Pubblicato da: blaise2004 martedì, giugno 9th, 2009

pillolo490, 2009 Perché la “destra” vince in Europa

PILLOLO 490, 2009, giugno

Vorrei proporre alcune analisi e considerazioni, oltre quelle già fatte,
sulla base dei voti per l’elezione del parlamento europeo.

La prima cosa che salta all’occhio è che tutti i Partiti che in Europa
erano al governo hanno perso mentre in Italia hanno fatto registrare
una tenuta oppure un successo.
Insomma solo in Italia la neodestra di Berlusconi che è al governo
o si conferma oppure vince.

All’interno della neodestra italiana si registra una netta affermazione
della Lega Nord, il che significa che questo Partito è stato in grado
di intercettare le aspettative, le problematiche, le paure ed i bisogni
di quella parte dell’Italia che produce circa il 30% del PIL nazionale
e paga allo Stato circa il 50% delle tasse,
il che non è affatto poco ed andrà perciò analizzato un po’ più a fondo.

Sempre per quanto riguarda l’Italia, la neodestra di Berlusconi,
se non arriva a conquistare la maggioranza assoluta come era nelle sue aspettative,
rimane saldamente al comando della politica e del governo italiano
soprattutto perché i Partiti di opposizione
sono per ora insanabilmente in disaccordo fra di loro.

Un altro dato che fa riflettere è il fatto che in tutta l’Europa
i Partiti di ispirazione socialista sono andanti incontro all’insuccesso
mentre sono nati Partiti di ispirazione xenofoba
che hanno incontrato consensi fra la popolazione
se si esclude l’Italia che, la sola,  ne è stata immune.

Questi dati così disaggregati in effetti non dicono niente
e pertanto si rende necessario individuare qualcosa
che li metta insieme e li unisca in qualcosa di significativo.
Quello che appare è un’Europa sulla difensiva ed impaurita
riguardo a due questioni cruciali: quella dell’immigrazione
e quella della crisi economica di fronte alle quali i Partiti di ispirazione socialista,
sia che siano al governo oppure all’opposizione, sono in difficoltà
in quanto non in grado di avanzare un progetto sociale ed economico
diverso da quello proposto dal capitalismo internazionale
il quale, fra l’altro, è il principale responsabile della stessa crisi economica
che stiamo attraversando.

Lo stesso si dica per il fenomeno dell’immigrazione
di fronte alla quale  l’Europa si trova stretta in una morsa contraddittoria
e cioè quella di non poter più accogliere la manodopera
proveniente dal Sud povero del mondo come ha fatto fino ad ora
ed allo stesso tempo di essere incapace a frenare
il flusso emigratorio causato della miseria, della fame e della guerra
che esistono tragicamente in questi paesi.

E’ chiaro che la cultura e la politica dell’accoglienza
fino ad ora tipica dei Partiti di ispirazione socialista,
si dimostra non più all’altezza dei problemi e delle contraddizioni
che pone oggi l’immigrazione in Europa in quanto
il nostro continente non è più in grado di assorbirla come in passato.

Insomma il problema dell’immigrazione soprattutto dall’Africa
verso l’Europa si pone oggi sotto la specie di “una guerra fra poveri”
vale a dire fra i ceti meno abbienti del nostro continente
e la miseria e la fame delle popolazioni africane.

I Partiti europei di ispirazione socialista non sono stati in grado
di creare un colante di classe fra queste due realtà ambedue subalterne
alla logica degli interessi del capitalismo internazionale
in quanto non sono stati in grado di proporre un modello di società e di economia
diversa, più giusta e solidale di quella proposta dal moderno capitalismo
e dalle filosofie nihiliste, relativiste e materialiste che la sottendono.

Insomma le masse europee, indipendentemente se credenti o meno
oppure se abbienti o non abbienti, sono rimaste dipendenti e senza alternativa
dal modello di società materialista e consumista proposta dal capitalismo moderno.

Da qui la vittoria elettorale della destra in tutta l’Europa ed anche in Italia
dove spicca il successo della Lega Nord che meglio di tutti ha interpretato
il bisogno soprattutto dei ceti meno abbienti e degli industriali di essere protetti
di fronte alla concorrenza della manodopera africana
e dai prodotti a basso costo dell’Asia.

Va rilevato a questo proposito il doppio ruolo che ha svolto la Lega Nord
in quanto Partito di lotta e di governo: da una parte ha contrastato
le tendenze xenofobe esplose in tutta l’Europa intercettando il voto
di esasperazione e razzista incanalandolo su vie democratiche e parlamentari
(e di questo non si può non essere grati alla Lega Nord)
dall’altra si è fatta portavoce di una forte esigenza moralizzatrice
riguardante lo spreco e lo sperpero del danaro pubblico
e l’efficienza dell’Amministrazione pubblica proponendo ed impegnandosi
affinchè vada in porto una forma di federalismo fiscale.

In effetti la proposta della Lega Nord riguardo al modo di affrontare
questa nostra crisi economica, vale a dire diminuire la spesa pubblica
e renderla più efficace attraverso una forma di federalismo fiscale,
è l’unica proposta fattibile e realistica che oggi in Italia è dato di vedere.

Da qui la vittoria elettorale della Lega Nord in quanto è stata l’unica
a provare a dare una risposta coerente ai problemi più gravi del paese:
ristrutturare lo Stato in relazione alla ristrutturazione capitalistica,
arginare l’immigrazione della manodopera africana,
diminuire la spesa pubblica rendendola più efficace
e proporre una forma di federalismo fiscale.

Ovviamente questa proposta non intacca in alcun modo
il modello di società e di economia capitalista
in quanto non si pone il problema della ridistribuzione della ricchezza
e tende solo a razionalizzarlo cercando di arginare
le sacche di spreco del danaro pubblico che si annidano all’interno della politica
e che favoriscono la corruzione, il clientelismo, il malaffare
e nel Sud la delinquenza organizzata quale la mafia e la camorra.

Concludendo si può dire che queste elezioni per il parlamento europeo
hanno messo in evidenza come non esista un’alternativa in Europa
al modello sociale ed economico del capitalismo moderno
ed alla filosofia nihilista, relativista e materialista che lo sottende
e che quindi hanno avuto successo quelle forze politiche
che hanno proposto solo una sua ristrutturazione
in ragione della ristrutturazione del capitalismo internazionale.

BLAISE2004


Category: Pilloli
È possibile seguire tutte le risposte a questa pillolo attraverso iRSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.