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gennaio 8th, 2009

pillolo 437 – i cattolici di oggi a rimorchio

PILLOLO 437, gennaio 2009

La domanda che si dovrebbero porre i cattolici italiani di oggi
è come mai siano così poco influenti
nelle scelte culturali, politiche ed economiche
della nostra società post moderna, multi etnica e multi religiosa.

Ho detto poco influenti per non dire ininfluenti
ma non nel senso che non siano determinanti
nella scena politica italiana ma nel senso che non sono in grado
di avanzare proposte che si richiamino alla loro religione cattolica
ma si accodino invece alle altrui proposte.

Un esempio emblematico di questa insufficienza è il fatto
che i cattolici italiani rappresentano la più ampia fetta dell’ elettorato
di Forza Italia che è un partito senza una precisa cultura
e retroterra storico ed assomiglia più ad un’accozzaglia
di più culture svuotate di ben precisi contenuti
e che fa del pragmatismo l’unica sua direzione,
culture tenute insieme da un leader che assomiglia
più ad un direttore d’azienda
che ad un presidente di un partito politico.

Niente di più lontano dalla migliore cultura cattolica,
quella di don Sturzo per intenderci, eppure questo accade !

Un altro esempio è quello dell’attuale grave crisi economica, culturale e morale
che sta attraversando l’Italia insieme a tutti gli altri paesi occidentali:
tutte le forze in campo sono incapaci di prospettare un modello di società
che esca fuori dal modello materialistico e consumistico
mentre tutti sono in attesa di una speranza ed una certezza per il proprio futuro,
ciò nonostante i cattolici e la Chiesa cattolica tacciono e si adeguano.

Una risposta alla domanda iniziale non può essere
certo quella che spesso sento dire intorno e cioè che oggi i cattolici
sono numericamente una parte limitata della società italiana
in quanto questa risposta richiama solo un’altra domanda
che è in linea con quella iniziale e cioè, visto che la situazione all’inizio del ‘900
e nei secoli precedenti non era così, come è stato possibile
che da maggioranza i cattolici sono diventati minoranza ?
Qual è stata la responsabilità dei cattolici ?
Qual è stata la responsabilità della Santa Sede ?

Per renderci conto di come ciò sia stato possibile e per tentare di rispondere
alla domanda iniziale occorre avventurarci, anche se per sommi capi,
nella storia dei cattolici italiani e della Chiesa cattolica.

Fin dalla creazione dello Stato nazionale i cattolici e la Chiesa
hanno continuato a lamentarsi e ad aspirare ad uno Stato pontificio ormai perduto
e ad un potere temporale perciò “non expedit” aveva tuonato Pio IX,
non è conveniente che i cattolici si impegnino in politica ed all’interno
dello Stato nazionale.
Insomma i cattolici furono educati e formati ad opporsi
verso il nascente Stato nazionale, verso i primi tentativi di democrazia
ed in genere verso tutte quelle idee che la Santa Sede
radunava sotto il termine di “modernità” ma non ad elaborare in positivo
una proposta politica, economica e culturale.
Un po’ quello che avviene anche oggi  in certi movimenti di base o cammini di fede
in cui ci si abitua a condannare tutto ciò che è al di fuori
senza mai confrontarsi seriamente e pubblicamente con queste idee.

Quando i cattolici e il Vaticano ritennero solo conveniente, ma non perché convinti,
l’opportunità di scendere in politica, si guardarono bene
di provare ad incontrasi con i socialisti i quali difendevano
la causa dei più poveri ma si allearono con la destra liberale conservatrice
per il solo morivo che questa garantiva più privilegi alla Chiesa cattolica.
Insomma, anche in questo caso si disinteressarono dei  problemi del paese, soprattutto quelli dei più poveri e preferirono difendere
gli interessi dei più ricchi e quelli della Santa Sede.

Giunti alla fase del fascismo, a seguito degli accordi fra Mussolini
ed il Vaticano (il concordato), la maggioranza dei cattolici
divennero degli ottimi fascisti cattolici
e quell’avanguardia dei cattolici non fascisti che si era radunata intorno
alla figura di don Sturzo, complice diretto il Vaticano,
fu messa in minoranza e costretta ad esiliare.
Per questo e non per altro i cattolici furono una sparuta minoranza
all’interno della Resistenza all’occupazione nazifascista.

Sconfitti attraverso la seconda guerra mondiale il fascismo e le dittature europee
i cattolici, organizzati nel partito della Democrazia cristiana
con il consenso fattivo del Vaticano,
furono i naturali sostenitori degli Alleati i quali non avevano alcuna intenzione
di garantire riforme sostanziali ma preferivano una mera restaurazione
ed alleati delle classi borghesi benestanti, dei liberi professionisti,
dei commercianti, degli industriali e dei proprietari terrieri
mentre la Chiesa forniva loro i voti delle donne e delle masse contadine
e la mafia, la camorra e la ‘drangheta i voti del Sud.

Insomma i cattolici nella storia moderna sono sempre andati a rimorchio
di qualcuno o di qualcosa e non hanno mai elaborato qualcosa di proprio
e soprattutto qualcosa che cercasse di affrontare le contraddizioni
anche vistose e fortemente ingiuste della società italiana.

Anche per quanto riguarda la loro concezione dello Stato
e dell’economia non hanno fatto che far proprie le idee
del pensiero liberale che all’inizio, sotto la pressione del Vaticano,
avevano osteggiato, prova ne sia il dictat del “non Expedit”di Pio IX.

Infatti, ogni volta che la Democrazia cristiana ha fatto qualcosa di positivo
verso le classi sociali più povere e deboli del paese, lo ha fatto solo grazie
alle spinte sociali e di piazza organizzate dal Partito comunista e dai Sindacati.

Forse mi sbaglio, una cosa hanno creato i cattolici italiani
seguendo in ciò la tradizione del Vaticano e cioè
un sistema di potere che è sopravvissuto per circa mezzo secolo
ed in questo sono stati dei veri maestri.
Figura emblematica di tutto ciò è stato il senatore a vita Giulio Andreotti.

Come non si fa a rendersi conto che alla domanda iniziale
non si può che rispondere in un solo modo e cioè che i cattolici
sono sempre stati quello che oggi sono.
Niente di più e niente di meno ma solo tanto poco cristiani !

In conclusione, credo di essere uno dei pochi cattolici
che ancora credono e  sperano che i cattolici e la Chiesa cattolica
intendano prendere in mano le sorti di un’Italia e di un’Europa
ormai giunte allo sbando avanzando, in un mondo politico senza prospettive, proposte significanti su cui possano ritrovarsi le masse,
soprattutto quelle che stanno pagando a caro prezzo
e solo sulle proprie spalle, la crisi morale ed economica che stiamo attraversando.

Forse chi mi accusa di utopia ha ragione in quanto per ora si pensa solo
ad adeguarsi ed a stare zitti.
BLAISE2004

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