Pubblicato da: blaise2004 martedì, giugno 2nd, 2009

pillolo467, 2009 La morale popolare comunista e quella cattolica

PILLOLO 467, 2009, maggio

Alcuni intellettuali del PCI scrissero in un foglio di propaganda:
“ Nella società capitalista, amore libero significa libertà di non prendere
l’amore come un impegno serio e duraturo, libertà di rinunciare
a mettere al mondo i figli, libertà di fare dell’amore un mezzo di piacere
e di disordine morale”.

Come si vede nella morale comunista, soprattutto quella popolare,
confluivano molti elementi cattolici al punto che vi furono
intellettuali cattolici – comunisti che tentarono di mettere insieme
la solidarietà marxista con il solidarismo cattolico ma allora come oggi
che il PCI non c’è più e la filosofia marxista ha dimostrato il suo fallimento,
questo tentativo non da i suoi frutti anche se, a mio modo di vedere,
ce ne sarebbero tutte le condizioni.

Come dire altrimenti, l’incontro fattivo fra la cultura socialista e democratica
e la cultura cattolica è ancora un aborto e quando nascerà questo figlio
nascerà anche una speranza per l’uomo occidentale,
almeno questo è il mio profondo convincimento.

In questi primi anni di guerra fredda e di spostamento a destra della DC
si diffuse nel paese un sentimento morale popolare di matrice comunista
molto forte fondato su tre principi: onestà, solidarietà, giustizia.

Ci sono alcuni storici e sociologi che hanno osservato che né la cultura marxista
né quella laica sono state in grado di offrire al paese un’alternativa
al sentimento morale popolare di matrice cristiana.

Personalmente non mi trovo d’accordo con questa affermazione
in quanto non credo che la morale popolare di matrice comunista
non doveva sostituirsi alla morale popolare di matrice cattolica
perché, a ben guardare e come ho sottolineato sopra,
erano più gli elementi che avevano in comune di quelli che le rendevano diverse.

E’ a questo punto che avvenne la frittata e l’errore di valutazione
che sicuramente allontanò i comunisti dai cattolici italiani:
partendo dall’errore che faceva coincidere i comunisti italiani
con la filosofia marxista, papa Pio XII il 14 luglio 1949
diffuse il decreto del Santo Uffizio in cui si diceva:
“ Se i fedeli che professano la dottrina del comunismo materialista e anticristiana
e anzitutto coloro che difendono o se ne fanno propagandisti
incorrono ipso facto come apostati della fede cattolica
nella scomunica in modo speciale riservata alla Sede Apostolica”.

Se c’era qualche possibilità di avvicinare i comunisti ai cattolici italiani
essa venne allontanata almeno fino a quando un altro papa Giovanni XXIII
intervenne precisando che una cosa era la filosofia marxista
ed un’altra erano i comunisti italiani.

Nel frattempo, prendendo atto che molti fedeli si erano allontanati
dalle parrocchie, intervennero alcuni teologi provando a mitigare
l’errore  commesso da Pio XII ma la scomunica non poteva essere mitigata
e rimase il fatto che molti cattolici comunisti non si sentirono capiti
dalle gerarchie ecclesiastiche.

Ho precisato in altri miei scritti quali siano stati i motivi filosofici e teologici
che portarono Pio XII ha commettere questo grave errore e ad essi rimando
per chi volesse approfondire la cosa.

Rimane comunque il fatto che questo è e rimane uno dei più gravi e tragici errori
della storia contemporanea d’Italia.

BLAISE2004


Category: Pilloli
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