Pubblicato da: blaise2004 giovedì, aprile 30th, 2009

pillolo323, 2009 Le sinistre al Congresso di Bari

PILLOLO 323, 2009, aprile

Quando alla fine non senza qualche perplessità
gli Alleati dettero il loro assenso affinchè il 28 ed il 29 gennaio del 1944
si potesse tenere a Bari il Congresso dei comitati di liberazione dell’Italia liberata,
le sinistre, socialisti e comunisti principalmente, si trovarono subito
di fronte ad un problema che sembrava insuperabile.

Da una parte i partigiani che lottavano contro le forze nazifasciste
per liberare Roma ed il Centro Nord dell’Italia premevano affinchè
si provvedesse ad esautorare il re Vittorio Emanuele III
ed il governo Badoglio da lui nominato
sostituendoli con altri organismi rappresentativi delle istituzioni statali
in quanto all’interno della Resistenza venivano percepiti e considerati
come elementi disgregatori dell’azione della medesima,
dall’altra gli Alleati riconoscevano il re e Badoglio
come garanti dell’armistizio firmato poco prima.

Per imporre una soluzione diversa da quella che gli Alleati avevano prospettato
si sarebbe dovuto fare appello diretto alla mobilitazione ed alla pressione
delle masse popolari delle regioni meridionali già liberate.

Ma come avrebbero risposto quest’ultime
che non avevano una ferma tradizione antifascista,
non avevano sperimentato una vera e propria Resistenza,
non avevano storicamente un alto senso dello Stato e della patria
e che infine erano impegnate drammaticamente nella lotta per il pane quotidiano ?

Non solo, non si poteva neppure inimicarsi troppo gli Alleati
perché erano l’unico appoggio militare ed economico per la Resistenza.

Come fare ?

Al Congresso di Bari le sinistre non avevano trovato ancora una soluzione
il che favorì le forze moderate e conservatrici
rappresentate soprattutto dal filosofo Benedetto Croce
il quale, appoggiato in ciò dai cattolici, era propenso a ritenere il Fascismo
un incidente di percorso lungo il cammino della democrazia liberale
e prevedeva per l’Italia un ritorno al passato
quando i liberali guidavano il parlamento ritenendo questo periodo storico
il migliore che il nostro paese aveva avuto
non prendendo in considerazione il fatto che l’aristocrazia liberale
non era stata in grado di coinvolgere il popolo
nella gestione del potere e della democrazia
oltre al fatto che la questione sociale ed economica,
vale a dire le misere condizioni di lavoro  e di vita dei ceti meno abbienti
era rimasta lettera morta.

Di fronte agli uomini politici dell’epoca si aprivano
davanti enormi problemi di difficile soluzione i quali si possono sintetizzare:
come riuscire a sconfiggere le forze militari del nazifascimo,
come traghettare l’Italia dal fascismo alla democrazia
ed infine come tener conto dei diritti delle classi meno abbienti
le quali, in larga misura, si stavano facendo carico della Resistenza.

Da queste battaglie ed attraverso questo tipo di problematiche
è nata la classe dirigente che ha guidato l’Italia per oltre mezzo secolo
ed anche per questo ha avuto una statura politica
di gran lunga superiore a quella di oggi.

BLAISE2004

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Category: Pilloli
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