Pubblicato da: blaise2004 martedì, giugno 16th, 2009

pillolo525, 2009 Le conseguenze economiche del ’68

PILLOLO 525, 2009, giugno

Vediamo ora cosa rimase della sbornia rivoluzionaria del ‘68:
primo fra tutto: lo Statuto dei lavoratori, approvato dal parlamento
nel maggio del 1970 con cui erano tutelati per la prima volta
i diritti costituzionali in fabbrica.

Per secondo: la prima cassa integrazione per gli operai che venivano licenziati
per i quali il sussidio nel 1968 fu portato ai 2/3 della retribuzione per 180 giorni.

Per terzo: la legge sulla maternità approvata il 30 dicembre del 1971
la quale “obbligava” le lavoratrici madri ad assentarsi dal lavoro
due mesi prima e tre mesi dopo il parto a stipendio quasi pieno.

Per quarto: i salari crebbero più della produttività oraria anche se in cambio
gli operai si impegnarono a diminuire le ore di sciopero.

Per quinto: gli operai poterono avere un maggiore controllo sulla qualità del lavoro
e della vita in fabbrica

Per sesto: fu incrementata l’occupazione nella pubblica amministrazione
in modo da assorbire una parte dei diplomati e dei laureati
della nuova scuola ed università di massa.

Il governo italiano aveva provato a rimodulare la società
impegnandosi nel mantenere ed espandere lo Stato sociale
ma la logica non cambiava: lo Stato si accollava maggiori spese,
quelle che potremo chiamare le “conseguenze economiche del ‘68”,
il cui pagamento però era solo differito andando ad accrescere il debito pubblico.

Il sistema si era rinnovato ma i costi ricadevano tutti
sulle spalle di coloro che pagavano le tasse cioè sui salariati
e su quelli che avevano la ritenuta fiscale alla fonte.

BLAISE2004


Category: Pilloli
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