Pubblicato da: blaise2004 lunedì, settembre 14th, 2009

pillolo 691, 2009 La corrente dossettiana della DC

PILLOLO 691, 2009, settembre

Un discorso a parte meritano le “correnti politiche” attraverso le quali
Si organizzava la DC dopo la vittoria all’elezioni politiche del 1948.

Prima di tutto va detto che esse erano dotate di tutti quegli strumenti
adatti a svolgere un’azione che mirava ad influenzare sia il governo
e gli organi di direzione del Partito che la base ed i simpatizzanti
ed andavano dal controllo degli organi di stampa agli uffici studi,
dalle organizzazioni sostenitrici ai capitali autonomi per il loro finanziamento.

La più importante e la più numerosa era sicuramente la corrente centrista
di De Gasperi il cui programma fu scritto fin dal 1942-43 ed all’inizio ebbe
Una chiara ispirazione cristiana anche se no confessionale
Ed una chiara spinta riformatrice a favore delle classi più povere
Anche se all’interno di una concezione capitalista.

Ma questo orientamento riformista risulterà gradualmente indebolito
dalla necessità di dover mediare tra gli opposti orientamenti del Partito
e dal doversi mantenere l’appoggio della chiesa cattolica
e della borghesia industriale e terriera nonché dalla mediazione
con i Partiti della coalizione di governo.

A De Gasperi mancò soprattutto l’appoggio di una Chiesa cattolica progressista
ed aperta verso quelle riforme strutturali che avrebbero potuto cambiare
l’organizzazione dell’economia e della società.

C’era poi la corrente di destra detta anche dei “vespisti” per la loro abitudine
di riunirsi nella sede del “Vespa club” ed era rappresentata
da una settantina di deputati e senatori, alcuni di sentimenti monarchici,
altri legati agli interessi economici dei conservatori ed altri infine molto vicini
al Vaticano e spesso affiliati all’Azione cattolica.

Erano irriducibili anticomunisti ed antisocialisti e la loro azione politica
si esprimerà soprattutto in un atteggiamento di opposizione sistematica
verso ogni iniziativa di riforma.

Non a caso era la corrente della DC nella quale
la Chiesa cattolica si rispecchiava di più.

Alla sinistra del partito si trovavano 3 correnti politiche: quella facente capo
al futuro presidente della repubblica Giovanni Gronchi,
quella dei sindacalisti ed infine la corrente dei dossettiani.

Sarebbe lungo soffermarsi sulla storia e l’evoluzione di ognuna di queste 3 correnti
per cui mi limiterò ad analizzare solo la corrente dossettiana
che è stata quella che più compiutamente rappresentava la sinistra democristiana.

Il programma politico ed economico di questa corrente non si distanziava molto
dal programma del PCI e del PSI con la sostanziale differenza però
che non si faceva cenno né alla lotta di classe, né al marxismo, né al comunismo.

Essi si rifacevano piuttosto all’umanesimo cristiano proposto da gran parte
della teologia nata e sviluppata lontano dal Vaticano.

Erano favorevoli ad una seria riforma agraria
a tutto vantaggio dei contadini non proprietari, ad un forte intervento dello Stato
nell’economia soprattutto attraverso la nazionalizzazione
delle industrie fondamentali per l’economia italiana,
ad una profonda riforma fiscale che arrivasse a tassare i ceti più ricchi
e le rendite, ad una politica di Stato sociale soprattutto nel campo dell’istruzione
e dell’assistenza sanitaria, solo per citare le riforme
che ritenevano più necessarie ed urgenti.

Ma quello che contraddistinse la corrente dossettiana fu che essa affermava
l’esigenza di una diretta colleganza tra l’attività politica e la dottrina sociale
della Chiesa cattolica e fra la morale cattolica e l’azione politica.

Furono infatti strettissimi i rapporti tra questa corrente
con certi settori della Chiesa militante, specialmente con quei giovani sacerdoti
i quali, mossi da spirito cristiano e progressista, svolgevano un’opera
di assistenza e di educazione a contatto con le masse operaie e contadine.

Così facendo Dossetti si trovò in rotta di collisione da una parte con De Gasperi
e dall’altra con la Chiesa cattolica in quanto puntava a trasformare
sia il programma politico ed economico della DC, vale a dire il sistema di potere
che De Gasperi stava progettando sia la dottrina sociale della Chiesa cattolica
nella direzione di un suo più marcato impegno
a fianco delle classi sociali più in difficoltà.

Le pressioni su Dossetti furono tali che, resosi conto che il sistema di potere
di de Gasperi non poteva contemplare persone come lui e le sue idee,
nel 1951 Dossetti si ritirò dalla politica attiva per dedicarsi alla vita contemplativa.

Fu sostituito da personalità politiche come La Pira e Fanfani
ma le idee rivoluzionarie in qunato fedelmente cristiane,
Calate all’interno della DC, persero man mano i suoi connotati originali,
Come aveva previsto Dossetti, fino a scomparire totalmente.

Sicuramente qualcuno obbietterà che queste cose riguardano il passato
tanto è vero che quella Chiesa cattolica e quella DC non esistono più.

Al che mi sentirei di rispondere: siete proprio sicuri che l’opzione preferenziale
verso gli ultimi ed i poveri sia un dato acquisito
da parte della Chiesa cattolica e dei cattolici di oggi ?

BLAISE2004


Category: Pilloli
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