Pubblicato da: blaise2004 venerdì, ottobre 23rd, 2009

pillolo 502, 2009 L’ideologia femminista e l’ideologia cattolica

PILLOLO 502, 2009, settembre

Nel 1982 Laura Balbo, una delle più importanti voci della sociologia femminista
in Italia, scriveva che proprio nella misura in cui “[…] le donne sono conoscitrici
dei bisogni umani e nel loro agire sono, consapevolmente o meno,
guidate da una logica orientata ai bisogni, esse non possono sottomettersi
del tutto, anzi di necessità contrastano la logica del sistema dominante”.

Questa era la logica dell’ideologia femminista, ideologia che scontrandosi
con la realtà dimostrò la sua inconcludenza.

La realtà era infatti che le donne erano uguali agli uomini,
né migliori né peggiori e che, caso mai, era la loro condizione
sociale, culturale ed economica che era peggiore
rispetto a quella degli uomini.

Infatti i dati del 1991 sul tasso d’occupazione femminile collocavano l’Italia
agli ultimi posti nella classifica della Comunità europea
e la condizione della donna che lavorava era difficile e gravosa
a causa della mancanza di una politica dei servizi per la famiglia
quali una diffusa rete di asili nido e di scuole per l’infanzia.

In Italia, unica nazione del centro Europa, si cercò di sostenere che gli asili nido
e le scuole per l’infanzia non erano adatte per i bambini di così tenera età
e che avrebbero procurato loro dei danni psicologici ed intellettivi.

Ovviamente i cattolici erano in prima fila in questa battaglia
dimostrando ancora una volta la loro incapacità a pensare alla famiglia
in termini diversi rispetto alla tradizione.

Nel settore privato poi, a parità di lavoro, le donne ricevevano un salario
minore rispetto agli uomini.

Qualunque dato si prendesse in esame, le donne risultavano discriminate
mentre la cultura dominante cercava di relegarle nell’ambito familiare e domestico.

Questa era la realtà e la verità sulla condizione delle donne in Italia
che erano ben lontane dall’ideologia femminista che parlava
del contributo potenzialmente sovversivo delle donne.

L’Italia si presentava così negli anni ‘80 con una politica ed un’economia
non all’altezza  della situazione a cui corrispondeva una quasi totale assenza
di politiche familiari e di sostegno alle donne.

Sembrerebbe un assurdo il fatto che i cattolici italiani della DC,
i quali avrebbero dovuto avere a cuore la famiglia e le donne,
non si fecero mai carico di una politica che aiutasse la famiglia e le donne.

L’assurdo però è presto spiegato dal fatto che i cattolici italiani seguivano
un’ideologia della famiglia e delle donne e non la reale famiglia
e le reali donne.

La cultura italiana si trovò così condizionata dalle due opposte ideologie,
quella femminista da una parte e quella cattolica dall’altra con il risultato
che ne fecero le spese le famiglie e le donne italiane.

Basta oggi avere una famiglia ed essere una donna per rendersi conto
che i ritardi accumulati negli anni ‘80 e negli anni precedenti
ed in quelli a seguire, si stanno pagando oggi.

Infatti oggi come allora, il principale e gratuito servizio sociale del paese
restano le famiglie e le donne in prima fila..

BLAISE2004


Category: Pilloli
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