pillolo212, 2009 Le tasse e la morale
PILLOLO 212, 2009, marzo
Ci sarà pur un motivo per cui in Italia
non si riesce a fermare l’emoragia
dell’evasione dal pagamento delle tasse ?
Immaginatevi se il 40% degli italiani
decidesse di diventare omicida
oppure di non rispettare il codice della strada,
quale forza dello Stato, dai carabinieri alla polizia,
sarebbe in grado di arginare il fenomeno ?
Infatti in democrazia si parte dal presupposto
che la stragrande maggioranza dei cittadini
accetti le leggi dello Stato e si impegni a rispettarle
e che la mano armata dello Stato scenda in campo
per contrastare quella minima parte di cittadini
che intendono delinquere.
Ora si dà il caso in Italia che più della metà degli italiani
non paghi regolarmente e secondo quanto dovuto le tasse.
Insomma ci troviamo di fronte ad un vero e proprio esercito di evasori
rispetto ai quali la Guardia di Finanza ben poco può fare
benchè si mobiliti nelle indagini e nei controlli.
Né si può immaginare di impegnare troppe più risorse economiche
di quelle fino ad ora impegnate per affrontare il problema
perché alla fine molto probabilmente il gioco non varrebbe la candela.
Ovviamente la soluzione sta se si sposta il piano su quello morale.
Chi infatti è in grado di evadere le tasse è considerato e si considera un furbo,
uno cioè che sa stare in questo mondo e nessuno, neppure la Chiesa cattolica,
gli fa presente in maniera pressante e stringente che invece
sta commettendo un peccato mortale in grado di mettere in discussione
la sua stessa vita eterna, un peccato fra i più odiosi ed invisi a Dio ed agli uomini.
BLAISE2004

2 Responses
Sono pienamente in accordo con Cinzia.
Penso che la cosa importante sia redimersi per amore di Dio e del prossimo.
Luca





Carissimo amico,non pagare le tasse è certamente un peccato, ma non lo definirei un peccato mortale. Anche Gesù, quando fu interrogato dai dottori della legge definì il pagare le tasse,
un precetto degli uomini, tantè che la sua risposta fù : ” rendete a Cesare ciò che è di Cesare
e date a Dio ciò che è di Dio “.
Il vero peccato, quello mortale invece è proprio quest’ultimo, ossia non dare a Dio ciò che è suo.
L’amore per il prossimo è l’amore dato a Dio, chi ama il fratello onora Dio.
Quindi non pagare le tasse significa deufradare i diritti dell’altro, per curare egoisticamente solo i propri interessi. Questo è il vero peccato mortale ed è sancito anche dal comandamento che Gesù
indica al giovane ricco che voleva seguirlo: “Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la
tua mente e con tutte le tue forze, e ama il prossimo tuo come te stesso”.
Questo è il compendio in cui è racchiusa la legge che Dio dettò a Mose.
Se non siamo capaci di osservare i precetti di Dio, che sono i sentieri per la vita eterna, come
potremmo osservare le leggi fatte dall’uomo per l’uomo?
Cinzia.