Pubblicato da: blaise2004 lunedì, marzo 9th, 2009

pillolo 153, 2009 Il pensiero unico

PILLOLO 153, 2009, marzo

Chi sa un po’ di filosofia della scienza
non ha alcuna difficoltà ad ammettere
che la storia della scienza moderna
è stata quella di una lotta continua
fra idee che derivavano dall’osservazione e dalla pratica
e preconcetti che derivavano dall’insegnamento religioso.

Questo è dovuto principalmente dal peccato di superbia
sia da parte della religione che da parte della scienza.

Infatti il pensiero religioso per suo verso
ha preteso di essere l’unica forma di pensiero
in grado di comprendere e di spiegare
il mistero di Dio e della sua creazione
perdendo così l’occasione di collaborare
con le altre forme di pensiero che indagavano
sulle medesime realtà.
Insomma, il suo peccato di superbia
lo ha condotto a lottare contro tutte le altre forme di pensiero
smarrendo così il suo ruolo principale che doveva essere quello
di contribuire a dare un fine alla scienza ed alla “ragione” moderna.

La scienza moderna per altri versi
ha preteso sempre di più che le sue scoperte
corrispondessero alla verità ultima,
anzi che fossero le uniche verità.

Ad esempio la teoria dell’evoluzione delle specie di Darwin
è frutto, come tutte le teorie scientifiche, della ragione umana
ed in quanto tale oppugnabile solo scientificamente
e mai teologicamente.

Per questo ha poco senso contrapporre “l’evoluzionismo”
che è una teoria scientifica, al “creazionismo” che invece
è una deduzione teologica in quanto partono da differenti tipi di pensiero
senza che l’uno sia migliore dell’altro.

Così come è tempo perso domandarsi chi dei due,
se l’evoluzionismo o il creazionismo, abbia ragione
perché tutti e due, nel loro ambito, possono avere ragione ed allo stesso tempo torto.

Il problema nasce quando l’evoluzionismo si presenta
come l’unica verità solo perché scientifica
intendendo con ciò che la realtà e la verità
possono essere conosciute solo attraverso il metodo scientifico
quando invece questo è solo uno dei modi della ragione
attraverso cui essa indaga e si interroga.

In questo senso se è bene che la ragione e la scienza moderna
indaghino sulla verità è altrettanto vero che esse
non sono le sole a poterlo fare.

A questo punto si pone il problema centrale
ovverosia quale sia il piano sul quale si possono confrontare
la fede con la ragione e la scienza con la religione
le quali, come abbiamo visto,
si fondano su due tipi di pensiero diversi.

Questo piano è “il fine” della scienza vale a dire sul piano cultuale.

BLAISE2004

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Category: pensieri
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