Pubblicato da: blaise2004 venerdì, settembre 25th, 2009

pillolo737, 2009 Moro ed i drammi dell’Italia

PILLOLO 737, 2009, settebre

Moro aveva ben chiaro i due principali motivi che stavano alla base
di tutti i drammi del paese: il primo era la presenza massiccia dell’ideologia
nella politica e nella società italiana ed il secondo era l’asservimento
eccessivo della politica estera dei governi italiani presieduti  dalla DC
agli interessi degli Stati uniti d’America.

Secondo Moro in Italia c’erano stati segnali chiari anche da parte del PCI,
dei sindacati e della classe operaia di abbandono della filosofia marxista,
di ogni aspirazione rivoluzionaria a favore di una politica riformista
e di presa di posizione a favore dello Stato di diritto e democratico.

A suggello di tutto ciò, c’era stata poi la proposta di Enrico Berlinguer,
leader del PCI, dell’eurocomunismo che segnava un strappo importante
dall’egemonia sovietica anche se non era ancora una vera e propria rottura.

Ma lo scoglio duro rimanevano gli americani, come ben sapevano
sia Moro che Berlinguer.
A dare coraggio a Moro fu la grave crisi economica e la crisi petrolifera
di quegli anni che trovarono l’Italia stretta in una morsa che le impediva
di riprendersi e che favoriva il malcontento fra la popolazione,
soprattutto fra gli strati sociali più poveri e vulnerabili.
Di fronte alle due crisi infatti l’Italia manifestò tutti i suoi limiti strutturali
a cui andava in qualche modo posto rimedio.
Infatti l’Italia non possedeva nessuna delle materie prime
necessarie alla sua economia e soprattutto non aveva giacimenti petroliferi.
La crisi economica mondiale fece lievitare il costo di tutte le materie prime
e la crisi petrolifera, dovuta al fatto che i paesi dell’OPEC decisero
per motivi politici di estrarre meno greggio, andò a peggiorare la situazione
facendo salire alle stelle il prezzo del barile di petrolio.

Allo Stato italiano non restava che applicare le due misure tradizionali
che l’Italia aveva da sempre adottato nei momenti di crisi: indebitarsi
sempre di più per poter acquistare le materie prime al costo di mercato
e svalutare la lira per poter tenere aperte le esportazioni dei manufatti italiani.

Queste due misure avevano però un rovescio della medaglia: se la moneta italiana
valeva meno l’inflazione era destinata salire, vale a dire che i ceti sociali
più poveri trovavano più difficoltà ad arrivare alla fine del mese
e consumavano molto meno.
Non c’era che una soluzione: l’Italia doveva avere più libertà e più autonomia
dagli Stati uniti d’America per il suo approvvigionamento delle materie prime
e soprattutto del petrolio.
Diversamente l’Italia era destinata ad essere un paese spaccato in due
con una classe operaia ed i ceti più poveri in un continuo e ricorrente
stato di agitazione politica e sindacale.

Da ciò derivava, secondo Moro, anche la crisi della Democrazia Cristiana
e della sua classe dirigente.
Infatti la DC, a partire da De Gasperi e fino ad allora, aveva assolto il ruolo,
affidatole dagli americani, di baluardo verso il comunismo e, grazie all’appoggio
della Chiesa cattolica, era riuscita a diventare il Partito di maggioranza relativa.

Essa era stata in grado così di dominare incontrastata la politica italiana
fino a creare un vero e proprio sistema di potere dove lo Stato coincideva
con la DC.
Infatti non vi era apparato dello Stato, dall’esercito ai servizi segreti, dai ministeri
alla sanità, dalla comunicazione alla scuola fino alle aziende di Stato
dove non ci fossero persone di diretta emanazione della DC o comunque ben accette al di là della loro preparazione e professionalità.

Se a tutto ciò si aggiunge la collaborazione con la delinquenza organizzata
del Meridione, che era parte integrante del sistema di potere della DC,
ci si rende conto di come mai la classe dirigente democristiana
era diventata sempre più invisa a gran parte della popolazione italiana
perché costantemente coinvolta in scandali ed inquisita per corruzione.

Moro si era reso conto che, se la DC non avesse provveduto ad una profonda
autocritica e rifondazione, era destinata ad entrare in crisi e forse a scomparire
dal panorama politico italiano.

Secondo i piani di Moro, quando il PCI fosse diventato un Partito di governo,
l’alternanza politica una realtà normale come in tutte le altre democrazie europee
e la democrazia italiana una realtà compiuta, la Democrazia Cristiana
sarebbe potuta slittare all’opposizione e da lì rifondarsi per tornare ad essere
un Partito credibile ed autorevole.

Come si sa le cose non andarono nel modo in cui aveva previsto Moro
e la DC infatti in meno di 15 anni scomparve come Partito politico.

BLAISE2004

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Category: Pilloli
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