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pillolo 440 – domanda su domanda
PILLOLO 440, gennaio 2009
Ancora una volta ragionerò per assurdo ed a ruota libera,
di domanda in domanda,
per vedere se così facendo ci porta da qualche parte.
Se Pio XI e Pio XII ritennero opportuno e conveniente
stipulare dei concordati con Hitler, Mussolini e Franco
perché non provarono a fare altrettanto con Stalin
il quale, se non era uno stinco di santo,
sicuramente non era più sanguinario degli altri tre ?
Proviamo a prendere questi dittatori uno per volta:
per Franco in effetti la Chiesa cattolica poteva avere qualche speranza
nel senso che egli vedeva nel cattolicesimo un puntello
per il suo programma che tendeva a restaurare in Spagna
un’economia rurale ed un sistema di potere ad esso legato.
Infatti Franco fu un fervente cattolico anche se di un cattolicesimo
decisamente conservatore.
La cosa peggiorava alquanto per Mussolini il quale proveniva
da una cultura atea ed anticlericale e non era interessato al cattolicesimo
se non per motivi di forma.
La Santa Sede sapeva benissimo che gli accordi stipulati con Mussolini
erano solo un compromesso di reciproci interessi
e che non aveva una base culturale e religiosa comune.
A Mussolini interessava l’appoggio al suo Regime dei cattolici,
al Vaticano interessava mantenere i suoi privilegi in materia economica e religiosa.
Tutti e due sapevano però che il loro era un equilibrio incerto
e destinato a rompersi non appena le sorti europee
fossero divenute più chiare.
Le cose erano decisamente complicate per quanto riguardava Hitler
il cui nazionalsocialismo non prevedeva la presenza di nessun’altra religione
in quanto era esso stesso destinato ad essere la religione
della razza ariana il cui Papa doveva essere Hitler stesso.
Il cristianesimo ed il cattolicesimo erano destinate a scomparire
tanto è vero che questa era considerata la “soluzione finale”
nel momento in cui il nazionalsocialismo si fosse affermato definitivamente.
I cristiani ed i cattolici che si fossero opposti
avrebbero fatto la stessa fine degli ebrei.
Si trattava solo di tempo e sia Pio XII che Hitler lo sapevano.
Allora, perché tentare un concordato con Hitler ?
La risposta non può essere che una sola:
cercare di limitare i danni per i cattolici sotto il nazionalsocialismo,
mantenere più privilegi possibili sia religiosi che economici
ed attendere che lo scontro fra le democrazie e le dittature terminasse.
Non entrerò in merito a queste scelte del Vaticano
in quanto l’ho già fatto in altri miei scritti.
C’era poi Stalin il quale, a differenza di Hitler che era pagano,
era decisamente ateo secondo la filosofia marxista
la quale prevedeva che lo Stato comunista non fosse laico bensì ateo.
Di fronte a questa ideologia credo anch’io che la Chiesa cattolica
avesse pochi spazi di trattativa per stipulare
un qualsivoglia concordato.
Se con Franco, Mussolini ed Hitler, sebbene in termini diversi,
ci potevano essere dei margini di manovra e di sopravvivenza,
con Stalin non ce ne era nessuno ed infatti la Chiesa ortodossa
fu in breve sbaragliata anche con la violenza
e gli edifici ecclesiastici abbattuti o destinati ad altri usi.
Era quindi naturale che la Chiesa cattolica
vedesse nella Russia comunista di Stalin
il suo maggior nemico.
Come mai allora le democrazie liberali dell’Occidente
si allearono con Stalin per sconfiggere Hitler e Mussolini ?
Commisero un errore ?
Dovevano forse allearsi con Hitler contro la Russia comunista ?
Secondo il modo di vedere di Pio XII sarebbe stata questa
la migliore scelta politica e militare.
Invece il Vaticano sbagliava e di grosso in quanto i pericoli maggiori
venivano da Hitler, quello stesso con cui Pio XII aveva stipulato un concordato.
Cerchiamo di entrare un po’ più in merito alla questione
che abbiamo sollevato.
Intanto va detto che Stalin fino ad allora non aveva aggredito ed invaso
nessuno Stato a differenza di Hitler e non perché fosse più buono
ma semplicemente perché non era in grado di farlo.
Per seconda cosa, come è stato sottolineato anche da Giovanni Paolo II,
se il marxismo era una risposta sbagliata, era però un tentativo di dare una risposta
ai problemi reali della classe operaia e della povertà in genere
mentre il fascismo ed il nazionalsocialismo erano il tentativo di reprimere
queste giuste rivendicazioni delle classi meno agiate a favore delle classi più agiate.
Se Hitler aveva adottato una politica ed una cultura razzista,
Stalin non lo aveva fatto e si era limitato a togliere di mezzo
solo tutti quelli che considerava avversari politici,
insomma dietro a Hitler c’era un ben precisa ideologia ed un pensiero razzista
mentre dietro a Stalin c’era solo la ricerca di un potere soluto, cosa che la Chiesa cattolica doveva ben conoscere avendola praticata per secoli.
Se la Russia era lontana, interessata principalmente ai mercati dell’Est Europa
ed a quelli asiatici e la sua cultura e la sua filosofia erano rimaste estranee
all’influenza della filosofia liberale, l’Italia, la Spagna e soprattutto la Germania
erano nazioni tipicamente europee, impregnate dalla filosofia liberale
e determinanti per lo sviluppo del capitalismo moderno.
La seconda guerra mondiale può essere interpretata infatti anche
come il regolamento dei conti fra il pensiero liberale, lo Stato di diritto e democratico ed il potere capitalistico da una parte e dall’altra un pensiero preesistente al liberalismo, dittatoriale e che non prevedeva assolutamente la libertà d’impresa
non controllata dall’ alto dallo Stato.
Questa era la realtà che si trovarono di fronte Pio XI e Pio XII
e non compresero niente di tutto ciò: né che la storia sarebbe passata
attraverso il pensiero liberale, lo Stato di diritto e democratico
ed attraverso il capitalismo moderno e non attraverso le dittature europee
e neppure attraverso il comunismo della Russia prima e dell’Unione sovietica poi.
Non si spiegherebbero altrimenti tutte le titubanze del Vaticano
nel condannare il fascismo ed il nazismo e nell’ appoggiare incondizionatamente
gli Alleati prima e durante il conflitto, considerati invasori del suolo italiano
alla stregua dei nazifascisti.
Detto in altro modo, il Vaticano, memore delle battaglie perse con il liberalismo,
considerato suo acerrimo nemico,
quello che insomma gli aveva tolto il potere temporale,
non si poteva schierare con le democrazie occidentali capitalistiche
le quali erano considerate dal Vaticano come una sua storica emanazione,
né si poteva schierare con il comunismo a causa del suo ontologico ateismo,
né infine si poteva schierare con le masse povere e diseredate
sulla scia del cattolicesimo di don Sturzo
in quanto da secoli questo non era nel suo DNA,
così, per non rimanere completamente isolato, preferì allearsi
con il fascismo ed il nazismo.
Ditemi voi cos’altro poteva fare la Santa Sede
dove il cristianesimo era stato stravolto ad una macchina di potere.
BLAISE2004