Pubblicato da: blaise2004 lunedì, settembre 28th, 2009

pillolo 456, 2009 Gli operai e il cammino neocatecumenale

PILLOLO 456, 2009, settembre

Nei miei circa 25 anni di frequentazione del cammino neocatecumenale
ho conosciuto bene circa un centinaio di persone fra le comunità di Certaldo
e quelle di Poggibonsi per un totale di circa 400 persone conosciute meno bene.

Ho conosciuto abbastanza bene anche tre equipe di catechisti
ed una decina di presbiteri.

Si contavano sulle dita di una mano quelli che appartenevano alla classe operaia
e quasi nessuno aveva mai partecipato ad uno sciopero, ad una manifestazione
di protesta e conosceva il ‘68 e l’autunno caldo del ‘69 solo per sentito dire,
in compenso avevano trascorso la loro gioventù all’ombra della parrocchia
ed erano esperti in processioni e feste del patrono.

Per lo più erano piccoli industriali, commercianti, liberi professionisti
oppure dottori, insegnanti,ingegneri, infermieri oltre che casalinghe, pensionati
e studenti.
Se se ne escludono due o tre, non avevano mai votato per un Partito di sinistra
così come quando li ho lasciati, vale a dire pochi anni fa, erano tutti fedelissimi
del Partito dì Berlusconi oppure di un Partito coalizzano.

Può darsi che questa sia una realtà tipica delle comunità che ho frequentato
ma, siccome non lo credo, non sarò male interrogarsi sul fenomeno.

La  prima cosa che salta agli occhi è la quasi totale assenza di persone
che appartenevano alla classe operaia vale a dire a coloro che stavano
in prima fila nello scontro di classe, che svolgevano il compito di creare
tutta la ricchezza su cui mangiava l’intera società e pagavano sulla propria pelle
e sui posti di lavoro lo sfruttamento e l’alienazione della produzione a catena
nonchè la violenza del capitalismo che considera come merce, vale a dire una cosa,
la persona umana sottoposta.

Infatti, dopo 8 ore di lavoro in fabbrica, si vede il mondo sotto un’altra angolazione
e si pensa in un modo completamente diverso da chi ha svolto un altro lavoro.

Dico questo non per esperienza diretta bensì perché me ne hanno parlato
quei numerosi operai, ed anche mio padre, con i quali sono sempre stato in contatto.

In effetti cosa abbiano da dire a costoro le catechesi esistenziali e teologiche
del cammino neocatecumenale è chiaro, vale a dire niente o quasi
ed è per questo, mi sono detto concludendo, che gli operai non ci vanno.

Ed è sempre per lo stesso motivo, ho proseguito, che quasi nessuno
dei neocatecumenali che ho conosciuto ha mai votato per un Partito di sinistra
ed oggi si trova a proprio agio votando per Berlusconi.

Infatti, come è noto, a Belusconi interessa poco o niente della classe operaia
e di come si vive nelle fabbriche.

Ad esempio, quando nelle catechesi in cui si parla del senso della vita,
come  mai non si parla anche del senso che può avere l’essere considerati
come una merce da buttare via quando non serve più per 8 ore al giorno,
per tutti i giorni e un anno dopo un altro fino all’età della pensione ?

Se se ne parlasse meglio ed a ragion di causa, sicuramente gli operai
sarebbero molto più numerosi all’interno del cammino neocatecumenale
e le catechesi meno vuote, meno esistenziali e meno teologiche.

BLAISE2004


Category: Pilloli
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