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pillolo 477, 2009 Cosa ha rappresentato la P2 di Licio Gelli
PILLOLO 477, 2009, ottobre
Al tempo del rapimento e dell’uccisione di Moro, come è stato ricordato ieri sera
anche nella trasmissione condotta da Lucarelli su Rai 3,
tutti i servizi di difesa dello Stato, dai carabinieri, alla polizia
fino alla guardia di finanza e tutti e tre i servizi segreti dello Stato
erano in mano a personaggi affiliati all’associazione segreta
P 2 di Licio Gelli.
Insomma in Italia c’era chi, non fidandosi più della DC,
aveva ideato di sostituirla nell’occupazione di settori nevralgici
dello Stato.
Un po’ quello che sta facendo oggi la mafia nel Meridione
la quale, non fidandosi più di nessun Partito politico,
ha iniziato da tempo ad inserire direttamente all’interno dello Stato
suoi uomini fidati.
Il sistema dell’occupazione dello Stato con persone fidate di un Partito
era stato iniziato dalla DC fin dai tempi di De Gasperi quando
fece piazza pulita all’interno della polizia, dei carabinieri e della finanza
di coloro che avevano collaborato attivamente con la residenza
all’invasione nazifascista sostituendoli con altri uomini di sua fiducia.
Infatti il sistema dell’occupazione dello Stato da parte della DC
faceva parte del più ampio sistema di potere che De Gasperi aveva messo su
il quale, come ho detto in altre occasioni, ruotava intorno ai seguenti punti:
l’alleanza con la Chiesa cattolica, i favori concessi alla borghesia industriale
e terriera nonché ai ceti medi, l’invio di ingenti quantità di danaro pubblico
nel Meridione, l’accordo con la delinquenza organizzata del Sud, la corruzione,
il clientelismo ed infine l’occupazione dello Stato da parte della DC.
Cosa era accaduto dunque perché le forze eversive non si fidassero più
di questo sistema di potere della DC ?
Di fronte ai movimenti di massa del ‘68 e del ‘69 che avevano visti
impegnati studenti ed operai, la DC aveva dimostrato di non sapere o non volere
reagire con polso fermo di fronte a diverse delle richieste
che provenivano dal mondo delle classi lavoratrici varando alcune riforme
che venivano considerate dai settori reazionari del paese come forme di cedimento.
Mentre l’Italia, sotto la spinta degli studenti e della classe operaia,
si stava avviando ad essere un paese moderno al pari delle altre nazioni occidentali,
la P 2 di Licio Gelli e le forze reazionarie del paese, si erano già organizzate
per ricacciarla indietro, cosa che la DC dimostrava di non voler
o di non essere capace di fare.
A questo punto va annotata una cosa fondamentale per comprendere meglio
quello che stava accadendo in Italia in quegli anni e cioè che le rivendicazioni
della classe operaia erano in chiave con il processo di trasformazione
messo in atto dal capitalismo moderno e non puntavano a sovvertire il sistema.
Infatti, quando essa poneva il tema della trasformazione della società
e dell’economia, di fatto poneva semplicemente il tema della modernizzazione
della società e dell’economia.
Il modello a cui si ispiravano le sue richieste e le sue rivendicazioni
non era assolutamente quello comunista dell’Unione sovietica o della Cina
o di Cuba bensì quello degli altri paesi europei quali la Francia e la Germania.
Alla luce di ciò si può comprendere meglio quale fosse l’obiettivo
delle forze reazionarie di cui sopra: non c’era da sconfiggere tentativi rivoluzionari
in atto né c’era da difendere il capitalismo da forze eversive
in quanto la classe operaia ed i Partiti di sinistra si trovavano di fatto alleati
della ristrutturazione in atto da parte dello stesso capitalismo.
L’obiettivo era dunque quello di impedire la modernizzazione del paese
secondo la filosofia del moderno capitalismo riportando indietro l’Italia
ad un tempo pre industriale dove la società di massa non esisteva
e dove non esisteva la cultura dei diritti e delle libertà individuali e collettive.
E’ del tutto evidente che le frange estremistiche di sinistra fecero il gioco,
magari non consapevole, di queste forze reazionarie ed eversive in quanto,
attraverso la loro presenza, esse trovarono giustificazione al loro agire.
Ma il loro vero obiettivo non era quello di contrastare queste forze rivoluzionarie
bensì quello di frenare la “modernizzazione” del paese, dall’economia ai consumi,
dalla morale ai rapporti sociali e così via dicendo per ricacciarlo indietro
rispetto agli altri paesi europei ed occidentali.
Non è un caso che la P 2 di Licio Gelli salterà fuori in ogni processo
sugli attentati stragisti, dalla strage di Piazza Fontana a quella di Piazza della Loggia
dalle strage sull’Italicus a quella della Stazione di Bologna
ed anche nei processi sul rapimento e sull’uccisione di Moro.
La maggioranza di questi processi sono terminati senza scoprire i mandanti
di questi atti di terrore perché molte prove sono state inquinate
e molti degli inquisiti, soprattutto generali delle forze dell’ordine
e dei servizi segreti, sono stati reticenti, per cui siamo costretti
a fornire solo un giudizio politico.
Ed il mio giudizio politico è che in Italia ci sono state forze reazionarie
ed eversive le quali, ponendosi al di fuori del sistema democratico,
segretamente hanno operato, utilizzando metodi violenti,
affinchè l’Italia rimanesse un paese con un capitalismo arretrato
e la società ritornasse all’età in cui la cultura dei diritti
e delle libertà individuali e collettive non si era ancora affermata.
Questa è stata la vera eccezione dell’Italia rispetto alle altre nazioni europee
e non altro.
Anche il terrorismo di sinistra ed il fenomeno delle BR, è anche questo
un mio giudizio politico, non sarebbe cresciuto come invece è cresciuto,
se lo stragismo di destra non si fosse inserito nella storia
del movimento studentesco come un fenomeno scatenante.
Chi come me frequentava nel 1969 l’Università ha ben presente cosa significò
per tutti noi la strage di Piazza Fontana.
Eravamo abituati a contestare, a rimettere in discussione tutto ed a cercare soluzioni che neppure sapevamo che fossero possibili quando esplose la bomba
alla banca dell’agricoltura di Milano.
Cosa fare di fronte ad un nemico che era disposto a tutto, perfino ad uccidere
degli innocenti ?
Una domanda a cui non era facile rispondere perché la prima reazione naturale
fu quella di rispondere alla violenza con la violenza anche perché differentemente
l’alternativa era quella di continuare a lottare sapendo però
che potevi rimetterci la pelle.
BLAISE2004
PILLOLO 477, 2009, ottobre
Al tempo del rapimento e dell’uccisione di Moro, come è stato ricordato ieri sera
anche nella trasmissione condotta da Lucarelli su Rai 3,
tutti i servizi di difesa dello Stato, dai carabinieri, alla polizia
fino alla guardia di finanza e tutti e tre i servizi segreti dello Stato
erano in mano a personaggi affiliati all’associazione segreta
P 2 di Licio Gelli.
Insomma in Italia c’era chi, non fidandosi più della DC,
aveva ideato di sostituirla nell’occupazione di settori nevralgici
dello Stato.
Un po’ quello che sta facendo oggi la mafia nel Meridione
la quale, non fidandosi più di nessun Partito politico,
ha iniziato da tempo ad inserire direttamente all’interno dello Stato
suoi uomini fidati.
Il sistema dell’occupazione dello Stato con persone fidate di un Partito
era stato iniziato dalla DC fin dai tempi di De Gasperi quando
fece piazza pulita all’interno della polizia, dei carabinieri e della finanza
di coloro che avevano collaborato attivamente con la residenza
all’invasione nazifascista sostituendoli con altri uomini di sua fiducia.
Infatti il sistema dell’occupazione dello Stato da parte della DC
faceva parte del più ampio sistema di potere che De Gasperi aveva messo su
il quale, come ho detto in altre occasioni, ruotava intorno ai seguenti punti:
l’alleanza con la Chiesa cattolica, i favori concessi alla borghesia industriale
e terriera nonché ai ceti medi, l’invio di ingenti quantità di danaro pubblico
nel Meridione, l’accordo con la delinquenza organizzata del Sud, la corruzione,
il clientelismo ed infine l’occupazione dello Stato da parte della DC.
Cosa era accaduto dunque perché le forze eversive non si fidassero più
di questo sistema di potere della DC ?
Di fronte ai movimenti di massa del ‘68 e del ‘69 che avevano visti
impegnati studenti ed operai, la DC aveva dimostrato di non sapere o non volere
reagire con polso fermo di fronte a diverse delle richieste
che provenivano dal mondo delle classi lavoratrici varando alcune riforme
che venivano considerate dai settori reazionari del paese come forme di cedimento.
Mentre l’Italia, sotto la spinta degli studenti e della classe operaia,
si stava avviando ad essere un paese moderno al pari delle altre nazioni occidentali,
la P 2 di Licio Gelli e le forze reazionarie del paese, si erano già organizzate
per ricacciarla indietro, cosa che la DC dimostrava di non voler
o di non essere capace di fare.
A questo punto va annotata una cosa fondamentale per comprendere meglio
quello che stava accadendo in Italia in quegli anni e cioè che le rivendicazioni
della classe operaia erano in chiave con il processo di trasformazione
messo in atto dal capitalismo moderno e non puntavano a sovvertire il sistema.
Infatti, quando essa poneva il tema della trasformazione della società
e dell’economia, di fatto poneva semplicemente il tema della modernizzazione
della società e dell’economia.
Il modello a cui si ispiravano le sue richieste e le sue rivendicazioni
non era assolutamente quello comunista dell’Unione sovietica o della Cina
o di Cuba bensì quello degli altri paesi europei quali la Francia e la Germania.
Alla luce di ciò si può comprendere meglio quale fosse l’obiettivo
delle forze reazionarie di cui sopra: non c’era da sconfiggere tentativi rivoluzionari
in atto né c’era da difendere il capitalismo da forze eversive
in quanto la classe operaia ed i Partiti di sinistra si trovavano di fatto alleati
della ristrutturazione in atto da parte dello stesso capitalismo.
L’obiettivo era dunque quello di impedire la modernizzazione del paese
secondo la filosofia del moderno capitalismo riportando indietro l’Italia
ad un tempo pre industriale dove la società di massa non esisteva
e dove non esisteva la cultura dei diritti e delle libertà individuali e collettive.
E’ del tutto evidente che le frange estremistiche di sinistra fecero il gioco,
magari non consapevole, di queste forze reazionarie ed eversive in quanto,
attraverso la loro presenza, esse trovarono giustificazione al loro agire.
Ma il loro vero obiettivo non era quello di contrastare queste forze rivoluzionarie
bensì quello di frenare la “modernizzazione” del paese, dall’economia ai consumi,
dalla morale ai rapporti sociali e così via dicendo per ricacciarlo indietro
rispetto agli altri paesi europei ed occidentali.
Non è un caso che la P 2 di Licio Gelli salterà fuori in ogni processo
sugli attentati stragisti, dalla strage di Piazza Fontana a quella di Piazza della Loggia
dalle strage sull’Italicus a quella della Stazione di Bologna
ed anche nei processi sul rapimento e sull’uccisione di Moro.
La maggioranza di questi processi sono terminati senza scoprire i mandanti
di questi atti di terrore perché molte prove sono state inquinate
e molti degli inquisiti, soprattutto generali delle forze dell’ordine
e dei servizi segreti, sono stati reticenti, per cui siamo costretti
a fornire solo un giudizio politico.
Ed il mio giudizio politico è che in Italia ci sono state forze reazionarie
ed eversive le quali, ponendosi al di fuori del sistema democratico,
segretamente hanno operato, utilizzando metodi violenti,
affinchè l’Italia rimanesse un paese con un capitalismo arretrato
e la società ritornasse all’età in cui la cultura dei diritti
e delle libertà individuali e collettive non si era ancora affermata.
Questa è stata la vera eccezione dell’Italia rispetto alle altre nazioni europee
e non altro.
Anche il terrorismo di sinistra ed il fenomeno delle BR, è anche questo
un mio giudizio politico, non sarebbe cresciuto come invece è cresciuto,
se lo stragismo di destra non si fosse inserito nella storia
del movimento studentesco come un fenomeno scatenante.
Chi come me frequentava nel 1969 l’Università ha ben presente cosa significò
per tutti noi la strage di Piazza Fontana.
Eravamo abituati a contestare, a rimettere in discussione tutto ed a cercare soluzioni che neppure sapevamo che fossero possibili quando esplose la bomba
alla banca dell’agricoltura di Milano.
Cosa fare di fronte ad un nemico che era disposto a tutto, perfino ad uccidere
degli innocenti ?
Una domanda a cui non era facile rispondere perché la prima reazione naturale
fu quella di rispondere alla violenza con la violenza anche perché differentemente
l’alternativa era quella di continuare a lottare sapendo però
che potevi rimetterci la pelle.
BLAISE2004
PILLOLO 477, 2009, ottobre
Al tempo del rapimento e dell’uccisione di Moro, come è stato ricordato ieri sera
anche nella trasmissione condotta da Lucarelli su Rai 3,
tutti i servizi di difesa dello Stato, dai carabinieri, alla polizia
fino alla guardia di finanza e tutti e tre i servizi segreti dello Stato
erano in mano a personaggi affiliati all’associazione segreta
P 2 di Licio Gelli.
Insomma in Italia c’era chi, non fidandosi più della DC,
aveva ideato di sostituirla nell’occupazione di settori nevralgici
dello Stato.
Un po’ quello che sta facendo oggi la mafia nel Meridione
la quale, non fidandosi più di nessun Partito politico,
ha iniziato da tempo ad inserire direttamente all’interno dello Stato
suoi uomini fidati.
Il sistema dell’occupazione dello Stato con persone fidate di un Partito
era stato iniziato dalla DC fin dai tempi di De Gasperi quando
fece piazza pulita all’interno della polizia, dei carabinieri e della finanza
di coloro che avevano collaborato attivamente con la residenza
all’invasione nazifascista sostituendoli con altri uomini di sua fiducia.
Infatti il sistema dell’occupazione dello Stato da parte della DC
faceva parte del più ampio sistema di potere che De Gasperi aveva messo su
il quale, come ho detto in altre occasioni, ruotava intorno ai seguenti punti:
l’alleanza con la Chiesa cattolica, i favori concessi alla borghesia industriale
e terriera nonché ai ceti medi, l’invio di ingenti quantità di danaro pubblico
nel Meridione, l’accordo con la delinquenza organizzata del Sud, la corruzione,
il clientelismo ed infine l’occupazione dello Stato da parte della DC.
Cosa era accaduto dunque perché le forze eversive non si fidassero più
di questo sistema di potere della DC ?
Di fronte ai movimenti di massa del ‘68 e del ‘69 che avevano visti
impegnati studenti ed operai, la DC aveva dimostrato di non sapere o non volere
reagire con polso fermo di fronte a diverse delle richieste
che provenivano dal mondo delle classi lavoratrici varando alcune riforme
che venivano considerate dai settori reazionari del paese come forme di cedimento.
Mentre l’Italia, sotto la spinta degli studenti e della classe operaia,
si stava avviando ad essere un paese moderno al pari delle altre nazioni occidentali,
la P 2 di Licio Gelli e le forze reazionarie del paese, si erano già organizzate
per ricacciarla indietro, cosa che la DC dimostrava di non voler
o di non essere capace di fare.
A questo punto va annotata una cosa fondamentale per comprendere meglio
quello che stava accadendo in Italia in quegli anni e cioè che le rivendicazioni
della classe operaia erano in chiave con il processo di trasformazione
messo in atto dal capitalismo moderno e non puntavano a sovvertire il sistema.
Infatti, quando essa poneva il tema della trasformazione della società
e dell’economia, di fatto poneva semplicemente il tema della modernizzazione
della società e dell’economia.
Il modello a cui si ispiravano le sue richieste e le sue rivendicazioni
non era assolutamente quello comunista dell’Unione sovietica o della Cina
o di Cuba bensì quello degli altri paesi europei quali la Francia e la Germania.
Alla luce di ciò si può comprendere meglio quale fosse l’obiettivo
delle forze reazionarie di cui sopra: non c’era da sconfiggere tentativi rivoluzionari
in atto né c’era da difendere il capitalismo da forze eversive
in quanto la classe operaia ed i Partiti di sinistra si trovavano di fatto alleati
della ristrutturazione in atto da parte dello stesso capitalismo.
L’obiettivo era dunque quello di impedire la modernizzazione del paese
secondo la filosofia del moderno capitalismo riportando indietro l’Italia
ad un tempo pre industriale dove la società di massa non esisteva
e dove non esisteva la cultura dei diritti e delle libertà individuali e collettive.
E’ del tutto evidente che le frange estremistiche di sinistra fecero il gioco,
magari non consapevole, di queste forze reazionarie ed eversive in quanto,
attraverso la loro presenza, esse trovarono giustificazione al loro agire.
Ma il loro vero obiettivo non era quello di contrastare queste forze rivoluzionarie
bensì quello di frenare la “modernizzazione” del paese, dall’economia ai consumi,
dalla morale ai rapporti sociali e così via dicendo per ricacciarlo indietro
rispetto agli altri paesi europei ed occidentali.
Non è un caso che la P 2 di Licio Gelli salterà fuori in ogni processo
sugli attentati stragisti, dalla strage di Piazza Fontana a quella di Piazza della Loggia
dalle strage sull’Italicus a quella della Stazione di Bologna
ed anche nei processi sul rapimento e sull’uccisione di Moro.
La maggioranza di questi processi sono terminati senza scoprire i mandanti
di questi atti di terrore perché molte prove sono state inquinate
e molti degli inquisiti, soprattutto generali delle forze dell’ordine
e dei servizi segreti, sono stati reticenti, per cui siamo costretti
a fornire solo un giudizio politico.
Ed il mio giudizio politico è che in Italia ci sono state forze reazionarie
ed eversive le quali, ponendosi al di fuori del sistema democratico,
segretamente hanno operato, utilizzando metodi violenti,
affinchè l’Italia rimanesse un paese con un capitalismo arretrato
e la società ritornasse all’età in cui la cultura dei diritti
e delle libertà individuali e collettive non si era ancora affermata.
Questa è stata la vera eccezione dell’Italia rispetto alle altre nazioni europee
e non altro.
Anche il terrorismo di sinistra ed il fenomeno delle BR, è anche questo
un mio giudizio politico, non sarebbe cresciuto come invece è cresciuto,
se lo stragismo di destra non si fosse inserito nella storia
del movimento studentesco come un fenomeno scatenante.
Chi come me frequentava nel 1969 l’Università ha ben presente cosa significò
per tutti noi la strage di Piazza Fontana.
Eravamo abituati a contestare, a rimettere in discussione tutto ed a cercare soluzioni che neppure sapevamo che fossero possibili quando esplose la bomba
alla banca dell’agricoltura di Milano.
Cosa fare di fronte ad un nemico che era disposto a tutto, perfino ad uccidere
degli innocenti ?
Una domanda a cui non era facile rispondere perché la prima reazione naturale
fu quella di rispondere alla violenza con la violenza anche perché differentemente
l’alternativa era quella di continuare a lottare sapendo però
che potevi rimetterci la pelle.
BLAISE2004