Archive for maggio, 2009
pillolo460, 2009 La biblioteca degli assurdi
PILLOLO 460, 2009, maggio
Nella biblioteca degli assurdi che stanno scoraggiando gli italiani
metterei questi due fatti, ognuno di essi assai emblematico.
I “camerieri” della camera e del senato italiano, quelli che in sostanza
si preoccupano di fornire l’acqua ai parlamentari ed ai senatori della repubblica,
possono andare in pensione a partire dai 53 anni e con 35 anni di contributi
percependo una pensione mensile di 8.000 euro.
Chi sa quale professionalità dovranno avere questi “camerieri”
per spostare da un posto all’altro delle bottigliette d’acqua
per percepire una pensione di questo genere !
Ed invece no, si tratta di un vecchio retaggio del clientelismo
lasciato in eredità dalla politica della DC che nessuno per ora
intende rimettere in discussione visto che questi privilegi,
a cui sono corrisposti altrettanti voti, sono stati possibili
anche grazie alla compiacenza dei sindacati di sinistra.
Si calcola che in Italia ci sono circa 8 milioni di alloggi disabitati
mentre si continua a richiedere che si costruiscano nuove abitazioni.
Forse sono abitazioni diroccate e pericolanti, dirà qualcuno,
ed invece no, è bensì il frutto di un sistema speculativo
che permette di tenere alto il costo delle abitazioni e degli affitti.
Anche questo rientra in quei casi in cui si dimostra come
l’ideologia liberista della neodestra italiana, la quale prima era stata della DC,
che equipara l’interesse dei capitalisti e della borghesia
all’interesse del paese e dei ceti meno abbienti
non corrisponde assolutamente al vero.
BLAISE2004
pillolo461, 2009 L’ideologia liberista e la Chiesa cattolica
PILLOLO 461, 2009, maggio
Avrei bisogno dell’aiuto di qualcuno di voi
che mi dica come stanno veramente le cose.
L’ideologia liberista che equipara la manodopera
ad una merce funzionale all’aumento del capitale
è stata accettata e fatta propria dalla DC,
a sua volta la Chiesa cattolica ha fatto sì che i cattolici italiani
votassero in massa per la DC fino a quando essa è esistita.
Così come la filosofia marxista è stata valutata dalla Chiesa cattolica
come contraria al cristianesimo cosa ha a che vedere questa filosofia liberista
con il cristianesimo ?
O io non ho capito niente del cristianesimo
oppure la Chiesa cattolica ha poco del cristianesimo.
Quale altra soluzione ci potrebbe essere ?
BLAISE2004
pillolo459, 2009 L’ideologia della DC e del PDL di oggi
PILLOLO 459, 2009, maggio
Così descrive sulla cronaca locale un giornalista del tempo
la manifestazione contadina del 1949 che avvenne a Campofiorito in Sicilia:
“ In testa c’erano i bambini col grembiulino e il fiocco, con delle bandierine
rosse e tricolori, la fanfara del paese, i braccianti ed infine una folla sparsa
di calzolai, studenti, piccoli proprietari, bottegai, l’intero paese in marcia
con il sindaco in testa. Raggiunto il latifondo si arava e si seminava”.
Cosa era successo di tanto grave da costringere anche i contadini meridionali
a ribellarsi ?
Per la prima volta nella storia moderna e contemporanea d’Italia,
il comunista Gullo, ministro dell’agricoltura nel governo di unità nazionale
presieduto da De Gasperi, era stato in grado di fare una prima riforma agraria
permettendo ai contadini di prendere possesso dei latifondi lasciati incolti
dai proprietari terrieri.
I braccianti agricoli si sentirono per la prima volta considerati
ed il loro bisogno di avere un terreno sul quale lavorare
soddisfatto almeno in parte.
Non appena i governi di unità nazionale cessarono, il nuovo ministro democristiano Segni provvide a smantellare la riforma Gullo ed i proprietari terrieri
avevano ripreso possesso dei latifondi.
La nuova DC di De Gasperi aveva intrapreso così il suo nuovo corso
che l’avrebbe portata sempre di più ad identificare l’interesse del paese
e dei ceti meno abbienti con l’interesse delle classi dei proprietari terrieri
e dei capitalisti nonché dei ceti più ricchi.
Detto in altre parola: prima l’interesse dei proprietari terrieri, dei capitalisti
e dei ceti più ricchi, poi gli interessi dei ceti più poveri.
Più o meno l’ideologia della DC ed anche della neodestra di Berlusconi di oggi
suona più o meno così: gli unici in grado di garantire il benessere del paese
sono i proprietari terrieri ed i capitalisti i quali perciò vanno primi di tutti
aiutati, sostenuti e finanziati se si vuole che il paese vada avanti.
BLAISE2004
pillolo458, 2009 L’esperienza della Jugoslavia di Tito nel prino dopoguerra
PILLOLO 458, 2009, maggio
Sintomatico di quello che era il panorama europeo e mondiale
è quello che successe alla Jugoslavia quando decise di staccarsi
dalle decisioni del Cominform ed attraverso di esso dalla sfera d’influenza
e del controllo dell’Unione sovietica.
Tito fu considerato un traditore ed allo stesso modo fu considerato
chi intendesse mantenere dei rapporti con la Jugoslavia di Tito
e tacciato dalla nuova ingiuria di “titoista” la quale venne ad aggiungersi
a quelle che già colpivano gli avversari sia sul piano internazionale
che su quello interno dell’Unione sovietica.
La Jugoslavia di Tito della quale non si fidavano gli americani
in quanto rimaneva pur sempre legata al marxismo e che i sovietici consideravano,
come si è visto, un nemico infiltrato con lo scopo di minare l’unità del Cominform,
rimase isolata dagli aiuti economici e commerciali di tutti
pagando a caro prezzo la sua scelta di autonomia politica.
Non diversamente accadde a chi, nel campo della sfera influenza americana,
intese rendersi troppo autonomo dalla loro egemonia.
Di fatto non solo l’Eoropa ma anche il mondo intero era diviso in due blocchi,
quello sotto l’influenza americana e quello sotto l’influenza sovietica,
e non era possibile sottrarsi a questa logica che vedeva il predominio
ideologico ed economico da parte delle due maggiori potenze
che avevano vinto la seconda guerra mondiale.
Ancora una volta, come capita spesso nella storia,
si trattava di scegliere quale fosse il male minore e non il bene assoluto
e va riconosciuta gratitudine alla DC ed ai cattolici italiani
per il fatto di aver scelto gli Stati uniti d’America.
Per i motivi di cui ho già parlato nei miei scritti precedenti,
non rimango d’accordo sul fatto che, malgrado questa divisione in blocchi,
la DC, i cattolici italiani e la Chiesa cattolica
non fecero niente per aiutare quelle correnti presenti nel PCI
le quali avevano iniziato a mettere in discussione la filosofia marxista
e la dipendenza politica dall’Unione sovietica.
Per dirla tutta, ci furono personalità politiche e religiose che tentarono questa strada
come Giorgio La Pira ma esse rimasero isolate e senza influenza
così come lo rimasero dall’altra parte personalità politiche come Terracini.
Questa non è una storiella, miei cari amici del gruppo di discussione,
ma è la tragedia che ha attraversato il nostro paese
le cui conseguenze sono presenti e vivi anche oggi.
Come altro si giustificherebbe, caso unico in Europa,
la difficoltà che hanno la neosinistra e la neodestra a dialogare
ed a confrontarsi su precisi programmi politici ed economici
e dove spesso la politica decade alla stregue di una qualsiasi diatriba
in cui sono ammessi anche i colpi bassi.
Ma quel che è peggio è il fatto che gli italiani
si appassionino ancora a questo modo di fare.
E’ la cultura dello scontro maturata durante il periodo del dopoguerra
che ancora ha la meglio sul discernere razionalmente su cosa sia meglio per l’Italia.
BLAISE2004
pillolo455, 2009 Il significato dell’attentato a Togliatti
PILLOLO 455, 2009, maggio
Il 14 luglio del 1948, pochi mesi dopo la vittoria della DC
delle elezioni politiche, un giovane squilibrato fece un attentato a Togliatti
e, come era prevedibile, molti comunisti italiani,
soprattutto quelli del Centro e Nord d’Italia,
si sentirono aggrediti secondo un piano già predisposto
dal capitalismo nazionale ed internazionale.
Togliatti prima di entrare in coma si preoccupò di suggerire la calma
così come anche fece non appena uscito dal coma dopo l’intervento chirurgico.
Malgrado questa dimostrazione di fedeltà del segretario del PCI
alla democrazia non cessò assolutamente la sfiducia reciproca
fra la DC ed il PCI.
Negli stessi mesi infatti Berlino fu praticamente divisa in due,
da una parte i sovietici e dall’altra gli americani,
a testimonianza che da allora in poi
i rapporti in Europa sarebbero stati difficili
e che il futuro si tingeva di nuovo di scuro.
Anche se infatti la reazione dei dirigenti comunisti all’attentato di Togliatti
aveva reso evidente che non ci sarebbe stata in Italia
nessuna iniziativa rivoluzionaria, non era escluso che un movimento insurrezionale potesse scoppiare se la situazione europea avesse portato ad uno scontro armato.
Gli stessi dirigenti comunisti, se avevano accettato la linea di Togliatti
che puntava tutto sulla creazione di un Partito di massa
e sulla conquista democratica del potere,
non avevano abbandonato l’idea della “doppia prospettiva “
e cioè che potesse succedere a questa fase democratica
un’altra fase in cui il coinvolgimento nella terza guerra mondiale
avrebbe portato inevitabilmente allo scontro armato.
Quindi malgrado la dimostrazione di Togliatti e dei dirigenti del PCI
di impegno per lo sviluppo democratico dell’Italia,
i rapporti fra la DC ed il PCI rimasero tesi e tutti i mezzi leciti
nella lotta politica, compresi i colpi bassi, vennero utilizzati.
Di fatto non c’erano altre scelte da fare: il PCI doveva rimanere agganciato
all’Unione sovietica se non voleva restare completamente isolato
e la DC non poteva fare a meno dell’appoggio degli Stati uniti d’America
così come De Gasperi divenne sempre di più ostaggio
della Confindustria e della Chiesa cattolica
scivolando presto sul crinale del mantenimento del potere fine a sè stesso
accettando che all’interno della DC trovassero il proprio fondamento
il clientelismo, la corruzione e perfino i rapporti con la delinquenza organizzata
del Meridione d’Italia.
Chi fra quelli che oggi votano per il PD o per il PDL, sarebbe stato in grado
di fare diversamente e di essere un profeta politico ?
Chi avrebbe avuto la lungimiranza di abbandonare l’appoggio
dei sovietici ?
Chi avrebbe avuto la lungimiranza di essere più autonomo
dalla Confindustria e dalla Chiesa cattolica ?
Chi avrebbe avuto la lungimiranza di prevedere che il futuro
per una società più giusta ed equa sarebbe passato attraverso la socialdemocrazia
e non attraverso il marxismo ed il liberismo ?
Chi avrebbe avuto la lungimiranza di prevedere che
il rapporto con la delinquenza organizzata del Meridione
avrebbe portato ad un sottosviluppo di queste aree ?
Questo né Togliatti né De Gasperi, l’uno per un verso e l’altro per un altro,
sebbene fossero politici di una levatura come mai si registrò nella storia contemporanea d’Italia, neppure lontanamente si avvicinarono
a questa lungimiranza.
Ma come si sa, la storia la fanno gli uomini !
BLAISE2004
pillolo451, 2009 La contraddizione dei cattolici
PILLOLO 451, 2009, maggio
Ancora oggi la Chiesa cattolica ed i cattolici italiani
risentono della contraddizione nella quale caddero
durante le elezioni politiche del 1948.
La Chiesa era riuscita a convincere la maggioranza dei cattolici a votare per la DC
sottolineando che questo Partito era l’unico che avrebbe garantito
che lo Stato italiano si sarebbe mosso sulla base della
“dottrina morale della Chiesa” e della sua “dottrina sociale”.
Tutta la storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi ha dimostrato tutto il contrario
e cioè che la DC ha portato avanti una politica economica classista
a favore delle classi più ricche ed abbienti ed ha permesso che si affermassero
le idee “liberiste” che considerano la mano d’opera come una merce
al servizio degli interessi del capitalismo,
ha trasformato lo Stato in una macchina per procacciarsi i voti
attraverso il clientelismo, l’occupazione del potere per fini di Partito
e coinvolgendosi del giro delle tangenti e della corruzione
ma soprattutto non ha fatto niente per arginare l’espansione delle filosofie
nihiliste, relativiste e materialiste che hanno accompagnato la società consumista.
Ciononostante la Chiesa cattolica ha taciuto fino a quando la DC
è stata al potere e continua a farlo anche oggi limitandosi perlopiù
ad affermazioni di principio ed a denunce generiche
che non impegnano in alcun modo la propria gerarchia ed i fedeli.
La contraddizione della Chiesa cattolica e dei cattolici italiani dunque
è stata ed è quella di non far seguire alle affermazioni di principio
quali ad esempio alle encicliche ed ai discorsi come alle catechesi
un atteggiamento e delle scelte politiche coerenti.
Nell’era contemporanea questa contraddizione è iniziata
con le elezioni politiche del 1948
e con l’appoggio alla DC a cui non è seguito da parte della Chiesa cattolica
e dei cattolici italiani una verifica se questa fiducia era ben posta
e se era coerente con le encicliche che venivano sfornate dal Vaticano.
Ed a ben guardare questo atteggiamento definito della “doppia moralità”
continua tutt’oggi e porta la Chiesa cattolica ed i cattolici italiani
ad essere favorevoli ad una “politica del disimpegno”, se si escludono
quei quattro o cinque punti definiti eticamente sensibili,
il che vuol dire lasciare il campo libero a chi detiene il potere politico,
economico e culturale in Italia.
Per quanto mi riguarda, in quanto cattolico, cercherò di oppormi
a questo andazzo ma gli spazi per denunciare e protestare
sono molto limitati e ristretti e mi sostiene solo la fede laica e religiosa
che la verità prima o poi si farà largo.
Si smuovono o non si smuovono le montagne ?
BLAISE2004
pillolo450, 2009 La “questione cattolica”
PILLOLO 450, 2009, maggio
Se dovessi riassumere i motivi della vittoria della DC
alle elezioni politiche del 1948 metterei in ordine:
un programma moderato che non impegnava gli italiani in troppi sforzi,
l’alleanza con gli Stati uniti d’America e l’appoggio della Chiesa cattolica.
Visto che negli scritti preceenti mi sono soffermato sui primi due,
adesso parlerò del terzo.
La Chiesa cattolica contribuì notevolmente a dare
alle elezioni politiche del 18 aprile 1948
i caratteri di una crociata religiosa contro il Fronte Popolare
che determinò la messa in secondo piano dei problemi economici
e delle ingiustizie sociali presenti nel paese.
Questa fu, come annota lo storico Piero Calamandrei, la prima vittoria della DC.
L’interveto della Chiesa cattolica nella campagna elettorale fu massiccio,
sia direttamente, che attraverso l’Azione cattolica
e soprattutto attraverso i Comitati Civici.
Il 10 marzo in un discorso ai parroci di Roma, Pio XII affermò
che era “diritto – dovere” del clero attirare l’attenzione dei fedeli
sulla “straordinaria importanza” delle prossime elezioni
e che chi si asteneva dal voto commetteva “un grave peccato, una colpa mortale”.
“Ogni sincero cattolico“, disse, doveva dare il suo voto ai candidati ed alle liste
che offrivano “garanzie veramente sufficienti per la tutela dei diritti di Dio
e delle anime, per il vero bene dei singoli, delle famiglie e della società,
secondo la legge di Dio e la dottrina morale della Chiesa“.
Il messaggio di Pio XII fu ripreso dai singoli arcivescovi e da interi episcopati
ed i toni furono ancora peggiori come quelli usati, per esempio,
dall’arcivescovo di Milano Ildelfonso Schuster dove si arrivò
a definire il Fronte Popolare come l’Anticristo sfiorando toni apocalittici.
A questo punto credo serva un inciso, quando la Chiesa cattolica
decide di fare sul serio lo sa fare e sa usare i termini più incisivi ed più appropriati
così come sa prendere le parti dell’uno e non dell’altro.
Allora perchè oggi assistiamo ad una Chiesa che,
al di là delle affermazioni di principio, si muove con i guanti di velluto ?
Il Fronte Popolare rispose riaffermano il rispetto della libertà religiosa
ma sostenendo politicamente che le accuse venivano spesso
proprio da quella parte del clero che aveva collaborato con ideologie idealiste, razziste o addirittura pagane come quelle fascista e nazista.
E’ innegabile che quello che affermava il Fronte Popolare
corrispondeva a verità ciononostante i cattolici non tennero conto della verità
ed andarono dietro alle indicazioni dei Pio XII
votando in massa per la DC.
Era successo che il trinomio Dio = Papa = Cattolici era stato più forte
della verità in quanto i cattolici erano stati educati a non mettere in discussione
ciò che diceva il Papa considerato infallibile su ogni cosa.
Seguire il Papa si identificava pertanto con il seguire la verità e seguire la verità
altro non era che seguire Dio.
Nessun cattolico, se non qualche eccezione, si preoccupò di sottoporre
all’analisi della propria “ragione critica” ciò che il Papa diceva e faceva.
Per questo in Italia “la questione cattolica” è assolutamente determinante,
oggi come ieri, anche se, “queste armate del Papa” disposte all’obbedienza più cieca
fortunatamente sono meno compatte e ci sono sempre più cattolici
che non sono disposti a non ragionare con la propria testa.
Ma di strada, a mio modo di vedere, ce n’è ancora tanta da fare !
BLAISE2004
pillolo449, 2009 Il revisionismo storico di Pansa
PILLOLO 449, 2009, maggio
Come si è visto la paura di un intervento violento ed armato
sia da parte del PCI che della DC per sovvertire
i risultati delle elezioni politiche del 1948, qualora non fossero favorevoli
alla propria parte politica, era all’ordine del giorno.
Infatti ci sono oggi diversi intellettuali e scrittori
un tempo militanti nel PCI, come per esempio il giornalista Pansa,
che denunciano come la stragrande maggioranza dei dirigenti del PCI
era propensa per la “spallata” ed era convinta
che solo attraverso un’azione di forza sarebbe stato possibile conquistare il potere.
Fino a qui Pansa ha completamente ragione
ma come spiegare il fatto che questa “spallata” non ci fu ?
Molto probabilmente ha ancora ragione Pansa
quando sottolinea il fatto che i comunisti italiani,
benchè accecati da un’ideologia che metteva la violenza e l’uso della forza
come elementi imprescindibili nella lotta contro il capitalismo,
non avevano perso completamente l’uso della ragione
ed erano ancora in grado di rendersi conto del fatto
che sfidare sul piano della rivoluzione armata la DC
voleva dire sfidare la potenza armata degli Stati uniti d’America
quando Stalin aveva già annunciato che non sarebbe intervenuto
in nessun modo in Italia a favore dei comunisti italiani.
Per Pansa insomma il PCI non optò per una soluzione armata
per motivi ideali e per libera e convinta scelta politica
bensì solo per senso tattico e di opportunità.
Tutto quanto afferma Pansa è vero ma non è tutto
nel senso che il PCI dimostrò anche di avere al proprio interno
sufficienti anticorpi che gli impedirono di avventurarsi
in soluzioni rivoluzionarie e violente.
Uno di questi anticorpi fu lo stesso segretario del PCI
Palmiro Togliatti ed insieme a lui tanti altri come Terracini
ancor più convito di lui che il modello sovietico
era un modello sbagliato e che il modello di Stato di diritto e democratico
era una conquista a cui la classe operaia non doveva rinunciare.
La storia passa talvolta anche da questi assurdi
e cioè da un Togliatti che era segretario del PCI
e da un Terracini che contava nel PCI come il due di briscola,
ambedue però convinti che ogni tipo di rivoluzione armata
in Italia avrebbe condotto ad una guerra civile
alla fine della quale la classe operaia avrebbe pagato il prezzo più alto.
Questo Pansa nel suo più che lodevole revisionismo storico
della storia del PCI non lo dice ma in compenso lo affermo io.
Come si può ben vedere, cari amici del gruppo di discussione,
ogni tentativo di semplificare i processi storici
seguendo il bisogno di schierasi da una parte o dall’altra,
se nell’immediato semplifica la vita e gli sforzi di comprensione,
alla fine porta solo alla mistificazione della verità,
ad uno forma di manicheismo che è il prolegomeno del fondamentalismo,
perché il fondamentalismo per esistere ha bisogno dell’ignoranza
e che la “ragione critica” non indaghi liberamente sulla realtà e sui fatti.
BLAISE2004
pillolo448, 2009 Le cose di oggi vengono da lontano
PILLOLO 448, 2009, maggio
Perchè l’Italia e la Chiesa cattolica di oggi fossero un po’ migliori
sarebbe stato necessario che Mussolini ed il Fascismo
fossero sconfitti attraverso una sollevazione popolare
e non attraverso una seduta del Gran Consiglio del Fascismo.
Sarebbe stato necessaria una Resistenza armata e di massa
all’invasione nazista in grado di coinvolgere il Meridione d’Italia
ed i cattolici e non solo quelle poche migliaia di Partigiani.
Sarebbe stato necessario insomma una forma di eroismo di massa
di cui però i cattolici avevano perduto ogni traccia dai tempi
delle prime comunità cristiane sotto l’Impero romano
e che la cultura storica dell’italiano medio non riusciva neppure a immaginare.
Oggi pertanto ci troviamo tra le mani la classe dirigente che ci troviamo
vale a dire una classe dirigente corrotta ed incapace
ed una Chiesa cattolica ancorata al suo disimpegno
ma non ci dobbiamo lamentare troppo perché il popolo italiano,
vale a dire tutti noi,
non ha fatto quasi niente perché le cose fossero differenti.
Perciò è un errore credere che la classe dirigente italiana
e le gerarchie della Chiesa cattolica siano peggiori del popolo italiano
e che quest’ultimo si meriterebbe di meglio e di più.
Per finire dirò che questo non è pessimismo ma realismo
e che l’Italia può migliorare purchè si accetti che i cambiamenti
avvengano molto ma molto lentamente e senza troppi sforzi ed impegni
da parte degli italiani.
BLAISE2004





pillolo462, 2009 L’italiano medio e la fascistizzazione
PILLOLO 462, 2009, maggio
Poco dopo essere entrato in guerra
Mussolini ebbe a pronunciare la famosa frase:
“Non è difficile governare gli italiani, è impossibile”.
Cosa rendeva dunque impossibile fascistizzare l’italiano medio ?
L’italiano medio apprezzava ricevere gli onori dei vincitori
ma detestava fare la guerra sul serio.
BLAISE2004