Pubblicato da: blaise2004 martedì, giugno 30th, 2009

pillolo587, 2009 La “secolarizzazione” del mondo moderno

PILLOLO 587, 2009, giugno

Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa
la quale si autodefinisca infallibile
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia
dove, come, quando e su chi vuole.

Se la Chiesa cattolica ha fino ad oggi
cercato di bloccare l’espansione dell’interpretazione della parola di Dio
e di limitare la dialettica fra le differenti interpretazioni per timore, secondo me,
di una soggettività che poteva sfuggirle dalle mani,
la cosa è andata peggiorando con le Chiese nate dalla riforma di Lutero
in quanto esse si dovevano uniformare alla parola d’ordine del loro fondatore
che affermava “sola Scriptura” intendendo con ciò che
si doveva fare una lettura solo letterale della Bibbia e non spirituale
evitando così ogni interpretazione.

Infatti in questo caso si evitava che potessero nascere
i problemi che nascevano all’interno della Chiesa
dovuti, secondo Lutero, da una “lettura spirituale” della Bibbia
e cioè che, malgrado il controllo delle autorità religiose,
potevano nascere interpretazioni della Bibbia
difformi da quelle ufficiali ed ammesse.

Quindi la parola di Dio resta viva soprattutto attraverso l’ interpretazione
che in ogni epoca se ne dà altrimenti rimane lettera morta mancando
di quel discernimento che l’attualizza alla realtà storica del momento.

In questo senso si può affermare che le Sacre Scritture
vivono attraverso la loro interpretazione ed è in questo momento
che Nietzsche inserisce una sua considerazione: i primi ad uccidere
il Dio della metafisica, il Dio morale sono stati prima di tutto i cristiani
testimoniando con la loro vita disordinata e schiava del peccato
che questo che Dio che doveva dare ordine e senso a tutto
non aveva la capacità di cambiare le loro vite.

Da questo, sempre secondo il filosofo, si salvano solo quei pochi Santi
che sono saliti agli onori degli altari, delle eccezioni che come tali
confermano la regola, né si salva la Chiesa cattolica
la cui storia testimonia in sostanza la sua lontananza dalla parola di Dio.

Ad uccidere il Dio della metafisica sono stati quindi per primi gli stessi cristiani
poi è arrivata la scienza e la tecnologia ed infine è giunta la filosofia di Nitzsche
la quale afferma che non è possibile proporre un “essere” oggettivo e stabile
ma solo un “essere” relativo nel senso che non esiste più una verità assoluta
e sempre uguale a sé stessa ma solo una verità relativa e transeunte
oggetto della ricerca dell’uomo che sempre la modifica e l’aggiorna.

Questa è la base su cui si è innestata, secondo il filosofo Vattimo,
seguace di Nietzsche, la “secolarizzazione” della cultura di oggi
nel senso della scomparsa del “sacro” dalla vita dell’uomo
ma questo non ha comportato la scomparsa di Dio,
come sostengono soprattutto i teologi Barth e Bonhoeffer.

Infatti, secondo questi due teologi, la “secolarizzazione” moderna
ha fatto scoprire la “completa trascendenza” di Dio
rispetto ad ogni realizzazione mondana che è la vera natura di Dio.

Per assurdo la “secolarizzazione” del mondo moderno è stato lo strumento
di cui Dio si è servito per ricondurre l’uomo a sé
cioè ad avere un’idea di Dio più veritiera vale a dire
un Dio come totalmente trascendente, come totale alterità
e come paradosso a cui deve corrispondere il “salto” della fede
come accettazione di questo assurdo e di questo paradosso.

Esso è il fondamento ultimo ed inaccessibile alla nostra ragione
al punto da apparire assurdo ma proprio per questo
garantito in una suprema stabilità ed oggettività.
Per Barth e Bobhoeffer il Dio della metafisica non è morto
bensì si ripresenta all’uomo, grazie alla “secolarizzazione moderna“,
sotto l’aspetto che è a lui più consono che è quello della totale trascendenza.

Per questo, secondo i due teologi, è errato condannare la filosofia di Nietzsche
e la “secolarizzazione” che ne è derivata in quanto sono stati due strumenti
di cui Dio si è servito per farsi conoscere all’uomo sotto la sua vera natura
e per spazzare via la vechia teologia di cui anche la Chiesa cattolica si serviva.

BLAISE2004

PILLOLO 587, 2009, giugno

Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa
la quale si autodefinisca infallibile
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia
dove, come, quando e su chi vuole.

Se la Chiesa cattolica ha fino ad oggi
cercato di bloccare l’espansione dell’interpretazione della parola di Dio
e di limitare la dialettica fra le differenti interpretazioni per timore, secondo me,
di una soggettività che poteva sfuggirle dalle mani,
la cosa è andata peggiorando con le Chiese nate dalla riforma di Lutero
in quanto esse si dovevano uniformare alla parola d’ordine del loro fondatore
che affermava “sola Scriptura” intendendo con ciò che
si doveva fare una lettura solo letterale della Bibbia e non spirituale
evitando così ogni interpretazione.

Infatti in questo caso si evitava che potessero nascere
i problemi che nascevano all’interno della Chiesa
dovuti, secondo Lutero, da una “lettura spirituale” della Bibbia
e cioè che, malgrado il controllo delle autorità religiose,
potevano nascere interpretazioni della Bibbia
difformi da quelle ufficiali ed ammesse.

Quindi la parola di Dio resta viva soprattutto attraverso l’ interpretazione
che in ogni epoca se ne dà altrimenti rimane lettera morta mancando
di quel discernimento che l’attualizza alla realtà storica del momento.

In questo senso si può affermare che le Sacre Scritture
vivono attraverso la loro interpretazione ed è in questo momento
che Nietzsche inserisce una sua considerazione: i primi ad uccidere
il Dio della metafisica, il Dio morale sono stati prima di tutto i cristiani
testimoniando con la loro vita disordinata e schiava del peccato
che questo che Dio che doveva dare ordine e senso a tutto
non aveva la capacità di cambiare le loro vite.

Da questo, sempre secondo il filosofo, si salvano solo quei pochi Santi
che sono saliti agli onori degli altari, delle eccezioni che come tali
confermano la regola, né si salva la Chiesa cattolica
la cui storia testimonia in sostanza la sua lontananza dalla parola di Dio.

Ad uccidere il Dio della metafisica sono stati quindi per primi gli stessi cristiani
poi è arrivata la scienza e la tecnologia ed infine è giunta la filosofia di Nitzsche
la quale afferma che non è possibile proporre un “essere” oggettivo e stabile
ma solo un “essere” relativo nel senso che non esiste più una verità assoluta
e sempre uguale a sé stessa ma solo una verità relativa e transeunte
oggetto della ricerca dell’uomo che sempre la modifica e l’aggiorna.

Questa è la base su cui si è innestata, secondo il filosofo Vattimo,
seguace di Nietzsche, la “secolarizzazione” della cultura di oggi
nel senso della scomparsa del “sacro” dalla vita dell’uomo
ma questo non ha comportato la scomparsa di Dio,
come sostengono soprattutto i teologi Barth e Bonhoeffer.

Infatti, secondo questi due teologi, la “secolarizzazione” moderna
ha fatto scoprire la “completa trascendenza” di Dio
rispetto ad ogni realizzazione mondana che è la vera natura di Dio.

Per assurdo la “secolarizzazione” del mondo moderno è stato lo strumento
di cui Dio si è servito per ricondurre l’uomo a sé
cioè ad avere un’idea di Dio più veritiera vale a dire
un Dio come totalmente trascendente, come totale alterità
e come paradosso a cui deve corrispondere il “salto” della fede
come accettazione di questo assurdo e di questo paradosso.

Esso è il fondamento ultimo ed inaccessibile alla nostra ragione
al punto da apparire assurdo ma proprio per questo
garantito in una suprema stabilità ed oggettività.
Per Barth e Bobhoeffer il Dio della metafisica non è morto
bensì si ripresenta all’uomo, grazie alla “secolarizzazione moderna“,
sotto l’aspetto che è a lui più consono che è quello della totale trascendenza.

Per questo, secondo i due teologi, è errato condannare la filosofia di Nietzsche
e la “secolarizzazione” che ne è derivata in quanto sono stati due strumenti
di cui Dio si è servito per farsi conoscere all’uomo sotto la sua vera natura
e per spazzare via la vechia teologia di cui anche la Chiesa cattolica si serviva.

BLAISE2004

PILLOLO 587, 2009, giugno

Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa
la quale si autodefinisca infallibile
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia
dove, come, quando e su chi vuole.

Se la Chiesa cattolica ha fino ad oggi
cercato di bloccare l’espansione dell’interpretazione della parola di Dio
e di limitare la dialettica fra le differenti interpretazioni per timore, secondo me,
di una soggettività che poteva sfuggirle dalle mani,
la cosa è andata peggiorando con le Chiese nate dalla riforma di Lutero
in quanto esse si dovevano uniformare alla parola d’ordine del loro fondatore
che affermava “sola Scriptura” intendendo con ciò che
si doveva fare una lettura solo letterale della Bibbia e non spirituale
evitando così ogni interpretazione.

Infatti in questo caso si evitava che potessero nascere
i problemi che nascevano all’interno della Chiesa
dovuti, secondo Lutero, da una “lettura spirituale” della Bibbia
e cioè che, malgrado il controllo delle autorità religiose,
potevano nascere interpretazioni della Bibbia
difformi da quelle ufficiali ed ammesse.

Quindi la parola di Dio resta viva soprattutto attraverso l’ interpretazione
che in ogni epoca se ne dà altrimenti rimane lettera morta mancando
di quel discernimento che l’attualizza alla realtà storica del momento.

In questo senso si può affermare che le Sacre Scritture
vivono attraverso la loro interpretazione ed è in questo momento
che Nietzsche inserisce una sua considerazione: i primi ad uccidere
il Dio della metafisica, il Dio morale sono stati prima di tutto i cristiani
testimoniando con la loro vita disordinata e schiava del peccato
che questo che Dio che doveva dare ordine e senso a tutto
non aveva la capacità di cambiare le loro vite.

Da questo, sempre secondo il filosofo, si salvano solo quei pochi Santi
che sono saliti agli onori degli altari, delle eccezioni che come tali
confermano la regola, né si salva la Chiesa cattolica
la cui storia testimonia in sostanza la sua lontananza dalla parola di Dio.

Ad uccidere il Dio della metafisica sono stati quindi per primi gli stessi cristiani
poi è arrivata la scienza e la tecnologia ed infine è giunta la filosofia di Nitzsche
la quale afferma che non è possibile proporre un “essere” oggettivo e stabile
ma solo un “essere” relativo nel senso che non esiste più una verità assoluta
e sempre uguale a sé stessa ma solo una verità relativa e transeunte
oggetto della ricerca dell’uomo che sempre la modifica e l’aggiorna.

Questa è la base su cui si è innestata, secondo il filosofo Vattimo,
seguace di Nietzsche, la “secolarizzazione” della cultura di oggi
nel senso della scomparsa del “sacro” dalla vita dell’uomo
ma questo non ha comportato la scomparsa di Dio,
come sostengono soprattutto i teologi Barth e Bonhoeffer.

Infatti, secondo questi due teologi, la “secolarizzazione” moderna
ha fatto scoprire la “completa trascendenza” di Dio
rispetto ad ogni realizzazione mondana che è la vera natura di Dio.

Per assurdo la “secolarizzazione” del mondo moderno è stato lo strumento
di cui Dio si è servito per ricondurre l’uomo a sé
cioè ad avere un’idea di Dio più veritiera vale a dire
un Dio come totalmente trascendente, come totale alterità
e come paradosso a cui deve corrispondere il “salto” della fede
come accettazione di questo assurdo e di questo paradosso.

Esso è il fondamento ultimo ed inaccessibile alla nostra ragione
al punto da apparire assurdo ma proprio per questo
garantito in una suprema stabilità ed oggettività.
Per Barth e Bobhoeffer il Dio della metafisica non è morto
bensì si ripresenta all’uomo, grazie alla “secolarizzazione moderna“,
sotto l’aspetto che è a lui più consono che è quello della totale trascendenza.

Per questo, secondo i due teologi, è errato condannare la filosofia di Nietzsche
e la “secolarizzazione” che ne è derivata in quanto sono stati due strumenti
di cui Dio si è servito per farsi conoscere all’uomo sotto la sua vera natura
e per spazzare via la vechia teologia di cui anche la Chiesa cattolica si serviva.

BLAISE2004

PILLOLO 587, 2009, giugno

Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa
la quale si autodefinisca infallibile
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia
dove, come, quando e su chi vuole.

Se la Chiesa cattolica ha fino ad oggi
cercato di bloccare l’espansione dell’interpretazione della parola di Dio
e di limitare la dialettica fra le differenti interpretazioni per timore, secondo me,
di una soggettività che poteva sfuggirle dalle mani,
la cosa è andata peggiorando con le Chiese nate dalla riforma di Lutero
in quanto esse si dovevano uniformare alla parola d’ordine del loro fondatore
che affermava “sola Scriptura” intendendo con ciò che
si doveva fare una lettura solo letterale della Bibbia e non spirituale
evitando così ogni interpretazione.

Infatti in questo caso si evitava che potessero nascere
i problemi che nascevano all’interno della Chiesa
dovuti, secondo Lutero, da una “lettura spirituale” della Bibbia
e cioè che, malgrado il controllo delle autorità religiose,
potevano nascere interpretazioni della Bibbia
difformi da quelle ufficiali ed ammesse.

Quindi la parola di Dio resta viva soprattutto attraverso l’ interpretazione
che in ogni epoca se ne dà altrimenti rimane lettera morta mancando
di quel discernimento che l’attualizza alla realtà storica del momento.

In questo senso si può affermare che le Sacre Scritture
vivono attraverso la loro interpretazione ed è in questo momento
che Nietzsche inserisce una sua considerazione: i primi ad uccidere
il Dio della metafisica, il Dio morale sono stati prima di tutto i cristiani
testimoniando con la loro vita disordinata e schiava del peccato
che questo che Dio che doveva dare ordine e senso a tutto
non aveva la capacità di cambiare le loro vite.

Da questo, sempre secondo il filosofo, si salvano solo quei pochi Santi
che sono saliti agli onori degli altari, delle eccezioni che come tali
confermano la regola, né si salva la Chiesa cattolica
la cui storia testimonia in sostanza la sua lontananza dalla parola di Dio.

Ad uccidere il Dio della metafisica sono stati quindi per primi gli stessi cristiani
poi è arrivata la scienza e la tecnologia ed infine è giunta la filosofia di Nitzsche
la quale afferma che non è possibile proporre un “essere” oggettivo e stabile
ma solo un “essere” relativo nel senso che non esiste più una verità assoluta
e sempre uguale a sé stessa ma solo una verità relativa e transeunte
oggetto della ricerca dell’uomo che sempre la modifica e l’aggiorna.

Questa è la base su cui si è innestata, secondo il filosofo Vattimo,
seguace di Nietzsche, la “secolarizzazione” della cultura di oggi
nel senso della scomparsa del “sacro” dalla vita dell’uomo
ma questo non ha comportato la scomparsa di Dio,
come sostengono soprattutto i teologi Barth e Bonhoeffer.

Infatti, secondo questi due teologi, la “secolarizzazione” moderna
ha fatto scoprire la “completa trascendenza” di Dio
rispetto ad ogni realizzazione mondana che è la vera natura di Dio.

Per assurdo la “secolarizzazione” del mondo moderno è stato lo strumento
di cui Dio si è servito per ricondurre l’uomo a sé
cioè ad avere un’idea di Dio più veritiera vale a dire
un Dio come totalmente trascendente, come totale alterità
e come paradosso a cui deve corrispondere il “salto” della fede
come accettazione di questo assurdo e di questo paradosso.

Esso è il fondamento ultimo ed inaccessibile alla nostra ragione
al punto da apparire assurdo ma proprio per questo
garantito in una suprema stabilità ed oggettività.
Per Barth e Bobhoeffer il Dio della metafisica non è morto
bensì si ripresenta all’uomo, grazie alla “secolarizzazione moderna“,
sotto l’aspetto che è a lui più consono che è quello della totale trascendenza.

Per questo, secondo i due teologi, è errato condannare la filosofia di Nietzsche
e la “secolarizzazione” che ne è derivata in quanto sono stati due strumenti
di cui Dio si è servito per farsi conoscere all’uomo sotto la sua vera natura
e per spazzare via la vechia teologia di cui anche la Chiesa cattolica si serviva.

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