Pubblicato da: blaise2004 sabato, ottobre 31st, 2009

pillolo 595, 2009 La parola di Dio e la sua interpretazione

PILLOLO 595, 2009, novembre

Ci sono oggi dei cattolici i quali affermano che la Bibbia dice
che la vita umana non appartiene all’uomo ma a Dio e da questo partono
per difendere la vita dalla nascita alla sua morte naturale
e quindi si oppongono ad una legge che permetta il testamento biologico.

Prima di tutto va precisato che le loro conclusioni e le loro posizioni
non sono l’incarnazione la parola di Dio
ma sono bensì una loro interpretazione della parola di Dio
che, in quanto tale, io rispetto anche se non la condivido

Non posso però accettare in nessun modo, perché non è vero,
quando costoro cercano di far passare la loro interpretazione che è relativa ed umana
come qualcosa di assoluto e di divino.

Infatti anche la mia interpretazione non mette assolutamente in discussione
che la vita umana appartenga a Dio e non all’uomo ma mi rendo conto anche
che al tempo della Bibbia la morte non poteva essere che naturale
mentre ai nostri tempi è quasi sempre artificiale
e che quindi inutile cercare nella Bibbia delle risposte
a delle domande che a quei tempi non ci si poneva.

E’ dunque ridicolo ed allo stesso erroneo andare a cercare quei passi della Bibbia
che diano risposte chiare a certe a domande che nessuno allora si poneva.

Chi ai tempi della Bibbia poteva essere tenuto in vita artificialmente
così come avviene normalmente ai tempi nostri ?
Chi ai tempi della Bibbia conosceva quella tecnologia medica
che permette di far vivere le funzioni vitali quando tutto il resto è morto ?

Non si possono dunque avere delle risposte certe su tutto dalla lettura della Bibbia
ma solo attraverso la nostra libera interpretazione della parola di Dio.

Lo stesso si dica a proposito del dolore fisico delle persone
quando i cattolici sostengono che nella Bibbia sta scritto che il dolore fisico
è un’esperienza salvifica che avvicina al Cristo e ci permette di collaborare
alle sue sofferenze per la salvezza dell’umanità.

Da ciò ne deriva che, secondo questi cattolici, il dolore fisico delle persone
non va concepito come un nemico che va combattuto con tutti i mezzi
perché snatura l’essenza stessa dell’essere umano.

Anche in questo caso si tratta di un’interpretazione della parola di Dio
perché nella Bibbia c’è solo il tentativo di dare un senso al dolore fisico
che Dio ha permesso che esistesse come parte costitutiva dell’esistenza umana.

Nella Bibbia si trova solo la risposta alla domanda perché esiste il dolore fisico
e non a quanto dolore fisico devo sopportare per salvarmi.
E la risposta è quella di Giobbe nella quale si mette in evidenza che,
se Dio ha permesso che il dolore fisico facesse parte dell’esistenza umana,
ciò significa che questo è per il bene di ciascuno di noi e quindi anche dell’umanità
perché Dio è amore e solo amore.

Da qui ad affermare che il dolore fisico è salvifico ce passa
ed anche in questo caso si tratta di un’interpretazione della parola di Dio
che io rispetto ma che non condivido e non dell’incarnazione della parola di Dio.

Infatti anch’io sottoscrivo la parola di Dio
pervenutaci attraverso l’esperienza di Giobbe
e sono convinto che l’esperienza del dolore fisico
non potrà mai essere estirpata del tutto dall’esistenza umana
e che quindi è necessario darle un senso
ma allo stesso tempo mi rendo conto che molte delle sofferenze fisiche
alle quali non c’era rimedio ai tempi di Giobbe
oggi possono essere alleviate se non addirittura eliminate.

Dove sta scritto nella Bibbia che una simile interpretazione della parola di Dio
non è conforme alla lettera delle Sacre Scritture ?

Si tratta invece soltanto di due interpretazioni differenti della parola di Dio,
ugualmente ispirate dalla sua parola ma che giungono a conclusioni
completamente diverse.

BLAISE2004

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Category: Pilloli
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