Pubblicato da: blaise2004 mercoledì, luglio 1st, 2009

pillolo592, 2009 Il fondamentalismo cristiano come forma di manicheismo

PILLOLO 592, 2009, giugno

Un certo tipo di “pensiero forte” presente ancora oggi nella Chiesa cattolica
porta a considerare la “secolarizzazione” del mondo moderno dell’Occidente
come una cosa fondamentalmente negativa in quanto testimonierebbe
l’abbandono del “sacro” come baricentro della vita
e della “interpretazione” della realtà.

Infatti, secondo questa teologia, la “secolarizzazione” raccoglie in sé
necessariamente ogni forma di peccato e dalla quale quindi il fedele
deve tenersi lontano il più possibile per non lasciarsi coinvolgere.

Dunque, per questo pensiero, il bene come il sacro si possono incontrare solo
all’interno delle forme ufficiali che si autodefiniscono cristiane,
nella Chiesa cattolicaper l’appunto e fuori di essa c’è solo spazio per il demonio.

E’ questa, ad esempio, la catechesi che si sente sempre fare da padre Livio
a Radio Maria e da Kiko Arguello, responsabile e fondatore
del cammino neocatecumenale.

Va prima di tutto precisato che simile interpretazione di questo “pensiero forte”
è antistorica in quanto non trova riscontro all’interno dell’analisi storica dei fatti
dove invece si riscontra che lo spirito di Dio e dei Vangeli
si è spesso incarnato in persone ed in eventi che si svolgevano
al di fuori della Chiesa cattolica e del pensiero ufficiale.

Per seconda cosa, un simile modo di ragionare e di pensare
è di tipo manicheo e quindi ideologico
nel senso che concepisce la verità solo e tutta da una parte,
quella della Chiesa ufficiale, e tutto l’errore dall’altra, quella della secolarizzazione.

Per terza cosa, da un punto di vista teologico, questo tipo si “pensiero forte”
si fonda su una palese contraddizione: da una parte accetta
l’idea di uno Spirito Santo che soffia come, quando e su chi vuole
e dall’altra prefigura che lo Spirito Santo si faccia presente
solo ed esclusivamente all’interno della Chiesa cattolica ufficiale
ed in particolare sulle sue autorità religiose.

E’ lo stesso modo di ragionare e di pensare di quando si afferma che il cristianesimo,
nel confronto con le altre religioni, è migliore nel senso che è l’unico
in grado di permettere l’accesso alla verità ed al bene assoluto.

Sembrerebbe più opportuno e più confacente alla spirito dei Vangeli
se invece si prendesse atto della “debolezza” del pensiero come della fede
i quali, se da una parte in forza dell’incarnazione
possono accedere alla conoscenza Dio,
sono chiamati dall’altra parte alla dura fatica dell’interpretazione
che non può essere risolta attraverso i facili schematismi del manicheismo
e dell’antistoricità e quindi invece della condanna tout court della “secolarizzazione”
sarebbe più opportuno che si domandassero cosa Dio ha voluto dire
permettendo che questo fatto si verificasse nell’Occidente.

Insomma, questo “pensiero forte” è alla base di ogni fondamentalismo religioso,
dello scontro piuttosto che dell’incontro, dell’odio piuttosto che della carità
della certezza manichea piuttosto che del dubbio costruttivo,
del giudizio piuttosto che del discernimento ed impedisce il confronto
con le altre religioni sulla base della “cultura”cioè delle proposte positive per l’uomo, che esse sono in grado di esprimere preferendo un ritorno alla dogmatica.

Alla fine sii può affermare che questo “pensiero forte” è quindi una regressione
al Dio della metafisica e dei dogmi piuttosto che un’anticipazione
di un Dio della carità, dei fatti e della testimonianza concreta e “culturale”
sui quali sarebbe invece necessario confrontarsi.

BLAISE2004


Category: Pilloli
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