buone energie
- burrasca
- Bussento
- campanella
- canti di protesta
- canzoni
- canzoni – poesie
- Caparezza
- Cardarelli
- carità
- catullo
- censura
- cielo
- cilento
- civiltà
- Cohen
- commemorazioni
- compromesso
- comunismo
- concorsi
- concorso di poesia
- Confucio
- conoscenza
- consigli per gli acquisti
- coppia
- coraggio
- Corti
- costanzo
- crescita
- Crisostomo
- cristiani
- cuore
- D'Annunzio
- Dada
- Dalla – Cellamare
- Dansalvarea
- Dante
- David Maria Turoldo
- De Andrè
- De Curtis
- decisione
- dedizione
- denuncia
- desideri
- desiderio
- destino
- Di Capua
- Dickinson
- difficoltà
- discernimento
- distacco
- distanze
- dolore
- Donés
- donna
- donne
- donne coraggiose
- dubbi
- Duchesca
- ecologia
- educazione
- Elisa
- Eluard
- Emerson
- emozioni
- eroi
- errori
- eternità
- eventi
- Falworth
- fascismo
- fede
- Fedeli
- federalismo
- Felicità
- ferite
- fiducia
- figli
- filosofia
- filosofia politca
- Fiume
- forza
- Fraioli
- Francione
- Frankie Hi-NRG
- Frankie Hi-NRG MC
- Frosali
- frost
- Gandhi
- Garcia Lorca
- gatti
- gelosia
- gentilezza
- Giacobbe Guglielmone
- gibran
- gioia
- giorno della memoria
- giustizia
- Gozzano
- grinta
- Guccini
- guerra
- Gyg
- Hernandez
- Hesse
- hikmet
- Hopkins
- i nostri sostenitori
- ideali
- Ignacchiti
- Iliade
- illusione
- illusioni
- inciviltà
- incontro
- indifferenza
- infelicità
- infinito
- inquietudine
- intelligenza
- Ivory
- Jovanotti
- kavafis
- Kiko
- Kipling
- lavoro
- Lawrence
- Lee Master
- Lennon
- Leopardi
- letteratura e società
- lettori
- lettura
- libertà
- libertà di stampa
- libri
- lontananza
- luna
- lutto
- machado
- madre teresa
- mafia
- Majakovkij
- malinconia
- mancanza
- Mandela
- Manzoni
- marco mkc costanzo
- marcomkc
- Marcuse
- mare
- Marielli
- Marx
- maternità
- maturità
- memoria
- Merini
- metafore
- Metzger
- miglioramento
- mistero
- Mitre
- mkc
- Modugno – Bonaccorti
- Mogol
- Montale
- Monti
- Morandi
- morire
- Moro
- morte
- motivazione
- Muhammad al-Farag
- napoli
- natale
- natura
- neruda
- Ngana
- Niebuhr
- Niemöller
- non dimenticare
- nonviolenza
- nostalgia
- Noventa
- nozze
- nulla
- odio
- odio sociale
- Odisseas Elitis
- Omero
- orgoglio
- pace
- Paoli
- partnership
- Pasolini
- passione
- patria
- patriottismo
- paure
- pena di morte
- pendolari
- penna
- penna e calamaio
- pensieri
- Perico
- personalità
- Pessoa
- petizioni
- Pilcher
- Pilloli
- poesia
- poesie
- Poesie dei lettori
- poesie di natale
- poesie e dediche
- poesie in lingua
- poesie napoletane
- poesie siciliane
- politica
- povertà
- precariato
- preghiere
- premi nobel
- Prevert
- priorità
- prospettiva
- protesta
- radici
- Ramazzotti
- razzismo
- realtà
- recensioni
- reframing
- resistenza
- responsabilità
- ribalta
- ricchezza
- ricerca
- ricordi
- Rilke
- risorgimento
- ristorante babette
- ritorni
- rivoluzione
- romantico
- Rooney
- Rossi
- Russo
- S. Agostino
- S.Paolo
- Saba
- sacrificio
- Saffo
- saggezza
- Salius
- Salmi
- san valentino
- Sangiorgi
- saviano
- scelte
- scienza e tecnica
- scoperta
- scrittori
- senso della vita
- senso sociale
- sentimenti
- sentimento
- separatismo
- serate culturali
- Shakespeare
- shoah
- sicilia
- silenzi
- Silicato
- Silvestri
- sincerità
- sinistra
- Siti Amici
- sofferenza
- sogni
- sogno
- sole
- solidarietà
- solitudine
- sorrisi
- sostegno
- speranza
- statistiche
- Stecchetti
- stefano benni
- storia
- Storia della chiesa
- stress
- stupore
- successo
- suggerimenti
- tagore
- tecnologia
- temerezza
- tempo
- tenerezza
- testi di canzoni
- Totò
- Trilussa
- Turco
- umanità
- Ungaretti
- uomini
- utopia
- valori
- Vellei
- Vincenzo Monti
- vita
- vita e morte
- vita oltre la morte
- vivere
- Waters
- xenofobia
- Zambrini
- Zanotti
- zen



pillolo 34, 2009 La tragedia della dipendenza della DC e del PCI
PILLOLO 34, 2009, gennaio
Di quello che parlerò ne ho avuta esperienza diretta
avendo trascorso la mia infanzia insieme a tutti quei ragazzi
che frequentavano la Casa del popolo del mio paese
e divenendo poi in gioventù un iscritto
alla Federazione giovanile comunista e poi del PCI.
Ricordo gli anni ‘50 quando la Casa del popolo
dovette abbandonare i locali dove si era insediata
occupando lo stabile che prima era la sede della Casa del fascio
in quanto il governo della DC li aveva requisiti ritenendoli
patrimonio dello Stato.
Non era altro che il tentativo da parte della DC
di ostacolare l’Associazionismo di sinistra
che però non arrivò a buon fine in quanto tutti gli operai
si auto tassarono per acquistare un terreno dove,
improvvisandosi muratori e manovali, nel tempo libero
andavano a lavorare gratuitamente per costruire
la nuova Casa del popolo.
Di questo periodo infantile ho altri due ricordi che mi sembrano
dei buoni esempi per descrivere quel periodo storico.
Il primo è quello delle bande cioè dei gruppi di ragazzi
che si ritrovavano insieme su base territoriale.
Io appartenevo per esempio alla banda della Casa del popolo
chiamata così perchè ruotava intorno ai suoi locali
ma ce ne erano altre cinque, compresa quella del Campino del prete
detta così perchè ruotava intorno a questo campino di calcio
di proprietà della Parrocchia.
Ogni banda aveva una sua organizzazione interna
ed era chiusa in sé stessa
così come queste bande spesso si scontravano fra di loro
tutte le volte che qualcuno pensava di aver subito qualche sopruso.
Insomma ogni banda nel suo piccolo era una piccola mafia.
In questa situazione arrivò a Certaldo un nuovo cappellano,
un certo don Giacomo Stinchi, il quale decise ribaltare questo tipo di cultura
organizzando durante l’estate le “Olimpiadi” a cui potevano partecipare
tutti i ragazzi di Certaldo indipendentemente dalla banda di appartenenza
e che si svolgevano ora qua ora là e cioè in tutti i territori
di appartenenza di ciascuna banda.
Fu così che la banda della Casa del popolo i cui genitori erano di sinistra
si incontrarono con la banda del Campino del prete i cui genitori invece
erano Democristiani come accadde che i ragazzi della Casa del popolo
per la prima volta andarono a giocare al pallone nel campino del Prete
e quest’ultimi per la prima volta vennero a far volare gli aquiloni
presso la Casa del popolo.
Cosa voglio significare con questo esempio ?
Che le ideologie della Democrazia Cristiana e del Partito comunista
erano abbastanza deboli e non erano state in grado di permeare
le menti e gli spiriti delle giovani generazioni tanto è vero
che noi e le nostre famiglie non trovammo nessuna difficoltà
ad incontrarci fra di noi e che le famiglie cattoliche che andavano in Chiesa coltivavano le stesse aspirazioni e gli stessi principi di vita
delle famiglie comuniste che non andavano in Chiesa.
Ciò che divideva il paese e le famiglie erano le condizioni miserevoli
in cui molte di loro erano costrette a vivere e lo sfruttamento
da parte dei datori di lavoro sui padri e le madri operaie.
Ciò vuole anche dire che non è stato l’anticomunismo
o l’anticapitalismo, non è stato l’essere pro America o pro Unione sovietica
come non è stato l’andare in Chiesa o il non andarci
che hanno determinato nel profondo la cultura ed il modo di pensare
e di sentire in Italia negli anni ‘50-’60 bensì le condizioni economiche
e di lavoro delle persone e delle famiglie.
E’ su questo punto che l’Italia si spaccò in quanto le masse degli operai
sarebbero volentieri tornatì in Chiesa solo se la Chiesa cattolica
ed il Partito dei cattolici italiani li avessero tenuti in considerazione
e avessero dato risposta ad alcuni bisogni materiali e di vita
allo stesso modo di come fece il cappellano di Certaldo
con noi ragazzi.
Il secondo è quello delle partite di calcio che andavamo a vedere
alla televisione della Casa del popolo in quanto nessuno
aveva la televisione in casa.
Quando giocava l’Unione sovietica o una squadra dell’Est europeo
contro la nazionale italiana oppure contro una squadra italiana
la stragrande maggioranza delle persone tifava per l’Unione sovietica
e per le squadre dell’Est europeo.
Si badi bene che nessuno di costoro aveva mai letto
un libro di storia o di filosofia, né aveva studiato,
nè aveva mai visitato l’ Unione sovietica o un paese dell’Est europeo.
Altro non era quindi che una subcultura che serviva a rafforzare l’unità
tra gli iscritti al Partito, offriva una concezione del mondo alternativa
ed esaltava i valori dell’egualitarismo e della solidarietà
ma non aveva niente a che fare con la realtà storica di questi paesi.
Era una mistificazione dei dirigenti comunisti i quali, pur sapendo
come andavano le cose in Unione sovietica, continuarono a mentire
volutamente a quelli che chiamavano compagni.
Il matematico Lucio Lombardo Radice, recensendo la pubblicazione
delle opere di Stalin scriveva: “Marxista creativo, Stalin non è soltanto uno studioso di genio che analizza i problemi storico-politici alla luce del marxismo:
è questo sì, ma è anche e soprattutto il grande rivoluzionario, il grande costruttore che analizza i rapporti per trasformarli, che studia i problemi per risolverli praticamente”.
E quando Stalin nel 1953 morì l’Unità titolò nella seguente maniera:
”E’ morto l’uomo che più ha fatto per la liberazione del genere umano”.
Riguardo al comunismo storico di Stalin in Unione sovietica
i dirigenti e gli intellettuali comunisti italiani dimostrarono
la più completa disonestà intellettuale e, pur conoscendo le cose,
preferirono per convenienza politica ingannare le masse.
Malgrado ciò, se andavi a domandare a tutta quella gente che tifava
per l’Unione sovietica nelle partite di calcio cosa fosse la dittatura del proletariato
e l’occupazione del potere non avrebbero saputo come risponderti
e ti avrebbero detto che voleva dire avere un lavoro che ti permette di vivere degnamente insieme alla famiglia e dove i ricchi ed i potenti non erano liberi
di fare soprusi alla povera gente.
Questo era il loro marxismo che tutto era fuori che marxismo
ma piuttosto una forma di umanesimo intriso fino al midollo
di valori tipicamente cristiani.
Infatti i comunisti italiani mai si sono sognati di prendere il potere
né tanto meno di instaurare una dittatura del proletariato,
come ho ben documentato nei miei scritti precedenti.
E’ comunque indubitabile che una forma di “tragedia”
si è impossessata della storia moderna dell’Italia
e dei maggiori Partiti politici vale a dire
della Democrazia Cristiana e del Partito comunista
al punto che non ha permesso che gli italiani potessero godere
di quelle riforme le quali era tanto necessarie
quanto non è mai stato possibile fare.
QUESTA TRAGEDIA SI CHIAMA DIPENDENZA !
La dipendenza infatti della DC dalla Chiesa cattolica
condusse De Gasperi ad orientarsi verso un Partito dei cattolici
di tipo interclassista come era nei desiderata di Pio XII
il quale chiese questo come contropartita per il suo appoggio.
Come è possibile infatti una politica interclassista
in una società fortemente organizzata su basi classiste ?
Non è possibile se non in linea teorica, come aspirazione o come ideologia.
Così è stato per il Partito dei cattolici italiani il quale, dopo pochi anni
dalla sua costituzione, divenne un Partito con forte orientamento classista
nel senso che divenne un Partito che difese prevalentemente
gli interessi dei potenti e dei ricchi.
Se al posto di De Gasperi ci fossero stati uomini alla Sturzo e alla Dossetti
sicuramente questa tragedia – dipendenza del Partito dei cattolici italiani
non si sarebbe avverata come non sarebbe nato una DC interclassista
e Pio XII non avrebbe garantito il suo appoggio.
Avremmo avuto insomma un altro Partito dei cattolici
sicuramente meno potente e meno numeroso
ma più aperto verso i Partiti socialista e comunista
e più interessato ai valori cristiani.
Chi sa cosa sarebbe stata la nostra storia !
La sola idea che poteva essere possibile mi affascina
in quanto come cattolico non sarei potuto stare
all’interno di un DC falsamente interclassista.
QUESTA E’ LA PRIMA FALSITA’
CHE HA CONDOTTO ALLA TRAGEDIA ITALIANA DI OGGI
La dipendenza del Partito comunista italiano
dall’Unione sovietica condusse Togliatti a non chiarire nel Partito
e fra le masse che lo votavano il fatto che si poteva benissimo
difendere le ragioni delle classi meno abbienti e della classe operaia
senza per questo essere marxisti.
Infatti Togliatti tornò dal suo soggiorno forzato in Russia
avendo terrore di quanto aveva visto in quel paese,
malgrado ciò non ebbe il coraggio di aprire un confronto
sulle atrocità di Stalin e sul pericolo che si celava
dietro la scelta della dittatura del proletariato.
Insomma Togliatti non ebbe quell’onestà intellettuale e morale
che doveva essere invece la sua prima prerogativa
impedendo con ciò che la sinistra italiana si incanalasse
verso la forma della socialdemocrazia così come è avvenuto
in quasi tutti i paesi europei ritardando un processo
che ha messo circa mezzo secolo per affermarsi anche in Italia.
QUESTA E’ LA SECONDA FALSITA’
CHE HA CONDOTTPO ALLA TRAGEDIA ITALIANA DI OGGI
Non dico che fin dai tempi dell’invasione dell’Ungheria da parte
dell’esercito dell’Unione sovietica ma sicuramente nel 1968
quando i carrarmati sovietici di nuovo schiacciarono la “primavera di Praga”
della Cecoslovacchia, il gruppo dirigente del PCI doveva avere il coraggio
e l’onesta intellettuale e morale di vedere in faccia le cose come stavano
ed aprire un dibattito franco ed onesto nel Partito e nella società.
Ma anche questa volta i comunisti italiani preferirono seguire la strada
dello struzzo e mettere la testa sotto la sabbia con ciò ritardando
l’evoluzione della nostra democrazia verso la sua completezza.
Si può dire che il PCI non si è assolutamente distaccato da questa miopia
fino a quando, dopo la caduta del muro di Berlino e quindi per fatti esterni
alla dialettica del partito, è stato costretto a vedere la storia ed i fatti
per quello che erano in realtà fino a cambiare nome e simbolo.
BLAISE2004