Pubblicato da: blaise2004 sabato, ottobre 10th, 2009

pillolo 509, 2009 Quando l’Italia perse per la seconda volta il treno della storia

PILLOLO 509, 2009, agosto

Mentre i cattolici della DC, influenzati dal clima di apertura
che veniva dal Concilio Vaticano II, si interrogavano sulla possibilità
di instaurare nuovi rapporti con i comunisti italiani, anche perché negli anni
erano venute meno molte delle vecchie pregiudiziali ideologiche,
il PSI ed il PSDI, che già collaboravano nei governi locali ed in quello nazionale
e soprattutto perché insieme avevano portato Saragat ad occupare
la più alta carica dello Stato, cominciarono a prendere in considerazione
l’idea di fondere i due Partiti al fine di poter meglio contrastare
lo strapotere della DC.

Al XXXIV congresso del PSI, tenuto nel novembre del 1965, fu approvato
“un periodo d’azione comune e di comune responsabilità a livello di Partito,
del gruppo parlamentare e delle amministrazioni locali” tra il PSI ed il PSDI
così come al XVI congresso dei socialdemocratici, che seguì di poche settimane
quello socialista, si decise all’unanimità di stringere i tempi per l’unificazione.

Fu redattala la così detta “carta ideologica” del nuovo Partito socialista
che prenderà il nome di PSU.

Malgrado tutti i tentativi, compreso quello della carta ideologica,
non venne sciolto e chiarito il problema di fondo e cioè quello dell’integrazione
o meno del nuovo Partito all’interno del sistema capitalistico
nel senso che non veniva chiarito la valutazione che si dava
dell’ideologia capitalista.
Insomma, si doveva puntare ancora per una società socialista o no ?

Infatti i socialisti ondeggiarono sempre tra la paura di essere inglobati
all’interno del sistema capitalista ed il desiderio di partecipare in prima persona
al governo di una società capitalista.

Più o meno era lo stesso problema di fondo che non era stato chiarito con la DC
nel momento in cui fu varato il centro – sinistra e rappresenterà la contraddizione
ed il limite principale del PSI che non gli permetterà un’azione politica coerente.

Infatti sia l’unificazione socialista che la nascita del centro – sinistra
non furono accompagnati da un adeguato confronto e dibattito
tra le masse lavoratrici le quali soltanto compresero da questi due eventi
che i socialisti le avevano abbandonate e che erano diventati
un puntello del capitalismo.
A causa della contraddizione di cui sopra, il centro – sinistra
e l’unificazione dei due Partiti socialisti, che era nata per poter
meglio contrastare le forze conservatrici che si trovavano
all’interno della DC, furono percepite come scelte nemiche della classe operaia.

Un’occasione mancata da parte di tutta la sinistra italiana: i comunisti
relegarono volontariamente la loro azione politica ad una sterile opposizione
non essendo capaci di interpretare il nuovo che stava avanzando
ed i socialisti ed i socialdemocratici non trassero le necessarie conseguenze
dalla loro rottura con il marxismo e con l’Unione sovietica e cioè che
lo Stato di diritto e democratico liberale doveva essere considerato come una forma
di Stato socialista, che il sistema capitalistico era il sistema migliore
per creare ricchezza e che il governo pertanto avrebbe dovuto sostenerlo
il più possibile per poi provvedere alla ridistribuzione della ricchezza
in maniera più equa fra le diverse classi sociali.

Un’altra volta la storia aveva attraversato l’Italia ma le forze politiche, quelle sindacali, quelle sociali, quelle culturali e quelle religiose del paese
non si erano dimostrate all’altezza delle sfide e, dopo il periodo dei governi
di unità nazionale scaturiti subito dopo la resistenza e la liberazione del paese
dall’occupazione nazifascista, questa fu la seconda volta che l’Italia
perse il treno della storia.

BLAISE2004

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Category: Pilloli
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