Archive for aprile, 2009
pillolo326, 2009 Il cristianesimo non detto
PILLOLO 326, 2009, aprile
Con tutto questo gran discutere ed interrogarsi,
a cui ho contribuito anch’io per la mia parte,
se è meglio essere credenti o non credenti,
se sia più efficace la fede o la ragione
oppure tutte e due insieme,
si rischia di perdere di vista l’essenziale
e cioè che la civiltà occidentale
ed il suo pensiero sia razionale che religioso
ruota intorno ai valori cristiani,
quelli che Gesù di Nazaret praticò e predicò
circa 2000 anni fa in Palestina,
ovviamente con i dovuti aggiustamenti per il tempo che passa.
Se prendiamo ad esempio la filosofia della scienza
oppure l’illuminismo e la rivoluzione francese
fino ad arrivare al marxismo ed al pensiero liberale
i quali tutti nulla avevano a che fare con la religione,
cosa si proponevano se non di mettere in pratica
il messaggio del Vangelo di Gesù di Nazaret ?
Non è forse vero che la filosofia della scienza
si proponeva di dominare attraverso la ragione
la natura in modo che la dignità dell’uomo
potesse essere garantita attraverso una vita
meno magra fatta di fame, di miseria e di carestie ?
E dare da mangiare e da bere agli affamati ed agli assetati
non lo aveva già detto Gesù di Nazaret ?
Non è forse vero che l’illuminismo
proponendo la “Dea Ragione” credeva di potere meglio perseguire
la giustizia sociale, politica ed economica
di quanto non potessero essere perseguite attraverso la religione ?
E beati coloro che perseguono la giustizia
non lo aveva già detto Gesù di Nazaret ?
Non è forse vero che il marxismo
nelle sue intenzioni, poi contraddette dalla pratica,
altro non desiderava che affrancare le masse subalterne
dalla schiavitù dei potenti e dei ricchi cioè dei capitalisti ?
Ed anche questo non lo aveva già detto il solito Gesù di Nazaret
anche se non fece mai cenno alla classe operaia ed ai capitalisti
semplicemente perché al suo tempo ci si esprimeva in altri termini ?
Per non parlare del pensiero liberale
in quanto è sufficiente leggersi un po’ attentamente le Costituzioni
di tutte le nazioni occidentali per rendersi conto
di quanto siano intrise di cristianesimo dall’inizio alla fine.
Qualcuno di voi potrebbe domandarsi: ma dove vuole arrivare ?
Semplice, voglio sottolineare quello che è sotto gli occhi di tutti
e cioè che in Occidente sia coloro che si dichiarano credenti
sia coloro che affermano di non credere, quando parlano del bene e del male,
si riferiscono sostanzialmente agli stessi concetti
che poi altro non sono che i principi su cui si fonda
il messaggio di Gesù di Nazaret.
A dire il vero una differenza c’è: mentre coloro che credono
intendono questi concetti come sacri in quanti rivelati,
coloro che non credono li considerano come sacri.
Ma è una differenza che, come spero abbiate percepito,
non intacca in alcun modo la sostanza del problema che ho voluto sollevare.
Allora tutto bene ?
Non direi proprio in quanto da diverso tempo in Occidente
ha preso campo una forma mentale ed un modo di ragionare
il quale afferma che non esiste nessuna idea di male e di bene
e che pertanto non ha senso ricercarla né attraverso la fede né attraverso la ragione.
Non esiste più nessun obbiettivo da raggiungere: né il dominio sulla natura,
né la giustizia sociale, politica ed economica, né l’abolizione dello sfruttamento
dell’uomo sull’uomo, né il bene comune e neppure la solidarietà.
Questo pensiero afferma anche,
in questo rendendosi conto di come si è sviluppato tutto il pensiero in Occidente,
che quelli che chiamiamo obbiettivi altro non sono che il retaggio
del messaggio di Gesù di Nazaret cioè del cristianesimo
dal quale bisogna affrancarsi se l’uomo vuole essere veramente libero,
libero di decidere a suo piacimento su cosa intende
per bene e per male e perciò di non essere schiavo
di questa o quell’altra religione, di quello o quell’altro pensiero.
In sostanza questo pensiero a cui viene dato il nome
di nihilismo e di relativismo, afferma che l’uomo per essere libero
deve fare a meno di qualsiasi forma di pensiero e di qualsiasi forma di religione.
Mi sembra del tutto evidente la contraddizione ontologica di queste filosofie
in quanto esse, nel momento in cui cercano di demolire
ogni forma di filosofia e di religione, affermano sé stesse come forma di pensiero
per cui delle due una o il pensiero e la religione non hanno senso di esistere
ed allora anche la forma di pensiero nihilista e relativista non ha senso che esista
oppure se il nihilismo ed il relativismo si definiscono come forma di pensiero
anche se rivoluzionario allora anche le altre forme di pensiero e di religione
hanno senso di esistere alla pari del nihilismo e del relativismo.
Ciò nonostante il nihilismo ed il relativismo hanno fatto breccia in Occidente
al punto di essere le forme filosofiche che vanno per la maggiore
non solo fra gli intellettuali ma anche fra le persone normali.
L’uomo è niente, la giustizia è niente, il bene comune è niente,
la solidarietà è niente, Dio è niente, la ragione è niente !
Cosa rimane ?
Rimane solo l’uomo con sé stesso ed il vuoto che si trova dentro.
Un vuoto che però è necessario riempire in qualche modo
pena la sopravvivenza dell’uomo stesso.
Con cosa dunque riempirlo ?
Con l’affermazione di sé stessi non importa a scapito di chi.
Non a caso i ricchi ed i furbi oggi trovano approvazione
da parte di tutti, compreso quelli che sono stati turlupinati e fregati,
perché loro ce l’hanno fatta ad emergere sulla massa
che invece non ne è stata capace.
Questi sono i veri eroi moderni riconosciuti da tutti in quanto tali !
Appare del tutto evidente come mai le idee della neodestra occidentale,
la quale incarna politicamente questa filosofia,
trovino così consenso anche fra le masse.
BLAISE2004

pillolo325, 2009 Il consenso della neodestra di oggi
PILLOLO 325, 2009, aprile
Uno dei principali motivi del consenso della neodestra italiana
si trova nel fatto che essa incarna bene “l’animus” dell’italiano medio di oggi
che travalica gli schieramenti politici tradizionali
e si colloca all’interno della travagliata storia del nostro paese.
La classe dirigente della neodestra infatti
è sufficientemente mediocre al punto che l’italiano medio
non trova difficoltà ad identificarsi in essa
così come è sufficientemente efficiente e super attiva
da offrire sicurezza e speranza.
Accanto a questo rimane ancora intatto
l’antico bisogno dell’italiano medio di delegare ad un Principe o ad un Papa
le responsabilità più difficili ed onerose
invece di assumerle in proprio
in modo da sentirsi apparentemente libero
di passare all’occorrenza da un Principe all’altro
e da un Papa all’altro senza rischiare troppo sulla propria pelle.
La neodestra è in grado di offrire all’italiano medio di oggi
il Principe di turno che sarà capacissimo di abbandonare e di dire ogni male di lui
qualora dovesse cadere in disgrazia così come ha sempre fatto in passato.
Tutto questo la neosinistra italiana
non è in grado di offrirlo e credo non lo offrirà mai
anche perché, come dimostra la sua storia,
non è capace di scegliere il Principe di turno
e di abbandonarlo a sé stesso tanto velocemente.
Basta ricordare quel Principe che si chiamava Palmiro Togliatti
ed Unione Sovietica e per quanto tempo i Comunisti italiani
sono stati attaccati ai loro errori ed alle loro contraddizioni.
BLAISDE2004

pillolo323, 2009 Le sinistre al Congresso di Bari
PILLOLO 323, 2009, aprile
Quando alla fine non senza qualche perplessità
gli Alleati dettero il loro assenso affinchè il 28 ed il 29 gennaio del 1944
si potesse tenere a Bari il Congresso dei comitati di liberazione dell’Italia liberata,
le sinistre, socialisti e comunisti principalmente, si trovarono subito
di fronte ad un problema che sembrava insuperabile.
Da una parte i partigiani che lottavano contro le forze nazifasciste
per liberare Roma ed il Centro Nord dell’Italia premevano affinchè
si provvedesse ad esautorare il re Vittorio Emanuele III
ed il governo Badoglio da lui nominato
sostituendoli con altri organismi rappresentativi delle istituzioni statali
in quanto all’interno della Resistenza venivano percepiti e considerati
come elementi disgregatori dell’azione della medesima,
dall’altra gli Alleati riconoscevano il re e Badoglio
come garanti dell’armistizio firmato poco prima.
Per imporre una soluzione diversa da quella che gli Alleati avevano prospettato
si sarebbe dovuto fare appello diretto alla mobilitazione ed alla pressione
delle masse popolari delle regioni meridionali già liberate.
Ma come avrebbero risposto quest’ultime
che non avevano una ferma tradizione antifascista,
non avevano sperimentato una vera e propria Resistenza,
non avevano storicamente un alto senso dello Stato e della patria
e che infine erano impegnate drammaticamente nella lotta per il pane quotidiano ?
Non solo, non si poteva neppure inimicarsi troppo gli Alleati
perché erano l’unico appoggio militare ed economico per la Resistenza.
Come fare ?
Al Congresso di Bari le sinistre non avevano trovato ancora una soluzione
il che favorì le forze moderate e conservatrici
rappresentate soprattutto dal filosofo Benedetto Croce
il quale, appoggiato in ciò dai cattolici, era propenso a ritenere il Fascismo
un incidente di percorso lungo il cammino della democrazia liberale
e prevedeva per l’Italia un ritorno al passato
quando i liberali guidavano il parlamento ritenendo questo periodo storico
il migliore che il nostro paese aveva avuto
non prendendo in considerazione il fatto che l’aristocrazia liberale
non era stata in grado di coinvolgere il popolo
nella gestione del potere e della democrazia
oltre al fatto che la questione sociale ed economica,
vale a dire le misere condizioni di lavoro e di vita dei ceti meno abbienti
era rimasta lettera morta.
Di fronte agli uomini politici dell’epoca si aprivano
davanti enormi problemi di difficile soluzione i quali si possono sintetizzare:
come riuscire a sconfiggere le forze militari del nazifascimo,
come traghettare l’Italia dal fascismo alla democrazia
ed infine come tener conto dei diritti delle classi meno abbienti
le quali, in larga misura, si stavano facendo carico della Resistenza.
Da queste battaglie ed attraverso questo tipo di problematiche
è nata la classe dirigente che ha guidato l’Italia per oltre mezzo secolo
ed anche per questo ha avuto una statura politica
di gran lunga superiore a quella di oggi.
BLAISE2004

pillolo324, 2009 Notizie dalla Stagna di Zapatero
PILLOLO 324, 2009, aprile
Mi è giunta oggi la notizia, che però non ho avuto modo di verificare,
che la libertaria Spagna di Zapatero, il quale nel giro di pochi anni
ha sciorinato una quantità non indifferente di leggi
che relativizzavano l’istituto della famiglia, diciamo tradizionale,
fino ad annichilirla tanto che le figure del padre e della madre
non sono ritenute più importanti, la notizia appunto che il numero degli aborti,
nell’era Zapatero, è raddoppiato.
Ma la cosa più sconvolgente contenuta in questa notizia è il fatto che
circa il 50% delle donne che hanno richiesto la pratica dell’aborto
lavoravano ed avevano una loro indipendenza economica
ed erano quindi in grado di allevare il figlio invece abortito.
Ci troviamo quindi in una situazione nuova e diversa da quella italiana
dove invece la maggioranza delle donne che chiedono di abortire
sono prevalentemente donne extracomunitarie con gravi difficoltà economiche.
Siamo di fronte ad un vero e proprio cambiamento culturale ed etico
dove la difficoltà della donna non consiste più nella difficoltà economica
bensì nella difficoltà a gestire ed a dare un senso alla propria libertà
nel senso che la libertà viaggia da sola
staccata da ogni idea di bene e di male oggettiva, assoluta ed universale.
Infatti la libertà è un bene di per sé ma diventa un boumerang che ti si rivolge contro
quando non è strettamente legata all’idea oggettiva di bene
così come accade in tutti i campi, dall’economia alle istituzioni fino al potere
ed ovviamente viceversa dall’idea oggettiva di bene alla libertà.
Insomma, la libertaria Spagna di Zapatero sembra abbia abbracciato a piene mani
il relativismo ed il nihilismo ed i risultati si vedono: la barbarie.
BLAISE2004

pillolo322, 2009 L’etica in Italia
PILLOLO 322, 2009, aprile
Se si vanno a vedere i giudizi e le valutazioni sul Fascismo
che fin dal 1943 provenivano da parte della Chiesa cattolica,
della Democrazia cristiana e del Partito liberale cioè del filosofo Benedetto Croce
che era il suo esponente di spicco,
si può rilevare che esse fondamentalmente erano di carattere morale
nel senso che c’era una condanna del fascismo in quanto dittatura
ma altrettanto non si faceva rispetto all’aspetto classista del Fascismo medesimo.
Erano quindi già in atto fin dal 1943 le premesse
per quello che succederà dopo le elezioni del 1946
e cioè l’abbandono delle promesse di una maggiore giustizia sociale ed economica
e di un maggior coinvolgimento degli operai e dei contadini
nella gestione dello Stato e delle aziende.
Sia la Democrazia cristiana che Benedetto Croce
avevano rilasciato dichiarazioni nelle quali si impegnavano
a riformare ed a cambiare il sistema capitalistico
ma, come si può notare, erano presenti già tutte quelle contraddizioni
che impedirono loro di essere coerenti.
Ancora una volta si dimostrava che il vero problema etico
era quello sociale ed economico dove si poteva constatare veramente
se gli ideali del cristianesimo (giustizia, bene comune, solidarietà)
venivano incarnati o meno.
Quindi anche i cattolici di oggi farebbero bene, prima di votare per la neodestra
o per chiunque latro, a verificare , al di là degli aspetti carismatici di una personalità politica e dei proclami, il suo programma economico e fiscale
e se in concreto vengono perseguiti gli ideali cristiani
della giustizia, del bene comune e della solidarietà.
BLAISE2004

pillolo321, 2009 Il senso di colpa In Occidente ed il cristianesimo
PILLOLO 321, 2009, aprile
La fede in Gesù di Nazaret, cioè il cristianesimo,
ha contribuito in maniera determinante a definire
il senso di colpa nell’uomo occidentale e dove questa religione si è affermata.
Senso di colpa verso le opere malvage e verso il male che l’uomo compie
il che significa che precedentemente deve essere stato affermato
ciò che è male e ciò che è bene,
altrimenti non ci potrebbe essere neppure il senso di colpa verso il male.
Quindi il cristianesimo ha contribuito in maniera determinante
a definire ciò che è bene e ciò che è male
in tutte le parti del mondo in cui si è affermato
e specialmente in Occidente.
Il passaggio dal paganesimo dei Greci e dei Romani
al cristianesimo non fu quindi un passaggio
dal “Tutto” delle religione pagane ad un “Niente” del cristianesimo
bensì il passaggio da un “Tutto” ad un altro “Tutto”
cioè da un’idea di bene ad un’altra idea di bene
e da un’idea di male ad un’altra idea di male.
Per la prima volta nell’era moderna e contemporanea
si è assistito ad una vera e propria rivoluzione culturale, religiosa e filosofica.
Si è inteso cancellare il senso di colpa nell’uomo occidentale
ritenendolo un limite all’espandersi della libertà del medesimo
cancellando però ed inevitabilmente anche ogni idea di bene e di male.
Insomma, non c’è di che sentirsi in colpa
in quanto non esiste più il male per cui sentirsi in colpa.
Il bene ed il male sono diventate solo idee relative e soggettive
e non c’è più niente di oggettivo a cui far riferimento.
Se dal paganesimo al cristianesimo si verificò
un passaggio, come si è detto, da un “Tutto” ad un altro “Tutto”
con il passaggio dal cristianesimo al nihilismo ed al relativismo
si è verificato un passaggio da un “Tutto” ad un “Niente”.
Come c’era da aspettarsi per chi ha masticato un po’ di filosofia,
non si è verificata quell’esplosione di libertà
come avevano annunciato e proclamato a gran voce
i filosofi del nihilismo e del relativismo
bensì la creazione di un vuoto razionale e spirituale
che ha gettato l’uomo moderno nella più completa confusione,
incertezza e debolezza funzionali solo a chi detiene il potere
di riempire questo vuoto con i consumi materiali.
In questo consiste la vera novità del pensiero moderno e contemporaneo
a cui tutte le altre forme di pensiero, compreso quello cristiano,
hanno dovuto cedere il passo e le conseguenze si vedono e come se si vedono.
Quando si afferma che il marxismo è stata la dottrina che più di tutte
nell’era moderna si è distinta per il suo materialismo
non si dice tutta la verità in quanto il nihilismo ed il relativismo
lo hanno sorpassato di gran lunga, se non che il marxismo
è già morto e sepolto e nessuno lo potrà far rivivere
mentre il nihilismo ed il relativismo sono vivi e vegeti.
Per non essere accusato di professare un cristianesimo da medioevo
mi preme alla fine sottolineare che la fede in Gesù di Nazaret
non solo ha inciso sulla società civile e sulle cultura occidentale
per quanto riguarda l’idea di bene e di male ed il relativo senso di colpa
ma anche per quanto riguarda la speranza nel senso che nessuna colpa
e nessun senso di colpa possono essere talmente grandi e gravi
da non essere perdonati dalla misericordia di Dio.
Qui si chiude il cerchio del cristianesimo che ha determinato
quella che chiamiamo civiltà occidentale
e bisogna stare molto attenti prima di romperlo
come hanno proposto il nihilismo ed il relativismo
senza aver ben chiaro con cosa si intenda sostituire.
BLAISE2004

pillolo320, 2009 I dubbi della neosinistra e le certezze della neodestra
PILLOLO 320, 2009, aprile
Una cosa distingue la neosinistra italiana dalla neodestra:
mentre la prima prova ad interrogarsi
sul futuro della nostra società
nel senso che prova a porsi dei dubbi sul modello di società attuale
e su quello futuro,
la neodestra invece si limita a gestire l’esistente,
e lo fa talvolta anche bene,
ma è troppo sicura di sé
e quindi non si interroga e non ha dubbi.
Nell’immediato quindi la neodestra italiana
risulta essere più efficiente ed efficace
ma nel lungo periodo è destinata
a rimanere a corto di nuove idee e di nuove proposte.
La neosinistra invece, che nell’immediato si trova più in difficoltà,
rischia per il futuro di essere l’unica ad aver elaborato
nuove proposte e nuove idee per gestire
la rivoluzione sociale ed economica a cui andremo inevitabilmente incontro.
Staremo a vedere, l’importante è che ognuno
non rinunci al suo ruolo ed al suo mandato
e non si sforzi di rincorrere l’altro sul terreno che non le è proprio.
BLAISE2004

pillolo323, 2009 Le sinistre al Congresso di Bari
PILLOLO 323, 2009, aprile
Quando alla fine non senza qualche perplessità
gli Alleati dettero il loro assenso affinchè il 28 ed il 29 gennaio del 1944
si potesse tenere a Bari il Congresso dei comitati di liberazione dell’Italia liberata,
le sinistre, socialisti e comunisti principalmente, si trovarono subito
di fronte ad un problema che sembrava insuperabile.
Da una parte i partigiani che lottavano contro le forze nazifasciste
per liberare Roma ed il Centro Nord dell’Italia premevano affinchè
si provvedesse ad esautorare il re Vittorio Emanuele III
ed il governo Badoglio da lui nominato
sostituendoli con altri organismi rappresentativi delle istituzioni statali
in quanto all’interno della Resistenza venivano percepiti e considerati
come elementi disgregatori dell’azione della medesima,
dall’altra gli Alleati riconoscevano il re e Badoglio
come garanti dell’armistizio firmato poco prima.
Per imporre una soluzione diversa da quella che gli Alleati avevano prospettato
si sarebbe dovuto fare appello diretto alla mobilitazione ed alla pressione
delle masse popolari delle regioni meridionali già liberate.
Ma come avrebbero risposto quest’ultime
che non avevano una ferma tradizione antifascista,
non avevano sperimentato una vera e propria Resistenza,
non avevano storicamente un alto senso dello Stato e della patria
e che infine erano impegnate drammaticamente nella lotta per il pane quotidiano ?
Non solo, non si poteva neppure inimicarsi troppo gli Alleati
perché erano l’unico appoggio militare ed economico per la Resistenza.
Come fare ?
Al Congresso di Bari le sinistre non avevano trovato ancora una soluzione
il che favorì le forze moderate e conservatrici
rappresentate soprattutto dal filosofo Benedetto Croce
il quale, appoggiato in ciò dai cattolici, era propenso a ritenere il Fascismo
un incidente di percorso lungo il cammino della democrazia liberale
e prevedeva per l’Italia un ritorno al passato
quando i liberali guidavano il parlamento ritenendo questo periodo storico
il migliore che il nostro paese aveva avuto
non prendendo in considerazione il fatto che l’aristocrazia liberale
non era stata in grado di coinvolgere il popolo
nella gestione del potere e della democrazia
oltre al fatto che la questione sociale ed economica,
vale a dire le misere condizioni di lavoro e di vita dei ceti meno abbienti
era rimasta lettera morta.
Di fronte agli uomini politici dell’epoca si aprivano
davanti enormi problemi di difficile soluzione i quali si possono sintetizzare:
come riuscire a sconfiggere le forze militari del nazifascimo,
come traghettare l’Italia dal fascismo alla democrazia
ed infine come tener conto dei diritti delle classi meno abbienti
le quali, in larga misura, si stavano facendo carico della Resistenza.
Da queste battaglie ed attraverso questo tipo di problematiche
è nata la classe dirigente che ha guidato l’Italia per oltre mezzo secolo
ed anche per questo ha avuto una statura politica
di gran lunga superiore a quella di oggi.
BLAISE2004

pillolo319, 2009 Il vero problema etico dell’Occidente
PILLOLO 319, 2009, aprile
E’ di oggi la notizia che oltre il 30% delle famiglie italiane
si trovano sotto la soglia di povertà relativa, relativa
perché esiste anche la povertà assoluta che non riguarda però le società occidentali.
Ogni parte politica ha le sue ricette politiche ed economiche
per affrontare il problema ma si tratta solo di misure tampone,
più contenute quelle della neodestra, più avanzate quelle della neosinistra
ma comunque si tratta comunque sempre di misure tampone
che non aggrediscono il problema attraverso riforme strutturali.
Siamo di fronte alle prove generali rispetto a quella che sarà in larga misura
la condizione in cui le società occidentali si troveranno per lungo tempo:
meno ricchezza, meno lavoro, più disoccupazione.
Tutti sembrano avere le migliori intenzioni
ma poi vanno a cozzare contro lo stesso muro:
dove si trovano i soldi per venire incontro alle famiglie in difficoltà economica,
ai pensionati, ai disoccupati, ai precari, ai cassintegrati ed ai salariati ?
Questo è e sarà sempre di più il vero problema etico dell’Occidente !
Nessuno sa come fare ed è in grado di proporre un’idea di società
che si faccia carico di questa realtà e di questo problema
quando invece, mi ripeto, sarà la realtà che ci troveremo di fronte
e non come caratteristica di un momento congiunturale
ma come caratteristica strutturale e di lungo periodo.
Per ora, come ho detto, ci troviamo di fronte alle prove generali
ma fra un po’ di tempo si farà sul serio
e, come dicono da noi, vedremo di quali panno si veste ognuno
e dove sta l’etica di ciascuno.
Non saranno più sufficienti i buoni propositi e le catechesi
ma ciascuno dovrà dire e dimostrare da che parte sta.
BLAISE2004






pillolo327, 2009 Il Santo a cui votarsi
PILLOLO 327, 2009, aprile
Tutti si stanno chiedendo quale sarà la nuova locomotiva economica
cioè quell’area geopolitica che avrà i soldi necessari per acquistare
i manufatti prodotti nel mondo visto che Gli Stati uniti d’America,
la vecchia locomotiva, sono in piena recessione economica
e soprattutto sono pieni di debiti.
Molti pensano che saranno la Cina e l’India senza prendere in considerazione
che queste nazioni basano la loro economia soprattutto
sull’esportazione dei propri manufatti piuttosto che sull’importazione
dei manufatti altrui e che dovranno procedere su questa strada per svariati decenni
prima di risolvere i problemi di sopravvivenza delle ,loro popolazioni.
Quindi gli Stati uniti d’America no, la Cina no, l’India no,
l’Europa non ne parliamo, allora chi ?
Prima o dopo ci dovremo rassegnare al fatto che l’economia mondiale,
se cesserà di recedere, sicuramente segnerà un lungo periodo di stagnazione.
Credo quindi che sia giunto il momento di domandarsi seriamente
come si intenda organizzare una società in cui la povertà sarà maggiore
così come la disoccupazione ed in cui diminuiranno anche i consumi.
Nessuno sembra farsi carico del problema dal punto di vista economico, sociale,
politico ed etico e si continua a ragionare in termini di misure tampone
quando invece si tratta di ridisegnare un’intera società e tutta la convivenza civile.
E’ soprattutto la neosinistra italiana che deve interrogarsi al proposito
in quanto questo dovrebbe essere il suo compito precipuo
soprattutto perché l’attuale neodestra di Berlusconi
sembra essere lontana anni luce dal porsi il problema in questi termini.
Quindi se la Chiesa cattolica non ci pensa e la neosinistra neppure
cosa ne sarà di noi e soprattutto dei ceti meno abbienti ?
E poi c’è chi sparla sulla mancanza di speranza degli italiani
e del loro rifugio nella religione come risposta al loro bisogno di appartenenza
a qualcuno ed a qualcosa quando in effetti non sanno a quale santo votarsi.
BLAISE2004