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pillolo239, 2009 La solita storia del portafoglio
PILLOLO 239, 2009, aprile
Prima della marcia su Roma diventare uno squadrista del Fascio
era un vero e proprio mestiere sebbene alquanto pericoloso.
Infatti uno squadrista riceveva un compenso circa tre volte superiore
alla paga giornaliera di un bracciante agricolo
e una volta e mezzo di quella di un impiegato dello Stato.
Da dove venivano questi soldi ?
Vennero inizialmente dai portafogli dei proprietari terrieri
e, dopo che il fascismo riuscì a controllare le campagne,
degli industriali che permisero con ciò il controllo anche delle città.
Questi erano i fasci di combattimento i quali nel giro di un anno di violenze
riuscìrono a scalzare le organizzazioni socialiste ed a ridurle all’impotenza
ma si trattava ancora di un movimento senza un programma preciso
anche se con Mussolini si schierarono decisamente a destra
e dalla parte dei loro finanziatori ed in funzione antisocialista.
Nel giro di pochi anni le piazze si riempirono di italiani entusiasti
del Duce e della sua dittatura, segno del consenso di massa
del fascismo se si tolgono alcuni socialisti, comunisti e liberali.
Come fu possibile ?
Cosa entusiasmò gli italiani ?
Primo fra tutto fu l’idea patriottica di un’Italia
che sarebbe diventata di nuovo forte e grande nell’ambito delle nazioni europee
al punto di pretendere di fondare un suo impero coloniale.
Secondo, il fatto che per la prima volta chi governava
cercò di coinvolgere le masse anche le più umili in un progetto politico di grandezza cosa che né l’aristocrazia liberale né i socialisti
erano riusciti a fare prima di allora, la prima a causa del suo naturale distacco
dalle masse considerate culturalmente inferiori, i secondi a causa
della loro avversione verso la guerra e verso le politiche imperialiste.
Terzo, il passaggio, solo per fini tattici e di potere,
da una posizione anticlericale ed antimonarchica del fascismo
ad una ricerca di un’alleanza con la Chiesa cattolica
e di un compromesso con il Re.
Quarto, la garanzia che gli interessi della borghesia e dei proprietari terrieri
non sarebbero più stati toccati e messi in discussione, insomma la garanzia
di una pace sociale a scapito delle masse dei salariati e dei contadini.
Insomma, ordine, populismo, imperialismo e grandezza
furono le parole d’ordine del fascismo
su cui confluirono le speranze degli italiani e soprattutto della Chiesa e dei cattolici.
Gli unici che si opposero a questo progetto furono i socialisti, i comunisti
e qualche liberale i quali pagarono a caro prezzo la loro opposizione
e furono messi a tacere con la violenza.
Ma il vero problema che va analizzato è il fatto che col passare degli anni
il consenso dietro al fascismo crebbe mentre quello dietro ai socialisti,
i comunisti ed i liberali diminuì cosa che non può essere compresa
solo facendo riferimento alle persecuzioni messe in atto dal fascismo
ma soprattutto al consenso culturale del fascismo fra gli italiani
e soprattutto fra i cattolici.
BLAISE2004