Archive for luglio, 2009
Il 14 luglio tutti imbavagliati in Rete
Noi aderiamo allo sciopero contro il ddl Alfano che vuole imbavagliare la rete
pillolo628, 2009 Caritas in veritate (3)
PILLOLO 628, 2009, luglio
[… Fu viva in Paolo VI la percezione dell'importanza delle strutture economiche e delle istituzioni, ma altrettanto chiara fu in lui la percezione della loro natura di strumenti della libertà umana. Solo se libero, lo sviluppo può essere integralmente umano; solo in un regime di libertà responsabile esso può crescere in maniera adeguata … ]
Benedetto XVI dimostra di aver ben chiaro il lavoro fatto da Max Weber
sul capitalismo nel quale afferma le radici cristiane del capitalismo
il quale, pur passando da esperienze storiche contraddittorie,
è riuscito a farsi carico in Occidente anche del bene comune
essendo stato decisivo per sconfiggere la miseria e la fame
e nel rispettare allo stesso tempo i diritti umani delle persone.
Questo ci permette di fare delle previsioni sulla Cina,
una nazione con cui saremo costretti a dialogare,
che ci piaccia o meno, sempre di più:
in Cina ci troviamo di fronte ad un ibrido che fino ad ora
non si era mai presentato nella storia e cioè la compresenza del capitalismo
con una dittatura.
C’è quindi da domandarsi se questo equilibrio di oggi
è destinato a durare oppure no.
E’ chiaro che fino a quando la Cina avrà da risolvere
il problema della miseria e della fame della sua popolazione
le contraddizioni potranno anche non esplodere
ma nel momento in cui il capitalismo avrà risolto questo problema,
per la cui soluzione occorreranno decenni,
esploderanno speriamo in forme meno violente possibili.
Infatti nel capitalismo, come sostiene Weber ma anche Benedetto XVI,
abitano due “vocazioni”, una egoistica ed individualista
ed un’altra cristiana ed umanistica e la sua forza consiste
nel riuscire a tenerle insieme
dando ascolto una volta all’una ed una all’altra.
BLAISE2004
pillolo627, 2009 Caritas in veritate (2)
PILLOLO 627, 2009, luglio
[.. Dire che lo sviluppo è vocazione equivale a riconoscere, da una parte, che esso nasce da un appello trascendente e, dall'altra, che è incapace di darsi da sé il proprio significato ultimo. Non senza motivo la parola « vocazione » ricorre anche in un altro passo dell'Enciclica, ove si afferma: « Non vi è dunque umanesimo vero se non aperto verso l'Assoluto, nel riconoscimento d'una vocazione, che offre l'idea vera della vita umana »… ]
Tutto questo un umanista non lo puo’ accettare nel senso che gli deve appartenere
anche se non trova alcuna difficoltà se appartiene al suo interlocutore
purchè il confronto ed il dialogo si svolga sul piano della laicità
dove ogni idea ed ogni proposta vale per quello che è e per una sua forza intrinseca
e non per il fatto che è religiosa o meno, trascendente o immanente
e frutto di un pensiero forte o di un pensiero debole.
Fino a quando la Chiesa si esprimerà in questi termini,
cioè in termini metafisici, è come se lanciasse un sasso nello stagno
ed allo stesso tempo nascondesse la mano che l’ha lanciato.
BLAISE2004
pillolo626, 2009 Caritas in veritate (1)
PILLOLO 626, 2009, luglio
La prima cosa che colpisce leggendo l’enciclica “caritas in veritate”
di Benedetto XVI è il tentativo di dare una visione globale dell’uomo e della società.
Secondo il Papa una visione “trascendentale” dell’uomo è l’unica strada
che impedisca di concepire l’uomo come schiacciato solo nella storia
vale a dire di ritenere che l’uomo si sente realizzato
quanto più vengono soddisfatti i suoi bisogni materiali.
Una visione trascendentale, secondo il Papa,
invece mette in relazione l’uomo con Dio,
liberandolo così dalla storia e catapultandolo nella vita eterna
per cui la sua felicità è legata all’assenza del peccato
e non tanto al possesso di beni materiali.
Il Papa a questo punto riconosce che è stato
lo sviluppo della scienza e delle tecnologia che ha permesso
che l’uomo fosse liberato [ almeno nelle nazioni ricche]
dai bisogni della sopravvivenza ed in questo senso “le scoperte scientifiche”
vanno intese come facenti parte del piano salvifico di Dio
ma allo stesso tempo vanno denunciate quelle ideologie
che vanno sotto il nome di “scientismo” le quali sostengono
che solo attraverso queste può venire il bene per l’uomo e per le sue società
così come vanno denunciate quelle ideologie utopistiche
che ritengono che solo un ritorno allo stato di natura dell’uomo
può salvarlo dalla sua autodistruzione.
La dottrina sociale della Chiesa, sostiene Benedetto XVI,
è quindi strettamente legata ad una visione integrale dell’uomo
ed abbraccia tutti i campi del vivere e dell’esprimersi
pertanto non c’è da stupirsi più di tanto quando il Papa
collega fra di loro le due encicliche di Paolo VI, la “Populorum progressio”
che un’enciclica di tipo sociale e la “Humanae vitae”
che è un’enciclica che concerne la sessualità.
Insomma, il Papa ha voluto dire che, quando si pensa di ricostruire
una società non si può pensare solo al suo modello di sviluppo economico
ma bisogna pensare all’uomo nella sua interezza
e che questo è il contributo che la Chiesa cattolica può offrire alla politica.
Uno che non fosse cattolico ma solo un umanista
avrebbe potuto dire che l’omo non è solo economia
ma è soprattutto cultura.
Ma è a questo punto che nascono i veri problemi:
la Chiesa cattolica possiede una “verità” rivelata
da Dio attraverso Gesù Cristo mentre un umanista
possiede solo una verità relativa e frutto della sua sola ragione.
E’ possibile fare incontrare un Papa ed un umanista ?
E se sì, su quale piano ?
L’unico piano possibile, secondo me, è quello della laicità
ma sarà disposta la Chiesa cattolica a fare questo bagno di umiltà
ed a confrontarsi alla pari con un pensiero non religioso ?
Di ciò nulla dice l’enciclica “caritas in veritate” !
eppure questa è la “veritas” che da troppo tempo giace sul tappeto
senza che ne venga data un’interpretazione soddisfacente.
BLAISE2004
pillolo624, 2009 Considerazioni filosofiche sulla seconda guerra mondiale
PILLOLO 624, 2009, luglio
Hitler aveva già conquistato praticamente tutta l’Europa
quando Mussolini decise di entrare in guerra a fianco dei tedeschi.
Non restava che da invadere l’Inghilterra e da sistemare alcuni dettagli
nei Balcani, in Albania ed in Grecia.
Mussolini era convinto che i tedeschi, a causa anche delle nuove armi
che Hitler si vantava di possedere, avrebbero fatto
un solo boccone anche dell’Inghilterra
dimostrando con ciò un’ errata valutazione del fatto che per prima cosa
il popolo inglese non era il popolo italiano e che il governo
e le forze armate inglesi non avevano niente a che vedere con l’impreparazione
e la cialtroneria di quelle italiane e per seconda cosa che
gli Stati uniti d’America sarebbero scesi in campo a fianco degli inglesi.
Malgrado i bombardamenti notturni e l’uso dei V2, Londra, il popolo inglese
e le sue forze armate resistettero tanto è vero che Hitler dovette presto rinunciare
al piano d’invasione dell’Inghilterra rimandandolo ad altra data non meglio precisata.
La fama di invincibilità che le forze armate naziste si erano guadagnate
nelle campagne d’ invasione del continente uscì fortemente ridimensionata
dall’insuccesso sul terreno inglese.
Non solo, subiva uno scacco mortale anche
quell’ideologia del nazismo e del fascismo
che definiva “molle” l’animo dei popoli che vivevano in una democrazia:
gli inglesi infatti avevano dimostrato di aver coraggio e di essere preparati
a reggere uno scontro bellico.
Ma ormai la frittata era stata fatta e Mussolini si trovava ogni giorno di più
in balia di Hitler e dei suoi progetti politici e militari né servirono a far ricredere
il duce le brutte figure rimediare dalle forze armate italiane in Albania ed in Grecia.
Infatti, senza consultare Mussolini, Hitler aprì un nuovo secondo fronte
dirigendosi contro la Russia di Stalin dimostrando con ciò tutta l’irrazionalità
del nazismo, del fascismo e dei loro dittatori i quali si sentivano
come inviati per una missione divina e della storia, insomma erano schiavi
della loro stessa ideologia.
Gli errori di questa mossa strategica e militare di Hitler non tardarono
a mostrare il conto: la Germania, e tanto meno l’Italia, era in grado
di reggere su due fronti che ben presto diventarono tre
quando i nazisti furono attaccati dall’ Est Europa, dall’Italia e dalla Normandia.
Sul piano filosofico la sconfitta del nazismo e del fascismo
dimostrò anche e soprattutto la supremazia del “pensiero debole”
tipico delle democrazie sul “pensiero forte” tipico delle dittature
e del “sistema capitalistico” di chiara provenienza cristiana
anche se in forma secolarizzata
sul “sistema centralizzato dell’economia” di chiara provenienza pagana.
In questo senso l’esperienza della dittatura comunista in Unione sovietica
è da concepirsi come un “controsenso storico” ed una riproposta
di un pensiero “metafisico” e “forte” che in Occidente
era già stato superato teoricamente da tempo.
BLAISE2004
pillolo623, 2009 Il G8 come trionfo della “laicità”
PILLOLO 623, 2009, luglio
Credo sia opportuno domandarsi come mai a Roosvelt. Churchill e Stalin
fu sufficiente una sola giornata per mettersi d’accordo sulla spartizione del mondo
ed oggi invece i G8 si susseguono uno dietro all’altro
senza arrivare per ora a niente o quasi.
La differenza sta soprattutto in due cose: al tempo di Roosvelt, di Churchill
e di Stalin ancora si pensava di risolvere le contraddizioni del mondo
soprattutto con la guerra per cui la conferenza di Yalta
divenne poco di più di una formalità in quanto quello che contava
era l’uso delle armi profuse nella seconda guerra mondiale,
oggi invece tutte le nazioni del mondo, da quella più potente
a quella meno potente, sono convinte che il ricorso alle armi
per risolvere le questioni del mondo è improponibile
in quanto una terza guerra mondiale non vedrebbe né vincitori né vinti.
Non rimane che sedersi intorno ad un tavolo e ragionare
fino a quando non si trova un compromesso ed un accordo.
Per seconda cosa il G8 non rappresenta ormai più le 8 nazioni
più ricche e più potenti in quanto oltre il 50% dell’economia mondiale
viene prodotta in altri paesi, soprattutto in Cina, in India ed in Brasile.
Pertanto il G8 non è più rappresentativo delle maggiori potenze
come invece lo erano Stalin, Roosvelt e Churchill alla conferenza di Yalta.
Per cui ogni riunione del G8 rischia di porre sul tappeto una quantità di problemi
che poi non è in grado di risolvere da solo.
Quanto prima il G8 dovrà essere superato e trasformato almeno
in un G14 che sarà sicuramente più rappresentativo anche se
il percorso che condurrà ad un compromesso non sarà facile.
Credo comunque che ciò che sta accadendo sia,
pur nelle difficoltà, un esempio del trionfo della “laicità”
dove nessuno si presenta come possessore della verità ultima
e come colui che ha la verità in tasca.
Questa è la premessa perché qualsiasi confronto
possa avvenire e portare ad un qualche risultato
e questo è cristianesimo anche se laico e secolarizzato.
BLAISE2004
pillolo622, 2009 Borsellino e la mafia
PILLOLO 622, 2009, luglio
Ho riletto un’intervista rilasciata da Paolo Borsellino
ad un giornalista francese poco prima di essere ucciso dalla mafia.
Il giornalista francese domandava come Borsellino
vivesse la situazione di Palermo dopo l’uccisone del collega Falcone
ed il magistrato rispondeva che anche lui era nel mirino della mafia
e che quanto prima avrebbe fatto la fine di Falcone.
Al che il giornalista gli suggeriva di fare i nomi eccellenti
che c’erano dietro alla mafia in modo da far fare un salto di qualità
alle indagini prima di morire.
Lei dimentica, disse Borsellino, che sono un magistrato
e, come tale, non posso accusare nessuno se non ho le prove certe
però le posso rispondere seguendo la logica che sicuramente la mafia siciliana segue:
la mafia ha bisogno di investire e riciclare il danaro sporco
ricavato dal giro della droga e non può investirlo e riciclarlo
che dove l’economia è florida e permettere di fare affari.
In Italia questa condizione si presenta soprattutto nel Nord dell’Italia
per cui, per conoscere i nomi eccellenti della mafia, bisogna andare a Nord
e soprattutto nella banche, nella finanza e nei mercati
e cercare fra coloro che li controllano.
Il giornalista francese aggiunse che comunque il fenomeno mafioso
rimaneva circoscritto all’ Italia al che Borsellino rispose che
alla mafia non interessavano i confini delle nazioni
e che dove era possibile fare affari
là si trovava anche la mafia o meglio i nomi eccellenti della mafia.
Borsellino terminava l’intervista affermando che, fino a quando
il fenomeno della mafia siciliana non sarebbe diventato
un problema nazionale ed internazionale, non sarebbe stato possibile sconfiggerlo.
BLAISE2004
pillolo625, 2009 L’ultima rivoluzione
PILLOLO 625, 2009, luglio
Il capitalismo moderno ha proposto ed imposto fino ad oggi in Occidente
una “economia dello spreco” mentre adesso propone e sicuramente imporrà
una “economia del sobrio”.
Insomma, la cultura e la religione dovranno modificarsi di conseguenza
adattandosi al modello imposto dal capitalismo e sicuramente il modo di pensare
e di credere che andava bene per il passato non andrà più bene per il futuro.
Intere nazioni ed interi continenti infatti saranno coinvolti
da questa ultima rivoluzione e, come tutte le rivoluzioni, anche questa vorrà
i suoi morti e molto probabilmente saranno quei popoli che troveranno più difficoltà
ad adattarsi e saranno quindi i più deboli nella scala evolutiva.
I primi a cadere saranno probabilmente coloro che rimangono attaccati
ad un “pensiero metafisico” ed ad un “pensiero forte” cioè coloro che ritengono
di aver posseduto fino ad allora la verità assoluta, di essere vissuti all’interno
della civiltà migliore del mondo e di aver professato la sola religione che permetteva l’accesso a Dio ed al Bene assoluto.
Questo non vuole assolutamente dire che tutte le forme di pensiero,
religioso o meno, siano uguali ed indistinte bensì che nessuna cultura,
nessuna civiltà e nessuna religione può essere considerata incapace
di dare il proprio contributo alla risoluzione dei problemi del genere umano
così come invece sostiene il signor Magdi Allam a proposito dell’ islam.
Già il pensiero laico e secolarizzato si sta muovendo in questa direzione,
prova ne sia gli incontri del G8 che sicuramente sarà quanto prima allagato
ad altre nazioni dove necessariamente si incontrano capi di governo che provengono da culture e civiltà molto diverse per trovare insieme un compromesso.
Rimangono indietro le religioni le quali sembra che siano ancora attaccate
ad un “pensiero metafisico” ed ad un “pensiero forte”
quando invece sarebbe importante il loro contributo
per rifondare i nuovi equilibri mondiali.
Come ormai è già accaduto durate tutta la storia moderna e contemporanea
l’uomo dovrà rassegnarsi ancora una volta a dover fare a meno delle religioni
ed in particolare l’Occidente del cristianesimo della Chiesa cattolica.
BLAISE2004
PILLOLO621, 2009 Povero padre Livio !
PILLOLO 621, 2009, luglio
Come vi comportereste se uno degli invitati
ad una tavola rotonda per affrontare un problema
vi dicesse che lui ha la soluzione e la verità in tasca ?
Se siete delle persone pacifiche e poco irascibili
molto probabilmente gli direste di iniziare ad esporre la propria tesi
e che poi si vedrà come procederà il dibattito.
Se invece siete delle persone sanguigne ed irascibili,
come lo sono io, molto probabilmente gli direste
che durante una tavola rotonda non si fanno comizi
dove i convenuti fanno solo da pubblico ma si espone liberamente
le proprie idee così come hanno diritto di farlo tutti quanti,
aggiungendo che non c’era a disposizione nessun pulpito
disponibile per fare la predica.
Per questo sono rare quelle personalità della gerarchia cattolica
che partecipano a delle tavole rotonde condotte in maniera laica
cioè dove tutti, ma proprio tutti, possono esprimere le proprie idee.
Ci sono poi dei personaggi come padre Livio di Radio Maria
che addirittura rifiuta di andarci e di ciò riesce pure a vantarsi.
Povero padre Livio !
BLAISE2004





La preghiera dei nemici di Dio – Eric Pearlman | miglioramento
È difficile, Signore,
cancellare il tuo nome dalla faccia della terra!
Ci abbiamo provato in tutti i modi:
con macchine di violenza,
con detersivi di filosofia,
con proiettili di scienza,
Il resto qui…
La preghiera dei nemici di Dio – Eric Pearlman | miglioramento.