Pubblicato da: lucacp sabato, marzo 21st, 2009

Iliade “Il pianto di Elena”

A questo pianto rinnovossi il lutto,
ed Elena fe’ terza il suo lamento:
O a me il più caro de’ cognati, Ettorre,
poiché il Fato mi trasse a queste rive
di Paride consorte! oh morta io fossi
pria che venirvi! Venti volte il Sole
il suo giro compì da che lasciato
ho il patrio nido, e una maligna o dura
sola parola sul tuo labbro io mai
mai non intesi. E se talvolta o suora
o fratello o cognata, o la medesma
veneranda tua madre (ché benigno
a me fu Prìamo ognor) mi rampognava,
tu mansueto, con dolce ripiglio
gli ammonendo, placavi ogni corruccio.
Quind’io te piango e in un la mia sventura,
ché in tutta Troia io non ho più chi m’ami
o compatisca, a tutti abbominosa.
Così sclamava lagrimando, e seco
il popolo gemea.

Traduzione Italiana dell’Iliade di Vincenzo Monti


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