Pubblicato da: blaise2004 mercoledì, giugno 3rd, 2009

pillolo468, 2009 Dossetti, un’altra occasione perduta

PILLOLO 468, 2009, maggio

Parlerò questa volta di un’altra occasione persa dai cattolici italiani
e più in generale anche dalle maggiori forze politiche.

A dimostrazione che la DC non era un blocco monolitico
ma un’insieme di correnti politiche anche molto lontane fra di loro
esisteva anche una corrente detta di “sinistra” ma ancor meglio “dossettiana”.

Era guidata appunto da Dossetti, un cattolico convinto che
il cristianesimo doveva farsi carico prima di tutto delle classi più deboli
e principalmente della classe operaia.
Dosetti infatti si era reso conto che solo un cristianesimo che così si caratterizzasse
poteva allontanare l’egemonia marxista sui ceti mano abbienti
ed a mio modo aveva ragione ed aveva visto bene.

Dossetti aveva in mente un Partito sul modello di quello laburista inglese
vale a dire un Partito socialdemocratico sensibile alle necessità
delle classi sociali ed economiche più deboli,
un Partito di sinistra dunque
ma svuotato di ogni contenuto marxista e rivoluzionario.

Al terzo congresso della DC del 1950 che si tenne a Venezia
Dossetti si presentò con questo progetto destinato però a rimanere in netta minoranza
in quanto gli mancavano almeno due presupposti determinanti:
prima di tutto l’appoggio della Chiesa cattolica
che vedeva nel progetto politico di Dossetti un mescolamento delle classi sociali
con il rischio di far saltare anche gli equilibri su cui si reggeva la società,
per secondo l’indifferenza con cui venne accolto il suo progetto politico
da parte del PCI e del PSI preoccupati del fatto che un Partito laburista
sarebbe stato un freno alla lotta di classe che invece, secondo questi due Partiti,
doveva essere la molla che poteva far andare avanti la storia del paese.

Dossetti rimase dunque solo insieme ad un manipolo di democristiani.

Infatti al Congresso di Venezia passò la linea che l’anno prima
De Gasperi aveva concordato con Pio XII e che fu illustrata
durante il Congresso da Attilio Piccioni :
“ E’ tempo, disse Piccioni, di smetterla con questa morbidezza
che lascia volentieri ad un grande Partito di massa (la DC)
la responsabilità politica con tutti gli annessi e connessi,
per riservare ad altre espressioni il controllo della vita economica”.

Era stato raccolto l’invito ad impadronirsi anche delle “leve di comando
della vita economica del paese” venuto dall’incontro
fra De Gasperi e Pio XII il 10 febbraio 1949.

Ogni riflessione politica, ideologica e religiosa sulla necessità
di coinvolgere la classe operaia ed i contadini nella gestione della cosa pubblica
era tramontata definitivamente e la DC
era definitivamente orientata alla gestione del potere, alla gestione delle alleanze
ed a stabilire degli accordi politici con la Confindustria.

Dopo il Congresso di Venezia e la messa in minoranza di Dossetti,
il partner privilegiato che la DC si era scelto erano la Confindustria
ed il capitalismo mentre la classe operaia ed i contadini
erano relegati ad un ruolo subalterno.

BLAISE2004


Category: Pilloli
È possibile seguire tutte le risposte a questa pillolo attraverso iRSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.