Pubblicato da: blaise2004 domenica, marzo 1st, 2009

pillolo 115, 2009 La persona umana e la tecne

PILLOLO 115, 2009, gennaio
(La persona umana e la tecne)

Visto che per quanto riguarda il testamento biologico
la scienza medica non è in grado di dare certezze,
visto che neppure il  diritto sembra univoco
come ha dimostrato tutto il caso di Eluana Englaro
dove si sono succedute sentenze fra di sé contrarie,
ho voluto verificare se la Costituzione italiana
dava indicazioni un po’ più precise.

L’articolo n° 2 della nostra Costituzione recita:
“ La Repubblica italiana riconosce e garantisce
i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali
ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento
dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Quali sono dunque i “diritti inviolabili dell’uomo” ?

Sono quei diritti che appartengono per natura all’uomo
e che perciò precedono l’esistenza stessa dello Stato.
Quindi il “diritto positivo”, cioè le leggi dello Stato,  devono conformarsi
alle norme del “diritto naturale”e non viceversa.

Fra questi diritti naturali c’è sicuramente il diritto alla vita
ma, dato che la vita umana comprende anche la sua morte, quindi fra questi diritti
c’è anche quello di morire in maniera dignitosa
quella che  molti chiamano “morte naturale”.

Ma ormai da tempo la così detta “morte naturale” non esiste più
ed oggi è più ragionevole parlare di “morte artificiale” o di “morte tecnologica”
in quanto la nuova tecnologia medica è in grado di far sopravvivere
un corpo umano ben oltre le sue possibilità naturali,
realtà questa che non era presente al tempo dei nostri padri costituenti.

Le domande quindi sono queste:
Chi viene prima, la persona umana o la tecnologia ?
Può l’uomo decidere sulla tecnologia medica oppure è la tecnologia medica
che decide  sull’uomo ?

Secondo l’articolo 2 della Costituzione mi sembra non ci debbano essere dubbi
in quanto quì si parla di “diritti inviolabili dell’uomo”
e non di “diritti inviolabili della tecnologia”.
Allo stesso tempo però fra i diritti naturali non è contemplato
il diritto a suicidarsi o ad uccidere.

Insomma i “diritti inviolabili dell’uomo” sono cosa ben diversa
dai bisogni e dai desideri dell’uomo ed in alcun modo vi corrispondono
ma rappresentano quei principi universali, oggettivi e sacri, per chi crede,
in cui un popolo si riconosce.

Per questo una legge sul “testamento biologico” è importante
ed allo stesso tempo difficile da fare in quanto va a definire e specificare
questi “diritti inviolabili dell’uomo” vale a dire il collante principale
della convivenza civile di un popolo.

Infatti i legislatori sono chiamati a trovare un difficile equilibrio
fra il diritto alla vita ed il diritto ad una morte dignitosa.

Come si vede anche se ci si rifà alla Costituzione
la faccenda non si chiarisce del tutto e rimanda inevitabilmente
ad un discernimento ulteriore dove a poco serve dividersi
fra il “partito della vita” ed il “partito della morte”
semplicemente perché non risponde assolutamente a verità
e si deve parlare piuttosto del “partito della vita a tutti i costi”
e del “partito della morte dignitosa”.

Nessuno dei due partiti vuole e desidera l’eutanasia
bensì di aggiornare la legislazione in ragione delle nuove tecnologie mediche.

L’articolo 32, secondo comma, della Costituzione italiana recita:
“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario
se non per disposizione di legge.
La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti
dal rispetto della persona umana”.

Si evince chiaramente che non è assolutamente vero quello che
in questi giorni si è sentito dire da più parti e cioè che
la persona umana è completamente libera di rifiutarsi
di fronte a qualsivoglia trattamento sanitario.

Al di sopra di questa libertà e di qualsiasi disposizione di legge
c’è il rispetto della persona umana.

Ma per definire cosa si debba intendere per rispetto della persona umana
occorre ritornare al precedente articolo 2 della Costituzione
ed avventurarsi lungo la strada dei diritti inviolabili dell’uomo
ovverosia dei diritti naturali.

Come si vede anche in questo caso non è possibile fare passi in avanti
e tutto è rimandato alla mediazione culturale, politica e religiosa
che sta alla base della nostra Costituzione, vale a dire
al compromesso fra le due anime che ancora oggi
stanno alla suo fondamento.

Ed è completamente errato e quindi anche non utile
tacciare queste due anime come conservatrice o progressista
ed ancor più come partito della morte e partito della vita.

Essi sono slogam accattivanti per la politica, la cultura e la religione
ma non rispondono assolutamente ai problemi che si pongono sul tappeto
né aiutano in alcun modo una seria riflessione che si rende obbligatoria
per cui prima si smette questo andazzo e meglio è per  tutti.

BLAISE2004


Category: pensieri
È possibile seguire tutte le risposte a questa pillolo attraverso iRSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.