Archive for the ‘abbandono’ Category

maggio 22nd, 2009

pillolo412, 2009 I figli dei genitori separati

PILLOLO 412, 2009, maggio

Mi ricordo di come anni fa gli psicologi affermavano che
i figli dei genitori separati potevano avere dei problemi
ma che tutto derivava dal fatto che le coppie separate e divorziate
erano ancora una minoranza e che le cose sarebbero cambiate
non appena che le separazioni ed i divorzi sarebbero diventati all’ordine del giorno.

Sono trascorsi decenni e le separazioni ed i divorzi sono all’ordine del giorno
ma molti, se non tutti, i figli dei genitori separati continuano ad avere dei problemi
fino a somatizzarli in vere e proprie malattie.

Questo altro non è che il risultato dell’aver banalizzato il matrimonio
riducendolo a poco più di una forma di contratto
tanto è vero che ci si prende e ci si lascia con una superficialità disarmante.

Credo non sia giusto imporre per legge una verità di fede
secondo la quale il matrimonio è indissolubile,
tanto è vero che sono stato favorevole, e lo sarei anche oggi, alla legge sul divorzio,
ma ritengo allo stesso tempo che il parlamento italiano
dovrebbe legiferare in merito per rendere più difficile il divorzio
e non per renderlo più facile così come si sta legiferando per tutta l’Europa.

In fin dei conti si tratterebbe di prendere in maggiore considerazione
la millenaria cultura e saggezza cattolica
visto che i risultati le stanno dando ragione.

Ma a questo punto subentra l’ideologia del laicismo
che impedisce ai governi europei di prendere atto
delle cose che la realtà stessa mette sotto gli occhi di tutti.

E poi si dice che l’ideologia è morta.
Ma dove è morta in tutto quello di cui si è parlato fino ad ora ?

BLAISE2004

febbraio 28th, 2009

Questione meridionale

febbraio 21st, 2009

Non è la morte che verrà a cercarmi, è il buon Dio – S. Teresa di Lisieux

“Non vi è morte… no! Io non muoio, entro nella Vita!”
Le stelle si abbassano sull’orizzonte solo per alzarsi su altre rive e nei cieli aureolati scintillano con lo splendore delle pietre preziose.
Non esiste la morte.
Le foglie della foresta cadono per animare l’aria invisibile.
La polvere che calpestiamo si trasformerà sotto gli acquazzoni di aprile.
Vedremo gonfiarsi le spighe d’oro e la frutta matura e i fiori tingersi dei colori dell’arcobaleno.
Non esiste la morte.
I rami possono ben spogliarsi, i fiori appassire e scomparire.
Attendono solo che passi l’inverno gelido per sentire di nuovo il soffio profumato di maggio.
Non esiste la morte.
E sebbene piangiamo i sembianti dolci e familiari degli esseri teneramente amati, che abbiamo tenuto tra le nostre braccia; sebbene con cuore infranto, sotto spoglie di lutto, abbiamo condotto silenziosamente le loro fredde ceneri nel luogo di riposo ripetendoci: “Sono morti!” No! Non sono morti. Non hanno fatto che passare dietro il velo che li nasconde, verso una vita nuova più ricca di possibilità entro sfere più serene.
Hanno abbandonato il loro abito d’argilla per rivestire un ornamento radioso. Non sono partiti per lontananze sperdute, non sono perduti, non sono scomparsi.
Sebbene invisibili ai nostri occhi mortali sono sempre qui e continuano ad amare quelli che hanno lasciato dietro di loro; non ci dimenticheranno mai.
Talvolta sulle nosre fronti sentiamo il loro dolcissimo fruscio, come una carezza; il nostro spirito li avverte e il nostro cuore ne è confortato e ritrova la calma.
Sempre presenti, sebbene invisibili, gli spiriti immortali dei nostri cari rimangono perchè l’universo di Dio è tutto espressione di Vita.
Non esiste la morte.
S. Teresa di Lisieux

dicembre 8th, 2008

Le lezioni di Leone – Marco mkc Costanzo

Le lezioni di Leone…

Ieri un fiume silenzioso di persone
ha accompagnato il tuo ultimo viaggio.
Persone della nostra terra. Gente comune.
Quelli che  riconoscono un uomo coerente
e senza maschere.

Ricordo quando, citando Marx,
mi spiegavi perché era importante per te
questa terra… e il lavoro, mai il capitale.

E le risate, fatte attorno ad una tavola
imbandita. Con i tuoi figli in festa per
la quotidiana lezione di allegria.
Ricordo un uomo schietto,
abituato a togliere le sfumature,
quando la vita aveva bisogno di sostanza.

Lezione che hai ricevuto dalla terra,
e insegnato come esperienza a chi ti ha amato.
Profondamente, come quando si scava con l’anima.

La terra, che hai plasmato anche a mani nude
e da cui hai ottenuto il rispetto.
La terra che noi colpevolmente dimentichiamo.

Il sole illumina i luoghi dei miei ricordi.
Ritrovo i tuoi occhi fieri. Lo sguardo
di chi voleva capire e migliorare il mondo.

Non sei andato lontano dalla terra,

che hai amato fino all’ultimo.
Sei ancora qui. Presente.

E  vivi nella luminosa eredità umana che lasci.
Le tue lezioni hanno arricchito anche me.

Marco mkc Costanzo
(8 Dicembre 2008)

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ottobre 13th, 2008

Il giorno di dolore – Luciano Ligabue

Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle “grazie no”
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.

Quando indietro non si torna quando l’hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vora dire vivere
te l’han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle “ancora no”
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l’aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l’odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or’è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà

Soprail giorno di dolore che uno ha

ottobre 4th, 2008

In attesa che l’amico torni – David Maria Turoldo

In attesa che l’amico torni…

Tu non sai cosa sia la notte
sulla montagna
essere soli come la luna;
nè come sia dolce il colloquio
e l’attesa di qualcuno
mentre il vento appena vibra
alla porta socchiusa della cella.

Tu non sai cosa sia il silenzio
nè la gioia dell’usignolo
che canta, da solo nella notte;
quanto beata è la gratuità,
il non appartenersi
ed essere solo
ed essere di tutti
e nessuno lo sa o ti crede.

Tu non sai
come spunta una gemma
a primavera, e come un fiore
parla a un altro fiore
e come un sospiro
è udito dalle stelle.
E poi ancora il silenzio
e la vertigine dei pensieri,
e poi nessun pensiero
nella lunga notte,
ma solo gioia
pienezza di gioia
d’abbracciare la terra intera;
e di pregare e cantare
ma dentro, in silenzio.

Tu non sai questa voglia
di danzare
solo nella notte
dentro la chiesa,
tua nave sul mare.
E la quiete dell’anima
e la discesa nelle profondità,
e sentirti morire
di gioia
nella notte.

David Maria Turoldo

giugno 18th, 2008

Lo scorpione – Trilussa

Quanno che lo Scorpione s’innamora
chiama la Scorpioncina, je s’accosta
e lì je fa la solita proposta
come se fosse propio una signora.
Pija un pretesto pe’ portalla a spasso
de dietro a quarche sasso,
je zompa addosso eppoi
credo che, su per giù, fa come noi.
Ma er divario sta in questo: la compagna,
appena ch’è finito er pangrattato,
s’avventa su l’amico disgrazziato,
l’ammazza, lo fa a pezzi e se lo magna.
Una vorta, in campagna,
viddi ‘sta scena e dissi in mente mia:
Sarà quarche delitto passionale,
soliti drammi de la gelosia…-
Ma la Scorpiona indovinò er pensiero
e disse: – Nun è vero!
Pe’ nojantre è un istinto naturale
ch’è la legge più bella che ce sia.
Noi sapemo ch’er maschio è traditore:
finché j’annamo a ciccio è così bono
che ce spalanca tutto: anima e core
e ce mette su un trono.
Ma, appena trova quello che cercava
e s’è levato li capricci sui,
monta sur trono lui
e la povera femmina è la schiava.
Io, però, che so’ furba e previdente,
pe’ nun vedé la fine de l’amore
ammazzo er maschio anticipatamente…-

E con un’aria da soddisfazzione
la Scorpioncina agnede fra le piante
pe’ rosicà la coda de l’amante:
l’urtimo avanzo de la relazzione.

maggio 23rd, 2008

Strage di Capaci – marcomkc

Capaci.

Cratere della civiltà.

Sono stati capaci di farci respirare sangue.

Con uno Stato incapace di difendere suoi Pezzi.

Ci sono pezzi di carne nella mia anima.

C’è odore di solitudine per le vittime.

Mi appartengono le grida della moglie di Vito:

“Vi perdono se avete il coraggio di cambiare…”,

e la foto di Falcone e Borsellino col loro sorriso pulito,

e tutte le persone che fanno il loro dovere fino in fondo.

E ti guardo negli occhi, cittadino italiano.

Leggo la rassegnazione dello sconfitto

ed il menefreghismo del sopravvissuto.

L’unico modo però per non morire, italiano,

è non dimenticare.

Riempire il cratere della civiltà.

Siamo Capaci!

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=zJoZFtWmdIs]

marcomkc

Link correlati: Wikipedia , Un ricordo di Giovanni Falcone , Un altro ricordo di Giovanni Falcone

Video Pensa – Fabrizio Moto

Aggiungete i vostri ricordi per favore… è importante!

marzo 19th, 2008

Senza una data da ricordare – Eduardo Mitre

Senza una data da ricordare
né un luogo ben preciso da indicare
ecco che arriva la dimenticanza.

Silenziosa
come un morto che galleggia sul fiume,
lontana, ineluttabile
come può essere solo il destino:

come un’ampia zona buia,
o una scultura perfetta,
come una faccia senza lineamenti,
senza sguardo. E’ così che arriva.

Si crea una sera, all’improvviso,
lasciandoci stupefatti,
senza un’esclamazione, senza un grido.
Ci rendiamo conto semplicemente che è nata.

E ora mi chiedo:
in quale istante, fra i molti istanti,
in quale giorno, fra i molti giorni
tu mi hai dimenticato?

Eduardo Mitre
da Camino de cualquier parte

Grazie a Clelia Mazzini

settembre 20th, 2007

Domo mia – Luigi Marielli

Domo mia – Testo della canzone dei Tazenda

O…ra io

Sono qui

Oggi io

Sono senza-enza fiumi

Antichi spiriti, ombre…

Sembrano venire a me

Ti voglio donare il sangue

E’ la vita mia

Ti voglio prendere, oh…

E ti amo, e ti amo

Sei la mia vita

Ogni cosa tua

E ti amo, e ti amo, oh…

Arcani libri a casa mia

Sento le parole tue

Ti voglio donare il sangue

E’ la vita mia

Ti voglio cullare, oh…

E ti amo, e ti amo

Sei la mia vita

Ogni nota tua

E ti amo, e ti amo, oh…

Anche se non è più casa mia

Sento le tue melodie

Mettimi un’idea nella mano, nel cuore

Ti voglio donare il sangue

Sei la mia vita

Ti voglio cullare, oh…

E ti amo, e ti amo

Sei la mia vita

Sei la mia vita

E ti amo, e ti amo, oh…

Arcani libri a casa mia

Sento le parole tue

O…ra io

So…li noi

Oh eh, eh oh

Vola questo canto per te

Testo in lingua sarda

Domo mia
Co…mmo deo

So innoe

Oe eo

Soe chene-ene ribos
Antigos ‘spiritos, umbras…

Parent chi benint a mie
Ti cherzo donare su sambene
E’ la vita mia
Ti cherzo leare, oh…

E t’amo, e t’amo

Ses sa vida mea
Ogni cosa tua
E t’amo, e t’amo, oh…

Arcanos libros in domo mea
Sento le parole tue
Ti cherzo donare su sambene
E’ la vita mia

Ti cherzo ninnare, oh…

E t’amo, e t’amo

Ses sa vida mea

Ogni nota tua
E t’amo, e t’amo, oh…
Anche se non è più casa mia

Sento le tue melodie
Ponemila un’idea in sa manu, in su coro
Ti cherzo donare su sambene
Ses sa vida mea
Ti cherzo ninnare, oh…

E t’amo, e t’amo

Ses sa vida mea

Ses sa vida mea

E t’amo, e t’amo, oh…
Arcanos libros in domo mia

Sento le parole tue

Co…mmo deo

So…li noi

Oh eh, eh oh

Vola questo canto per te

[youtube=www.youtube.com/watch?v=ZJ6GAJJnIxk]

Dedichiamo questa pagina ad Andrea Parodi il cantante dei Tazenda che c’era prima di Beppe Dettori e che una malattia si è portato via il 17 ottobre 2006 .

Questo canto vola per te!

Marcomkc