Pubblicato da: blaise2004 venerdì, giugno 12th, 2009

pillolo509, 2009 Il fatto di Prato del 1956

PILLOLO 509, 2009, giugno

Nell’estate del 1956 il vescovo di Prato, monsignor Pietro Fiordelli,
aveva definito “pubblici peccatori e concubini” due sposi
che si erano uniti col solo rito civile.

Giustamente il marito in questione denunciò il vescovo per diffamazione
e la reazione dei cattolici benchè violenta non fu compatta dalla parte del vescovo
mentre il fronte laico che si formò fu molto vasto
ed alle manifestazioni che furono indette vi parteciparono anche numerosi cattolici.
La gerarchia cattolica, con il papa Pio XII in testa, si schierò invece compatta
dalla parte del vescovo di Prato condividendo la sua posizione.

La cosa era notevolmente grave in quanto il vescovo di Prato
aveva messo in discussione la laicità dello Stato italiano
ed il concordato che era stato stipulato fra lo Stato e la Chiesa.

I cattolici invece dimostravano di apprezzare la libertà
che lo Stato laico garantiva a tutti, sia ai credenti che ai non credenti,
e che il matrimonio fosse un’istituzione laica che la Costituzione italiana
garantiva a tutti i cittadini indipendentemente dalla fede religiosa.
I cattolici poi, se lo desideravano, potevano sposarsi anche con il rito religioso
ma era considerato un bene che i cattolici fossero dei cittadini come gli altri.

Benchè il fatto di Prato rimanesse isolato, per la prima volta
nella storia moderna della Chiesa cattolica, i fedeli dimostrarono
di non riconoscersi fino in fondo nella loro gerarchia religiosa
e questo fatto provocò una discreta dialettica all’interno della Chiesa cattolica
anche se Pio XII, che morì nel 1958, non si turbò più di tanto
né dimostrò di comprendere che quello che era accaduto a Prato
era un segnale del cambiamento dei tempi.

Tanti invece erano i cambiamenti di cui la Chiesa cattolica aveva bisogno
e di uno su tutti: Pio XII aveva accettato uno Stato di diritto e democratico
e la laicità dello stesso solo come il mezzo migliore per contrastare
il comunismo ma non riconosceva ad esso un valore positivo intrinseco
cioè come espressione moderna dei valori del cristianesimo.
Insomma, se non ci fosse stato il pericolo comunista, Pio XII
avrebbe fatto volentieri a meno di uno Stato di diritto, democratico e laico.

BLAISE2004


Category: Pilloli
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