Pubblicato da: blaise2004 venerdì, agosto 7th, 2009

pillolo640, 2009 Caritas in veritate (11)

PILLOLO 640, 2009, luglio

[…] Non è però lecito delocalizzare solo per godere di particolari condizioni di favore, o peggio per sfruttamento, senza apportare alla società locale un vero contributo per la nascita di un robusto sistema produttivo e sociale, fattore imprescindibile di sviluppo stabile […]

L’ideologia che domina quello che Benedetto XVI altrove chiama “mercato”
è quella del capitalismo la quale ha alla base la convinzione che, ricercando
il proprio massimo profitto, produce anche quella ricchezza che va a vantaggio,
sebbene in misura nettamente minore, di tutte le altre classi sociali.

In ciò consiste la forza del capitalismo, come dimostra tutta la storia moderna
e contemporanea, e cioè nel fatto che, dove si è potuto affermare,
ha anche costruito il benessere di quel paese e di quelle popolazioni.

E’ dunque innegabile che il capitalismo ha una “natura egoistica”
tesa esclusivamente al raggiungimento del massimo profitto del proprio capitale
e per questo all’opposto del cristianesimo e delle indicazioni che Benedetto XVI
solleva nella enciclica “caritas in veritate”.

Infatti l’attuale crisi economica e finanziaria dell’Occidente è dovuta
a quella che il Papa chiama “delocalizzazione” dei capitali e delle attività produttive verso l’Est d’Europa, verso il Brasile e verso l’India e la Cina
dettata esclusivamente dal perseguimento di un maggior profitto.

E’ evidente che questa “natura egoistica” del capitalismo ha creato
difficoltà, maggiore disoccupazione e minore ricchezza in tutto l’Occidente
ma allo stesso tempo ha stimolato maggiore ricchezza in quei paesi
in cui i capitali si sono spostati destinati fino ad allora alla miseria.

Niente e nessuno, nemmeno la Chiesa cattolica o il comunismo
o qualsiasi altra religione o filosofia
era riuscito a raggiungere questo riequilibrio mondiale della ricchezza
(minor ricchezza in Occidente e minore povertà in Cina, ecc., ecc.,)
ed a creare una speranza di una vita più umana e degna di essere vissuta.

Spostando il discorso sul piano etico, si può dunque affermare
che dalla “natura non etica” del capitalismo è scaturito il massimo di eticità.

Come si vede le faccende umane non seguono le tracce della teologia
che sono lineari e conseguenti come quelle che descrive Benedetto XVI
nella sua ultima enciclica ma assumono i contorni ambigui e contorti della storia.

Proprio per questo credo che anche questa enciclica
assuma un carattere esclusivamente profetico, teoretico e teologico
ma che sia di non troppa utilità per il discernimento sulla storia
e sul futuro dell’uomo.

BLAISE2004


Category: Pilloli
È possibile seguire tutte le risposte a questa pillolo attraverso iRSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.