Pubblicato da: blaise2004 domenica, luglio 5th, 2009

pillolo606, 2009 La dogmatica del razionalismo, dello storicismo e del cristianesimo

PILLOLO 606, 2009, luglio

E’ innegabile che stiamo vivendo in un periodo storico in cui
i pensieri forti anticristiani o non cristiani sono entrati definitivamente in crisi:
per primo è entrato in crisi il razionalismo dell’illuminismo
che ha portato a credere che la scienza e la tecnologia potessero assicurare
un progresso continuo, un sempre maggior dominio sulla natura
e soprattutto a fornire le chiavi interpretative di tutta la realtà.

E’ entrato in crisi quando si è dimostrato incapace
di dare una risposta ai problemi da lui stesso sollevati.

Mi riferisco ovviamente alle problematiche che possono essere riassunte
con il termine di bioetica, della libertà e dell’autodeterminazione dell’uomo
di fronte alla nascita ed alla morte ed infine tutti i problemi
che vanno sotto il nome di ecologia e di sviluppo sostenibile.

Ed infine lo storicismo dell’idealismo e del marxismo in quanto si è dimostrato
incapace nella praxi di rispondere alle domande che davano senso alla sua
stessa nascita e cioè di individuare le strade storiche che le società
avrebbero percorso nella loro evoluzione.
Insomma, banalizzando e semplificando, lo storicismo si era promesso
di individuare il futuro ma ha dimostrato di non esserne capace,
un po’ quello che capita a tutti gli indovini ed a tutti i maghi.

Sono in crisi anche le altre religioni: l’islam perché dimostra di non essere
ancora capace di confrontarsi con la modernità vale a dire con la laicità
e con la secolarizzazione, l’induismo e le altre religioni orientali
perché non sono in grado di rompere il diaframma che le separa
dalla società, dalla politica e dall’economia e vivono come se fossero
dei corpi estranei desinati pertanto a lasciare le cose come stanno.

Di fatto non è rimasto altro che il cristianesimo il quale è alla base
della civiltà occidentale ed ha anzi determinato la nascita del capitalismo
e con lui l’idee di secolarizzazione e di laicità
(come bene hanno dimostrato filosofi fra cui Weber e Vattimo
affermando che il capitalismo affonda le sue radici dell’etica cristiana e protestante
e che la secolarizzazione e la laicità altro non sono che forme secolarizzate
del cristianesimo).

Anche se molto probabilmente in maniera inconscia, il cristianesimo
è stato in grado di non separasi dalla società e dall’economia
tanto è vero che ha provocato il capitalismo, l’unica ideologia oggi rimasta,
la laicità e la secolarizzazione e lo Stato di diritto e democratico
che sono i modelli sociali e politici a cui aspirano tutti i popoli.

A dimostrazione di quanto questo legame sia stato non consapevole
lo dimostra il fatto che la Chiesa cattolica ha cercato di contrastare
in tutti i modi la nascita di questi suoi figli comportandosi come una matrigna
più che come una madre e tutt’ora continua a ritenere la laicità
e la secolarizzazione dell’Occidente come qualcosa da combattere
e da cui per lo meno difendersi.

Questo perché il cristianesimo, a differenza delle altre religioni,
non è stato solo una “religione della lettera”
ma anche una “religione dell’interpretazione”, non solo della Bibbia
ma anche della Tradizione, non solo della metafisica ma anche della dialettica,
non solo della fede ma anche della ragione.

Ora io credo che il cristianesimo e la Chiesa cattolica di oggi possono correre
il pericolo di una eccessiva tranquillità dovuta al fatto che non sono sollecitati
a confrontarsi con un “nemico” filosofico o religioso che li attacchi
e che cerchi di spodestarli da questo innegabile primato che hanno.

Una tranquillità che li porti ad appiattirsi sul presente ed a ritenere
che l’interpretazione fin qui data al cristianesimo vada bene
e che quindi non si debba procedere ad una profonda autocritica.

C’è il rischio quindi che la Chiesa cattolica non si renda conto che
i motivi per cui il razionalismo e lo storicismo sono entrati in crisi
sono gli stessi che minano il cattolicesimo e cioè la convinzione che
la ricerca della verità possa essere risolta una volta per tutte
e congelata in una forma di dogmatica così come esisteva la dogmatica
del razionalismo e la dogmatica dello storicismo.
In questo senso la Chiesa cattolica dovrebbe riflettere sul fatto che
solo le Sacre Scritture rimangono sempre sé stesse mentre per il resto
esistono solo le interpretazioni spirituali delle medesime che invece cambiano
e si modificano nel tempo, così come è sempre stato del resto
in tutta la storia della Chiesa cattolica.

Questo è in definitiva il problema irrisolto definitivamente
all’interno della Chiesa cattolica di oggi e dipenderà principalmente
dalla risoluzione di esso se avremo una Chiesa universale o meno
e se l’Occidente saprà progredire o meno.

BLAISE2004


Category: Pilloli
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