Pubblicato da: blaise2004 venerdì, agosto 7th, 2009

pillolo643, 2009 Il coinvolgimento della Chiesa cattolica nella laicità

PILLOLO 643, 2009, luglio

Fino a qualche secolo fa le diverse Chiese
che si richiamavano al cristianesimo
se le davano di santa ragione
ed erano in continuazione in guerra fra di loro.

Oggi fortunatamente non è più così
pertanto deve essere accaduto qualcosa di veramente importante
per determinare questo cambiamento.

Infatti nel frattempo sono accadute molte cose
ma soprattutto è accaduto che la religione
da fatto sociale e collettivo è diventata sempre più un fatto personale
che riguarda il singolo individuo e non la società.

Insomma, fino a quando le diverse Chiese che si richiamavano al cristianesimo
hanno rappresentato il pensiero dominante della società
e condizionato la politica, l’economia e la morale,
si sono comportate come qualsiasi altra ideologia
e cioè hanno lottato con maniere lecite ed illecite,
violente e diplomatiche per affermarsi l’una sull’altra.

Solo quando è diminuito ed è stato ridimensionato il loro potere
sono anche diminuite fino a scomparire le guerre di religione
fra cristiani e cristiani.

Quindi se oggi in Europa si dà per scontata la libertà religiosa
non è certo per i meriti delle Chiese che si richiamano al cristianesimo
bensì della nascita e sviluppo degli Stati nazionali
a cui è seguita la nascita e lo sviluppo degli Stati di diritto e democratici
come espressione del pensiero secolarizzato e laico.

Oggi, a più riprese, la Chiesa cattolica, soprattutto con Giovanni Paolo II
e con Benedetto XVI , rivendica il diritto – dovere di poter esprimere
i suoi convincimenti su tutte le materie che riguardano l’uomo
in quanto ritiene giustamente di avere qualcosa di importante da dire
che riguarda la “natura trascendente” dell’uomo stesso.

Da più parti però si avvertono timori
rispetto a queste rivendicazioni della Chiesa cattolica
memori di quanto essa ha fatto quando
aveva più potere e quando la religione era un fatto pubblico
e condizionava la vita politica, economica e morale.

Sebbene queste posizioni siano indifendibili ed in contraddizione con sé stesse
in ragione dello stessa idea di laicità da cui prendono spunto,
è pur vero che sono giustificabili alla luce dell’analisi storica del passato.

Ma il punto è un altro nel senso che il concetto di laicità
presuppone un dato da cui non si può prescindere
pena la caduta dello stesso concetto: ogni idea come ogni proposta
vale quanto un’altra e nessuna può vantarsi di essere migliore di un’altra
al di fuori del consenso della maggioranza.

Ecco perché la Chiesa cattolica oggi trova difficoltà ad esercitare
il suo diritto – dovere di dire la sua su tutte le cose che riguardano l’uomo:
le sue proposte si presentano infatti come se incarnassero la verità assoluta
e per contro chi non crede non può accettarle come tali.

Se non cambia niente da parte della Chiesa cattolica e da parte dei non credenti
il dialogo non può che rimanere un dialogo fra sordi.

Più o meno riemergono i problemi che si trovano alla base del dialogo interreligioso
così come ho annotato in alcuni dei miei scritti precedenti
e che qui riporto nuovamente perchè ritengo siano importanti e decisivi
per stabilire un piano di reciproca collaborazione.

Premesso che la Chiesa cattolica sia interessata a dialogare
anche con chi non è cattolico né cristiano, un conto è quando si rivolge
ai suoi fedeli ed un altro quando si rivolge a chi fedele non è.

Questo non significa affatto che essa debba cambiare le sue posizioni
secondo chi sia il suo interlocutore ma di comportarsi coerentemente
al piano all’interno del quale queste vengono fatte.

L’unico piano all’interno del quale tutte le proposte hanno diritto di esistere,
e quindi anche quelle della Chiesa cattolica,
e dove è possibile il confronto alla pari
è quello laico e culturale
dove però non trovano senso le interpretazioni delle Sacre scritture, la teologia
e la metafisica come le catechesi e le omelie,
le quali hanno senso nel rapporto con i fedeli,
ma serve invece dar conto delle proprie convinzioni attraverso la ragione
per sottoporsi al giudizio degli altri.

Per quanto mi riguarda sono da tempo convinto che
o la Chiesa cattolica sarà in grado di fare questa autocritica
e di accettare di lasciarsi coinvolgere sul piano della laicità
oppure i cattolici oggi continueranno a muoversi all’interno
della loro voluta separatezza.

BLAISE2004


Category: Pilloli
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