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	<title>Penna e calamaio</title>
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	<description>Un ponte tra il mondo in cui viviamo ed il mondo che vive in noi</description>
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		<title>pillolo597, 2009     Appunti per una nuova teologia cattolica</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 20:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO  597, 2009, giugno
Come avrete certamente ben compreso dai miei scritti più recenti
la teologia (discorso su Dio) a cui mi ispiro non è
la teologia che va per la maggiore nella Chiesa cattolica.
Essa può essere chiamata in diversi modi tutti tra di loro uniti
anche se ognuno è legato ad un singolo aspetto: teologia antimetafisica,
teologia dell’interpretazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO  597, 2009, giugno</p>
<p>Come avrete certamente ben compreso dai miei scritti più recenti<br />
la teologia (discorso su Dio) a cui mi ispiro non è<br />
la teologia che va per la maggiore nella Chiesa cattolica.</p>
<p>Essa può essere chiamata in diversi modi tutti tra di loro uniti<br />
anche se ognuno è legato ad un singolo aspetto: teologia antimetafisica,<br />
teologia dell’interpretazione spirituale della Bibbia<br />
ed infine teologia del pensiero debole.</p>
<p>Comunque si preferisca chiamarla essa conduce<br />
ad alcune conseguenza assai chiare e conseguenti.</p>
<p>Se l’interpretazione spirituale della Bibbia<br />
è l’unica possibilità d’incontro con lo spirito di Dio, nessuna autorità<br />
puo’ ergersi come depositaria unica della giusta interpretazione<br />
in quanto questo blocca e limita l’espandersi delle interpretazioni<br />
con ciò bloccando anche le possibilità di incontrasi con lo spirito di Dio.</p>
<p>Data poi l’incertezza che qualifica ogni interpretazione,<br />
non c’è altra strada, per commettere meno errori possibili,<br />
che quella di favorire il confronto fra le diverse interpretazioni.<br />
Parlare di interpretazione equivale quindi a parlare<br />
di dialettica fra le diverse interpretazioni.</p>
<p>La gerarchia attraverso la quale si organizza oggi la Chiesa cattolica<br />
trova il suo senso non tanto nel favorire<br />
le interpretazioni spirituali della Bibbia da parte dei fedeli<br />
e nel coordinare mettendole in dialettica fra di loro<br />
quanto nel favorire la delega dell’interpretazione verso di essa da parte dei fedeli.<br />
Questo presuppone un “pensiero forte” cioè capace di comprendere<br />
totalmente la verità ed allo steso tempo una verità già pronta<br />
per essere compresa nella sua totalità e di questo “pensiero forte”<br />
è depositaria la gerarchia ecclesiastica.</p>
<p>Come ho cercato di dimostrare precedentemente questa è un’illusione<br />
antistorica e manichea su cui poggia la principale debolezza<br />
della Chiesa cattolica di oggi ed ancor più di ieri.</p>
<p>BLAISE2004</p>
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		<title>pillolo594, 2009     La salvezza dei cristiani</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 16:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO 594, 2009, giugno
La  salvezza, comunque la si intenda o la si immagini,
per un cristiano non può non cominciare che nell’aldiquà,
altrimenti tutta la storia della preparazione perderebbe di senso
ed il gioco sarebbe affidato ad una divinità trascendente
indipendentemente dalla nostra capacità di rapporto,
divinità dunque della quale sarebbe meglio non parlare nemmeno.
In questo caso per preparazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 594, 2009, giugno</p>
<p>La  salvezza, comunque la si intenda o la si immagini,<br />
per un cristiano non può non cominciare che nell’aldiquà,<br />
altrimenti tutta la storia della preparazione perderebbe di senso<br />
ed il gioco sarebbe affidato ad una divinità trascendente<br />
indipendentemente dalla nostra capacità di rapporto,<br />
divinità dunque della quale sarebbe meglio non parlare nemmeno.</p>
<p>In questo caso per preparazione della salvezza<br />
si deve intendere sia l’incarnazione della divinità nel Cristo<br />
come scelta di condivisione con l’uomo<br />
ed offerta di conoscenza della verità,<br />
sia la stessa vita terrena dell’uomo<br />
come possibilità di realizzare una scelta salvifica.<br />
Insomma, la salvezza o è possibile toccarla con mano<br />
a partire già da questa vita terrena<br />
oppure sarebbe meglio non parlarne<br />
perché è totalmente fuori della nostra portata.</p>
<p>La salvezza del cristianesimo è dunque una salvezza<br />
a cui l’uomo è chiamato a partecipare liberamente ed in maniera attiva<br />
ma anche con tutti i suoi limiti di conoscenza della verità<br />
che si presenta come tale nella debolezza.</p>
<p>Solo il cristiano della metafisica si inganna al proposito<br />
supponendo di avere la possibilità di conoscere totalmente la verità<br />
in quanto la metafisica gliela offre chiara e lampante su un piatto d’argento<br />
ed a lui spetta solo il compito di metterla in pratica.</p>
<p>Ma non è così, come ho cercato di dimostrare fino ad ora !</p>
<p>BLAISE2004</p>
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		<title>pillolo593, 2009  Bernard Madoff ovverosia la mancanza di democrazia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 16:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO 593, 2009, giugno
Ha colpito tutti la pena di 150 anni comminata in America
al finanziere Bernard Madoff ma a me ha colpito di più la facilità
con cui egli ha potuto ingannare i suoi clienti per circa un ventennio.
Infatti non credo che bisogna essere dei geni della finanza
per costruire una semplice catena di Sant’ Antonio come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 593, 2009, giugno</p>
<p>Ha colpito tutti la pena di 150 anni comminata in America<br />
al finanziere Bernard Madoff ma a me ha colpito di più la facilità<br />
con cui egli ha potuto ingannare i suoi clienti per circa un ventennio.</p>
<p>Infatti non credo che bisogna essere dei geni della finanza<br />
per costruire una semplice catena di Sant’ Antonio come quella messa su da Madoff:<br />
con i soldi degli ultimi arrivati si finanziavano gli interessi dei primi<br />
e così via a scalare fino a quando i malcapitati, cioè gli ultimi,<br />
hanno richiesto indietro i soldi versati i quali ovviamente con c’erano più<br />
perché erano andati a finire nelle tasche dei primi, dello stesso Madoff<br />
ed in quelle dello Stato in quanto lo Stato incassava in tasse il 40%<br />
sugli interessi percepiti dai primi investitori.</p>
<p>Insomma la truffa operata da Bernard Madoff era di così facile lettura<br />
che non ci si rende conto a prima vista di come non fosse stata scoperta prima<br />
e fermata anzi tempo, prima del fallimento interno di tutta l’operazione.</p>
<p>Il trucco stava sempre nello stesso punto: non funzionava la democrazia<br />
che dovrebbe essere presente anche nell’economia e nella finanza<br />
e cioè colui che è controllato non può essere anche il controllore.</p>
<p>Insomma, tutti sapevano tutto ma nessuno aveva interesse a denunciare la truffa, compreso lo Stato americano, in quanto controllori e controllati<br />
erano praticamente gli stessi e tutti e due si dividevano equamente la torta.<br />
Chi pagava per tutti erano i malcapitati ultimi investitori che si erano fidati<br />
degli investimenti e degli interessi che Madoff garantiva protetto come era<br />
dalla fama di esperto finanziere che tutto il sistema aveva promosso.</p>
<p>In fin dei conti Bernard Madoff non è che un esponente di quel “liberismo”<br />
senza regole del capitalismo americano al fondo del quale non c’è solo la crescita<br />
del capitale di alcuni ma soprattutto l’azzeramento del capitale di altri.</p>
<p>Anche il fisco del governo di Barack Obama si è giustamente sentito coinvolto<br />
dalla truffa organizzata da Bernard Midoff In quanto ha incassato un’ingente quantità di tasse sui profitti ma chi ha perso tutti suoi risparmi in questa colossale truffa<br />
è stato rimborsato solo il 10% del capitale investito.</p>
<p>BLAISE2004</p>
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		<title>pillolo596, 2009     Il rischio dell&#8217;interpretazione della parola di Dio come l&#8217;unica certezza</title>
		<link>http://www.pennaecalamaio.com/2009/07/pillolo596-2009-il-rischio-dellinterpretazione-della-parola-di-dio-come-lunica-certezza/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 16:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO 596, 2009, luglio
Per uno che si definisce cristiano dovrebbe essere del tutto evidente
che per salvarsi occorre comprendere la parola di Dio nella Scrittura
ed applicarla correttamente alla nostra condizione e situazione.
Non solo: bisogna anche interpretarla in modo che con contrasti
con la ragione, usando dunque delle nostre facoltà per rispettare a fondo
la parola di Dio ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 596, 2009, luglio</p>
<p>Per uno che si definisce cristiano dovrebbe essere del tutto evidente<br />
che per salvarsi occorre comprendere la parola di Dio nella Scrittura<br />
ed applicarla correttamente alla nostra condizione e situazione.<br />
Non solo: bisogna anche interpretarla in modo che con contrasti<br />
con la ragione, usando dunque delle nostre facoltà per rispettare a fondo<br />
la parola di Dio ed evitare di attribuirle significati aberranti.</p>
<p>Questo dal punto di vista del credente ma la cosa vale anche per Dio:<br />
non è forse vero che il Cristo è l’interpretazione vivente<br />
del senso della legge e dei profeti ?</p>
<p>Cos’altro intendeva affermare il Cristo quando diceva: “ Udiste che vi fu detto […]<br />
Ma io vi dico […] “ se non che egli stava dando<br />
un’interpretazione diversa della legge<br />
e che i discepoli dovevano continuare questa opera fino alla fine del mondo ?</p>
<p>Quindi la salvezza del cristianesimo è stettamente legata all’interpretazione,<br />
a quella che in filosofia si chiama ermeneutica.</p>
<p>Sebbene la salvezza sia essenzialmente compiuta con l’incarnazione,<br />
passione, morte e resurrezione del Cristo, essa attende  ancora<br />
un compimento ulteriore e lo Spirito Santo, lo spirito di verità<br />
mandato ai fedeli nella Pentecoste, ha appunto  il compito di assisterli<br />
in questa ulteriore impresa di “interpretazione” della parola di Dio<br />
in modo da farla vivere nella storia.</p>
<p>Infatti quando si parla della “storia della salvezza” si deve intendere<br />
che la salvezza si realizza nella storia ma ciò significa che<br />
il dato della salvezza in Gesù Cristo deve essere interpretato in ogni tempo<br />
per calarsi nella storia degli uomini e nel piano di salvezza di Dio.</p>
<p>Quindi niente di più sbagliato che pensare che il tema della salvezza<br />
e della storia della salvezza sia qualcosa che riguarda i teologi<br />
o le autorità religiose bensì riguarda ciascuno di noi,<br />
in qualunque campo sia impegnato, perché riguarda la sua storia,<br />
la società nella quale vive, l’economia nella quale è inserito<br />
e perché ognuno ha il dovere diritto di operare con il suo discernimento<br />
per interpretare ed attualizzare la parola di Dio.</p>
<p>Dunque si può anche affermare a questo punto che<br />
chi non interpreta ed non attualizza la parola di Dio<br />
non può dirsi neppure cristiano in quanto<br />
ha mistificato lo spirito dei Vangeli.</p>
<p>Questo spirito parla invece in questi termini: la storia della salvezza<br />
è la salvezza nella storia e procede come storia dell’interpretazione<br />
nel senso forte in cui Gesù stesso è stato vivente, incarnato<br />
ed interpretazione delle Scritture.</p>
<p>E’ stato sempre per tutto e tutti così ed ancor più vale per il cristianesimo<br />
e per rendersi conto di ciò basterebbe studiare la storia della Chiesa cattolica<br />
oppure della sua teologia.<br />
Nell’antichità, ad esempio, i giovani greci di Atene si formavano<br />
sulla lettura di Omero ma non ripetendo a memoria i passi delle sue opere<br />
bensì sulla loro interpretazione e sulla loro attualizzazione.<br />
A nessuno veniva in mente di mettere in discussione i miti di Omero<br />
ciò nondimeno la mitologia, per essere e rimanere vera,<br />
non doveva rimanere soltanto una lettera scritta dal poeta secoli prima<br />
ma doveva essere interpretata per rimanere viva.</p>
<p>Chi prefigura un Dio della metafisica, una lettura letterale della Bibbia,<br />
un limite alla sua interpretazione, fa rimanere solo lettera la parola di Dio<br />
e la rinchiude in un passato che non può interessare l’uomo di oggi.</p>
<p>Anche la “contestualizzazione” della parola di Dio, se da una parte<br />
è necessaria in una prima fase della comprensione, quando si ferma a questo<br />
impedisce una vera interpretazione e con ciò la stessa vitalità dell’uomo<br />
che ha il diritto dovere di interpretarla e della stessa parola di Dio<br />
che richiede per essere viva una sua interpretazione.<br />
Insomma, la constestualizzazione fa parte della interpretazione<br />
non viceversa.</p>
<p>Ma qualsiasi interpretazione, anche quella della parola di Dio,<br />
seppur necessaria come ho cercato di dimostrare, non è certa<br />
nel senso che non può garantire sé stessa come vera<br />
ed appartiene perciò a quel “pensiero debole” di cui ho parlato<br />
negli scritti precedenti.</p>
<p>Dunque, se il “pensiero forte” della metafisica, quello che nega<br />
l’interpretazione delle Sacre Scritture, impedisce alla parola di Dio di essere viva,<br />
il “pensiero debole”, quello che afferma che l’interpretazione spirituale<br />
della Bibbia è l’unica strada per entrare in contatto con lo spirito di Dio,<br />
non garantisce sulla certezza e sulla veridicità dell’interpretazione medesima.</p>
<p>Ci troviamo un’altra volta di fronte alla scommessa di Pascal: o rischiare di perdere<br />
lo spirito di Dio abbarbicandosi alla certezza della metafisica<br />
oppure, rischiando l’errore, rischiare però di incontrare lo spirito di Dio.</p>
<p>Per questo io sono per questa seconda teologia e preferisco sbagliare<br />
e stare nel dubbio costruttivo rispetto a qualsiasi interpretazione<br />
ed a qualsiasi discernimento, compresi i miei,<br />
piuttosto che illudermi ed illudere che ci possa essere un’altra via certa<br />
e garantita al cento per cento.</p>
<p>L’obbedienza all’autorità religiosa è in questo senso solo un surrogato<br />
di una certezza impossibile.</p>
<p>O il cristiano decide di correre questo rischio oppure non va da nessuna parte !</p>
<p>BLAISE2004</p>
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		<title>pillolo592, 2009        Il fondamentalismo cristiano come forma di manicheismo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 09:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO 592, 2009, giugno
Un certo tipo di “pensiero forte” presente ancora oggi nella Chiesa cattolica
porta a considerare la “secolarizzazione” del mondo moderno dell’Occidente
come una cosa fondamentalmente negativa in quanto testimonierebbe
l’abbandono del “sacro” come baricentro della vita
e della “interpretazione” della realtà.
Infatti, secondo questa teologia, la “secolarizzazione” raccoglie in sé
necessariamente ogni forma di peccato e dalla quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 592, 2009, giugno</p>
<p>Un certo tipo di “pensiero forte” presente ancora oggi nella Chiesa cattolica<br />
porta a considerare la “secolarizzazione” del mondo moderno dell’Occidente<br />
come una cosa fondamentalmente negativa in quanto testimonierebbe<br />
l’abbandono del “sacro” come baricentro della vita<br />
e della “interpretazione” della realtà.</p>
<p>Infatti, secondo questa teologia, la “secolarizzazione” raccoglie in sé<br />
necessariamente ogni forma di peccato e dalla quale quindi il fedele<br />
deve tenersi lontano il più possibile per non lasciarsi coinvolgere.</p>
<p>Dunque, per questo pensiero, il bene come il sacro si possono incontrare solo<br />
all’interno delle forme ufficiali che si autodefiniscono cristiane,<br />
nella Chiesa cattolicaper l’appunto e fuori di essa c’è solo spazio per il demonio.</p>
<p>E’ questa, ad esempio, la catechesi che si sente sempre fare da padre Livio<br />
a Radio Maria e da Kiko Arguello, responsabile e fondatore<br />
del cammino neocatecumenale.</p>
<p>Va prima di tutto precisato che simile interpretazione di questo “pensiero forte”<br />
è antistorica in quanto non trova riscontro all’interno dell’analisi storica dei fatti<br />
dove invece si riscontra che lo spirito di Dio e dei Vangeli<br />
si è spesso incarnato in persone ed in eventi che si svolgevano<br />
al di fuori della Chiesa cattolica e del pensiero ufficiale.</p>
<p>Per seconda cosa, un simile modo di ragionare e di pensare<br />
è di tipo manicheo e quindi ideologico<br />
nel senso che concepisce la verità solo e tutta da una parte,<br />
quella della Chiesa ufficiale, e tutto l’errore dall’altra, quella della secolarizzazione.</p>
<p>Per terza cosa, da un punto di vista teologico, questo tipo si “pensiero forte”<br />
si fonda su una palese contraddizione: da una parte accetta<br />
l’idea di uno Spirito Santo che soffia come, quando e su chi vuole<br />
e dall’altra prefigura che lo Spirito Santo si faccia presente<br />
solo ed esclusivamente all’interno della Chiesa cattolica ufficiale<br />
ed in particolare sulle sue autorità religiose.</p>
<p>E’ lo stesso modo di ragionare e di pensare di quando si afferma che il cristianesimo,<br />
nel confronto con le altre religioni, è migliore nel senso che è l’unico<br />
in grado di permettere l’accesso alla verità ed al bene assoluto.</p>
<p>Sembrerebbe più opportuno e più confacente alla spirito dei Vangeli<br />
se invece si prendesse atto della “debolezza” del pensiero come della fede<br />
i quali, se da  una parte in forza dell’incarnazione<br />
possono accedere alla conoscenza Dio,<br />
sono chiamati dall’altra parte alla dura fatica dell’interpretazione<br />
che non può essere risolta attraverso i facili schematismi del manicheismo<br />
e dell’antistoricità e quindi invece della condanna tout court della “secolarizzazione”<br />
sarebbe più opportuno che si domandassero cosa Dio ha voluto dire<br />
permettendo che questo fatto si verificasse nell’Occidente.</p>
<p>Insomma, questo “pensiero forte” è alla base di ogni fondamentalismo religioso,<br />
dello scontro piuttosto che dell’incontro, dell’odio piuttosto che della carità<br />
della certezza manichea piuttosto che del dubbio costruttivo,<br />
del giudizio piuttosto che del discernimento ed impedisce il confronto<br />
con le altre religioni sulla base della “cultura”cioè delle proposte positive per l’uomo, che esse sono in grado di esprimere preferendo un ritorno alla dogmatica.</p>
<p>Alla fine sii può affermare che questo “pensiero forte” è quindi una regressione<br />
al Dio della metafisica e dei dogmi piuttosto che un’anticipazione<br />
di un Dio della carità, dei fatti e della testimonianza concreta e “culturale”<br />
sui quali sarebbe invece necessario confrontarsi.</p>
<p>BLAISE2004</p>
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		<title>pillolo591, 2009    Il &#8220;pensiero forte&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 21:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO 591, 2009, giugno
Il “pensiero forte” è alla base del neocolonialismo europeo
e del modo in cui erano condotte quasi tutte le missioni cristiane
e soprattutto quelle cattoliche in quanto partiva dall’idea
che la civiltà europea (eurocentrismo) fosse la migliore possibile
e che il cristianesimo fosse l’unica religione
che permetteva l’accesso alla verità e quindi superiore
alle altre religioni che poteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 591, 2009, giugno</p>
<p>Il “pensiero forte” è alla base del neocolonialismo europeo<br />
e del modo in cui erano condotte quasi tutte le missioni cristiane<br />
e soprattutto quelle cattoliche in quanto partiva dall’idea<br />
che la civiltà europea (eurocentrismo) fosse la migliore possibile<br />
e che il cristianesimo fosse l’unica religione<br />
che permetteva l’accesso alla verità e quindi superiore<br />
alle altre religioni che poteva incontrare lungo il cammino missionario.</p>
<p>Questo “pensiero forte” era dunque anche quello<br />
che giustificava il neocolonialismo europeo<br />
anche nelle sue aberrazioni di violenza in quanto considerato<br />
come lo strumento attraverso il quale esportare la “verità” indiscutibile<br />
ed il primato della civiltà europea e del cristianesimo.</p>
<p>Principalmente a causa di questo “pensiero forte”<br />
il neocolonialismo è stato sconfitto perché gli ha impedito<br />
un atteggiamento di “carità” verso le civiltà e le religioni<br />
che incontrava, predisponendosi ad uno scontro piuttosto che ad un incontro.</p>
<p>Ecco allora che la missionarietà diventava esclusivamente<br />
cristianizzazione delle popolazioni e la libertà imposizione della libertà<br />
come principio e come valore in un controsenso<br />
che oggi appare di tutta evidenza.</p>
<p>Ma il “pensiero forte” non è terminato con il neocolonialismo<br />
e si aggira ancora oggi nella filosofia come nella religione,<br />
nella politica come nelle Chiese.</p>
<p>BLAISE2004</p>
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		<item>
		<title>pillolo590, 2009   La forza di un &#8220;pensiero debole&#8221; e di una &#8220;fede debole&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 21:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO 590, 2009, giugno
In conclusione di questa prima parte sulla filosofia di Nietzche
e sulla sua ricaduta nel campo del cristianesimo e della civiltà occidentale
sento di sostenere la seguente tesi che affido alla vostra “critica”.
Il capitalismo internazionale nel perseguire il suo unico fine che è il profitto
ha deciso che era più conveniente per lui globalizzare l’economia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 590, 2009, giugno</p>
<p>In conclusione di questa prima parte sulla filosofia di Nietzche<br />
e sulla sua ricaduta nel campo del cristianesimo e della civiltà occidentale<br />
sento di sostenere la seguente tesi che affido alla vostra “critica”.</p>
<p>Il capitalismo internazionale nel perseguire il suo unico fine che è il profitto<br />
ha deciso che era più conveniente per lui globalizzare l’economia e la finanza<br />
provocando con ciò l’incontro di religioni diverse fra loro<br />
e di civiltà ugualmente diverse.</p>
<p>In altri tempi questo tipo di avvenimenti si sarebbero risolti come al solito<br />
con la guerra dalla quale sarebbe uscita la civiltà e la religione vincente.</p>
<p>Oggi questo non è possibile in quanto si andrebbe incontro<br />
alla terza guerra atomica mondiale che molto probabilmente<br />
sarebbe anche l’ultima senza né vinti né vincitori.</p>
<p>Per questo la globalizzazione dell’economia e della finanza<br />
imposta dal capitalismo internazionale impone a sua volta<br />
un ripensamento sul modo di concepire la propria civiltà e la propria religione.</p>
<p>Così come nel passato ha prevalso un “pensiero forte”<br />
che portava a concepire la propria civiltà, il proprio sistema di valori<br />
e la propria religione come i migliori in assoluto<br />
e come depositari dell’unica verità oggettiva ed universale<br />
oggi dovrà prevalere un “pensiero debole” che parta dall’idea<br />
che una verità oggettiva non è data come  assoluta ed immutabile<br />
ma solo come frutto della “interpretazione” che si può dare<br />
tenendo conto che essa è condizionata dalla cultura e dalla religione<br />
in cui si svolge come “evento”.</p>
<p>La verità esiste, secondo questo pensiero che poi dovrebbe essere<br />
l’atteggiamento anche del cristianesimo, ma è debole in quanto<br />
non assoluta ma relativa, modificabile e non data una volta per tutte,<br />
sempre interpretabile e mai trasmessa alla lettera.</p>
<p>La verità del cristianesimo non viene messa in discussione<br />
così come la sacralità della Bibbia su cui si basa<br />
ma quella che viene messa in discussione<br />
è l’interpretazione che si dà di esso e delle Sacre Scritture.<br />
Infatti la storia stessa dimostra come nel tempo le interpretazioni<br />
delle Sacre Scritture sono cambiate e variate a testimonianza<br />
che quello che vale non è la lettura letterale della parola di  Dio<br />
ma l’interpretazione spirituale alla ricerca del senso della parola medesima<br />
e per comprendere cosa essa possa dire sugli “eventi” della storia di oggi.</p>
<p>Nelle Sacre Scritture c’ è la verità la quale ha bisogno però<br />
dell’interpretazione spirituale dell’uomo per prendere vita storicamente<br />
nel tempo e nell’esistenza immanente dell’aldiquà<br />
ed ogni interpretazione spirituale non può essere che relativa<br />
ma non per questo meno vera, è insomma una “interpretazione debole”<br />
certa di sé ma anche disponibile a mettersi in discussione.</p>
<p>Le alternative a questo modo di pensare e di aver fede<br />
sono due delle quali la prima si configura come un ritorno all’antico<br />
cioè al Dio della metafisica ed alla lettura letterale della Bibbia<br />
i quali prefigurano un “pensiero forte” che riconduce non solo<br />
ad una verità certa ma anche sempre uguale a sé stessa,<br />
la sola che si presenti come l’unica verità possibile,<br />
la seconda è quella che presenta un Dio completamente trascendente<br />
e completamente irraggiungibile per l’uomo ignorando con ciò<br />
la stessa essenza dell’incarnazione cioè di un Dio che ha scelto<br />
di mescolarsi con l’uomo proprio per farsi conoscere da lui.</p>
<p>BLAISE2004</p>
<p class="bookmark-me"><a title="www.facebook.com" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fwww.pennaecalamaio.com%2F2009%2F06%2Fpillolo590-2009-la-forza-di-un-pensiero-debole-e-di-una-fede-debole%2F&amp;t=pillolo590%2C+2009+++La+forza+di+un+%26%238220%3Bpensiero+debole%26%238221%3B+e+di+una+%26%238220%3Bfede+debole%26%238221%3B"><img src="http://www.pennaecalamaio.com/wp-content/plugins/bookmark-me/images/facebook.png" style="margin:0;border:0;padding:0" alt="bookmark"/></a> <a title="reddit.com" href="http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fwww.pennaecalamaio.com%2F2009%2F06%2Fpillolo590-2009-la-forza-di-un-pensiero-debole-e-di-una-fede-debole%2F&amp;title=pillolo590%2C+2009+++La+forza+di+un+%26%238220%3Bpensiero+debole%26%238221%3B+e+di+una+%26%238220%3Bfede+debole%26%238221%3B"><img src="http://www.pennaecalamaio.com/wp-content/plugins/bookmark-me/images/reddit.png" style="margin:0;border:0;padding:0" alt="bookmark"/></a> <a title="oknotizie.alice.it" href="http://oknotizie.alice.it/post?url=http%3A%2F%2Fwww.pennaecalamaio.com%2F2009%2F06%2Fpillolo590-2009-la-forza-di-un-pensiero-debole-e-di-una-fede-debole%2F&amp;title=pillolo590%2C+2009+++La+forza+di+un+%26%238220%3Bpensiero+debole%26%238221%3B+e+di+una+%26%238220%3Bfede+debole%26%238221%3B"><img src="http://www.pennaecalamaio.com/wp-content/plugins/bookmark-me/images/it_oknotizie.png" style="margin:0;border:0;padding:0" alt="bookmark"/></a> <a title="segnalo.com" href="http://segnalo.com/post.html.php?url=http%3A%2F%2Fwww.pennaecalamaio.com%2F2009%2F06%2Fpillolo590-2009-la-forza-di-un-pensiero-debole-e-di-una-fede-debole%2F&amp;title=pillolo590%2C+2009+++La+forza+di+un+%26%238220%3Bpensiero+debole%26%238221%3B+e+di+una+%26%238220%3Bfede+debole%26%238221%3B"><img src="http://www.pennaecalamaio.com/wp-content/plugins/bookmark-me/images/it_segnalo.png" style="margin:0;border:0;padding:0" alt="bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>pillolo588, 2009      La &#8220;interpretazione spirituale&#8221; della Bibbia</title>
		<link>http://www.pennaecalamaio.com/2009/06/pillolo588-2009-la-interpretazione-spirituale-della-bibbia/</link>
		<comments>http://www.pennaecalamaio.com/2009/06/pillolo588-2009-la-interpretazione-spirituale-della-bibbia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 13:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO 588, 2009, giugno
Un esempio di cosa si debba intendere per “interpretazione spirituale”
della Bibbia e per “secolarizzazione” del mondo moderno
si ha quando si leggono le affermazioni di Max Weber
nella sua opera “ L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”.
Weber dimostra come il capitalismo è strettamente legato con l’etica cristiana
nel senso che ne è un’applicazione interpretativa: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 588, 2009, giugno</p>
<p>Un esempio di cosa si debba intendere per “interpretazione spirituale”<br />
della Bibbia e per “secolarizzazione” del mondo moderno<br />
si ha quando si leggono le affermazioni di Max Weber<br />
nella sua opera “ L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”.</p>
<p>Weber dimostra come il capitalismo è strettamente legato con l’etica cristiana<br />
nel senso che ne è un’applicazione interpretativa: secondo lui<br />
il capitalismo moderno si spiega solo come conseguenza della realizzazione<br />
dei principi etici del cristianesimo.</p>
<p>Chi sostiene che questo spostamento di piani è un tradimento<br />
del messaggio cristiano, difende ovviamente una interpretazione letterale<br />
della dottrina cristiana ma Weber segue invece un’interpretazione spirituale<br />
della Bibbia facendola rivivere nella storia del suo tempo<br />
e precisamente nell’analisi che egli fa del capitalismo moderno.</p>
<p>Quello di Weber è un modo di avvicinarsi alla parola di Dio<br />
che vale non solo per le origini del capitalismo moderno<br />
ma che dovrebbe essere applicato per ogni cosa che riguarda<br />
il “mondo secolarizzato” di oggi.</p>
<p>Si  pensi ad esempio al caso del rifiuto degli ordini sacerdotali alle donne,<br />
rifiuto fondato unicamente sul fatto che Gesù scelse i suoi apostoli fra gli uomini.<br />
Anche questo è frutto di una lettura letterale della Bibbia come lo fu per Galileo<br />
quando tutto potrebbe essere di facile comprensione se non ci si fermasse alla lettera<br />
ma si tenesse di conto della cultura del periodo in cui visse storicamente Gesù<br />
dove la condizione di inferiorità della donna era del tutto manifesta<br />
ed ovvia ai tempi del Cristo ma che oggi è un puro residuo del passato<br />
assunto dalla Chiesa cattolica come norma eterna di natura.</p>
<p>La “secolarizzazione” del mondo moderno è quindi figlia<br />
e non figliastra della ”interpretazione spirituale” della Bibbia<br />
anche se a questa conclusione si oppongono ancora oggi<br />
due opposte idee, quella che esige un’”interpretazione letterale” della Bibbia,<br />
con ciò bloccandola inesorabilmente ad un passato di 2000 anni fa,<br />
e quella della “ragione illuministica” che intende sostituire<br />
una spiegazione puramente razionale del mondo<br />
alle credenze religiose che la stessa “dialettica dell’illuminismo,<br />
ha fortemente ridimensionato.</p>
<p>D’altra parte l’incontro del cristianesimo con le altre religioni,<br />
riscattate dallo stigma di barbarie e primitive<br />
che i missionari &#8211; colonialisti applicavano loro senza alcuna perplessità,<br />
ha ridimensionato anche di molto le pretese delle Chiese cristiane,<br />
e particolarmente di quella cattolica, di valere come depositarie<br />
dell’unica vera religione.</p>
<p>Seguendo quindi il metodo di Max Weber adottato per analizzare<br />
Le origini del capitalismo oppure quello adottato per il sacerdozio femminile<br />
La stessa cosa deve essere fatta per tutto il mondo “secolarizzato”<br />
In quanto esso non è che una manifestazione attraverso la quale<br />
Dio si manifesta agli uomini.</p>
<p>Quindi non c’è niente di più errato che condannare e giudicare come negativa<br />
e fonte di perdizione e di peccato la “secolarizzazione”<br />
perché si commette l’errore di pensare che essa corrisponda all’assenza di Dio.</p>
<p>Contrapporre la “ cristianizzazione” alla “secolarizzazione” è insomma come<br />
impedirci di leggere il “sacro” nella storia e delegittimare l’incarnazione di Dio<br />
fra gli uomini.</p>
<p>BLAISE2004</p>
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		</item>
		<item>
		<title>pillolo587, 2009    La &#8220;secolarizzazione&#8221; del mondo moderno</title>
		<link>http://www.pennaecalamaio.com/2009/06/pillolo587-2009-la-secolarizzazione-del-mondo-moderno/</link>
		<comments>http://www.pennaecalamaio.com/2009/06/pillolo587-2009-la-secolarizzazione-del-mondo-moderno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 08:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pennaecalamaio.com/2009/06/pillolo587-2009-la-secolarizzazione-del-mondo-moderno/</guid>
		<description><![CDATA[PILLOLO 587, 2009, giugno
Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa
la quale si autodefinisca infallibile
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia
dove, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 587, 2009, giugno</p>
<p>Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso<br />
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:<br />
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa<br />
la quale si autodefinisca infallibile<br />
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture<br />
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,<br />
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio<br />
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia<br />
dove, come, quando e su chi vuole.</p>
<p>Se la Chiesa cattolica ha fino ad oggi<br />
cercato di bloccare l’espansione dell’interpretazione della parola di Dio<br />
e di limitare la dialettica fra le differenti interpretazioni per timore, secondo me,<br />
di una soggettività che poteva sfuggirle dalle mani,<br />
la cosa è andata peggiorando con le Chiese nate dalla riforma di Lutero<br />
in quanto esse si dovevano uniformare alla parola d’ordine del loro fondatore<br />
che affermava “sola Scriptura” intendendo con ciò che<br />
si doveva fare una lettura solo letterale della Bibbia e non spirituale<br />
evitando così ogni interpretazione.</p>
<p>Infatti in questo caso si evitava che potessero nascere<br />
i problemi che nascevano all’interno della Chiesa<br />
dovuti, secondo Lutero, da una “lettura spirituale” della Bibbia<br />
e cioè che, malgrado il controllo delle autorità religiose,<br />
potevano nascere interpretazioni della Bibbia<br />
difformi da quelle ufficiali ed ammesse.</p>
<p>Quindi la parola di Dio resta viva soprattutto attraverso l’ interpretazione<br />
che in ogni epoca se ne dà altrimenti rimane lettera morta mancando<br />
di quel discernimento che l’attualizza alla realtà storica del momento.</p>
<p>In questo senso si può affermare che le Sacre Scritture<br />
vivono attraverso la loro interpretazione ed è in questo momento<br />
che Nietzsche inserisce una sua considerazione: i primi ad uccidere<br />
il Dio della metafisica, il Dio morale sono stati prima di tutto i cristiani<br />
testimoniando con la loro vita disordinata e schiava del peccato<br />
che questo che Dio che doveva dare ordine e senso a tutto<br />
non aveva la capacità di cambiare le loro vite.</p>
<p>Da questo, sempre secondo il filosofo, si salvano solo quei pochi Santi<br />
che sono saliti agli onori degli altari, delle eccezioni che come tali<br />
confermano la regola, né si salva la Chiesa cattolica<br />
la cui storia testimonia in sostanza la sua lontananza dalla parola di Dio.</p>
<p>Ad uccidere il Dio della metafisica sono stati quindi per primi gli stessi cristiani<br />
poi è arrivata la scienza e la tecnologia ed infine è giunta la filosofia di Nitzsche<br />
la quale afferma che non è possibile proporre un “essere” oggettivo e stabile<br />
ma solo un “essere” relativo nel senso che non esiste più una verità assoluta<br />
e sempre uguale a sé stessa ma solo una verità relativa e transeunte<br />
oggetto della ricerca dell’uomo che sempre la modifica e l’aggiorna.</p>
<p>Questa è la base su cui si è innestata, secondo il filosofo Vattimo,<br />
seguace di Nietzsche, la “secolarizzazione” della cultura di oggi<br />
nel senso della scomparsa del “sacro” dalla vita dell’uomo<br />
ma questo non ha comportato la scomparsa di Dio,<br />
come sostengono soprattutto i teologi Barth e Bonhoeffer.</p>
<p>Infatti, secondo questi due teologi, la “secolarizzazione” moderna<br />
ha fatto scoprire la “completa trascendenza” di Dio<br />
rispetto ad ogni realizzazione mondana che è la vera natura di Dio.</p>
<p>Per assurdo la “secolarizzazione” del mondo moderno è stato lo strumento<br />
di cui Dio si è servito per ricondurre l’uomo a sé<br />
cioè ad avere un’idea di Dio più veritiera vale a dire<br />
un Dio come totalmente trascendente, come totale alterità<br />
e come paradosso a cui deve corrispondere il “salto” della fede<br />
come accettazione di questo assurdo e di questo paradosso.</p>
<p>Esso è il fondamento ultimo ed inaccessibile alla nostra ragione<br />
al punto da apparire assurdo ma proprio per questo<br />
garantito in una suprema stabilità ed oggettività.<br />
Per Barth e Bobhoeffer il Dio della metafisica non è morto<br />
bensì si ripresenta all’uomo, grazie alla “secolarizzazione moderna“,<br />
sotto l’aspetto che è a lui più consono che è quello della totale trascendenza.</p>
<p>Per questo, secondo i due teologi, è errato condannare la filosofia di Nietzsche<br />
e la “secolarizzazione” che ne è derivata in quanto sono stati due strumenti<br />
di cui Dio si è servito per farsi conoscere all’uomo sotto la sua vera natura<br />
e per spazzare via la vechia teologia di cui anche la Chiesa cattolica si serviva.</p>
<p>BLAISE2004</p>
<p>PILLOLO 587, 2009, giugno</p>
<p>Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso<br />
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:<br />
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa<br />
la quale si autodefinisca infallibile<br />
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture<br />
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,<br />
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio<br />
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia<br />
dove, come, quando e su chi vuole.</p>
<p>Se la Chiesa cattolica ha fino ad oggi<br />
cercato di bloccare l’espansione dell’interpretazione della parola di Dio<br />
e di limitare la dialettica fra le differenti interpretazioni per timore, secondo me,<br />
di una soggettività che poteva sfuggirle dalle mani,<br />
la cosa è andata peggiorando con le Chiese nate dalla riforma di Lutero<br />
in quanto esse si dovevano uniformare alla parola d’ordine del loro fondatore<br />
che affermava “sola Scriptura” intendendo con ciò che<br />
si doveva fare una lettura solo letterale della Bibbia e non spirituale<br />
evitando così ogni interpretazione.</p>
<p>Infatti in questo caso si evitava che potessero nascere<br />
i problemi che nascevano all’interno della Chiesa<br />
dovuti, secondo Lutero, da una “lettura spirituale” della Bibbia<br />
e cioè che, malgrado il controllo delle autorità religiose,<br />
potevano nascere interpretazioni della Bibbia<br />
difformi da quelle ufficiali ed ammesse.</p>
<p>Quindi la parola di Dio resta viva soprattutto attraverso l’ interpretazione<br />
che in ogni epoca se ne dà altrimenti rimane lettera morta mancando<br />
di quel discernimento che l’attualizza alla realtà storica del momento.</p>
<p>In questo senso si può affermare che le Sacre Scritture<br />
vivono attraverso la loro interpretazione ed è in questo momento<br />
che Nietzsche inserisce una sua considerazione: i primi ad uccidere<br />
il Dio della metafisica, il Dio morale sono stati prima di tutto i cristiani<br />
testimoniando con la loro vita disordinata e schiava del peccato<br />
che questo che Dio che doveva dare ordine e senso a tutto<br />
non aveva la capacità di cambiare le loro vite.</p>
<p>Da questo, sempre secondo il filosofo, si salvano solo quei pochi Santi<br />
che sono saliti agli onori degli altari, delle eccezioni che come tali<br />
confermano la regola, né si salva la Chiesa cattolica<br />
la cui storia testimonia in sostanza la sua lontananza dalla parola di Dio.</p>
<p>Ad uccidere il Dio della metafisica sono stati quindi per primi gli stessi cristiani<br />
poi è arrivata la scienza e la tecnologia ed infine è giunta la filosofia di Nitzsche<br />
la quale afferma che non è possibile proporre un “essere” oggettivo e stabile<br />
ma solo un “essere” relativo nel senso che non esiste più una verità assoluta<br />
e sempre uguale a sé stessa ma solo una verità relativa e transeunte<br />
oggetto della ricerca dell’uomo che sempre la modifica e l’aggiorna.</p>
<p>Questa è la base su cui si è innestata, secondo il filosofo Vattimo,<br />
seguace di Nietzsche, la “secolarizzazione” della cultura di oggi<br />
nel senso della scomparsa del “sacro” dalla vita dell’uomo<br />
ma questo non ha comportato la scomparsa di Dio,<br />
come sostengono soprattutto i teologi Barth e Bonhoeffer.</p>
<p>Infatti, secondo questi due teologi, la “secolarizzazione” moderna<br />
ha fatto scoprire la “completa trascendenza” di Dio<br />
rispetto ad ogni realizzazione mondana che è la vera natura di Dio.</p>
<p>Per assurdo la “secolarizzazione” del mondo moderno è stato lo strumento<br />
di cui Dio si è servito per ricondurre l’uomo a sé<br />
cioè ad avere un’idea di Dio più veritiera vale a dire<br />
un Dio come totalmente trascendente, come totale alterità<br />
e come paradosso a cui deve corrispondere il “salto” della fede<br />
come accettazione di questo assurdo e di questo paradosso.</p>
<p>Esso è il fondamento ultimo ed inaccessibile alla nostra ragione<br />
al punto da apparire assurdo ma proprio per questo<br />
garantito in una suprema stabilità ed oggettività.<br />
Per Barth e Bobhoeffer il Dio della metafisica non è morto<br />
bensì si ripresenta all’uomo, grazie alla “secolarizzazione moderna“,<br />
sotto l’aspetto che è a lui più consono che è quello della totale trascendenza.</p>
<p>Per questo, secondo i due teologi, è errato condannare la filosofia di Nietzsche<br />
e la “secolarizzazione” che ne è derivata in quanto sono stati due strumenti<br />
di cui Dio si è servito per farsi conoscere all’uomo sotto la sua vera natura<br />
e per spazzare via la vechia teologia di cui anche la Chiesa cattolica si serviva.</p>
<p>BLAISE2004</p>
<p>PILLOLO 587, 2009, giugno</p>
<p>Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso<br />
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:<br />
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa<br />
la quale si autodefinisca infallibile<br />
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture<br />
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,<br />
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio<br />
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia<br />
dove, come, quando e su chi vuole.</p>
<p>Se la Chiesa cattolica ha fino ad oggi<br />
cercato di bloccare l’espansione dell’interpretazione della parola di Dio<br />
e di limitare la dialettica fra le differenti interpretazioni per timore, secondo me,<br />
di una soggettività che poteva sfuggirle dalle mani,<br />
la cosa è andata peggiorando con le Chiese nate dalla riforma di Lutero<br />
in quanto esse si dovevano uniformare alla parola d’ordine del loro fondatore<br />
che affermava “sola Scriptura” intendendo con ciò che<br />
si doveva fare una lettura solo letterale della Bibbia e non spirituale<br />
evitando così ogni interpretazione.</p>
<p>Infatti in questo caso si evitava che potessero nascere<br />
i problemi che nascevano all’interno della Chiesa<br />
dovuti, secondo Lutero, da una “lettura spirituale” della Bibbia<br />
e cioè che, malgrado il controllo delle autorità religiose,<br />
potevano nascere interpretazioni della Bibbia<br />
difformi da quelle ufficiali ed ammesse.</p>
<p>Quindi la parola di Dio resta viva soprattutto attraverso l’ interpretazione<br />
che in ogni epoca se ne dà altrimenti rimane lettera morta mancando<br />
di quel discernimento che l’attualizza alla realtà storica del momento.</p>
<p>In questo senso si può affermare che le Sacre Scritture<br />
vivono attraverso la loro interpretazione ed è in questo momento<br />
che Nietzsche inserisce una sua considerazione: i primi ad uccidere<br />
il Dio della metafisica, il Dio morale sono stati prima di tutto i cristiani<br />
testimoniando con la loro vita disordinata e schiava del peccato<br />
che questo che Dio che doveva dare ordine e senso a tutto<br />
non aveva la capacità di cambiare le loro vite.</p>
<p>Da questo, sempre secondo il filosofo, si salvano solo quei pochi Santi<br />
che sono saliti agli onori degli altari, delle eccezioni che come tali<br />
confermano la regola, né si salva la Chiesa cattolica<br />
la cui storia testimonia in sostanza la sua lontananza dalla parola di Dio.</p>
<p>Ad uccidere il Dio della metafisica sono stati quindi per primi gli stessi cristiani<br />
poi è arrivata la scienza e la tecnologia ed infine è giunta la filosofia di Nitzsche<br />
la quale afferma che non è possibile proporre un “essere” oggettivo e stabile<br />
ma solo un “essere” relativo nel senso che non esiste più una verità assoluta<br />
e sempre uguale a sé stessa ma solo una verità relativa e transeunte<br />
oggetto della ricerca dell’uomo che sempre la modifica e l’aggiorna.</p>
<p>Questa è la base su cui si è innestata, secondo il filosofo Vattimo,<br />
seguace di Nietzsche, la “secolarizzazione” della cultura di oggi<br />
nel senso della scomparsa del “sacro” dalla vita dell’uomo<br />
ma questo non ha comportato la scomparsa di Dio,<br />
come sostengono soprattutto i teologi Barth e Bonhoeffer.</p>
<p>Infatti, secondo questi due teologi, la “secolarizzazione” moderna<br />
ha fatto scoprire la “completa trascendenza” di Dio<br />
rispetto ad ogni realizzazione mondana che è la vera natura di Dio.</p>
<p>Per assurdo la “secolarizzazione” del mondo moderno è stato lo strumento<br />
di cui Dio si è servito per ricondurre l’uomo a sé<br />
cioè ad avere un’idea di Dio più veritiera vale a dire<br />
un Dio come totalmente trascendente, come totale alterità<br />
e come paradosso a cui deve corrispondere il “salto” della fede<br />
come accettazione di questo assurdo e di questo paradosso.</p>
<p>Esso è il fondamento ultimo ed inaccessibile alla nostra ragione<br />
al punto da apparire assurdo ma proprio per questo<br />
garantito in una suprema stabilità ed oggettività.<br />
Per Barth e Bobhoeffer il Dio della metafisica non è morto<br />
bensì si ripresenta all’uomo, grazie alla “secolarizzazione moderna“,<br />
sotto l’aspetto che è a lui più consono che è quello della totale trascendenza.</p>
<p>Per questo, secondo i due teologi, è errato condannare la filosofia di Nietzsche<br />
e la “secolarizzazione” che ne è derivata in quanto sono stati due strumenti<br />
di cui Dio si è servito per farsi conoscere all’uomo sotto la sua vera natura<br />
e per spazzare via la vechia teologia di cui anche la Chiesa cattolica si serviva.</p>
<p>BLAISE2004</p>
<p>PILLOLO 587, 2009, giugno</p>
<p>Inizio dando per scontato alcune cose le quali, per chi fa uso<br />
della “critica della ragione”, dovrebbero essere ovvie:<br />
da una parte che non possa esistere un’autorità religiosa<br />
la quale si autodefinisca infallibile<br />
e dall’altra che l’interpretazione delle Sacre Scritture<br />
non sia patrimonio esclusivo dell’autorità sacerdotale,<br />
differentemente bisognerebbe mettere in dubbio<br />
anche la libertà dello Spirito Santo che soffia<br />
dove, come, quando e su chi vuole.</p>
<p>Se la Chiesa cattolica ha fino ad oggi<br />
cercato di bloccare l’espansione dell’interpretazione della parola di Dio<br />
e di limitare la dialettica fra le differenti interpretazioni per timore, secondo me,<br />
di una soggettività che poteva sfuggirle dalle mani,<br />
la cosa è andata peggiorando con le Chiese nate dalla riforma di Lutero<br />
in quanto esse si dovevano uniformare alla parola d’ordine del loro fondatore<br />
che affermava “sola Scriptura” intendendo con ciò che<br />
si doveva fare una lettura solo letterale della Bibbia e non spirituale<br />
evitando così ogni interpretazione.</p>
<p>Infatti in questo caso si evitava che potessero nascere<br />
i problemi che nascevano all’interno della Chiesa<br />
dovuti, secondo Lutero, da una “lettura spirituale” della Bibbia<br />
e cioè che, malgrado il controllo delle autorità religiose,<br />
potevano nascere interpretazioni della Bibbia<br />
difformi da quelle ufficiali ed ammesse.</p>
<p>Quindi la parola di Dio resta viva soprattutto attraverso l’ interpretazione<br />
che in ogni epoca se ne dà altrimenti rimane lettera morta mancando<br />
di quel discernimento che l’attualizza alla realtà storica del momento.</p>
<p>In questo senso si può affermare che le Sacre Scritture<br />
vivono attraverso la loro interpretazione ed è in questo momento<br />
che Nietzsche inserisce una sua considerazione: i primi ad uccidere<br />
il Dio della metafisica, il Dio morale sono stati prima di tutto i cristiani<br />
testimoniando con la loro vita disordinata e schiava del peccato<br />
che questo che Dio che doveva dare ordine e senso a tutto<br />
non aveva la capacità di cambiare le loro vite.</p>
<p>Da questo, sempre secondo il filosofo, si salvano solo quei pochi Santi<br />
che sono saliti agli onori degli altari, delle eccezioni che come tali<br />
confermano la regola, né si salva la Chiesa cattolica<br />
la cui storia testimonia in sostanza la sua lontananza dalla parola di Dio.</p>
<p>Ad uccidere il Dio della metafisica sono stati quindi per primi gli stessi cristiani<br />
poi è arrivata la scienza e la tecnologia ed infine è giunta la filosofia di Nitzsche<br />
la quale afferma che non è possibile proporre un “essere” oggettivo e stabile<br />
ma solo un “essere” relativo nel senso che non esiste più una verità assoluta<br />
e sempre uguale a sé stessa ma solo una verità relativa e transeunte<br />
oggetto della ricerca dell’uomo che sempre la modifica e l’aggiorna.</p>
<p>Questa è la base su cui si è innestata, secondo il filosofo Vattimo,<br />
seguace di Nietzsche, la “secolarizzazione” della cultura di oggi<br />
nel senso della scomparsa del “sacro” dalla vita dell’uomo<br />
ma questo non ha comportato la scomparsa di Dio,<br />
come sostengono soprattutto i teologi Barth e Bonhoeffer.</p>
<p>Infatti, secondo questi due teologi, la “secolarizzazione” moderna<br />
ha fatto scoprire la “completa trascendenza” di Dio<br />
rispetto ad ogni realizzazione mondana che è la vera natura di Dio.</p>
<p>Per assurdo la “secolarizzazione” del mondo moderno è stato lo strumento<br />
di cui Dio si è servito per ricondurre l’uomo a sé<br />
cioè ad avere un’idea di Dio più veritiera vale a dire<br />
un Dio come totalmente trascendente, come totale alterità<br />
e come paradosso a cui deve corrispondere il “salto” della fede<br />
come accettazione di questo assurdo e di questo paradosso.</p>
<p>Esso è il fondamento ultimo ed inaccessibile alla nostra ragione<br />
al punto da apparire assurdo ma proprio per questo<br />
garantito in una suprema stabilità ed oggettività.<br />
Per Barth e Bobhoeffer il Dio della metafisica non è morto<br />
bensì si ripresenta all’uomo, grazie alla “secolarizzazione moderna“,<br />
sotto l’aspetto che è a lui più consono che è quello della totale trascendenza.</p>
<p>Per questo, secondo i due teologi, è errato condannare la filosofia di Nietzsche<br />
e la “secolarizzazione” che ne è derivata in quanto sono stati due strumenti<br />
di cui Dio si è servito per farsi conoscere all’uomo sotto la sua vera natura<br />
e per spazzare via la vechia teologia di cui anche la Chiesa cattolica si serviva.</p>
<p>BLAISE2004</p>
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		<title>pillolo586, 2009       Un &#8220;essere debole&#8221; per un &#8220;pensiero debole&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 13:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blaise2004</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pilloli]]></category>

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		<description><![CDATA[PILLOLO 586, 2009, giugno
Secondo Martin Heidegger, uno dei filosofi che meglio
ha compreso e sviluppato il pensiero di Nietzsche,
la fine della metafisica significa il passaggio
da una concezione dell’essere come struttura
ad una concezione dell’essere come evento,
caratterizzato da una vocazione all’indebolimento.
La moderna liberazione infatti consiste nel fatto che l’uomo
viene liberato dalla metafisica e dalla pretesa che l’essere
valga come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PILLOLO 586, 2009, giugno</p>
<p>Secondo Martin Heidegger, uno dei filosofi che meglio<br />
ha compreso e sviluppato il pensiero di Nietzsche,<br />
la fine della metafisica significa il passaggio<br />
da una concezione dell’essere come struttura<br />
ad una concezione dell’essere come evento,<br />
caratterizzato da una vocazione all’indebolimento.</p>
<p>La moderna liberazione infatti consiste nel fatto che l’uomo<br />
viene liberato dalla metafisica e dalla pretesa che l’essere<br />
valga come unico e come eterno ordine.<br />
Questo salto di libertà non ci dà ovviamente una conoscenza più vera<br />
e completa di quel che l’essere oggettivamente è<br />
ma ci dice solo che l’essere non è nulla di oggettivo e di stabile<br />
e ce lo svela come evento nel quale siamo coinvolti come interpreti,<br />
insomma l’uomo può esistere solo come interprete dell’evento cioè dell’essere.</p>
<p>L’evento diventa quindi indebolito in quanto<br />
non solo non ne esiste una conoscenza al di fuori di noi<br />
ma è limitato a quello che accade a noi oggi<br />
e di cui non possiamo che darne una interpretazione.</p>
<p>Debole è l’essere e debole è il pensiero sull’essere<br />
nel senso che è impossibile determinare l’oggettività dell’essere.</p>
<p>Ciò che emerge dalle ceneri della metafisica<br />
è per l’appunto un “pensiero debole” ed un “esser debole”<br />
che rende relativa ogni idea di bene e di male assoluto ed oggettivo.</p>
<p>Questo non vuol dire che non si possa formulare un’idea di bene e di male<br />
ma che possa avvenire solo all’interno del “relativismo”<br />
il qual è ciò che rimane dall’uccisone del Dio metafisico.</p>
<p>Anche il cristianesimo, come qualsiasi altra religione,<br />
secondo Heidegger, deve essere ripensato tenendo di conto<br />
della liberazione del “relativismo” e propone una sintesi<br />
tra l’incarnazione del cristianesimo e la nuova filosofia.</p>
<p>Secondo i suoi seguaci infatti, il ritorno della religione cristiana<br />
nell’era dell’espansione tecnologica si prefigura<br />
come un ritorno che ha queste caratteristiche<br />
e che mal si integra all’interno della vecchia concezione<br />
del cristianesimo come religione alla cui base<br />
c’ è ancora l’idea di un Dio metafisico<br />
e l’idea che ci possa essere un’idea del bene e del male come oggettiva<br />
ed un credente che la possa conoscere ed attuare.</p>
<p>BLAISE2004</p>
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