pillolo269, 2009 Il populismo di Berlusconi
PILLOLO 269, 2009, aprile
Credo che mai come oggi, nel pieno di una grave crisi economica
e nel mezzo della catastrofe dell’Abruzzo,
Berlusconi sia così popolare fra la gente.
Gli anti berlusconiani tendono a liquidare la questione
ricorrendo all’ignoranza delle persone
ed alla loro predisposizione a farsi ingannare
ma a ben vedere le cose stanno diversamente e sono un po’ più complesse.
Per esempio, il populismo di Berlusconi è del tutto evidente
ed il populismo, come si sa, è una forma politica alquanto pericolosa
in quanto si fonda sull’identificazione del capo
con il modo di sentire e di pensare, addirittura con gli umori, delle persone
e dove il capo è percepito da queste come l’unico in grado
di esaudirle e di portare a buon fine un progetto ed un programma.
Insomma, il populismo rasenta una forma religiosa del rapporto
fra il capo e le masse e questo sappiamo che è molto pericoloso
in quanto la fiducia acritica nel capo rischia di soppiantare
l’analisi critica dell’opera del capo medesimo.
E’ vero che l’”animus” personale di Berluscuni
tende spontaneamente al populismo ma la domanda da porci
è come mai il populismo di Berlusconi abbia potuto crescere
di giorno in giorno malgrado le numerose avversità
che ha incontrato il suo governo.
Il fatto è che intorno a Berlusconi c’è il vuoto politico
nel senso che manca un progetto di società alternativa
a quella della società dei consumi che Berlusconi ben rappresenta da sempre.
Gli italiani quindi non si trovano nella condizione di scegliere
fra un progetto politico ed un altro
ma sulla personalità politica che meglio interpreta l’unico progetto politico esistente.
Quindi il populismo di Berlusconi non avrebbe avuto tutto lo spazio che ha avuto
se la politica, a sinistra come a destra, non si fosse uniformata
su una strada con un’unica dimensione e senza alternativa
e cioè quella della società dei consumi.
Sicuramente la situazione italiana cambierà
quando ci accorgeremo che questo non sarà possibile
e saremo costretti a correre ai ripari ed a rivedere le nostre aspirazioni.
Allora nessun populismo sarà possibile,
neppure quello di Berlusconi.
BLAISE2004

3 Responses
Ah,si? Credibilità ad ogni promessa? E’ che cosa vorrebbe dire,all’atto pratico? Chiudere il termovalorizzatore di Acerra dopo un solo giorno dall’inaugurazione,per esempio? O spostare l’immondizia? O tagliare 900 milioni di euro alle forze dell’ordine e dare il contentino con e le ronde dei pensionati che poi vanno difesi come a Padova dalla stessa Polizia?
CHE COSA HA FATTO IN 16 ANNI????
questa è credibilità,cara Cinzia.questa è praticità.
Aspettiamo ancora e vediamo fra 6 mesi cosa è/sarà successo… cioè se le promesse inerenti all’ABRUZZO e alla ricostruzione verranno mantenute oppure no.
L’Abbruzzo potranno essere una “cartina di tornasole” per quanto riguarda l’operato dell’attuale governo Berlusconi.




Caro amico, forse il populismo di Silvio è dovuto alla semplicità della sua politica che si fà garante
dei diritti di tutti. Un popolo è stanco di seguire le chimere e Silvio ha dato credibilità ad ogni
sua promessa. In più, la tragedia dell’Abruzzo ha mostrato un uomo,che non solo è propositivo, ottimista, capace, ma anche profondamente sensibile al dolore della gente, e non a parole .
Sono stata fiera del coraggio e della dignità del nostro paese e di chi lo stà rappresentando.
Cinzia.