Pubblicato da: blaise2004 giovedì, novembre 19th, 2009

pillolo 643, 2009 L’idea di “destra” di Gianfranco Fini

PILLOLO 643, 2009, novembre

E’ del tutto evidente che Gianfranco Fini ha un’idea di “destra”
molto diversa da quella di Silvio Berlusconi, pur militando nello stesso Partito.

Egli infatti ha in mente una “destra” liberale, laica anche riguardo
alle così dette questioni etiche, basata sul merito e non sull’appartenenza,
sull’incontro tra le diverse classi sociali intorno ad un progetto condiviso,
formata da una classe dirigente assolutamente lontana dalla corruzione
e dalla collusione con la delinquenza organizzata, convinta della necessità
di dover avviare un serio programma di riforme per modernizzare il paese
ed infine disponibile a rifondare la Costituzione solo nel momento in cui
le maggiori forze politiche trovino un accordo ed un compromesso
tra le diverse culture del paese.

Non credo ci sia bisogno di un grande sforzo della fantasia per rendersi conto che,
se si sostituisce il termine “destra” con il termine “sinistra”, le idee di Fini
coincidono quasi completamente con quelle di Bersani che è il segretario del PD,
il maggiore Partito di opposizione al governo Berlusconi.

Veramente le vecchie categorie interpretative della politica non servono più
per comprendere gli eventi di oggi in quanto Fini, che è un ex missino
ed un ex fascista si trova sulla stessa lunghezza d’onda di Bersani,
che è un ex comunista.

Non si tratta però di una confusione e di una forma di trasformismo,
come molti affermano, affinchè gli elettori cadano in una confusione più assoluta bensì del fatto che, dopo la caduta del muro di Berlino,
la storia dell’Europa non è più la stessa ed il modo con cui si definiva allora
la “destra” e la “sinistra” è completamente cambiato.

Infatti non siamo più di fronte allo scontro ideologico di allora
tra comunismo ed anticomunismo e tra capitalismo ed anticapitalismo
bensì tra pensiero laico e pensiero metafisico,
tra Stato laico e Stato etico, tra merito e clientelismo,
tra spesa del danaro pubblico in maniera oculata e spesa non oculata
e responsabile, tra corruzione-collusione ed integrità morale
tra accordo e collaborazione fra le classi sociale ed economiche
e divisione del paese in due dove c’è chi vince e c’è chi perde.

Ma la domanda delle cento pistole è però questa: la cultura di cui è portatore Fini
rappresenta la maggioranza o la minoranza all’interno della classe dirigente
dell’attuale neodestra italiana e fra la popolazione che l’ha votata ?

Di per certo è facile annotare come le idee di Fini siano in minoranza
all’interno della classe dirigente della neodestra italiana di oggi
ed allo stesso modo, se si tiene conto della cultura delle masse dei cattolici,
dei ceti medi italiani e della popolazione del Mezzogiorno del paese
che rappresentano la maggioranza dei voti alla neodestra,
si giunge alla medesima conclusione.

Questa è la crisi dell’attuale politica italiana di cui non si intravede
una via d’uscita al di fuori della riconferma di Silvio Berlusconi
come ago della bilancia della politica e dell’economia,
un Silvio Berlusconi però che ogni giorno di più
sta diventando un peso sempre più ingombrante
per individuare una via d’uscita per l’Italia nel suo complesso.

La classe politica italiana si trova quindi di nuovo di fronte a delle questioni
alle quali non è però in grado di dare una risposta
e tutto ritorna nelle mani degli elettori della neodestra ai quali spetterà il compito
di inviare o meno un messaggio chiarificatore in merito.

BLAISE2004

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Category: Pilloli
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