Pubblicato da: blaise2004 giovedì, novembre 19th, 2009

pillolo 621, 2009 La crisi del 1968-69 e quella del 1992-93

PILLOLO 621, 2009, novembre

I periodi di maggiore crisi nella storia contemporanea dell’Italia
furono senz’altro quelli degli anni 1968-69 e degli anni 1992-93.

Periodi però molto diversi fra di loro e che quindi contribuirono in maniera diversa
alla capacità di affrontare i problemi e le contraddizioni del nostro paese.

Infatti, mentre le vincitrici della crisi degli anni 1968-69 furono le classi lavoratrici dipendenti, i vincitori invece della crisi degli anni 1992-93 furono i cattolici
ed i ceti medi i quali, dopo aver perso il punto di riferimento politico
della Democrazia cristiana, ben presto di riorganizzarono intorno a Berlusconi
ed alla neodestra italiana.

Di conseguenza mentre la crisi degli anni 1968-69 introdusse l’unico periodo
di riforme dove per la prima volta si fondò lo Stato sociale che oggi conosciamo, soprattutto attraverso la riforma sanitaria e quella pensionistica,
la crisi degli anni 1992-93 non condusse a nessuna riforma che venisse incontro
ai bisogni dei ceti più deboli.

Anche la stagione dei governi tecnici di Amato e di Ciampi
indirizzò prevalentemente al sua azione politica a contenere la crisi economica,
a bloccare l’inflazione, a difendere la lira dalle speculazioni,
a limitare il debito pubblico ed a rimettere in sesto i conti dello Stato.

Insomma, se i governi di Amato e di Ciampi furono degli ottimi governi,
furono però anche governi che lavorarono sulla difensiva limitandosi solo
a prospettare le linee politiche per una inversione di tendenza della politica italiana.

Infatti, mentre l’onda lunga della crisi degli anni 1992-93 portò all’era di Berlusconi ed al liberismo, sistema che fra l’altro era già in crisi nei paesi dove da tempo
era stato praticato, l’onda lunga della crisi degli anni 1968-69 condusse ai progetti
del compromesso storico e dei governi di solidarietà nazionale i quali,
se fosse stato possibile attuarli, avrebbero catapultato l’Italia a diventare sicuramente il paese europeo più avanzato sia sul piano politico che economico.

Ma tutto questo, come tutti sanno, non fu possibile e perciò l’Italia sprofondò
in una crisi ancora più grave dalla quale ancora oggi non è uscita fuori.

BLAISE2004

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Category: Pilloli
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