Archive for ottobre, 2009

ottobre 31st, 2009

pillolo 595, 2009 La parola di Dio e la sua interpretazione

PILLOLO 595, 2009, novembre

Ci sono oggi dei cattolici i quali affermano che la Bibbia dice
che la vita umana non appartiene all’uomo ma a Dio e da questo partono
per difendere la vita dalla nascita alla sua morte naturale
e quindi si oppongono ad una legge che permetta il testamento biologico.

Prima di tutto va precisato che le loro conclusioni e le loro posizioni
non sono l’incarnazione la parola di Dio
ma sono bensì una loro interpretazione della parola di Dio
che, in quanto tale, io rispetto anche se non la condivido

Non posso però accettare in nessun modo, perché non è vero,
quando costoro cercano di far passare la loro interpretazione che è relativa ed umana
come qualcosa di assoluto e di divino.

Infatti anche la mia interpretazione non mette assolutamente in discussione
che la vita umana appartenga a Dio e non all’uomo ma mi rendo conto anche
che al tempo della Bibbia la morte non poteva essere che naturale
mentre ai nostri tempi è quasi sempre artificiale
e che quindi inutile cercare nella Bibbia delle risposte
a delle domande che a quei tempi non ci si poneva.

E’ dunque ridicolo ed allo stesso erroneo andare a cercare quei passi della Bibbia
che diano risposte chiare a certe a domande che nessuno allora si poneva.

Chi ai tempi della Bibbia poteva essere tenuto in vita artificialmente
così come avviene normalmente ai tempi nostri ?
Chi ai tempi della Bibbia conosceva quella tecnologia medica
che permette di far vivere le funzioni vitali quando tutto il resto è morto ?

Non si possono dunque avere delle risposte certe su tutto dalla lettura della Bibbia
ma solo attraverso la nostra libera interpretazione della parola di Dio.

Lo stesso si dica a proposito del dolore fisico delle persone
quando i cattolici sostengono che nella Bibbia sta scritto che il dolore fisico
è un’esperienza salvifica che avvicina al Cristo e ci permette di collaborare
alle sue sofferenze per la salvezza dell’umanità.

Da ciò ne deriva che, secondo questi cattolici, il dolore fisico delle persone
non va concepito come un nemico che va combattuto con tutti i mezzi
perché snatura l’essenza stessa dell’essere umano.

Anche in questo caso si tratta di un’interpretazione della parola di Dio
perché nella Bibbia c’è solo il tentativo di dare un senso al dolore fisico
che Dio ha permesso che esistesse come parte costitutiva dell’esistenza umana.

Nella Bibbia si trova solo la risposta alla domanda perché esiste il dolore fisico
e non a quanto dolore fisico devo sopportare per salvarmi.
E la risposta è quella di Giobbe nella quale si mette in evidenza che,
se Dio ha permesso che il dolore fisico facesse parte dell’esistenza umana,
ciò significa che questo è per il bene di ciascuno di noi e quindi anche dell’umanità
perché Dio è amore e solo amore.

Da qui ad affermare che il dolore fisico è salvifico ce passa
ed anche in questo caso si tratta di un’interpretazione della parola di Dio
che io rispetto ma che non condivido e non dell’incarnazione della parola di Dio.

Infatti anch’io sottoscrivo la parola di Dio
pervenutaci attraverso l’esperienza di Giobbe
e sono convinto che l’esperienza del dolore fisico
non potrà mai essere estirpata del tutto dall’esistenza umana
e che quindi è necessario darle un senso
ma allo stesso tempo mi rendo conto che molte delle sofferenze fisiche
alle quali non c’era rimedio ai tempi di Giobbe
oggi possono essere alleviate se non addirittura eliminate.

Dove sta scritto nella Bibbia che una simile interpretazione della parola di Dio
non è conforme alla lettera delle Sacre Scritture ?

Si tratta invece soltanto di due interpretazioni differenti della parola di Dio,
ugualmente ispirate dalla sua parola ma che giungono a conclusioni
completamente diverse.

BLAISE2004

ottobre 31st, 2009

pillolo 594, 2009 Non fare nulla per cercare il tutto

PILLOLO 594, 2009, ottobre

Oggi, leggendo un libro di storia delle religioni orientali,
mi sono incontrato con una massima di vita taoista
che, come si sa, non è né una filosofia né una religione
ma semplicemente un bagaglio dì saggezza accumulato nei secoli.

La massima diceva così: non fare nulla per cercare il tutto.

Come tutte le massime, esse hanno in sé un linguaggio mitologico antico
e possono voler dire contemporaneamente più cose.

Io ho interpretato questa massima di vita e di saggezza in questo modo
e cioè che è inutile impegnare le nostre energie spirituali ed intellettuali
per cercare il tutto e l’assoluto perché, quantunque uno si impegni,
essi rimangono al di fuori delle limitate capacità umane.

L’assoluto, l’immortale ed il divino devono far parte
delle legittime aspirazioni dell’uomo ma allo stesso tempo
è necessario prendere atto che sono irraggiungibili e comprensibili
completamene ed una volta per tutte.

Ho ritrovato in questa mia interpretazione della massima taoista
le premesse che sono alla base anche della teologia cristiana
che è nata insieme al pensiero laico occidentale
e nella quale si parte dalla distinzione tra la parola di Dio
e l’interpretazione della parola di Dio.

Infatti, mentre la parola di Dio è assoluta e divina,
l’interpretazione della parola di Dio è relativa e solo umana.

Nessuno quindi su questa terra si può autoproclamare
o pretendere di essere proclamato come colui che incarna la parola di Dio
perché essa è irraggiungibile e non comprensibile completamente
per qualsiasi uomo, comprese le autorità religiose.

Comunque sia, l’uomo non può farci nulla, come dice la massima taoista,
semplicemente perché così è piaciuto alla volontà di Dio onnipotente ed onniscente.

La teologia laica, i cui principi interpretativi io condivido,
di fatto prende atto, oltre che degli sforzi del migliore pensiero occidentale,
di un dato di fatto che è sotto gli occhi di tutti
e cioè che non c’è mai stata autorità religiosa che si sia proclamata infallibile
e che, alla prova dei fatti e della storia, non abbia commesso
la sua buona dose di errori e spesso di orrori.

Non solo, tutta la storia della Chiesa cattolica e del cristianesimo, ad esempio,
sta a dimostrare che la sua teologia non è mai stata uguale a sé stessa
e che è cambiata fino ad affermare il contrario di quello che prima sosteneva.

Tutti gli uomini quindi sono destinati a pensare, a credere ed a vivere nel relativo
anche se molti cattolici di oggi trovano ancora difficoltà ad accettare
questo dato di fatto e di verità al punto che ricadono spesso nel vecchio errore
di individuare una qualsivoglia autorità religiosa e non
a cui dovere obbedienza attraverso la quale si autoilludono
di essere vicini all’assoluto ed al divino
e che la loro interpretazione della parola di Dio
sia quella vera e quella giusta mentre, come dice anche la Bibbia,
il seguace di Cristo non sa dove appoggiare la testa.

BLAISE2004

ottobre 31st, 2009

pillolo 593, 2009 La decisione di Rutelli ed il compromesso storico

PILLOLO 593, 2009, ottobre

Oggi Francesco Rutelli ha annunciato che lasciava definitivamente
il Partito democratico sottolineando che lo faceva con dolore
ma che il PD era un Partito che non era mai nato.

Infatti il Partito democratico non è nato per ragioni elettorali
e come sommatoria di due Partiti bensì come un progetto politico
che aveva lo scopo di trovare una sintesi tra la cultura socialista riformista,
la cultura laica e la cultura cattolica riformista che era la cultura
della vecchia corrente di sinistra della Democrazia cristiana.

In effetti Rutelli ha ragione in quanto questa sintesi
non si è ancora realizzata ed anch’io nel mio piccolo
e leggendo le e-mail di commento ai miei scritti,
noto quanto sia difficile trovare una sintesi soprattutto
fra la cultura laica e la cultura cattolica.

Infatti nella cultura cattolica è ancora presente un pensiero metafisico ed ideologico
così come nella cultura laica sono ancora presenti diversi pregiudizi
riguardo alla forma di pensiero cattolico al punto che
non sembrano esserci le premesse per quello che Berlinguer chiamava
il “compromesso storico”.

Come si può notare i problemi irrisolti del passato
o che non si sono potuti risolvere, ritornano fuori
anche se personalmente credo che la decisione di Rutelli
sia stata troppo precipitosa e che nel PD c’è una maggioranza
di cattolici laici come me che hanno ancora la speranza
che quella sintesi auspicata da Moro e Berlinguer possa realizzarsi.

BLAISE2004

ottobre 31st, 2009

pillolo 592, 2009 La cultura laica ed i diritti umani

PILLOLO 592, 2009, ottobre

Una delle principali caratteristiche dell’anticomunismo
della prima repubblica italiana è stata quella di usare la minaccia comunista
come giustificazione per relegare in secondo piano
le norme e le procedure  della democrazia.

Segno distintivo delle frange più estreme e delle loro azioni
fu la manifesta contraddizione insita nell’idea di difendere la democrazia
attraverso la sua deformazione, la sua sospensione
o addirittura la sua distruzione.

Un po’ quello che avviene oggi riguardo ai diritti umani
quando si afferma che si vogliono mantenere
ma allo stesso tempo non si accetta la cultura laica che li ha prodotti.

BLAISE2004

ottobre 31st, 2009

pillolo 591, 2009 Il principale problema etico dell’Italia

PILLOLO 591, 2009, ottobre

Se si escludono le elezioni politiche del 1948,
che videro la schiacciante vittoria della Democrazia cristiana
e quelle del 1976 che segnarono il momento in cui il Partito comunista
si avvicinò di più a superare la DC come Partito di maggioranza relativa,
l’elettorato italiano rimase sostanzialmente stabile
facendo registrare nelle elezioni marginali spostamenti di voti
facilmente recuperabili.

Malgrado la DC avesse messo in piedi un sistema di potere
fondato prevalentemente sulla corruzione e sul clientelismo
nonché sull’occupazione degli apparati dello Stato da parte di questo Partito
e malgrado il fatto che a livello locale e regionale la sua classe politica
dimostrasse di sperperare il denaro pubblico
ed una scarsissima capacità amministrativa,
essa fu sempre capace di attrarre i voti della maggioranza degli italiani.

A meno che non si ritenga che gli italiani siano dei poveri fessi
che non sanno badare ai  propri interessi, andrà dunque trovata
una spiegazione plausibile.

Questa si può trovare solo se si abbandona il modo classico e tradizionale
di intendere la politica e si adotta il metodo storiografico
che descrive i Partiti politici come portatori ed interpreti
di ben precisi interessi economici e come espressione
di un blocco sociale, economico e religioso.

Se così si ragiona, la sostanziale stabilità dell’elettorato italiano
ed il mantenimento della maggioranza relativa da parte della DC,
stanno a significare che questo Partito fu in grado per circa mezzo secolo
di difendere gli interessi dello stesso blocco sociale, economico e religioso
meglio di tutti gli altri e che questo blocco rappresentava la maggioranza
degli italiani.

Dunque la domanda a cui rispondere è questa: da chi era rappresentato
il blocco sociale, economico e religioso che votava per la Democrazia cristiana ?

Attraverso l’analisi comparata dei voti non è difficile trovare una risposta:
la gran parte dei voti della DC venivano dalle popolazioni del Meridione
e dalle così dette “regioni bianche” del Nord est ma soprattutto dai ceti medi italiani
e dalla borghesia industriale nonché dall’elettorato femminile cattolico.
Di fatto ciò sta a significare che il Meridione, i cattolici, i  ceti medi
e la borghesia industriale si sentivano rappresentati e tutelati
dal sistema di potere della DC sebbene fosse fondato sulla corruzione,
sul clientelismo e sull’incompetenza.

Quindi ne consegue che non è assolutamente fuori luogo affermare
che costoro, pur di mantenere i loro privilegi e le proprie posizioni di potere,
sono stati i maggiori responsabili, ognuno per la sua parte,
del dilagante sistema di corruzione e di clientelismo
e della scadente tenuta morale della classe politica italiana
i cui frutti si possono toccare con mano anche oggi.

Infatti questo blocco sociale, economico e religioso
è stato molto più attento e sensibile a difendere
i suoi specifici e particolari interessi di bottega
piuttosto che a difendere l’interesse generale della nazione.

Quando oggi si sostiene che anche i Partiti di sinistra
sarebbero ugualmente corrotti ed ugualmente disposti al clientelismo
ed all’occupazione degli apparati dello Stato nonché che la loro classe politica
avrebbe una tenuta morale assai precaria, si sostiene una tesi
solo parzialmente vera.

E’ vero ad esempio che la politica e la cultura italiana non sono stati in grado
di rispondere alla domanda di partecipazione dal basso che scaturì
dal movimento del ‘68 e degli anni immediatamente successivi
tanto è vero che nel giro di circa 10 anni si assistette in Italia
ad una completa restaurazione ed il tema della partecipazione e del controllo
dal basso fu completamente abbandonato.

E’ vero che, nei pochissimi anni del così detto “consociativismo”
fra il PCI e la DC, i due Partiti non trovarono altra soluzione al di fuori di quella
della spartizione delle poltrone.

E’ vero che ancora non si è trovata una risposta alla rifondazione dello Stato
che superi la caratteristica della nostra Costituzione repubblicana che si fonda
sulla “dispersione del potere anziché concentrarlo”  e sul “sistema dei pesi
e contrappesi” e sulla mancanza di responsabilità economica dei poteri
regionali, provinciali e comunali.

E’ vero che ancora non si è trovato il modo per cui i Partiti
siano costretti a ritirarsi dall’occupazione delle poltrone che contano
all’interno della cosa pubblica e delle banche.

E’ pur vero che le regioni, le province ed i comuni amministrati
dai Partiti di sinistra, normalmente, funzionano meglio e spendono meno e meglio.
Ci sarà pure un motivo a tutto ciò ?
Ed il motivo sta tutto nel fatto che questa classe politica è espressione
delle classi lavoratrici che non sono corrotte, che guadagnano poco
ma che sono l’asse portante di tutta l’economia del paese
e producono la ricchezza per tutti.
Insomma, le classi lavoratrici sono la principale espressione
dell’avere a cuore l’interesse generale del paese oltre che del proprio
e sono perciò portatrici di saldi valori etici che si ripercuotono anche
sulla classe politica che esprimono.

Poco di tutto ciò si verifica invece nel blocco storico
che ha sempre votato per la DC ed infatti è per questo
che ha espresso una classe politica corrotta, clientelare ed incapace
ammorbando così la tenuta etica di un intero paese.

BLAISE2004

ottobre 30th, 2009

pillolo 590, 2009 La particolarità del sistema Italia

PILLOLO 590, 2009, ottobre

Sono di nuovo alla ricerca della particolarità del sistema Italia
che lo fa essere il più arretrato ed il più indebitato fra le nazioni europee.

Per fare questo mi limiterò ad osservare un po’ da vicino
il nostro sistema sanitario che è fondato sugli stessi principi
di quelli degli altri paesi europei più importanti.

A differenza però degli altri paesi europei, il nostro sistema sanitario
è stato da sempre caratterizzato dai diversi livelli sanitari offerti al Nord e al Sud.
Regioni come il Veneto, l’Emilia Romagna, la Toscana e la Lombardia,
a parità di spesa, assicuravano infatti elevati standard medici ed ospedalieri
mentre in tutte le regioni del Sud la situazione era di di tutt’altro genere.

Eppure i medici e gli infermieri venivano assunti per concorso pubblico
come negli altri paesi europei così come in tutta l’Europa gli amministratori
dei comitati di gestione delle USL venivano nominati dai Partiti politici.

Quando però si va a vedere un po’ più dentro al problema,
ci rendiamo conto che la maggioranza dei circa 11.000 amministratori
nominati dai Partiti erano persone di secondo rango ma di provata fede politica,
con scarse competenze tecniche o amministrative.

L’eccellenza della sistema sanitario del Nord d’Italia rispetto
all’arretratezza della sanità del Sud si spiega quindi con il fatto che
la classe politica del Nord era decisamente più capace ed onesta
della classe politica del Sud.

A questo va aggiunto che la popolazione del Sud, malgrado questo,
le ha sempre garantito il suo appoggio politico nel momento del voto.

Questo è sicuramente un elemento determinante della particolarità
del sistema Italia che lo differenzia sostanzialmente
dalle altre nazioni europee più importanti e che fanno del nostro paese
un paese arretrato ed indebitato più di tutti gli altri.

Nel 1994 la nostra Corte dei Conti stimò che nel periodo 1983-1993
l’artificioso innalzamento dei prezzi di alcuni farmaci in cambio di tangenti
fosse da solo costato circa 3.000 miliardi di lire l’anno, mentre a politici e funzionari
nello stesso periodo erano state versate tangenti per un ammontare  valutato
intorno ai 15.000 miliardi di lire.
Anche questi dati non erano riscontrabili nei paesi europei più importanti
per cui, mentre nel resto d’Europa si era in grado di fornire un sistema sanitario
di buon livello su tutto il territorio nazionale ed a costi minori,
in Italia invece il sistema sanitario nazionale era spaccato in due
fra il Nord ed il Sud del paese e costava molto più al punto che
lo Stato italiano è stato costretto ad indebitarsi per poter sostenere queste spese.

Quindi per comprendere la particolarità del sistema Italia
e per comprendere le ragioni della sua arretratezza e del suo indebitamento,
basta andare a vedere a quale Partito apparteneva la classe politica
del Sud del paese ed a quali Partiti politici appartenevano quegli amministratori
e quei funzionari inquisiti per corruzione.

Quasi tutti, e nel Sud tutti, appartenevano ai Partiti di governo
e principalmente alla Democrazia cristiana, quel Partito politico
che ha sempre avuto la maggioranza relativa in parlamento
e che quindi era votato dalla maggioranza degli italiani
e soprattutto in massa dalle popolazioni del Sud d’Italia.

C’è dunque da domandarsi come mai quelle popolazioni d’Italia
che era la più arretrata, la più povera e che aveva il servizio sanitario peggiore
votava in massa per quel Partito politico che era il principale responsabile
della loro condizione.

Come ho già precisato in altri miei scritti, il tutto non può che ricondursi
alla presenza massiccia della cultura cattolica ed all’assenza quasi totale
della cultura laica, della classe operaia e della cultura socialista e sindacale
ad essa storicamente collegata.

Se avete un’altra spiegazione documentata, siete pregati di farla presente
perché il tema trattato è di vitale importanza soprattutto per l’etica del nostro paese.

BLAISE2004

ottobre 30th, 2009

pillolo 589, 2009 L’ideologia del fondamentalismo e dell’integralismo religioso

PILLOLO 589, 2009, ottobre

Esiste un luogo comune, che è appunto per questo una forma di ideologia,
secondo il quale una morale religiosa, e di qualunque religione,
sia l’unica che si fonda sulle Sacre Scritture e che quindi deve essere seguita
dai fedeli.

Questo vale per tutte le religioni e cambiano soltanto le Sacre Scritture
a cui fanno riferimento ed il discorso per loro pertanto si limita a verificare
quali siano le Sacre Scritture più vere e d’ispirazione divina.

Questo è il vecchio luogo comune e la vecchia ideologia
che il pensiero laico ha provveduto a smantellare diversi secoli fa
ma, come si può notare, continua a sopravvivere anche ai giorni nostri.

Infatti quello che ha dimostrato e smantellato il pensiero laico moderno
è il fatto che la morale religiosa non necessariamente incarni le Sacre Scritture
e che anzi poteva collocarsi completamente all’opposto.

In altre parole, ad esempio, non è assolutamente scontato
il fatto che la morale cattolica incarni il vero spirito del cristianesimo
e che tutto questo va verificato e sottoposto all’analisi critica
così come oggi non è assolutamente scontato che il fondamentalismo islamico
incarni l’autentico spirito del Corano e vada pertanto verificato
e sottoposto all’analisi critica.

Questo è uno dei principali contributi del pensiero laico moderno
il quale mi vanto di condividere proprio e soprattutto in quanto cattolico
perché l’ideologia che esso ha giustamente combattuto si chiama
in un solo modo in tutte le parti del mondo: il fondamentalismo
e l’integralismo religioso.

BLAISE2004

ottobre 30th, 2009

pillolo 588, 2009 La morale laica e la morale religiosa

PILLOLO 588, 2009, ottobre

Alcuni sociologi sostengono che la maggioranza degli islamici
che sono emigrati nel nostro paese, con il corpo sono in Italia
ma con il pensiero rimangono ancora nel paese d’origine
nel senso che ritengono, ad esempio, di poter continuare a vivere
ed a comportarsi da noi nel modo in cui vivevano e si comportavano
prima di emigrare.

Questo ovviamente con è possibile né in alcun modo giustificabile
perché diversamente comporterebbe rinunciare a tutte le conquiste
ed a tutti quei principi raggiunti a caro prezzo durante tutta la nostra storia
e su cui si fonda anche la  nostra morale.

Infatti il principio cardine su cui si fonda la nostra convivenza civile
e la nostra morale è questo: nessun principio e nessuna morale
che si fonda sulla religione, qualsiasi essa sia, compresa quella islamica
e quella cattolica, può sostituirsi alla morale ed ai principi
della carta dei diritti  umani sia sul piano personale che su quello sociale.

In sostanza questo principio sancisce una volta per tutte
che la morale laica viene prima della morale religiosa.

Quindi tutti quei cattolici che sostengono che la morale cattolica
sia più importante della morale laica di fatto sostengono anche
che anche la morale islamica sia più importante della morale laica.

Pertanto lo scontro fra la morale cattolica e la morale islamica
sostenuto da molti cattolici di oggi, ha solo un senso
in quanto rimasuglio delle vecchie guerre di religione
quando invece risultano alleate contro la morale laica
dello Stato di diritto e democratico e contro la carta dei diritti umani.

BLAISE2004

ottobre 30th, 2009

pillolo 587, 2009 Fondamenti dell’etica di oggi

PILLOLO 587, 2009, ottobre

Molti cattolici di oggi, partendo dall’assunto non dimostrato
e quindi ideologico, che l’unica morale possibile sia quella cattolica,
ritengono che chi non è cattolico vive senza principi morali
seguendo l’istinto e le proprie voglie.

Ovviamente non è così e cercherò quindi di dimostrarlo.

I principi che fondano uno stato di diritto e democratico
come la carta dei diritti umani dell’ONU sono dunque amorali
perché non si fondano solo ed esclusivamente sulla morale cattolica
bensì sull’interpretazione laica e secolarizzata del cristianesimo ?

Oppure si vuol sostenere che uno Stato di diritto e democratico
come la carta dei diritti umani non abbiano nessun fondamento etico ?

Ma proseguendo nel porvi delle domande affinchè trovate una maggiore coerenza
anche nelle risposte:

Vengono prima i diritti umani della carta dell’ONU o la morale e la tradizione
di qualsiasi religione presente sulla faccia della terra ?

Se la morale di una religione contrasta con la morale della carta dei diritti umani
è da ritenersi ugualmente morale oppure no ?

Chi, storicamente ed oggi, da maggiori garanzie sul piano etico:
la morale cattolica, quella islamica e quant’altre
oppure la morale della carta dei diritti umani ?

In altri termini, è da considerarsi più cristiana la morale
di uno Stato di diritto e democratico
come quella della carta dei diritti umani dell’ONU
oppure la morale cattolica ?

BLAISE2004

ottobre 30th, 2009

pillolo 586, 2009 La morale laica e cattolica

PILLOLO 586, 2009, ottobre

La mia morale di cattolico laico risponde a questa domanda:
chi danneggia chi ?
Vale a dire, se un comportamento non danneggia nessuno
esso è lecito e da considerarsi morale, se invece un comportamento
danneggia qualcuno esso è illecito e da considerarsi amorale.

Nel caso quindi dei comportamenti sessuali degli omosessuali
c’è dunque da tenere presente alcune cose prima di esprimere un giudizio:
la prima che non si tratta di una scelta ma di una necessità,
la seconda che non si tratta di una malattia, come da circa mezzo secolo
ha definitivamente chiarito la carta dell’ONU, bensì di uno stato di natura
e la terza che il loro comportamento sessuale,  qualunque sia,
non danneggia nessuno e che quindi è lecito e morale.

Tutto il resto appartiene a quella sfera di una certa teologia
che ha l’unico scopo di creare le giustificazioni per la loro discriminazione.

Per quanto riguarda infine le fondamenta della mia morale laica e cattolica
esse si collocano all’interno del migliore cristianesimo
interpretato alla luce del moderno pensiero laico che sta alla base anche
di uno Stato di diritto e democratico come della carta dei diritti umani
e scusate se è poco !

BLAISE2004