Pubblicato da: blaise2004 giovedì, marzo 12th, 2009

pillolo 161, 2009 Il personalismo dei cattolici

PILLOLO 161, 2009, marzo

Come certamente avrete compreso dai miei scritti
io mi sento vicino a coloro che sostengono
l’autodeterminazione della persona quando si tratta di decidere
sulle cure mediche a cui intende sottoporsi o meno
in quanto mi sembra un forma di buon senso
a cui fra l’altro si sono attenuti fino ad oggi i parenti ed i medici.

Infatti tutti, indipendentemente dal loro credo religioso
o dalla loro filosofia di vita, hanno praticato
quella che oggi viene chiamata eutanasia passiva
vale a dire non si faceva niente o quasi
per aiutare la sopravvivenza di un corpo
ma neppure si faceva niente o quasi per accelerare la sua fine.

In questo caso i familiari ed i medici
valutavano insieme la condizione del familiare in fin di vita
e le reali possibilità di guarigione
e poi decidevano sul da farsi
ritenendo di venire incontro alle necessità di tutti,
specialmente a quella del paziente.

Bisogna però ammettere che questo modo di procedere e di decidere
non segue dei criteri oggettivi e cogenti
ma affida a al buon senso dei familiari ed ai mendici lo stabilire il da farsi
fidandosi delle valutazioni e dei suggerimenti della medici.

E’ a questo punto che si inseriscono le argomentazioni
di coloro che si oppongono all’autodeterminazione della persona
riguardo alla sua fine vita ed argomentano:
se di autodeterminazione si tratta essa non può valere
in un caso e non in un altro nel senso che, se si accetta
che uno arrivato verso la fine della sua vita
possa determinare quello che ritiene più opportuno per sé
lo si deve accettare sempre anche quando, ad esempio, un giovane sano,
magari tuo figlio, ti chiede di porre fine alla sua vita.

Coerentemente con l’aver accettato l’autodeterminazione,
il padre dovrebbe accettare la volontà del figlio
ed aiutarlo a perseguire la sua volontà.
Il discorso non fa una grinza sul piano filosofico:
se autodeterminazione ci deve essere
deve essere per tutti e per sempre.

Ma se si analizza un po’ meglio questa argomentazione
si notano più di una discrepanza.

La prima e la più importante è che l’autodeterminazione
è possibile solo quando si tratti di rifiutare o meno delle cure mediche
e non in tutti i casi così come recita l’articolo 32 della nostra Costituzione.

Ma forse coloro che si oppongono all’autodeterminazione
non comprendono lo spirito dell’articolo 32 della nostra Costituzione
in quanto lo ritengono come una possibilità per far passare l’eutanasia
quando invece è il frutto del personalismo di quei cattolici
che hanno contribuito a redigere la nostra Costituzione.

BLAISE2004

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