pillolo 639, 2009 Berlusconi e Fini di fronte a Locke e Montesquieu
PILLOLO 639, 2009, novembre
“Complotto della magistratura” e “democrazia assediata”,
sono queste le parole d’ordine che Berlusconi sta facendo girare
fra gli italiani attraverso la classe politica della neodestra.
Fra costoro solo Fini, che è un laico, è l’unico che non ci sta
a questa forma di populismo soprattutto perchè vi scorge
un attacco allo Stato laico, di diritto e democratico.
Non mi interessa assolutamente avventurarmi nella polemica politica in corso,
anche se ovviamente ho le mie idee al proposito, ma chiarire come mai
Gianfranco Fini ha più di una ragione ad essere preoccupato.
Mi rifarò dunque ai quei filosofi che più di tutti hanno contribuito
a gettare le basi teoriche dello Stato laico, di diritto e democratico
e cioè all’inglese Locke ed al francese Montesquieu.
A più riprese questi filosofi hanno fatto presente che uno Stato,
fosse anche democratico, dove i poteri legislativo e giudiziario
non fossero separati ed autonomi, corre il rischio di trasformarsi
in un Stato autoritario.
Nel caso contrario, hanno continuato,siamo in presenza di uno Stato democratico
ma non di uno Stato di diritto ed il rischio che si corre è quello del populismo
secondo il quale chi è eletto democraticamente si pone di per sé
al di sopra della legge ed anche della legge delle leggi che è la Costituzione.
Secondo Locke e Montesquieu, così come il potere giudiziario
non può esercitare il proprio autonomo potere al di fuori delle leggi
varate autonomamente dal potere legislativo allo stesso modo il potere legislativo
non può sottrarsi al controllo del potere giudiziario e non può considerarsi
al di sopra della Costituzione.
Tutto quanto, secondo i nostri filosofi, per evitare la dittatura della maggioranza
liberamente e democraticamente eletta.
Quindi gridare al complotto della magistratura
ed al pericolo di una democrazia assediata quando il potere giudiziario
cerca di esercitare il proprio legittimo potere e dovere
anche verso i potenti e verso chi detiene il potere legislativo,
significa, come ha precisato a più riprese Gianfranco Fini
e gli esponenti della neosinistra italiana, mettere in discussione
lo stesso Stato laico, di diritto e democratico.
Se poi in Italia ci troviamo di fronte ad una classe politica di corrotti
non è certo colpa della magistratura bensì del sistema di potere
messo in atto a suo tempo dalla Democrazia cristiana
i cui esponenti non sono assolutamente scomparsi dalla scena politica
dopo i processi di “mani pulite” del 1992- 93
ma si sono abilmente riciclati, soprattutto all’interno
della neodestra di Berlusconi e sicuramente Berlusconi
è uno di questi.
Comunque sia e qualora il mio giudizio politico sia errato,
non c’è motivo per cui Berlusconi voglia sottrarsi
al giudizio della magistratura italiana, visto anche che il nostro sistema giudiziario
è il più garantista che ci sia sulla faccia della terra.
BLAISE2004






Roberto ha ragione ma c’è da domandarsi come mai da cinquant’anni a questa parte il Vaticano non soltanto difende ma promuove pure politici come Giulio Andreotti… assicurando loro l’immunità a vita!